Venerdì 20 marzo si sono svolti nelle Aule di Via Belmeloro e di viale Berti Pichat due concorsi a tempo determinato: 15 posti da C amministrativo, e 31 posti da C amministrativo-contabile. A entrambi si sono iscritte circa 1.500 persone

Siamo molto perplessi su questi concorsi.

Per la logistica: le aule erano inadeguate per un tale numero di persone (tanto da dovere utilizzare più aule con relative sotto-commissioni), oltre alla mancanza di spazio in cui accogliere i candidati all’ingresso per l’identificazione. Abbiamo così assistito ad una scandalosa fila in particolare lungo il viale Berti Pichat, con rischi concreti di incolumità per le persone come dimostrato dai fatti (purtroppo!!!). Una migliore organizzazione avrebbe sicuramente portato ad un proficuo raccordo con i vigili urbani, tenuto conto che in questi giorni si sono svolti a Bologna due eventi molto importanti: il Cosmoprof e la Manifestazione Nazionale per il Ventennale di Libera.

Per le modalità: dopo la fila estenuante, i candidati (fra cui molti nostri colleghi precari!!!) si sono trovati di fronte a un compito difficile e specialistico, con 60 quiz da svolgere in 50 minuti, compreso il tempo di compilare l’anagrafica. Una preselezione ormai “classica” nei concorsi di Unibo, affidata per la parte tecnica a una ditta esterna (quanto costa?), dove si rischia di premiare più la velocità che la competenza. Ma, cosa grave, assolutamente sovra-dimensionata, nel livello di difficoltà delle prove, rispetto alla categoria di assunzione.

Per le motivazioni: L’università di Bologna ha già un vasto problema di precariato con più di 230 precari Tecnici Amministrativi (senza contare i contratti di collaborazione e quelli basati su fondi di ricerca) con decine di graduatorie aperte anche da molti anni, e nessuna prospettiva di assunzione. I 7 punti organico “gentilmente” concessi dal Rettore non saranno assolutamente sufficienti (tanto più che l’Università ha anticipato che ne spenderà parte per progressioni verticali da D a EP [evidentemente oltre 200 EP non sono ancora sufficienti!?!?!?].  C’era proprio bisogno di bandire altri 2 concorsi per creare altre decine di precari che poi non si saprà come e quando assumere?

Si diceva che i due concorsi erano un’opportunità di rinnovo del contratto per i nostri precari “terminali”, ovvero non inseriti in alcuna graduatoria. Ma siccome tutti i contratti sono rinnovati – grazie anche al nostro contributo – fino al 31/12/2016, che senso ha tentare di inserire ora i precari terminali in una graduatoria della durata di un anno? Non era meglio aspettare l’autunno del 2016? E se l’intenzione fosse stata davvero questa, perché non consentire ai precari interni di saltare questa odiosa preselezione, come è già stato fatto tante volte in passato? Perché limitarsi al solo strumento della priorità in graduatoria per lodevole servizio in Ateneo? O non sarà, piuttosto, l’ennesimo tentativo di coprire con dei colleghi precari, carenze di organico

Ancora una volta, in Ateneo manca una programmazione seria sul personale TA.

Cordialmente,

La Segreteria Provinciale

CISL Università di Bologna

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