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LEGGE 30 dicembre 2010 , n. 240

(Qui in pdf la legge 240-2010 Riforma univ. G.Uff.14.01.2011)

Norme in materia di organizzazione delle  universita',  di  personale
accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per  incentivare
la qualita' e l'efficienza del sistema universitario. (11G0009)

            TITOLO I
 ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA
 UNIVERSITARIO
  La Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica   hanno
approvato; 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

                              Promulga 

  la seguente legge: 

                               Art. 1. 

                 (Principi ispiratori della riforma) 

  1. Le universita' sono sede primaria di libera ricerca e di  libera
formazione nell'ambito dei rispettivi ordinamenti  e  sono  luogo  di
apprendimento ed  elaborazione  critica  delle  conoscenze;  operano,
combinando in modo organico ricerca e  didattica,  per  il  progresso
culturale, civile ed economico della Repubblica.
  2. In attuazione delle disposizioni di cui  all'articolo  33  e  al
titolo V della parte  II  della  Costituzione,  ciascuna  universita'
opera ispirandosi a principi di autonomia e di responsabilita'. Sulla
base di  accordi  di  programma  con  il  Ministero  dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, di seguito denominato  «Ministero»,
le universita' che hanno conseguito la  stabilita'  e  sostenibilita'
del bilancio, nonche' risultati di elevato livello  nel  campo  della
didattica  e  della  ricerca,  possono  sperimentare  propri  modelli
funzionali e organizzativi, ivi comprese modalita' di composizione  e
costituzione  degli  organi  di  governo  e  forme   sostenibili   di
organizzazione della didattica e della ricerca su base  policentrica,
diverse da quelle  indicate  nell'  articolo  2.  Il  Ministero,  con
decreto  di  natura  non  regolamentare,  definisce  i  criteri   per
l'ammissione  alla  sperimentazione  e  le  modalita'   di   verifica
periodica dei risultati conseguiti.
  3. Il Ministero,  nel  rispetto  delle  competenze  delle  regioni,
provvede  a  valorizzare  il  merito,  a   rimuovere   gli   ostacoli
all'istruzione universitaria e a garantire l'effettiva  realizzazione
del diritto allo  studio.  A  tal  fine,  pone  in  essere  specifici
interventi per gli studenti capaci e meritevoli, anche  se  privi  di
mezzi,  che  intendano  iscriversi  al  sistema  universitario  della
Repubblica per portare a termine il loro percorso formativo.
  4. Il Ministero, nel rispetto  della  liberta'  di  insegnamento  e
dell'autonomia  delle  universita',  indica  obiettivi  e   indirizzi
strategici per il sistema e le sue componenti  e,  tramite  l'Agenzia
nazionale di valutazione del sistema universitario  e  della  ricerca
(ANVUR) per  quanto  di  sua  competenza,  ne  verifica  e  valuta  i
risultati secondo criteri di qualita', trasparenza e  promozione  del
merito, anche sulla base delle migliori esperienze diffuse a  livello
internazionale, garantendo una distribuzione delle risorse  pubbliche
coerente con gli obiettivi, gli indirizzi e le  attivita'  svolte  da
ciascun ateneo, nel rispetto del principio della coesione  nazionale,
nonche' con la valutazione dei risultati conseguiti.
  5. La distribuzione delle risorse pubbliche deve  essere  garantita
in maniera coerente con gli obiettivi e gli indirizzi strategici  per
il sistema e le sue componenti, definiti ai sensi del comma 4.
  6. Sono possibili accordi di programma tra le singole universita' o
aggregazioni delle stesse e il  Ministero  al  fine  di  favorire  la
competitivita'  delle  universita',  migliorandone  la  qualita'  dei
risultati, tenuto conto degli indicatori di  contesto  relativi  alle
condizioni di sviluppo regionale. 

                    Avvertenza:
              - Il testo delle note qui pubblicato e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art.10,  commi  2  e  3,   del   testo   unico   delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine
          di  facilitare  la  lettura  delle  disposizioni  di  legge
          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
          invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi
          qui trascritti.
          Note all'art. 1:
              - Il  testo  dell'art.  33  della  Costituzione  e'  il
          seguente:
              «Art. 33. - L'arte e la scienza sono libere e libero ne
          e' l'insegnamento.
              La Repubblica detta le norme generali sulla  istruzione
          ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
              Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole  ed
          istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
              La legge, nel fissare i diritti e  gli  obblighi  delle
          scuole non statali che chiedono la parita', deve assicurare
          ad esse piena liberta' e  ai  loro  alunni  un  trattamento
          scolastico equipollente a quello  degli  alunni  di  scuole
          statali.
              E' prescritto un esame di Stato per  la  ammissione  ai
          vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di  essi
          e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
              Le  istituzioni  di  alta   cultura,   universita'   ed
          accademie, hanno il diritto di darsi  ordinamenti  autonomi
          nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.»
            TITOLO I
 ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA
 UNIVERSITARIO
                               Art. 2. 

         (Organi e articolazione interna delle universita') 

  1. Le universita' statali, nel quadro del complessivo  processo  di
riordino della pubblica amministrazione, provvedono, entro  sei  mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare  i
propri statuti in materia di organizzazione e di  organi  di  governo
dell'ateneo,  nel  rispetto  dei  principi  di   autonomia   di   cui
all'articolo 33 della Costituzione, ai sensi  dell'articolo  6  della
legge 9 maggio 1989, n. 168,  secondo  principi  di  semplificazione,
efficienza, efficacia, trasparenza  dell'attivita'  amministrativa  e
accessibilita'   delle   informazioni   relative   all'ateneo,    con
l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a) previsione dei seguenti organi:
      1) rettore;
      2) senato accademico;
      3) consiglio di amministrazione;
      4) collegio dei revisori dei conti;
      5) nucleo di valutazione;
      6) direttore generale;
    b)  attribuzione   al   rettore   della   rappresentanza   legale
dell'universita' e delle funzioni di indirizzo, di  iniziativa  e  di
coordinamento  delle  attivita'  scientifiche  e  didattiche;   della
responsabilita' del perseguimento  delle  finalita'  dell'universita'
secondo criteri di qualita' e nel rispetto dei principi di efficacia,
efficienza, trasparenza e promozione del merito;  della  funzione  di
proposta del documento di programmazione triennale di ateneo, di  cui
all'articolo  1-ter  del  decreto-legge  31  gennaio  2005,   n.   7,
convertito, con modificazioni, dalla legge  31  marzo  2005,  n.  43,
anche tenuto conto delle proposte e dei pareri del senato accademico,
nonche' della funzione di proposta del bilancio di previsione annuale
e triennale e del conto consuntivo; della funzione  di  proposta  del
direttore generale ai sensi della  lettera  n)  del  presente  comma,
nonche' di  iniziativa  dei  procedimenti  disciplinari,  secondo  le
modalita' previste dall'articolo  10;  di  ogni  altra  funzione  non
espressamente attribuita ad altri organi dallo statuto;
    c) determinazione delle modalita' di elezione del rettore  tra  i
professori ordinari  in  servizio  presso  le  universita'  italiane.
Qualora risulti eletto un professore appartenente  ad  altro  ateneo,
l'elezione  si  configura  anche   come   chiamata   e   concomitante
trasferimento  nell'organico  dei  professori   della   nuova   sede,
comportando altresi' lo  spostamento  della  quota  di  finanziamento
ordinario relativa alla somma degli oneri  stipendiali  in  godimento
presso la sede di provenienza del professore stesso. Il posto che  si
rende in tal modo vacante puo'  essere  coperto  solo  in  attuazione
delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni;
    d) durata della carica di rettore per un  unico  mandato  di  sei
anni, non rinnovabile;
    e) attribuzione al senato accademico della competenza a formulare
proposte e pareri obbligatori in materia di didattica, di  ricerca  e
di servizi agli studenti,  anche  con  riferimento  al  documento  di
programmazione triennale di ateneo, di  cui  all'articolo  1-ter  del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, nonche' di attivazione, modifica  o
soppressione di corsi, sedi, dipartimenti, strutture di cui al  comma
2, lettera c); ad approvare il regolamento di ateneo;  ad  approvare,
previo  parere  favorevole  del  consiglio  di   amministrazione,   i
regolamenti, compresi quelli di competenza dei dipartimenti  e  delle
strutture di cui al comma 2, lettera c), in materia di didattica e di
ricerca, nonche' il codice etico  di  cui  al  comma  4;  a  svolgere
funzioni di coordinamento e di raccordo con i dipartimenti e  con  le
strutture di cui  al  comma  2,  lettera  c);  a  proporre  al  corpo
elettorale con maggioranza di almeno due terzi  dei  suoi  componenti
una mozione di sfiducia al rettore non prima che siano trascorsi  due
anni dall'inizio del suo mandato; ad  esprimere  parere  obbligatorio
sul bilancio di previsione annuale e triennale e sul conto consuntivo
dell'universita';
    f) costituzione del senato accademico su  base  elettiva,  in  un
numero di membri proporzionato  alle  dimensioni  dell'ateneo  e  non
superiore  a  trentacinque  unita',  compresi  il   rettore   e   una
rappresentanza elettiva degli studenti; composizione per  almeno  due
terzi con docenti di ruolo, almeno un terzo dei  quali  direttori  di
dipartimento,  eletti  in  modo  da  rispettare   le   diverse   aree
scientifico-disciplinari dell'ateneo;
    g) durata in carica del  senato  accademico  per  un  massimo  di
quattro anni e rinnovabilita' del mandato per una sola volta;
    h) attribuzione al consiglio di amministrazione delle funzioni di
indirizzo   strategico,   di   approvazione   della    programmazione
finanziaria annuale e triennale e del personale, nonche' di vigilanza
sulla sostenibilita' finanziaria delle attivita'; della competenza  a
deliberare, previo parere  del  senato  accademico,  l'attivazione  o
soppressione di  corsi  e  sedi;  della  competenza  ad  adottare  il
regolamento di amministrazione e contabilita', nonche',  su  proposta
del rettore e previo parere del senato accademico per gli aspetti  di
sua competenza, ad approvare il  bilancio  di  previsione  annuale  e
triennale, il conto  consuntivo  e  il  documento  di  programmazione
triennale di cui alla lettera b) del presente comma;  del  dovere  di
trasmettere al Ministero e al Ministero dell'economia e delle finanze
sia il bilancio di  previsione  annuale  e  triennale  sia  il  conto
consuntivo; della competenza  a  conferire  l'incarico  di  direttore
generale di cui alla lettera a), numero 6), del presente comma; della
competenza disciplinare relativamente  ai  professori  e  ricercatori
universitari,  ai  sensi  dell'articolo  10;  della   competenza   ad
approvare la proposta di chiamata da parte del dipartimento, ai sensi
dell'articolo 18, comma 1, lettera e), e dell'articolo 24,  comma  2,
lettera d);
    i) composizione  del  consiglio  di  amministrazione  nel  numero
massimo di undici  componenti,  inclusi  il  rettore,  componente  di
diritto, ed una rappresentanza elettiva degli studenti;  designazione
o scelta degli altri componenti,  secondo  modalita'  previste  dallo
statuto, tra candidature individuate, anche mediante avvisi pubblici,
tra personalita' italiane  o  straniere  in  possesso  di  comprovata
competenza in campo gestionale ovvero di un'esperienza  professionale
di alto livello con una  necessaria  attenzione  alla  qualificazione
scientifica culturale;  non  appartenenza  ai  ruoli  dell'ateneo,  a
decorrere dai tre anni precedenti alla designazione e  per  tutta  la
durata dell'incarico, di un numero di consiglieri non inferiore a tre
nel caso in cui il  consiglio  di  amministrazione  sia  composto  da
undici membri e non inferiore a due nel caso in cui il  consiglio  di
amministrazione sia composto da  un  numero  di  membri  inferiore  a
undici; previsione  che  fra  i  membri  non  appartenenti  al  ruolo
dell'ateneo non  siano  computati  i  rappresentanti  degli  studenti
iscritti  all'ateneo  medesimo;  previsione  che  il  presidente  del
consiglio di amministrazione  sia  il  rettore  o  uno  dei  predetti
consiglieri  esterni  ai  ruoli  dell'ateneo,  eletto  dal  consiglio
stesso; possibilita' di prevedere  il  rinnovo  non  contestuale  dei
diversi membri del consiglio di amministrazione al fine di  garantire
un rinnovo graduale dell'intero consiglio;
    l) previsione,  nella  nomina  dei  componenti  il  consiglio  di
amministrazione, del rispetto, da parte di ciascuna  componente,  del
principio costituzionale delle pari opportunita' tra uomini  e  donne
nell'accesso agli uffici pubblici;
    m) durata in carica  del  consiglio  di  amministrazione  per  un
massimo di  quattro  anni;  durata  quadriennale  del  mandato  fatta
eccezione per quello dei rappresentanti  degli  studenti,  di  durata
biennale; rinnovabilita' del mandato per una sola volta;
    n) sostituzione della figura del direttore amministrativo con  la
figura del direttore  generale,  da  scegliere  tra  personalita'  di
elevata  qualificazione   professionale   e   comprovata   esperienza
pluriennale con funzioni  dirigenziali;  conferimento  da  parte  del
consiglio di amministrazione, su proposta  del  rettore,  sentito  il
parere del senato accademico, dell'incarico  di  direttore  generale,
regolato con contratto di  lavoro  a  tempo  determinato  di  diritto
privato  di  durata  non  superiore  a  quattro   anni   rinnovabile;
determinazione  del  trattamento  economico  spettante  al  direttore
generale in conformita' a criteri e parametri fissati con decreto del
Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   di
seguito  denominato  «Ministro»,  di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze;  previsione  del  collocamento   in
aspettativa senza assegni per tutta la durata del contratto  in  caso
di conferimento dell'incarico a dipendente pubblico;
    o) attribuzione al direttore generale, sulla base degli indirizzi
forniti dal consiglio di amministrazione, della complessiva  gestione
e  organizzazione  dei  servizi,  delle  risorse  strumentali  e  del
personale tecnico-amministrativo dell'ateneo, nonche' dei compiti, in
quanto compatibili, di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165;  partecipazione  del  direttore  generale,  senza
diritto di voto, alle sedute del consiglio di amministrazione;
    p) composizione del collegio dei revisori dei conti in numero  di
tre componenti effettivi e due supplenti, di cui un membro effettivo,
con funzioni di presidente, scelto tra i magistrati amministrativi  e
contabili e gli avvocati dello Stato; uno effettivo e uno  supplente,
designati dal Ministero dell'economia e delle finanze; uno  effettivo
e uno supplente scelti dal Ministero tra dirigenti e  funzionari  del
Ministero stesso; nomina dei componenti con decreto rettorale; durata
del  mandato  per  un  massimo  di   quattro   anni;   rinnovabilita'
dell'incarico per una sola volta  e  divieto  di  conferimento  dello
stesso a personale dipendente della medesima universita';  iscrizione
di almeno due componenti al Registro dei revisori contabili;
    q) composizione del nucleo di valutazione, ai sensi  della  legge
19 ottobre 1999, n.  370,  con  soggetti  di  elevata  qualificazione
professionale in prevalenza esterni all' ateneo, il cui curriculum e'
reso pubblico nel sito  internet  dell'universita';  il  coordinatore
puo' essere individuato tra i professori di ruolo dell'ateneo;
    r) attribuzione  al  nucleo  di  valutazione  della  funzione  di
verifica della  qualita'  e  dell'efficacia  dell'offerta  didattica,
anche sulla  base  degli  indicatori  individuati  dalle  commissioni
paritetiche docenti-studenti, di cui al  comma  2,  lettera  g),  del
presente articolo, nonche' della funzione di verifica  dell'attivita'
di ricerca svolta dai dipartimenti e della congruita' del  curriculum
scientifico  o  professionale   dei   titolari   dei   contratti   di
insegnamento di cui all'articolo 23,  comma  1,  e  attribuzione,  in
raccordo  con  l'attivita'  dell'ANVUR,   delle   funzioni   di   cui
all'articolo 14 del decreto legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,
relative  alle  procedure  di  valutazione  delle  strutture  e   del
personale,  al  fine  di  promuovere  nelle  universita',  in   piena
autonomia e con modalita'  organizzative  proprie,  il  merito  e  il
miglioramento della performance organizzativa e individuale;
    s) divieto per i componenti del senato accademico e del consiglio
di amministrazione di  ricoprire  altre  cariche  accademiche,  fatta
eccezione per il rettore limitatamente  al  senato  accademico  e  al
consiglio di amministrazione e,  per  i  direttori  di  dipartimento,
limitatamente allo stesso senato, qualora risultino  eletti  a  farne
parte; di essere componente di altri  organi  dell'universita'  salvo
che del consiglio di dipartimento; di ricoprire il ruolo di direttore
o presidente delle scuole di specializzazione o  di  fare  parte  del
consiglio di amministrazione delle  scuole  di  specializzazione;  di
rivestire alcun incarico di natura politica per la durata del mandato
e di ricoprire la carica di rettore o  far  parte  del  consiglio  di
amministrazione, del senato accademico, del nucleo di  valutazione  o
del collegio dei revisori dei conti  di  altre  universita'  italiane
statali, non statali o telematiche;  di  svolgere  funzioni  inerenti
alla  programmazione,  al  finanziamento  e  alla  valutazione  delle
attivita' universitarie nel Ministero e nell'ANVUR; decadenza  per  i
componenti del senato accademico e del consiglio  di  amministrazione
che non  partecipino  con  continuita'  alle  sedute  dell'organo  di
appartenenza.
  2. Per le medesime finalita' ed entro lo stesso termine di  cui  al
comma 1,  le  universita'  statali  modificano,  altresi',  i  propri
statuti in  tema  di  articolazione  interna,  con  l'osservanza  dei
seguenti vincoli e criteri direttivi:
    a) semplificazione dell'articolazione  interna,  con  contestuale
attribuzione  al  dipartimento  delle   funzioni   finalizzate   allo
svolgimento della ricerca scientifica, delle attivita'  didattiche  e
formative,  nonche'  delle  attivita'  rivolte  all'esterno  ad  esse
correlate o accessorie;
    b) riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che  a  ciascuno
di essi afferisca un numero di professori,  ricercatori  di  ruolo  e
ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque,  ovvero
quaranta nelle universita' con un numero di  professori,  ricercatori
di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unita', afferenti  a
settori scientifico-disciplinari omogenei;
    c) previsione della facolta' di istituire tra piu'  dipartimenti,
raggruppati  in  relazione  a  criteri  di  affinita'   disciplinare,
strutture  di  raccordo,  comunque  denominate,   con   funzioni   di
coordinamento  e  razionalizzazione   delle   attivita'   didattiche,
compresa la proposta  di  attivazione  o  soppressione  di  corsi  di
studio, e di gestione dei servizi comuni; previsione  che,  ove  alle
funzioni  didattiche   e   di   ricerca   si   affianchino   funzioni
assistenziali nell'ambito delle disposizioni statali in  materia,  le
strutture assumano i compiti conseguenti secondo le modalita'  e  nei
limiti  concertati  con  la   regione   di   ubicazione,   garantendo
l'inscindibilita' delle funzioni assistenziali dei docenti di materie
cliniche da quelle di insegnamento e di ricerca;
    d) previsione della proporzionalita' del numero complessivo delle
strutture di cui alla lettera c) alle dimensioni  dell'ateneo,  anche
in  relazione  alla  tipologia  scientifico-disciplinare  dell'ateneo
stesso, fermo restando che il numero delle stesse non  puo'  comunque
essere superiore a dodici;
    e) previsione della  possibilita',  per  le  universita'  con  un
organico di professori, di ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo
determinato inferiore a cinquecento unita', di darsi un'articolazione
organizzativa interna  semplificata  alla  quale  vengono  attribuite
unitariamente le funzioni di cui alle lettere a) e c);
    f) istituzione di un organo deliberante delle  strutture  di  cui
alla  lettera  c),  ove  esistenti,  composto   dai   direttori   dei
dipartimenti in esse  raggruppati,  da  una  rappresentanza  elettiva
degli studenti, nonche', in misura complessivamente non superiore  al
10 per cento dei componenti dei consigli dei dipartimenti stessi,  da
docenti  scelti,  con  modalita'  definite  dagli  statuti,   tra   i
componenti delle giunte dei dipartimenti, ovvero tra  i  coordinatori
di corsi di studio o di dottorato ovvero  tra  i  responsabili  delle
attivita' assistenziali di competenza della struttura, ove  previste;
attribuzione  delle  funzioni  di  presidente   dell'organo   ad   un
professore ordinario  afferente  alla  struttura  eletto  dall'organo
stesso ovvero nominato secondo modalita' determinate  dallo  statuto;
durata triennale della carica e rinnovabilita' della stessa  per  una
sola volta. La partecipazione all'organo di cui alla presente lettera
non da' luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennita'
o rimborsi spese;
    g) istituzione in ciascun dipartimento, ovvero in ciascuna  delle
strutture di cui alle lettere c) ovvero e), senza  maggiori  oneri  a
carico  della  finanza  pubblica,  di  una   commissione   paritetica
docenti-studenti, competente a  svolgere  attivita'  di  monitoraggio
dell'offerta formativa  e  della  qualita'  della  didattica  nonche'
dell'attivita' di servizio agli studenti da parte  dei  professori  e
dei ricercatori; ad individuare indicatori  per  la  valutazione  dei
risultati delle stesse; a  formulare  pareri  sull'attivazione  e  la
soppressione di corsi di studio. La partecipazione  alla  commissione
paritetica  di  cui  alla  presente  lettera  non  da'   luogo   alla
corresponsione di compensi, emolumenti, indennita' o rimborsi spese;
    h) garanzia di una rappresentanza elettiva degli  studenti  negli
organi di cui al comma 1, lettere f), i) e q), nonche'  alle  lettere
f) e  g)  del  presente  comma,  in  conformita'  a  quanto  previsto
dall'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 21 aprile 1995,  n.  120,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno  1995,  n.  236;
attribuzione dell'elettorato passivo agli iscritti per la prima volta
e non oltre il primo anno fuori corso  ai  corsi  di  laurea,  laurea
magistrale e dottorato di ricerca dell'universita';  durata  biennale
di ogni mandato e rinnovabilita' per una sola volta;
    i)  introduzione  di  misure  a   tutela   della   rappresentanza
studentesca, compresa la possibilita' di accesso, nel rispetto  della
vigente normativa, ai dati necessari per l'esplicazione  dei  compiti
ad essa attribuiti;
    l) rafforzamento dell'internazionalizzazione anche attraverso una
maggiore mobilita' dei docenti e degli studenti, programmi  integrati
di  studio,  iniziative  di   cooperazione   interuniversitaria   per
attivita' di studio e di ricerca e l'attivazione,  nell'ambito  delle
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili  a  legislazione
vigente, di insegnamenti, di corsi di studio e di forme di  selezione
svolti in lingua straniera;
    m) introduzione di sanzioni da irrogare in caso di violazioni del
codice etico.
  3. Gli istituti di istruzione universitaria a ordinamento  speciale
adottano, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,
proprie modalita' di organizzazione, nel  rispetto  dei  principi  di
semplificazione, efficienza,  efficacia,  trasparenza  dell'attivita'
amministrativa   e   accessibilita'   delle   informazioni   relative
all'ateneo di cui al comma  1  del  presente  articolo,  fatto  salvo
quanto disposto dall'articolo 6, comma 9, della legge 9 maggio  1989,
n. 168.
  4. Le universita' che ne fossero prive adottano  entro  centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un codice
etico della comunita' universitaria formata dal personale  docente  e
ricercatore, dal personale tecnico-amministrativo  e  dagli  studenti
dell'ateneo. Il codice etico determina i  valori  fondamentali  della
comunita' universitaria, promuove il riconoscimento e il rispetto dei
diritti   individuali,   nonche'   l'accettazione   di    doveri    e
responsabilita' nei confronti dell'istituzione di appartenenza, detta
le regole di condotta nell'ambito  della  comunita'.  Le  norme  sono
volte ad evitare ogni forma di discriminazione e di abuso, nonche'  a
regolare  i  casi  di  conflitto  di  interessi   o   di   proprieta'
intellettuale.  Sulle  violazioni  del  codice  etico,  qualora   non
ricadano sotto la competenza del collegio di disciplina,  decide,  su
proposta del rettore, il senato accademico.
  5. In  prima  applicazione,  lo  statuto  contenente  le  modifiche
statutarie di cui ai commi 1 e 2 e' predisposto  da  apposito  organo
istituito con decreto rettorale senza nuovi o maggiori oneri  per  la
finanza pubblica e composto da quindici componenti, tra  i  quali  il
rettore  con  funzioni  di  presidente,  due   rappresentanti   degli
studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio  di
amministrazione. La partecipazione  all'organo  di  cui  al  presente
comma non da' luogo  alla  corresponsione  di  compensi,  emolumenti,
indennita'  o  rimborsi  spese.  Ad  eccezione  del  rettore  e   dei
rappresentanti degli studenti, i componenti non possono essere membri
del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Lo  statuto
contenente le modifiche  statutarie  e'  adottato  con  delibera  del
senato  accademico,  previo  parere  favorevole  del   consiglio   di
amministrazione.
  6. In caso di mancato rispetto del termine di cui al  comma  1,  il
Ministero assegna all'universita' un termine di tre mesi per adottare
le  modifiche  statutarie;  decorso  inutilmente  tale  termine,   il
Ministro costituisce, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica,  una  commissione  composta  da  tre  membri,  compreso  il
presidente, in possesso di adeguata professionalita', con il  compito
di predisporre le necessarie modifiche statutarie.
  7. Lo statuto, adottato ai sensi dei  commi  5  e  6  del  presente
articolo,  e'  trasmesso  al  Ministero  che  esercita  il  controllo
previsto all'articolo 6 della legge 9  maggio  1989,  n.  168,  entro
centoventi giorni dalla ricezione dello stesso.
  8. In relazione a quanto previsto dai commi 1  e  2,  entro  trenta
giorni dalla data di pubblicazione dei nuovi statuti  nella  Gazzetta
Ufficiale, i competenti organi universitari avviano le procedure  per
la costituzione dei nuovi organi statutari.
  9. Gli organi collegiali  delle  universita'  decadono  al  momento
della costituzione di quelli previsti dal nuovo statuto.  Gli  organi
il cui mandato scade entro il termine di cui al comma  1  restano  in
carica fino  alla  costituzione  degli  stessi  ai  sensi  del  nuovo
statuto. Il mandato dei rettori in carica  al  momento  dell'adozione
dello statuto di cui ai commi 5 e 6  e'  prorogato  fino  al  termine
dell'anno  accademico  successivo.  Sono  comunque  fatte  salve   le
scadenze dei mandati in corso previste alla  data  dell'elezione  dei
rettori  eletti,  o  in  carica,  se  successive  al  predetto   anno
accademico. Il mandato dei rettori i quali, alla data di  entrata  in
vigore  della  presente  legge,  sono  stati  eletti  ovvero   stanno
espletando il primo mandato  e'  prorogato  di  due  anni  e  non  e'
rinnovabile. Tale proroga assorbe quella di cui al terzo periodo  del
presente comma.
  10. Ai fini dell'applicazione delle  disposizioni  sui  limiti  del
mandato o delle cariche di cui al comma 1, lettere d), g) e m),  sono
considerati anche i periodi gia' espletati nell'ateneo alla  data  di
entrata in vigore dei nuovi statuti.
  11. L'elettorato passivo per le cariche accademiche e' riservato ai
docenti che assicurano un numero di anni di servizio almeno pari alla
durata del mandato prima della data di collocamento a riposo.
  12.  Il  rispetto  dei  principi  di   semplificazione,   razionale
dimensionamento delle strutture, efficienza ed efficacia  di  cui  al
presente  articolo  rientra  tra  i  criteri  di  valutazione   delle
universita' valevoli ai fini dell'allocazione delle risorse,  secondo
criteri e parametri definiti con decreto del  Ministro,  su  proposta
dell'ANVUR.
  13. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  delle  modifiche
statutarie, adottate dall'ateneo  ai  sensi  del  presente  articolo,
perdono  efficacia   nei   confronti   dello   stesso   le   seguenti
disposizioni:
    a) l'articolo 16, comma 4, lettere b) ed f), della legge 9 maggio
1989, n. 168;
    b) l'articolo 17, comma 110, della legge 15 maggio 1997, n. 127. 

                    Note all'art. 2:
              - Per il testo dell'articolo 33 della  Costituzione  si
          veda la nota all'art. 1.
              - Il testo dell'articolo 6, della legge 9 maggio  1989,
          n. 168 (Istituzione del Ministero dell'universita' e  della
          ricerca scientifica e tecnologica) e' il seguente:
              «Art.  6.  -  1.  Le   universita'   sono   dotate   di
          personalita' giuridica e, in  attuazione  dell'articolo  33
          della Costituzione, hanno autonomia didattica, scientifica,
          organizzativa,  finanziaria  e  contabile;  esse  si  danno
          ordinamenti autonomi con propri statuti e regolamenti.
              2. Nel rispetto dei  principi  di  autonomia  stabiliti
          dall'articolo 33 della  Costituzione  e  specificati  dalla
          legge, le universita'  sono  disciplinate,  oltre  che  dai
          rispettivi statuti e regolamenti, esclusivamente  da  norme
          legislative che vi operino espresso riferimento. E' esclusa
          l'applicabilita' di disposizioni emanate con circolare.
              3.  Le  universita'  svolgono  attivita'  didattica   e
          organizzano  le  relative  strutture  nel  rispetto   della
          liberta'  di  insegnamento  dei  docenti  e  dei   principi
          generali fissati nella disciplina relativa agli ordinamenti
          didattici universitari. Nell'osservanza di questi  principi
          gli  statuti  determinano  i  corsi   di   diploma,   anche
          effettuati presso scuole dirette a fini speciali, di laurea
          e di specializzazione; definiscono e disciplinano i criteri
          per  l'attivazione  dei  corsi   di   perfezionamento,   di
          dottorato di ricerca e dei servizi didattici integrativi.
              4. Le universita'  sono  sedi  primarie  della  ricerca
          scientifica e operano, per la realizzazione  delle  proprie
          finalita' istituzionali, nel  rispetto  della  liberta'  di
          ricerca   dei   docenti   e   dei    ricercatori    nonche'
          dell'autonomia di ricerca delle strutture  scientifiche.  I
          singoli  docenti  e  ricercatori,  secondo  le  norme   del
          rispettivo  stato  giuridico,  nonche'  le   strutture   di
          ricerca:
              a)   accedono   ai   fondi   destinati   alla   ricerca
          universitaria, ai sensi dell'articolo 65  del  decreto  del
          Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 ;
              b) possono partecipare a programmi di ricerca  promossi
          da amministrazioni dello Stato, da enti pubblici o  privati
          o  da  istituzioni  internazionali,  nel   rispetto   delle
          relative normative.
              5. Le universita', in osservanza delle norme di cui  ai
          commi     precedenti,      provvedono      all'istituzione,
          organizzazione e funzionamento delle strutture  didattiche,
          di ricerca e di  servizio,  anche  per  quanto  concerne  i
          connessi aspetti amministrativi, finanziari e di gestione.
              6. I regolamenti di ateneo e quelli interni di ciascuna
          struttura sono emanati con decreto del rettore nel rispetto
          dei principi e delle procedure stabiliti dallo statuto.
              7.   L'autonomia   finanziaria   e   contabile    delle
          universita' si esercita ai sensi dell'articolo 7.
              8. La legge di attuazione dei principi di autonomia  di
          cui  al  presente  articolo  stabilisce  termini  e  limiti
          dell'autonomia delle universita', quanto  all'assunzione  e
          alla gestione del personale non docente.
              9.  Gli  statuti  e  i  regolamenti  di   ateneo   sono
          deliberati  dagli  organi  competenti  dell'universita'   a
          maggioranza assoluta dei componenti. Essi sono trasmessi al
          Ministro che,  entro  il  termine  perentorio  di  sessanta
          giorni, esercita il controllo di legittimita' e  di  merito
          nella forma della richiesta motivata di riesame. In assenza
          di rilievi essi sono emanati dal rettore.
              10. Il Ministro puo' per una sola  volta,  con  proprio
          decreto,   rinviare   gli   statuti   e    i    regolamenti
          all'universita', indicando le norme illegittime e quelle da
          riesaminare   nel    merito.    Gli    organi    competenti
          dell'universita' possono  non  conformarsi  ai  rilievi  di
          legittimita' con deliberazione adottata  dalla  maggioranza
          dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero  ai  rilievi  di
          merito  con  deliberazione   adottata   dalla   maggioranza
          assoluta. In tal caso il  Ministro  puo'  ricorrere  contro
          l'atto  emanato  dal  rettore,  in  sede  di  giurisdizione
          amministrativa per i soli vizi di legittimita'.  Quando  la
          maggioranza qualificata non sia stata raggiunta,  le  norme
          contestate non possono essere emanate.
              11. Gli statuti delle universita' sono pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale, i regolamenti nel Bollettino  Ufficiale
          del Ministero.»
              - Il testo dell'articolo 1-ter , del  decreto-legge  31
          gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 31  marzo  2005,  n.  43  (Disposizioni  urgenti  per
          l'universita' e la ricerca,  per  i  beni  e  le  attivita'
          culturali,   per   il   completamento   di   grandi   opere
          strategiche, per la mobilita' dei  pubblici  dipendenti,  e
          per semplificare gli  adempimenti  relativi  a  imposte  di
          bollo e tasse di concessione, nonche' altre misure urgenti)
          e' il seguente:
              «Art.  1-ter.  -  1.  A  decorrere  dall'anno  2006  le
          universita', anche  al  fine  di  perseguire  obiettivi  di
          efficacia e qualita'  dei  servizi  offerti,  entro  il  30
          giugno di ogni anno, adottano programmi triennali  coerenti
          con le linee generali di indirizzo definite con decreto del
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          sentiti  la  Conferenza  dei  rettori   delle   universita'
          italiane,  il  Consiglio  universitario  nazionale   e   il
          Consiglio nazionale  degli  studenti  universitari,  tenuto
          altresi' conto delle risorse acquisibili  autonomamente.  I
          predetti  programmi  delle   universita'   individuano   in
          particolare:
              a) i corsi  di  studio  da  istituire  e  attivare  nel
          rispetto dei requisiti  minimi  essenziali  in  termini  di
          risorse strutturali ed umane, nonche' quelli da sopprimere;
              b) il programma di sviluppo della ricerca scientifica;
              c) le azioni per il sostegno ed  il  potenziamento  dei
          servizi e degli interventi a favore degli studenti;
              d) i programmi di internazionalizzazione;
              e) il fabbisogno di personale docente e non  docente  a
          tempo sia determinato che indeterminato,  ivi  compreso  il
          ricorso alla mobilita'.
              2. I programmi delle universita' di  cui  al  comma  1,
          fatta salva  l'autonoma  determinazione  degli  atenei  per
          quanto riguarda il fabbisogno di  personale  in  ordine  ai
          settori   scientifico-disciplinari,   sono   valutati   dal
          Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
          e periodicamente  monitorati  sulla  base  di  parametri  e
          criteri   individuati   dal    Ministro    dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca, avvalendosi del  Comitato
          nazionale per la  valutazione  del  sistema  universitario,
          sentita  la  Conferenza  dei  rettori   delle   universita'
          italiane.  Sui  risultati  della  valutazione  il  Ministro
          dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca riferisce
          al termine di ciascun triennio, con apposita relazione,  al
          Parlamento. Dei programmi delle universita' si tiene  conto
          nella ripartizione del fondo per il finanziamento ordinario
          delle universita'.
              3. Sono abrogate le disposizioni del regolamento di cui
          al decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998,
          n. 25, ad eccezione dell'articolo 2, commi 5,  lettere  a),
          b), c) e d), 6 e 7, nonche' dell'articolo 3 e dell'articolo
          4.»
              - Il testo dell'art. 16,  del  decreto  legislativo  30
          marzo 2001, n. 165  (Norme  generali  sull'ordinamento  del
          lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche)  e'
          il seguente:
              «Art. 16. -  1.  I  dirigenti  di  uffici  dirigenziali
          generali,  comunque  denominati,  nell'  ambito  di  quanto
          stabilito dall'articolo 4  esercitano,  fra  gli  altri,  i
          seguenti compiti e poteri:
              a) formulano proposte ed esprimono pareri  al  Ministro
          nelle materie di sua competenza;
              a-bis) propongono le risorse e i profili  professionali
          necessari allo svolgimento  dei  compiti  dell'ufficio  cui
          sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento
          di programmazione triennale del fabbisogno di personale  di
          cui all'articolo 6, comma 4;
              b) curano l'attuazione dei piani, programmi e direttive
          generali definite dal Ministro e attribuiscono ai dirigenti
          gli incarichi e la responsabilita' di specifici progetti  e
          gestioni; definiscono gli obiettivi che i dirigenti  devono
          perseguire e attribuiscono le  conseguenti  risorse  umane,
          finanziarie e materiali;
              c) adottano gli atti relativi all'organizzazione  degli
          uffici di livello dirigenziale non generale;
              d) adottano gli atti e i  provvedimenti  amministrativi
          ed esercitano i poteri di spesa e  quelli  di  acquisizione
          delle  entrate  rientranti  nella  competenza  dei   propri
          uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti;
              d-bis) adottano i provvedimenti previsti  dall'articolo
          17, comma 2, del decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.
          163, e successive modificazioni;
              e) dirigono, coordinano e controllano  l'attivita'  dei
          dirigenti   e    dei    responsabili    dei    procedimenti
          amministrativi, anche con potere  sostitutivo  in  caso  di
          inerzia,  e  propongono  l'adozione,  nei   confronti   dei
          dirigenti, delle misure previste dall'articolo 21;
              f) promuovono e resistono alle liti ed hanno il  potere
          di  conciliare  e  di  transigere,  fermo  restando  quanto
          disposto dall'articolo 12, comma 1, della  legge  3  aprile
          1979, n. 103;
              g)   richiedono   direttamente   pareri   agli   organi
          consultivi dell'amministrazione  e  rispondono  ai  rilievi
          degli organi di controllo sugli atti di competenza;
              h) svolgono le attivita' di organizzazione  e  gestione
          del personale e di gestione dei  rapporti  sindacali  e  di
          lavoro;
              i) decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e  i
          provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti;
              l) curano i rapporti con gli uffici dell'Unione europea
          e  degli  organismi   internazionali   nelle   materie   di
          competenza secondo le specifiche direttive  dell'organo  di
          direzione politica,  sempreche'  tali  rapporti  non  siano
          espressamente affidati ad apposito ufficio o organo;
              l-bis) concorrono alla definizione di misure  idonee  a
          prevenire e  contrastare  i  fenomeni  di  corruzione  e  a
          controllarne  il   rispetto   da   parte   dei   dipendenti
          dell'ufficio cui sono preposti. 2. I  dirigenti  di  uffici
          dirigenziali    generali    riferiscono     al     Ministro
          sull'attivita' da essi svolta correntemente e  in  tutti  i
          casi in cui il Ministro lo richieda o lo ritenga opportuno.
              3. L'esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma
          1 puo'  essere  conferito  anche  a  dirigenti  preposti  a
          strutture  organizzative  comuni  a  piu'   amministrazioni
          pubbliche, ovvero alla attuazione di particolari programmi,
          progetti e gestioni.
              4. Gli atti e i provvedimenti  adottati  dai  dirigenti
          preposti al vertice dell'amministrazione e dai dirigenti di
          uffici dirigenziali generali di cui  al  presente  articolo
          non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
              5. Gli ordinamenti delle amministrazioni  pubbliche  al
          cui  vertice  e'  preposto  un  segretario  generale,  capo
          dipartimento o altro  dirigente  comunque  denominato,  con
          funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello
          generale, ne definiscono i compiti ed i poteri.»
              - La legge 19 ottobre 1999,  n.  370  (Disposizioni  in
          materia  di  universita'  e  di   ricerca   scientifica   e
          tecnologica) e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  26
          ottobre 1999, n. 252.
              - Il testo dell'articolo 14, del decreto legislativo 27
          ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo  2009,
          n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivita' del
          lavoro  pubblico  e  di  efficienza  e  trasparenza   delle
          pubbliche amministrazioni) e' il seguente:
              «Art. 14. - 1. Ogni amministrazione, singolarmente o in
          forma associata,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
          finanza pubblica, si dota di un Organismo  indipendente  di
          valutazione della performance.
              2. L'Organismo di cui al comma 1 sostituisce i  servizi
          di  controllo  interno,  comunque  denominati,  di  cui  al
          decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ed esercita, in
          piena autonomia, le attivita' di cui al comma 4.  Esercita,
          altresi', le  attivita'  di  controllo  strategico  di  cui
          all'articolo 6, comma 1, del citato decreto legislativo  n.
          286 del  1999,  e  riferisce,  in  proposito,  direttamente
          all'organo di indirizzo politico-amministrativo.
              3. L'Organismo indipendente di valutazione e' nominato,
          sentita la Commissione di cui all'articolo 13,  dall'organo
          di indirizzo politico-amministrativo per un periodo di  tre
          anni. L'incarico dei componenti puo' essere  rinnovato  una
          sola volta.
              4.  L'Organismo  indipendente  di   valutazione   della
          performance:
              a) monitora il funzionamento  complessivo  del  sistema
          della  valutazione,  della  trasparenza  e  integrita'  dei
          controlli interni ed elabora una  relazione  annuale  sullo
          stato dello stesso;
              b) comunica tempestivamente le  criticita'  riscontrate
          ai competenti organi interni di governo ed amministrazione,
          nonche'  alla  Corte  dei  conti,  all'Ispettorato  per  la
          funzione pubblica e alla Commissione  di  cui  all'articolo
          13;
              c)  valida  la  Relazione  sulla  performance  di   cui
          all'articolo 10 e ne assicura la visibilita' attraverso  la
          pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione;
              d)  garantisce   la   correttezza   dei   processi   di
          misurazione e valutazione, nonche' dell'utilizzo dei  premi
          di cui al Titolo III, secondo quanto previsto dal  presente
          decreto, dai contratti collettivi nazionali, dai  contratti
          integrativi, dai regolamenti  interni  all'amministrazione,
          nel rispetto del principio di valorizzazione del  merito  e
          della professionalita';
              e) propone, sulla base del sistema di cui  all'articolo
          7,  all'organo  di  indirizzo  politico-amministrativo,  la
          valutazione   annuale   dei   dirigenti   di   vertice    e
          l'attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III;
              f) e' responsabile della  corretta  applicazione  delle
          linee  guida,   delle   metodologie   e   degli   strumenti
          predisposti dalla Commissione di cui all'articolo 13;
              g) promuove e  attesta  l'assolvimento  degli  obblighi
          relativi  alla  trasparenza  e  all'integrita'  di  cui  al
          presente Titolo;
              h)  verifica  i  risultati  e  le  buone  pratiche   di
          promozione delle pari opportunita'.
              5.  L'Organismo  indipendente  di   valutazione   della
          performance, sulla base di appositi modelli  forniti  dalla
          Commissione di cui all'articolo  13,  cura  annualmente  la
          realizzazione di indagini sul personale dipendente volte  a
          rilevare il livello di benessere organizzativo e  il  grado
          di condivisione  del  sistema  di  valutazione  nonche'  la
          rilevazione  della  valutazione   del   proprio   superiore
          gerarchico da parte del  personale,  e  ne  riferisce  alla
          predetta Commissione.
              6. La validazione della Relazione sulla performance  di
          cui al comma 4, lettera c), e' condizione inderogabile  per
          l'accesso agli strumenti per premiare il merito di  cui  al
          Titolo III.
              7.   L'Organismo   indipendente   di   valutazione   e'
          costituito  da  un  organo  monocratico  ovvero  collegiale
          composto da 3 componenti  dotati  dei  requisiti  stabiliti
          dalla Commissione  ai  sensi  dell'articolo  13,  comma  6,
          lettera g), e di elevata  professionalita'  ed  esperienza,
          maturata nel campo del management, della valutazione  della
          performance  e  della  valutazione  del   personale   delle
          amministrazioni pubbliche. I loro curricula sono comunicati
          alla Commissione di cui all'articolo 13.
              8.  I   componenti   dell'Organismo   indipendente   di
          valutazione non possono essere nominati  tra  soggetti  che
          rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in  partiti
          politici o in organizzazioni sindacali ovvero  che  abbiano
          rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con
          le predette organizzazioni, ovvero  che  abbiano  rivestito
          simili incarichi o  cariche  o  che  abbiano  avuto  simili
          rapporti nei tre anni precedenti la designazione.
              9. Presso l'Organismo indipendente  di  valutazione  e'
          costituita, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
          pubblica,  una  struttura   tecnica   permanente   per   la
          misurazione  della  performance,   dotata   delle   risorse
          necessarie all'esercizio delle relative funzioni.
              10. Il responsabile della struttura tecnica  permanente
          deve possedere una specifica professionalita' ed esperienza
          nel  campo  della  misurazione  della   performance   nelle
          amministrazioni pubbliche.
              11. Agli  oneri  derivanti  dalla  costituzione  e  dal
          funzionamento degli organismi di cui al  presente  articolo
          si provvede nei limiti delle risorse attualmente  destinate
          ai servizi di controllo interno.»
              - Si riporta il testo del comma  1,  dell'art.  6,  del
          decreto-legge 21  aprile  1995,  n.  120,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  21  giugno   1995,   n.   236
          Pubblicato nella  Gazz.  Uff.  22  aprile  1995,  n.  94  e
          convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1,  comma
          1, L. 21 giugno 1995, n. 236 recante  disposizioni  urgenti
          per il funzionamento delle universita'.»:
              Art. 6.  -  «1.  Le  universita'  deliberano  i  propri
          statuti e regolamenti, ai sensi della legge 9 maggio  1989,
          n. 168 ,  nel  rispetto  delle  norme  di  cui  al  decreto
          legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , all'articolo  5  della
          legge 24 dicembre 1993, n. 537 ,  e  al  presente  decreto,
          inderogabilmente entro un anno dalla  data  di  entrata  in
          vigore della legge di  conversione  del  presente  decreto,
          decorso il quale  non  possono  accedere  ai  finanziamenti
          oggetto degli accordi di programma di cui alla citata legge
          n. 537 del 1993 e al decreto-legge 31 gennaio 1995, n. 26 ,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 29  marzo  1995,
          n. 95. Gli  statuti  degli  atenei  stabiliscono  anche  la
          composizione  degli  organi  collegiali,   assicurando   la
          rappresentanza degli studenti in misura non inferiore al 15
          per cento.»
              - Il comma 4, lettere b)  ed  f)  dell'art.  16,  della
          legge 9 maggio 1989, n. 168 e' il seguente:
              «4. Gli statuti devono comunque prevedere:
              a) (omissis)
              b)   una    composizione    del    senato    accademico
          rappresentativa delle facolta' istituite nell'ateneo;
              c) - e) (omissis)
              f) una composizione del  consiglio  di  amministrazione
          che assicuri la  rappresentanza  delle  diverse  componenti
          previste dalla normativa vigente.»
              - Il comma 110 dell'art. 17 della legge 15 maggio 1997,
          n. 127 (Misure urgenti per  lo  snellimento  dell'attivita'
          amministrativa  e  dei  procedimenti  di  decisione  e   di
          controllo) e' il seguente:
              «110.   Il   contratto   di   lavoro   del    direttore
          amministrativo, scelto tra dirigenti delle universita',  di
          altre amministrazioni pubbliche, ovvero anche fra  estranei
          alle amministrazioni pubbliche, e' a tempo  determinato  di
          durata  non  superiore  a  cinque  anni,  rinnovabile.   Si
          applicano l'articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 30
          dicembre 1992, n. 502 , in quanto compatibile, e l'articolo
          20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.  29  ,  come
          sostituito  dall'articolo  6  del  decreto  legislativo  18
          novembre 1993, n. 470; la relazione di cui al  comma  1  di
          detto  articolo  e'  presentata  al  rettore  e  da  questi
          trasmessa al  consiglio  di  amministrazione  e  al  senato
          accademico. In prima applicazione il contratto di lavoro e'
          stipulato con il direttore amministrativo  in  carica  alla
          data di entrata in  vigore  della  presente  legge  per  la
          durata determinata dagli organi competenti dell'ateneo.»
            TITOLO I
 ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA
 UNIVERSITARIO
                               Art. 3. 

                  (Federazione e fusione di atenei 

             e razionalizzazione dell'offerta formativa) 

  1. Al fine di migliorare la qualita',  l'efficienza  e  l'efficacia
dell'attivita' didattica, di ricerca e gestionale, di  razionalizzare
la  distribuzione  delle  sedi   universitarie   e   di   ottimizzare
l'utilizzazione delle strutture  e  delle  risorse,  nell'ambito  dei
principi ispiratori della presente riforma di cui all'articolo 1, due
o piu' universita' possono federarsi, anche limitatamente  ad  alcuni
settori di attivita' o strutture, ovvero fondersi.
  2. La federazione puo' avere luogo, altresi',  tra  universita'  ed
enti o istituzioni operanti nei settori  della  ricerca  e  dell'alta
formazione, ivi compresi gli istituti tecnici  superiori  di  cui  al
capo II del decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  25
gennaio 2008, pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  86  dell'11
aprile 2008, nonche' all'articolo 2, comma 4, del regolamento di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.  87,  e
all'articolo 2, comma 4,  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 15 marzo  2010,  n.  88,  sulla  base  di
progetti  coerenti  ed  omogenei  con   le   caratteristiche   e   le
specificita' dei partecipanti.
  3. La federazione ovvero la fusione  ha  luogo  sulla  base  di  un
progetto  contenente,  in  forma  analitica,  le   motivazioni,   gli
obiettivi, le compatibilita' finanziarie e logistiche, le proposte di
riallocazione dell'organico e delle strutture  in  coerenza  con  gli
obiettivi di cui al comma 1. Nel caso  di  federazione,  il  progetto
deve prevedere le modalita' di governance della  federazione,  l'iter
di approvazione di tali modalita', nonche' le  regole  per  l'accesso
alle strutture di governance,  da  riservare  comunque  a  componenti
delle strutture di governance delle istituzioni che  si  federano.  I
fondi risultanti dai  risparmi  prodotti  dalla  realizzazione  della
federazione  o   fusione   degli   atenei   possono   restare   nella
disponibilita' degli atenei che li hanno prodotti,  purche'  indicati
nel progetto e approvati, ai sensi del comma 4, dal Ministero.
  4. Il progetto di cui al comma 3, deliberato dai competenti  organi
di  ciascuna  delle  istituzioni  interessate,  e'   sottoposto   per
l'approvazione all'esame del Ministero,  che  si  esprime  entro  tre
mesi,  previa  valutazione  dell'ANVUR  e  dei  rispettivi   comitati
regionali di coordinamento di cui all'articolo 3 del  regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 27  gennaio  1998,  n.
25.
  5. In attuazione dei procedimenti di federazione o  di  fusione  di
cui al presente articolo, il progetto di  cui  al  comma  3  dispone,
altresi', in merito a eventuali procedure di mobilita' dei professori
e dei ricercatori, nonche' del personale  tecnico-amministrativo.  In
particolare,  per  i  professori   e   i   ricercatori,   l'eventuale
trasferimento avviene previo espletamento di  apposite  procedure  di
mobilita' ad istanza degli interessati. In  caso  di  esito  negativo
delle predette procedure, il Ministro puo'  provvedere,  con  proprio
decreto,  al  trasferimento  del  personale  interessato  disponendo,
altresi', in ordine alla concessione agli  interessati  di  incentivi
finanziari a carico del fondo di finanziamento ordinario, sentito  il
Ministero dell'economia e delle finanze.
  6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano anche  a  seguito
dei processi di revisione e razionalizzazione dell'offerta  formativa
e della conseguente disattivazione dei corsi di studio  universitari,
delle facolta'  e  delle  sedi  universitarie  decentrate,  ai  sensi
dell'articolo  1-ter  del  decreto-legge  31  gennaio  2005,  n.   7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. 

                    Note all'art. 3:
              Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25
          gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del
          11 aprile 2008, reca: «Linee guida per la  riorganizzazione
          del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore  e
          la costituzione degli istituti tecnici superiori»
              - Il comma 4, dell'art. 2 del  regolamento  di  cui  al
          decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo  2010,  n.
          87  (Regolamento  recante  norme  per  il  riordino   degli
          istituti professionali, a norma dell'articolo 64, comma  4,
          del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133)  e'  il
          seguente:
              «4. Agli  istituti  professionali  si  riferiscono  gli
          istituti tecnici  superiori  secondo  quanto  previsto  dal
          decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  25
          gennaio 2008, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  86
          dell'11  aprile  2008,  con  l'obiettivo   prioritario   di
          sostenere lo sviluppo delle professioni tecniche a  livello
          terziario, mediante le specializzazioni richieste dal mondo
          del lavoro, con  particolare  riferimento  alle  piccole  e
          medie imprese.»
              - Il testo del comma 4, dell'art. 2 del regolamento  di
          cui al Presidente della  Repubblica  15  marzo  2010,  n.88
          (Regolamento recante norme per il riordino  degli  istituti
          tecnici  a   norma   dell'articolo   64,   comma   4,   del
          decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133)  e'  il
          seguente:
              «4. Agli istituti tecnici si riferiscono  gli  istituti
          tecnici superiori secondo quanto previsto dal  decreto  del
          Presidente del Consiglio  dei  Ministri  25  gennaio  2008,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  86  dell'11  aprile
          2008, con l'obiettivo prioritario di sostenere lo  sviluppo
          delle professioni tecniche a livello terziario, mediante le
          specializzazioni  richieste  dal  mondo  del  lavoro,   con
          particolare riferimento alle piccole e medie imprese.»
              - Il testo dell'art.  3,  del  regolamento  di  cui  al
          Presidente  della  Repubblica  27  gennaio  1998,   n.   25
          (Regolamento recante disciplina dei  procedimenti  relativi
          allo  sviluppo   ed   alla   programmazione   del   sistema
          universitario,   nonche'   ai   comitati    regionali    di
          coordinamento, a norma dell'articolo 20, comma  8,  lettere
          a) e b), della L. 15 marzo 1997, n. 59) e' il seguente:
              «Art. 3. - 1. I  comitati  regionali  di  coordinamento
          sono costituiti dai rettori delle universita'  aventi  sede
          nella stessa regione, dal presidente della giunta regionale
          o da un suo delegato, nonche' da  un  rappresentante  degli
          studenti se nella regione hanno sede fino a due atenei,  da
          due rappresentanti se ivi hanno sede fino a tre atenei e da
          tre per un numero di atenei nella regione superiore a  tre,
          eletti dalla componente studentesca dei senati accademici e
          dei consigli di  amministrazione  delle  universita'  della
          regione,  riunita   in   seduta   comune.   Nella   regione
          Trentino-Alto   Adige   si   istituiscono   due    comitati
          provinciali di coordinamento, ciascuno di essi composto dal
          presidente della provincia autonoma, o da un suo  delegato,
          dai  rettori  delle  universita'  della  provincia  e   dai
          rappresentanti degli studenti delle  medesime,  determinati
          ai sensi del presente comma.
              2. I comitati eleggono nel loro seno il rettore che  li
          presiede ed individuano la sede universitaria ai  fini  del
          supporto tecnico e amministrativo.
              3. I comitati, oltre alle funzioni di cui  all'articolo
          2, comma 3, lettera c), provvedono al  coordinamento  delle
          iniziative  in  materia  di  programmazione  degli  accessi
          all'istruzione universitaria, di orientamento,  di  diritto
          allo  studio,  di  alta  formazione  professionale   e   di
          formazione continua e ricorrente,  di  utilizzazione  delle
          strutture universitarie, nonche' al  coordinamento  con  il
          sistema scolastico, con le istituzioni formative regionali,
          con le istanze economiche e sociali del territorio.»
              - Per il testo dell'articolo 1-ter del decreto legge 31
          gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 31 marzo 2005, n. 43 si veda nelle note all'art. 2.
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                               Art. 4. 

                        (Fondo per il merito) 

  1. E' istituito presso il Ministero un fondo speciale,  di  seguito
denominato «fondo», finalizzato a promuovere l'eccellenza e il merito
fra gli studenti dei corsi di laurea e laurea magistrale individuati,
per gli iscritti al primo anno per la  prima  volta,  mediante  prove
nazionali standard e, per gli iscritti agli anni successivi, mediante
criteri nazionali standard di valutazione. Il fondo e' destinato a:
    a) erogare premi di  studio,  estesi  anche  alle  esperienze  di
formazione da realizzare presso universita' e centri  di  ricerca  di
Paesi esteri;
    b) fornire buoni studio, che prevedano una quota, determinata  in
relazione ai risultati accademici conseguiti, da restituire a partire
dal  termine  degli  studi,  secondo  tempi  parametrati  al  reddito
percepito. Nei limiti  delle  risorse  disponibili  sul  fondo,  sono
esclusi  dall'obbligo  della  restituzione  gli  studenti  che  hanno
conseguito il titolo di  laurea  ovvero  di  laurea  specialistica  o
magistrale con il massimo dei voti  ed  entro  i  termini  di  durata
normale del corso;
    c) garantire finanziamenti erogati per le  finalita'  di  cui  al
presente comma.
  2. Gli interventi previsti al comma 1 sono cumulabili con le  borse
di studio assegnate ai sensi dell'articolo 8 della legge  2  dicembre
1991, n. 390.
  3. Il Ministro, di concerto con il Ministro dell'economia  e  delle
finanze, sentita la Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  con
propri decreti di natura non regolamentare disciplina i criteri e  le
modalita' di attuazione del presente articolo ed in particolare:
    a) i criteri di accesso alle prove nazionali standard e i criteri
nazionali standard di valutazione di cui al comma 1;
    b) i criteri e le modalita'  di  attribuzione  dei  premi  e  dei
buoni, nonche' le modalita' di accesso ai finanziamenti garantiti;
    c) i criteri e le modalita' di restituzione della quota di cui al
comma 1, lettera b), prevedendo una graduazione della stessa in  base
al reddito percepito nell'attivita' lavorativa;
    d) le caratteristiche, l'ammontare dei premi  e  dei  buoni  e  i
criteri e le modalita' per la loro eventuale differenziazione;
    e)  l'ammontare  massimo  garantito  per  ciascuno  studente  per
ciascun anno, anche in ragione delle diverse tipologie di studenti;
    f) i requisiti di merito che gli studenti devono  rispettare  nel
corso  degli  studi  per  mantenere  il  diritto  a  premi,  buoni  e
finanziamenti garantiti;
    g) le modalita' di  utilizzo  di  premi,  buoni  e  finanziamenti
garantiti;
    h) le caratteristiche dei finanziamenti, prevedendo un contributo
a carico degli istituti concedenti pari all'1 per cento  delle  somme
erogate e allo 0,1 per cento delle rate rimborsate;
    i)  i  criteri  e  le  modalita'  di  utilizzo  del  fondo  e  la
ripartizione delle risorse del fondo stesso tra  le  destinazioni  di
cui al comma 1;
    l) la predisposizione di  idonee  iniziative  di  divulgazione  e
informazione, nonche' di  assistenza  a  studenti  e  universita'  in
merito alle modalita' di accesso agli interventi di cui  al  presente
articolo;
    m)  le  modalita'   di   monitoraggio,   con   idonei   strumenti
informatici,  della  concessione  dei  premi,   dei   buoni   e   dei
finanziamenti, del rimborso degli  stessi,  nonche'  dell'esposizione
del fondo;
    n)  le  modalita'  di   selezione   con   procedura   competitiva
dell'istituto o degli istituti finanziari fornitori  delle  provviste
finanziarie;
    o) la previsione, nell'ambito della programmazione degli  accessi
alle borse di studio, di riservare la quota del  10  per  cento  agli
studenti iscritti nelle universita' della regione  in  cui  risultano
residenti.
  4. L'ammissione, a seguito del relativo bando di concorso, presso i
collegi universitari legalmente riconosciuti e presso  i  collegi  di
cui all'articolo 1, comma 603, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,
costituisce un titolo valutabile  per  i  candidati,  ai  fini  della
predisposizione delle graduatorie per la concessione  dei  contributi
di cui al comma 3.
  5. Il coordinamento operativo della  somministrazione  delle  prove
nazionali, da effettuare secondo i migliori standard tecnologici e di
sicurezza, e' svolto dal Ministero, secondo modalita' individuate con
decreto di natura non regolamentare del Ministro, di concerto con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, che  disciplina  altresi'  il
contributo massimo richiesto agli studenti per la partecipazione alle
prove, con l'esenzione per gli studenti privi di  mezzi,  nonche'  le
modalita' di predisposizione e svolgimento delle stesse.
  6. Gli  oneri  di  gestione  e  le  spese  di  funzionamento  degli
interventi relativi al fondo sono a carico delle risorse  finanziarie
del fondo stesso.
  7. Il Ministero dell'economia e delle finanze, con propri  decreti,
determina, secondo  criteri  di  mercato,  il  corrispettivo  per  la
garanzia  dello  Stato,  da  imputare  ai  finanziamenti  erogati.  I
corrispettivi asserviti all'esercizio della garanzia dello Stato sono
depositati su apposito conto aperto presso la Tesoreria statale.
  8. Il fondo, gestito dal Ministero di  concerto  con  il  Ministero
dell'economia e delle finanze, e' alimentato con:
    a)  versamenti  effettuati  a  titolo  spontaneo  e  solidale  da
privati, societa', enti e fondazioni, anche vincolati,  nel  rispetto
delle finalita' del fondo, a specifici usi;
    b) trasferimenti pubblici, previsti da  specifiche  disposizioni,
limitatamente agli interventi di cui al comma 1, lettera a);
    c) i corrispettivi di cui  al  comma  7,  da  utilizzare  in  via
esclusiva per le finalita' di cui al comma 1, lettera c);
    d) i contributi di cui al comma 3, lettera h), e al comma  5,  da
utilizzare per le finalita' di cui al comma 6.
  9. Il Ministero, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze, promuove, anche con apposite convenzioni,  il  concorso  dei
privati e disciplina con proprio decreto di natura non  regolamentare
le modalita' con cui i soggetti  donatori  possono  partecipare  allo
sviluppo del fondo, anche costituendo, senza nuovi o  maggiori  oneri
per  la  finanza  pubblica,  un  comitato   consultivo   formato   da
rappresentanti dei Ministeri, dei donatori e degli  studenti,  questi
ultimi designati dal Consiglio nazionale degli studenti  universitari
(CNSU) tra i propri componenti.
  10. All'articolo 10, comma 1, lettera l-quater),  del  testo  unico
delle imposte sui redditi di cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo le  parole:  «articolo  59,
comma 3, della legge 23 dicembre 2000,  n.  388,»  sono  inserite  le
seguenti: «del Fondo per il merito degli studenti universitari». 

                    Note all'art. 4:
              - Il testo dell'art. 8 della legge 2 dicembre 1991,  n.
          390 (Norme sul  diritto  agli  studi  universitari)  e'  il
          seguente:
              «Art. 8. - 1. Le regioni determinano la quota dei fondi
          destinati  agli  interventi  per  il  diritto  agli   studi
          universitari, da devolvere  annualmente  all'erogazione  di
          borse di studio per  gli  studenti  iscritti  ai  corsi  di
          diploma e di  laurea  nel  rispetto  dei  requisiti  minimi
          stabiliti ai sensi dell'articolo 4 e secondo  le  procedure
          selettive di cui all'articolo 7, comma 1,  lettera  c).  Le
          regioni possono anche  trasferire  i  predetti  fondi  alle
          universita', affinche'  queste  provvedano  ad  erogare  le
          borse.»
              - Il comma 603 dell'art.  1  della  legge  27  dicembre
          2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione  del  bilancio
          annuale e pluriennale dello Stato -legge finanziaria  2007)
          e' il seguente:
              «603  Tutti   i   collegi   universitari   gestiti   da
          fondazioni, enti morali,  nonche'  enti  ecclesiastici  che
          abbiano le finalita' di cui all'articolo 1, comma 4,  primo
          periodo della legge 14 novembre 2000, n. 338,  ed  iscritti
          ai registri delle prefetture, sono  equiparati  ai  collegi
          universitari legalmente riconosciuti.»
              - Il comma 1, lettera l-quater dell'art. 10, del  testo
          unico delle imposte sui  redditi  di  cui  al  decreto  del
          Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917
          (Approvazione del testo unico delle imposte  sui  redditi),
          come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
              «l-quater) le erogazioni liberali in denaro  effettuate
          a favore di universita', fondazioni  universitarie  di  cui
          all'articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000,  n.
          388, del Fondo per il merito degli studenti universitari  e
          di  istituzioni  universitarie  pubbliche,  degli  enti  di
          ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal
          Ministero   dell'istruzione,   dell'universita'   e   della
          ricerca, ivi compresi l'Istituto  superiore  di  sanita'  e
          l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza  del
          lavoro, nonche' degli enti parco regionali e nazionali.»
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                               Art. 5. 

         (Delega in materia di interventi per la qualita' e 

               l'efficienza del sistema universitario) 

  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine  di  dodici
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu'
decreti legislativi finalizzati a riformare il sistema  universitario
per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
    a)  valorizzazione  della  qualita'   e   dell'efficienza   delle
universita' e conseguente introduzione di meccanismi  premiali  nella
distribuzione delle risorse pubbliche sulla base di criteri  definiti
ex ante, anche mediante previsione di un  sistema  di  accreditamento
periodico delle universita'; valorizzazione dei collegi  universitari
legalmente riconosciuti, ivi compresi i collegi storici, mediante  la
previsione  di  una  apposita  disciplina  per  il  riconoscimento  e
l'accreditamento degli stessi anche ai  fini  della  concessione  del
finanziamento statale; valorizzazione della figura  dei  ricercatori;
realizzazione  di  opportunita'  uniformi,  su  tutto  il  territorio
nazionale, di accesso e scelta dei percorsi formativi;
    b) revisione della disciplina  concernente  la  contabilita',  al
fine di  garantirne  coerenza  con  la  programmazione  triennale  di
ateneo,  maggiore  trasparenza  ed  omogeneita',  e   di   consentire
l'individuazione della esatta condizione patrimoniale  dell'ateneo  e
dell'andamento complessivo della gestione; previsione  di  meccanismi
di commissariamento in caso di dissesto finanziario degli atenei;
    c) introduzione, sentita l'ANVUR, di un sistema di valutazione ex
post delle politiche di reclutamento  degli  atenei,  sulla  base  di
criteri definiti ex ante;
    d) revisione, in attuazione del titolo V  della  parte  II  della
Costituzione, della normativa di principio in materia di diritto allo
studio, al fine di rimuovere  gli  ostacoli  di  ordine  economico  e
sociale  che   limitano   l'accesso   all'istruzione   superiore,   e
contestuale definizione  dei  livelli  essenziali  delle  prestazioni
(LEP) erogate dalle universita' statali.
  2. L'attuazione del comma 1, lettere a), b) e c), ad  eccezione  di
quanto previsto al comma 3, lettera g), e al comma 4, lettera l), non
deve determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.  Gli
eventuali maggiori  oneri  derivanti  dall'attuazione  del  comma  1,
lettera  d),  dovranno  essere  quantificati  e  coperti,  ai   sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
  3. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, lettera  a),  del
presente articolo, il Governo si attiene ai principi di  riordino  di
cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e  ai  seguenti
principi e criteri direttivi:
    a) introduzione di un sistema di accreditamento delle sedi e  dei
corsi di studio universitari di cui all'articolo 3 del regolamento di
cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca 22  ottobre  2004,  n.  270,  fondato  sull'utilizzazione  di
specifici indicatori definiti ex ante dall'ANVUR per la verifica  del
possesso  da  parte  degli  atenei  di  idonei  requisiti  didattici,
strutturali, organizzativi, di qualificazione  dei  docenti  e  delle
attivita'     di     ricerca,     nonche'      di      sostenibilita'
economico-finanziaria;
    b) introduzione di un sistema di valutazione periodica basato  su
criteri  e  indicatori  stabiliti  ex  ante,  da  parte   dell'ANVUR,
dell'efficienza  e  dei  risultati   conseguiti   nell'ambito   della
didattica e della ricerca dalle  singole  universita'  e  dalle  loro
articolazioni interne;
    c) potenziamento del sistema di autovalutazione della qualita'  e
dell'efficacia delle proprie attivita' da  parte  delle  universita',
anche avvalendosi dei propri nuclei di valutazione e  dei  contributi
provenienti dalle commissioni  paritetiche  di  cui  all'articolo  2,
comma 2, lettera g);
    d) definizione del sistema  di  valutazione  e  di  assicurazione
della qualita' degli atenei  in  coerenza  con  quanto  concordato  a
livello europeo, in particolare secondo le linee guida  adottate  dai
Ministri  dell'istruzione  superiore  dei  Paesi  aderenti   all'Area
europea dell'istruzione superiore;
    e) previsione di meccanismi volti a garantire incentivi correlati
al conseguimento dei risultati di cui alla  lettera  b),  nell'ambito
delle risorse disponibili del fondo di finanziamento ordinario  delle
universita' allo scopo annualmente predeterminate;
    f) previsione per i collegi universitari legalmente riconosciuti,
quali strutture a carattere residenziale, di rilevanza nazionale,  di
elevata  qualificazione  culturale,  che  assicurano  agli   studenti
servizi educativi, di orientamento  e  di  integrazione  dell'offerta
formativa degli atenei, di requisiti e di standard minimi a carattere
istituzionale, logistico e funzionale necessari per il riconoscimento
da parte del  Ministero  e  successivo  accreditamento  riservato  ai
collegi legalmente riconosciuti da  almeno  cinque  anni;  rinvio  ad
apposito decreto ministeriale della  disciplina  delle  procedure  di
iscrizione,  delle  modalita'  di  verifica  della  permanenza  delle
condizioni  richieste,  nonche'  delle  modalita'   di   accesso   ai
finanziamenti statali riservati ai collegi accreditati;
    g)  revisione  del  trattamento  economico  dei  ricercatori  non
confermati a tempo indeterminato, nel primo anno  di  attivita',  nel
rispetto del limite di spesa di cui all'articolo 29, comma 22,  primo
periodo.
  4. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1,  lettera  b),  il
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
    a)    introduzione    di    un    sistema     di     contabilita'
economico-patrimoniale e analitica, del bilancio unico e del bilancio
consolidato di ateneo sulla base di principi contabili  e  schemi  di
bilancio stabiliti e aggiornati dal Ministero,  di  concerto  con  il
Ministero dell'economia e delle finanze, sentita  la  Conferenza  dei
rettori delle universita' italiane (CRUI), garantendo,  al  fine  del
consolidamento e del monitoraggio  dei  conti  delle  amministrazioni
pubbliche, la predisposizione di  un  bilancio  preventivo  e  di  un
rendiconto  in  contabilita'   finanziaria,   in   conformita'   alla
disciplina adottata ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196;
    b) adozione di un piano economico-finanziario triennale  al  fine
di garantire la sostenibilita' di tutte le attivita' dell'ateneo;
    c) previsione che gli effetti delle misure di cui  alla  presente
legge trovano adeguata compensazione nei piani previsti alla  lettera
d); comunicazione al Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  con
cadenza  annuale,  dei  risultati  della   programmazione   triennale
riferiti al sistema universitario nel  suo  complesso,  ai  fini  del
monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica;
    d) predisposizione di un piano triennale diretto a riequilibrare,
entro intervalli di percentuali definiti  dal  Ministero,  e  secondo
criteri  di  piena  sostenibilita'   finanziaria,   i   rapporti   di
consistenza     del     personale     docente,     ricercatore      e
tecnico-amministrativo, ed il numero dei professori e ricercatori  di
cui all'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n.  230,  e
successive  modificazioni;  previsione  che  la   mancata   adozione,
parziale o totale, del predetto  piano  comporti  la  non  erogazione
delle quote  di  finanziamento  ordinario  relative  alle  unita'  di
personale che eccedono i limiti previsti;
    e) determinazione di un limite massimo all'incidenza  complessiva
delle spese per l'indebitamento e delle spese  per  il  personale  di
ruolo e a tempo determinato, inclusi gli oneri per la  contrattazione
integrativa, sulle  entrate  complessive  dell'ateneo,  al  netto  di
quelle a destinazione vincolata;
    f) introduzione del costo standard  unitario  di  formazione  per
studente in corso, calcolato secondo indici commisurati alle  diverse
tipologie dei corsi di studio e  ai  differenti  contesti  economici,
territoriali e  infrastrutturali  in  cui  opera  l'universita',  cui
collegare l'attribuzione all'universita'  di  una  percentuale  della
parte di fondo di finanziamento  ordinario  non  assegnata  ai  sensi
dell'articolo  2  del  decreto-legge  10  novembre  2008,   n.   180,
convertito, con modificazioni, dalla legge  9  gennaio  2009,  n.  1;
individuazione degli indici da utilizzare per la quantificazione  del
costo standard unitario di formazione per studente in corso,  sentita
l'ANVUR;
    g)  previsione  della  declaratoria   di   dissesto   finanziario
nell'ipotesi in cui l'universita' non possa garantire  l'assolvimento
delle proprie funzioni indispensabili ovvero non possa fare fronte ai
debiti liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi;
    h) disciplina delle  conseguenze  del  dissesto  finanziario  con
previsione dell'inoltro da parte del Ministero di preventiva  diffida
e sollecitazione a predispone,  entro  un  termine  non  superiore  a
centottanta   giorni,   un   piano   di   rientro    da    sottoporre
all'approvazione  del  Ministero,  di  concerto  con   il   Ministero
dell'economia e delle finanze, e da attuare nel limite massimo di  un
quinquennio;  previsione  delle  modalita'  di  controllo   periodico
dell'attuazione del predetto piano;
    i) previsione, per i casi  di  mancata  predisposizione,  mancata
approvazione ovvero omessa o incompleta  attuazione  del  piano,  del
commissariamento  dell'ateneo  e  disciplina   delle   modalita'   di
assunzione da  parte  del  Governo,  su  proposta  del  Ministro,  di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  della
delibera di commissaria-mento e di nomina di uno o  piu'  commissari,
ad  esclusione  del  rettore,  con  il  compito  di  provvedere  alla
predisposizione  ovvero   all'attuazione   del   piano   di   rientro
finanziario;
    l) previsione di un apposito  fondo  di  rotazione,  distinto  ed
aggiuntivo rispetto alle risorse destinate al fondo di  finanziamento
ordinario per le universita', a garanzia del riequilibrio finanziario
degli atenei;
    m)  previsione  che  gli  eventuali  maggiori   oneri   derivanti
dall'attuazione  della  lettera   l)   del   presente   comma   siano
quantificati e coperti, ai sensi dell'articolo  17,  comma  2,  della
legge 31 dicembre 2009, n. 196.
  5. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1,  lettera  c),  il
Governo   si   attiene   al   principio    e    criterio    direttivo
dell'attribuzione di una quota non superiore  al  10  per  cento  del
fondo  di  funzionamento  ordinario   correlata   a   meccanismi   di
valutazione delle politiche di reclutamento degli  atenei,  elaborati
da parte dell'ANVUR e  fondati  su:  la  produzione  scientifica  dei
professori e dei ricercatori successiva alla loro presa  di  servizio
ovvero  al  passaggio  a  diverso  ruolo  o  fascia  nell'ateneo;  la
percentuale di ricercatori a tempo determinato in  servizio  che  non
hanno trascorso l'intero percorso di dottorato e  di  post-dottorato,
o, nel caso delle facolta' di medicina  e  chirurgia,  di  scuola  di
specializzazione, nella  medesima  universita';  la  percentuale  dei
professori reclutati da altri atenei; la percentuale dei professori e
ricercatori in  servizio  responsabili  scientifici  di  progetti  di
ricerca    internazionali    e    comunitari;     il     grado     di
internazionalizzazione del corpo docente.
  6. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1,  lettera  d),  il
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
    a) definire i LEP, anche con riferimento ai requisiti  di  merito
ed economici, tali da assicurare gli strumenti ed  i  servizi,  quali
borse  di  studio,  trasporti,  assistenza  sanitaria,  ristorazione,
accesso  alla  cultura,  alloggi,  gia'  disponibili  a  legislazione
vigente, per il conseguimento  del  pieno  successo  formativo  degli
studenti dell'istruzione superiore e rimuovere gli ostacoli di ordine
economico,  sociale  e  personale  che  limitano  l'accesso   ed   il
conseguimento dei  piu'  alti  gradi  di  istruzione  superiore  agli
studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi;
    b) garantire agli studenti la piu' ampia liberta'  di  scelta  in
relazione alla fruizione dei  servizi  per  il  diritto  allo  studio
universitario;
    c) definire i criteri per  l'attribuzione  alle  regioni  e  alle
province autonome di Trento e di Bolzano del Fondo integrativo per la
concessione di  prestiti  d'onore  e  di  borse  di  studio,  di  cui
all'articolo 16, comma 4, della legge 2 dicembre 1991, n. 390;
    d) favorire il raccordo tra le regioni e le province autonome  di
Trento e di Bolzano, le universita'  e  le  diverse  istituzioni  che
concorrono al successo formativo degli studenti al fine di potenziare
la gamma dei  servizi  e  degli  interventi  posti  in  essere  dalle
predette istituzioni, nell'ambito della propria autonomia statutaria;
    e) prevedere la stipula di specifici accordi con le regioni e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, per la  sperimentazione  di
nuovi modelli nella gestione e nell'erogazione degli interventi;
    f) definire le tipologie di strutture residenziali destinate agli
studenti universitari e le caratteristiche peculiari delle stesse.
  7. Gli schemi dei decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono
adottati, su proposta del  Ministro,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze e  con  il  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e l'innovazione, e, con riferimento alle disposizioni
di cui al comma 6, di  concerto  con  il  Ministro  della  gioventu',
previa intesa con la Conferenza permanente  per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  ai
sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
e sono trasmessi alle  Camere  per  l'espressione  del  parere  delle
Commissioni parlamentari competenti  per  materia  e  per  i  profili
finanziari, le quali si esprimono entro sessanta giorni dalla data di
trasmissione; decorso tale termine, i decreti sono adottati anche  in
mancanza del parere. Qualora il termine per l'espressione del  parere
parlamentare scada nei trenta giorni che precedono  la  scadenza  del
termine di cui al comma 1, o successivamente, quest'ultimo termine e'
prorogato di sessanta giorni.
  8. In attuazione di quanto stabilito  dall'articolo  17,  comma  2,
della legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  in  considerazione  della
complessita' della materia trattata dai decreti legislativi di cui al
comma 1 del presente articolo, nell'impossibilita' di procedere  alla
determinazione degli effetti finanziari dagli  stessi  derivanti,  la
loro quantificazione  e'  effettuata  al  momento  dell'adozione  dei
singoli decreti legislativi. I decreti legislativi dai quali derivano
nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente  all'entrata
in vigore dei provvedimenti legislativi che  stanzino  le  occorrenti
risorse finanziarie. A ciascuno  schema  di  decreto  legislativo  e'
allegata una relazione tecnica, predisposta  ai  sensi  dell'articolo
17, comma 5, della citata legge n. 196 del 2009, che da' conto  della
neutralita' finanziaria del  medesimo  decreto  ovvero  dei  nuovi  o
maggiori oneri da  esso  derivanti  e  dei  corrispondenti  mezzi  di
copertura.
  9. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei  decreti
legislativi di cui al comma 1, il  Governo  puo'  adottare  eventuali
disposizioni integrative e correttive, con le  medesime  modalita'  e
nel rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi. 

                    Note all'art. 5:
              - Il testo del comma 2, dell'art.  17  della  legge  31
          dicembre 2009, n. 196  (Legge  di  contabilita'  e  finanza
          pubblica.) e' il seguente:
              «2. Le leggi di delega comportanti oneri recano i mezzi
          di copertura necessari per l'adozione dei relativi  decreti
          legislativi. Qualora, in sede di conferimento della delega,
          per  la  complessita'  della  materia  trattata,  non   sia
          possibile  procedere  alla  determinazione  degli   effetti
          finanziari   derivanti   dai   decreti   legislativi,    la
          quantificazione  degli  stessi  e'  effettuata  al  momento
          dell'adozione dei singoli decreti  legislativi.  I  decreti
          legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri  sono
          emanati solo  successivamente  all'entrata  in  vigore  dei
          provvedimenti  legislativi  che  stanzino   le   occorrenti
          risorse  finanziarie.  A   ciascuno   schema   di   decreto
          legislativo e' allegata una relazione tecnica,  predisposta
          ai sensi del comma  3,  che  da'  conto  della  neutralita'
          finanziaria  del  medesimo  decreto  ovvero  dei  nuovi   o
          maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi
          di copertura.»
              - L'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.59 (Delega
          al Governo per il conferimento di funzioni e  compiti  alle
          regioni ed enti  locali,  per  la  riforma  della  Pubblica
          Amministrazione e per la semplificazione amministrativa) e'
          il seguente:
              «Art. 20. - 1. Il Governo, sulla base di  un  programma
          di priorita' di interventi, definito, con deliberazione del
          Consiglio  dei  Ministri,  in   relazione   alle   proposte
          formulate dai Ministri competenti,  sentita  la  Conferenza
          unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo  28
          agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile,  presenta
          al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un  disegno
          di legge per la semplificazione e il  riassetto  normativo,
          volto a definire, per l'anno successivo, gli  indirizzi,  i
          criteri, le modalita' e le materie di intervento, anche  ai
          fini  della  ridefinizione  dell'area  di  incidenza  delle
          pubbliche funzioni  con  particolare  riguardo  all'assetto
          delle competenze dello Stato, delle regioni  e  degli  enti
          locali. In allegato al disegno di legge e'  presentata  una
          relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e
          del riassetto.
              2. Il disegno di  legge  di  cui  al  comma  1  prevede
          l'emanazione di  decreti  legislativi,  relativamente  alle
          norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche'  di
          regolamenti ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e  2,  della
          legge 23 agosto 1988, n. 400, e  successive  modificazioni,
          per le norme regolamentari di competenza dello Stato.
              3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici per
          le singole materie,  stabiliti  con  la  legge  annuale  di
          semplificazione e riassetto  normativo,  l'esercizio  delle
          deleghe legislative di cui ai commi 1 e  2  si  attiene  ai
          seguenti principi e criteri direttivi:
              a) definizione del riassetto normativo e  codificazione
          della  normativa  primaria  regolante  la  materia,  previa
          acquisizione del parere del Consiglio di  Stato,  reso  nel
          termine di novanta giorni dal ricevimento della  richiesta,
          con determinazione dei principi fondamentali nelle  materie
          di legislazione concorrente;
              a-bis) coordinamento formale e  sostanziale  del  testo
          delle  disposizioni  vigenti,   apportando   le   modifiche
          necessarie per garantire la coerenza  giuridica,  logica  e
          sistematica della normativa e per  adeguare,  aggiornare  e
          semplificare il linguaggio normativo;
              b) indicazione esplicita delle  norme  abrogate,  fatta
          salva l'applicazione dell'articolo  15  delle  disposizioni
          sulla legge in generale premesse al codice civile;
              c) indicazione dei principi  generali,  in  particolare
          per quanto attiene alla informazione, alla  partecipazione,
          al contraddittorio,  alla  trasparenza  e  pubblicita'  che
          regolano  i  procedimenti  amministrativi   ai   quali   si
          attengono i regolamenti previsti dal comma 2  del  presente
          articolo, nell'ambito dei principi stabiliti dalla legge  7
          agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
              d)   eliminazione   degli   interventi   amministrativi
          autorizzatori  e  delle  misure  di  condizionamento  della
          liberta' contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
          pubblici alla difesa nazionale, all'ordine e alla sicurezza
          pubblica,   all'amministrazione   della   giustizia,   alla
          regolazione dei mercati e alla  tutela  della  concorrenza,
          alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell'ambiente,
          all'ordinato   assetto   del   territorio,   alla    tutela
          dell'igiene e della salute pubblica;
              e) sostituzione degli atti di autorizzazione,  licenza,
          concessione, nulla osta, permesso e  di  consenso  comunque
          denominati che non implichino esercizio di discrezionalita'
          amministrativa e il cui rilascio dipenda  dall'accertamento
          dei requisiti e presupposti di legge, con una  denuncia  di
          inizio di attivita' da presentare da parte dell'interessato
          all'amministrazione competente corredata dalle attestazioni
          e dalle certificazioni eventualmente richieste;
              f)  determinazione  dei  casi  in  cui  le  domande  di
          rilascio di un atto di consenso, comunque  denominato,  che
          non implichi esercizio di discrezionalita'  amministrativa,
          corredate  dalla  documentazione  e  dalle   certificazioni
          relative  alle  caratteristiche   tecniche   o   produttive
          dell'attivita' da  svolgere,  eventualmente  richieste,  si
          considerano accolte qualora non venga  comunicato  apposito
          provvedimento di  diniego  entro  il  termine  fissato  per
          categorie  di  atti  in  relazione  alla  complessita'  del
          procedimento,    con    esclusione,    in    ogni     caso,
          dell'equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;
              g) revisione e riduzione delle funzioni  amministrative
          non direttamente rivolte:
              1) alla regolazione ai fini  dell'incentivazione  della
          concorrenza;
              2) alla eliminazione delle rendite  e  dei  diritti  di
          esclusivita', anche alla luce della normativa comunitaria;
              3)  alla  eliminazione   dei   limiti   all'accesso   e
          all'esercizio delle attivita' economiche e lavorative;
              4)    alla    protezione    di    interessi    primari,
          costituzionalmente rilevanti, per  la  realizzazione  della
          solidarieta' sociale;
              5) alla tutela dell'identita' e  della  qualita'  della
          produzione tipica e tradizionale e della professionalita';
              h) promozione degli interventi di  autoregolazione  per
          standard qualitativi e delle certificazioni di  conformita'
          da parte delle categorie  produttive,  sotto  la  vigilanza
          pubblica o di organismi indipendenti,  anche  privati,  che
          accertino e  garantiscano  la  qualita'  delle  fasi  delle
          attivita' economiche e professionali, nonche' dei  processi
          produttivi e dei prodotti o dei servizi;
              i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i  poteri
          amministrativi  autorizzatori   o   ridotte   le   funzioni
          pubbliche   condizionanti   l'esercizio   delle   attivita'
          private,    previsione     dell'autoconformazione     degli
          interessati a modelli di regolazione, nonche'  di  adeguati
          strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli  di
          regolazione   vengono   definiti   dalle    amministrazioni
          competenti   in    relazione    all'incentivazione    della
          concorrenzialita', alla riduzione dei costi privati per  il
          rispetto  dei  parametri  di   pubblico   interesse,   alla
          flessibilita' dell'adeguamento dei  parametri  stessi  alle
          esigenze manifestatesi nel settore regolato;
              l)  attribuzione  delle  funzioni   amministrative   ai
          comuni, salvo  il  conferimento  di  funzioni  a  province,
          citta'  metropolitane,  regioni  e   Stato   al   fine   di
          assicurarne l'esercizio unitario in  base  ai  principi  di
          sussidiarieta',     differenziazione     e     adeguatezza;
          determinazione dei principi  fondamentali  di  attribuzione
          delle funzioni secondo gli stessi criteri  da  parte  delle
          regioni   nelle   materie   di    competenza    legislativa
          concorrente;
              m)   definizione    dei    criteri    di    adeguamento
          dell'organizzazione  amministrativa   alle   modalita'   di
          esercizio delle funzioni di cui al presente comma;
              n) indicazione esplicita  dell'autorita'  competente  a
          ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
          ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981,  n.
          689.
              3-bis.  Il  Governo,  nelle   materie   di   competenza
          esclusiva   dello   Stato,   completa   il   processo    di
          codificazione   di   ciascuna   materia   emanando,   anche
          contestualmente al decreto legislativo  di  riassetto,  una
          raccolta organica delle norme  regolamentari  regolanti  la
          medesima  materia,  se  del  caso  adeguandole  alla  nuova
          disciplina di livello primario e semplificandole secondo  i
          criteri di cui ai successivi commi.
              4. I decreti legislativi e  i  regolamenti  di  cui  al
          comma 2, emanati sulla base della legge di  semplificazione
          e riassetto  normativo  annuale,  per  quanto  concerne  le
          funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
          principi:
              a) semplificazione dei procedimenti  amministrativi,  e
          di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
          strumentali, in  modo  da  ridurre  il  numero  delle  fasi
          procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
          riordinando  le  competenze  degli  uffici,  accorpando  le
          funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli  organi  che
          risultino superflui e costituendo centri interservizi  dove
          ricollocare  il  personale   degli   organi   soppressi   e
          raggruppare competenze diverse ma  confluenti  in  un'unica
          procedura, nel rispetto dei principi generali  indicati  ai
          sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
          alle regioni;
              b)  riduzione  dei  termini  per  la  conclusione   dei
          procedimenti  e  uniformazione  dei  tempi  di  conclusione
          previsti per procedimenti tra loro analoghi;
              c) regolazione uniforme dei procedimenti  dello  stesso
          tipo che  si  svolgono  presso  diverse  amministrazioni  o
          presso diversi uffici della medesima amministrazione;
              d) riduzione del numero di procedimenti  amministrativi
          e accorpamento dei procedimenti  che  si  riferiscono  alla
          medesima attivita';
              e) semplificazione e accelerazione delle  procedure  di
          spesa   e   contabili,   anche   mediante   l'adozione   di
          disposizioni che prevedano termini  perentori,  prorogabili
          per  una  sola  volta,  per   le   fasi   di   integrazione
          dell'efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
          provvedimenti si intendono adottati;
              f) aggiornamento delle procedure,  prevedendo  la  piu'
          estesa   e   ottimale   utilizzazione   delle    tecnologie
          dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
          con i destinatari dell'azione amministrativa;
              f-bis) generale possibilita' di  utilizzare,  da  parte
          delle amministrazioni e dei soggetti a  queste  equiparati,
          strumenti di diritto privato, salvo  che  nelle  materie  o
          nelle fattispecie nelle quali l'interesse pubblico non puo'
          essere perseguito senza l'esercizio di poteri autoritativi;
              f-ter) conformazione  ai  principi  di  sussidiarieta',
          differenziazione e adeguatezza,  nella  ripartizione  delle
          attribuzioni  e   competenze   tra   i   diversi   soggetti
          istituzionali,  nella  istituzione  di  sedi   stabili   di
          concertazione e nei rapporti tra i  soggetti  istituzionali
          ed   i   soggetti   interessati,    secondo    i    criteri
          dell'autonomia,   della   leale    collaborazione,    della
          responsabilita' e della tutela dell'affidamento;
              f-quater) riconduzione delle intese,  degli  accordi  e
          degli atti equiparabili comunque denominati, nonche'  delle
          conferenze di servizi, previste  dalle  normative  vigenti,
          aventi il carattere della  ripetitivita',  ad  uno  o  piu'
          schemi base o modelli di riferimento nei  quali,  ai  sensi
          degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
          n. 241, e  successive  modificazioni,  siano  stabilite  le
          responsabilita',  le   modalita'   di   attuazione   e   le
          conseguenze degli eventuali inadempimenti;
              f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture tecniche
          e amministrative pubbliche  da  parte  di  altre  pubbliche
          amministrazioni, sulla base di accordi  conclusi  ai  sensi
          dell'articolo 15 della legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
          successive modificazioni.
              5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono emanati
          su proposta del Ministro competente,  di  concerto  con  il
          Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per  la
          funzione pubblica, con i  Ministri  interessati  e  con  il
          Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione
          del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8
          del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,   e,
          successivamente, dei pareri delle Commissioni  parlamentari
          competenti che sono  resi  entro  il  termine  di  sessanta
          giorni dal ricevimento della richiesta.
              6. I regolamenti di cui al comma  2  sono  emanati  con
          decreto   del   Presidente   della    Repubblica,    previa
          deliberazione del Consiglio dei Ministri, su  proposta  del
          Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
          funzione pubblica, di concerto con il Ministro  competente,
          previa acquisizione del parere della  Conferenza  unificata
          di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
          1997,  n.  281,  quando  siano  coinvolti  interessi  delle
          regioni e delle autonomie locali, del parere del  Consiglio
          di Stato nonche' delle competenti Commissioni parlamentari.
          I pareri della Conferenza  unificata  e  del  Consiglio  di
          Stato sono  resi  entro  novanta  giorni  dalla  richiesta;
          quello   delle   Commissioni    parlamentari    e'    reso,
          successivamente ai precedenti, entro sessanta giorni  dalla
          richiesta.  Per  la   predisposizione   degli   schemi   di
          regolamento la Presidenza del Consiglio dei  Ministri,  ove
          necessario,  promuove,  anche  su  richiesta  del  Ministro
          competente, riunioni tra  le  amministrazioni  interessate.
          Decorsi sessanta giorni  dalla  richiesta  di  parere  alle
          Commissioni  parlamentari,  i  regolamenti  possono  essere
          comunque emanati.
              7.  I  regolamenti  di  cui  al  comma   2,   ove   non
          diversamente previsto dai decreti legislativi,  entrano  in
          vigore il quindicesimo giorno successivo  alla  data  della
          loro pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale.  Con  effetto
          dalla stessa data sono abrogate le norme, anche  di  legge,
          regolatrici dei procedimenti.
              8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano, oltre
          ai principi di cui  al  comma  4,  ai  seguenti  criteri  e
          principi:
              a) trasferimento ad organi monocratici o  ai  dirigenti
          amministrativi  di  funzioni  anche  decisionali,  che  non
          richiedono, in ragione della loro specificita', l'esercizio
          in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
          con conferenze di servizi o con  interventi,  nei  relativi
          procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
              b)  individuazione  delle   responsabilita'   e   delle
          procedure di verifica e controllo;
              c) soppressione dei procedimenti che risultino non piu'
          rispondenti alle finalita' e  agli  obiettivi  fondamentali
          definiti dalla legislazione di settore o che  risultino  in
          contrasto  con   i   principi   generali   dell'ordinamento
          giuridico nazionale o comunitario;
              d) soppressione dei procedimenti  che  comportino,  per
          l'amministrazione e per i cittadini, costi piu' elevati dei
          benefici conseguibili,  anche  attraverso  la  sostituzione
          dell'attivita'  amministrativa   diretta   con   forme   di
          autoregolamentazione   da    parte    degli    interessati,
          prevedendone comunque forme di controllo;
              e)   adeguamento   della   disciplina   sostanziale   e
          procedimentale dell'attivita' e degli  atti  amministrativi
          ai principi della normativa comunitaria, anche  sostituendo
          al regime concessorio quello autorizzatorio;
              f) soppressione  dei  procedimenti  che  derogano  alla
          normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
          sussistano piu' le ragioni che giustifichino  una  difforme
          disciplina settoriale;
              g) regolazione, ove possibile,  di  tutti  gli  aspetti
          organizzativi e di tutte le fasi del procedimento.
              8-bis. Il Governo verifica la coerenza degli  obiettivi
          di semplificazione e di qualita' della regolazione  con  la
          definizione della posizione italiana da sostenere  in  sede
          di Unione  europea  nella  fase  di  predisposizione  della
          normativa comunitaria, ai sensi dell'articolo 3 del decreto
          legislativo  30  luglio   1999,   n.   303.   Assicura   la
          partecipazione italiana ai programmi di  semplificazione  e
          di miglioramento della qualita' della regolazione interna e
          a livello europeo.
              9. I Ministeri sono titolari del potere  di  iniziativa
          della  semplificazione  e  del  riassetto  normativo  nelle
          materie  di  loro  competenza,  fatti  salvi  i  poteri  di
          indirizzo e coordinamento della  Presidenza  del  Consiglio
          dei  Ministri,  che  garantisce   anche   l'uniformita'   e
          l'omogeneita'   degli    interventi    di    riassetto    e
          semplificazione. La Presidenza del Consiglio  dei  Ministri
          garantisce,  in  caso  di  inerzia  delle   amministrazioni
          competenti,  l'attivazione  di  specifiche  iniziative   di
          semplificazione e di riassetto normativo.
              10. Gli organi responsabili di direzione politica e  di
          amministrazione  attiva  individuano   forme   stabili   di
          consultazione e di partecipazione delle  organizzazioni  di
          rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di
          rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e
          di semplificazione.
              11.   I   servizi   di   controllo   interno   compiono
          accertamenti sugli effetti prodotti dalle  norme  contenute
          nei regolamenti di semplificazione e di  accelerazione  dei
          procedimenti    amministrativi    e    possono    formulare
          osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica  delle
          norme   stesse   e   per   il   miglioramento   dell'azione
          amministrativa».
              - Il testo dell'articolo 3 del regolamento  di  cui  al
          decreto del Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
          della  ricerca  22  ottobre  2004,  n.  270  (Modifiche  al
          regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica
          degli atenei, approvato con D.M. 3 novembre  1999,  n.  509
          del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e
          tecnologica) e' il seguente:
              «Art.3. -  1.  Le  universita'  rilasciano  i  seguenti
          titoli:
              a) laurea (L);
              b) laurea magistrale (L.M.).
              2. Le universita' rilasciano  altresi'  il  diploma  di
          specializzazione (DS) e il dottorato di ricerca (DR).
              3. La laurea,  la  laurea  magistrale,  il  diploma  di
          specializzazione e il dottorato di ricerca sono  conseguiti
          al termine, rispettivamente, dei corsi di laurea, di laurea
          magistrale, di specializzazione e di dottorato  di  ricerca
          istituiti dalle universita'.
              4. Il corso di laurea ha l'obiettivo di assicurare allo
          studente  un'adeguata  padronanza  di  metodi  e  contenuti
          scientifici generali, anche nel caso in cui  sia  orientato
          all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali.
              5. L'acquisizione delle  conoscenze  professionali,  di
          cui al comma 4 e' preordinata all'inserimento del  laureato
          nel mondo  del  lavoro  ed  all'esercizio  delle  correlate
          attivita'  professionali   regolamentate,   nell'osservanza
          delle disposizioni di legge  e  dell'Unione  europea  e  di
          quelle di cui all'articolo 11, comma 4.
              6. Il corso di  laurea  magistrale  ha  l'obiettivo  di
          fornire allo studente una formazione  di  livello  avanzato
          per l'esercizio di attivita' di elevata  qualificazione  in
          ambiti specifici.
              7. Il  corso  di  specializzazione  ha  l'obiettivo  di
          fornire allo studente conoscenze e  abilita'  per  funzioni
          richieste   nell'esercizio   di    particolari    attivita'
          professionali e puo'  essere  istituito  esclusivamente  in
          applicazione di specifiche norme di legge  o  di  direttive
          dell'Unione europea.
              8. I corsi di dottorato di ricerca e  il  conseguimento
          del relativo titolo sono disciplinati dall'articolo 4 della
          legge 3 luglio 1998, n. 210, fatto  salvo  quanto  previsto
          dall'articolo 6, commi 5 e 6.
              9. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo  6
          della legge  19  novembre  1990,  n.  341,  in  materia  di
          formazione finalizzata e di servizi didattici  integrativi.
          In particolare, in attuazione dell'articolo  1,  comma  15,
          della legge 14 gennaio 1999, n. 4, le  universita'  possono
          attivare,  disciplinandoli  nei  regolamenti  didattici  di
          ateneo, corsi di  perfezionamento  scientifico  e  di  alta
          formazione   permanente   e   ricorrente,   successivi   al
          conseguimento della laurea o della laurea magistrale,  alla
          conclusione dei quali sono rilasciati i master universitari
          di primo e di secondo livello.
              10. Sulla base di apposite convenzioni, le  universita'
          italiane possono rilasciare i titoli  di  cui  al  presente
          articolo, anche congiuntamente con altri atenei italiani  o
          stranieri.»
              - Il testo del comma 2, dell'articolo 2 della legge  31
          dicembre 2009, n. 196  (Legge  di  contabilita'  e  finanza
          pubblica)e' il seguente:
              «2. I decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono
          emanati  nel  rispetto  dei  seguenti  principi  e  criteri
          direttivi:
              a) adozione di regole contabili uniformi e di un comune
          piano  dei  conti  integrato  al  fine  di  consentire   il
          consolidamento e il monitoraggio  in  fase  di  previsione,
          gestione e rendicontazione dei conti delle  amministrazioni
          pubbliche;
              b)   definizione   di    una    tassonomia    per    la
          riclassificazione dei dati contabili e di bilancio  per  le
          amministrazioni pubbliche tenute al regime di  contabilita'
          civilistica, ai fini del raccordo con le  regole  contabili
          uniformi di cui alla lettera a);
              c) adozione di comuni schemi di bilancio articolati  in
          missioni  e  programmi  coerenti  con  la   classificazione
          economica   e   funzionale   individuata   dagli   appositi
          regolamenti comunitari in materia di contabilita' nazionale
          e  relativi  conti  satellite,  al  fine  di  rendere  piu'
          trasparenti e significative le  voci  di  bilancio  dirette
          all'attuazione delle politiche pubbliche, e adozione di  un
          sistema unico di  codifica  dei  singoli  provvedimenti  di
          spesa correlati alle voci di spesa riportate nei bilanci;
              d) affiancamento, ai fini conoscitivi,  al  sistema  di
          contabilita' finanziaria di  un  sistema  e  di  schemi  di
          contabilita'  economico-patrimoniale  che  si  ispirino   a
          comuni criteri di contabilizzazione;
              e)  adozione   di   un   bilancio   consolidato   delle
          amministrazioni pubbliche con le proprie aziende,  societa'
          o altri organismi  controllati,  secondo  uno  schema  tipo
          definito  dal  Ministro  dell'economia  e   delle   finanze
          d'intesa con i Ministri interessati;
              f) definizione di un sistema di indicatori di risultato
          semplici, misurabili e riferiti ai programmi del  bilancio,
          costruiti secondo criteri e metodologie comuni alle diverse
          amministrazioni individuati con decreto del Presidente  del
          Consiglio dei ministri.»
              - Il comma 9, dell'articolo 1 della  legge  4  novembre
          2005, n. 230 (Nuove disposizioni concernenti i professori e
          i ricercatori universitari  e  delega  al  Governo  per  il
          riordino del  reclutamento  dei  professori  universitari),
          come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
              «9  Nell'ambito  delle   relative   disponibilita'   di
          bilancio, le universita' possono procedere  alla  copertura
          di  posti  di  professore  ordinario  e  associato   e   di
          ricercatore   mediante   chiamata   diretta   di   studiosi
          stabilmente impegnati all'estero in attivita' di ricerca  o
          insegnamento a livello universitario da almeno un triennio,
          che ricoprono  una  posizione  accademica  equipollente  in
          istituzioni universitarie o di ricerca estere,  ovvero  che
          abbiano gia' svolto per chiamata  diretta  autorizzata  dal
          Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
          nell'ambito  del  programma  di  rientro  dei  cervelli  un
          periodo di almeno tre anni di ricerca e  di  docenza  nelle
          universita' italiane  e  conseguito  risultati  scientifici
          congrui rispetto al posto per il quale ne viene proposta la
          chiamata, ovvero di studiosi che siano risultati  vincitori
          nell'ambito di  specifici  programmi  di  ricerca  di  alta
          qualificazione,  identificati  con  decreto  del   Ministro
          dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,  sentiti
          l'Agenzia   nazionale   di    valutazione    del    sistema
          universitario nazionale, finanziati dall'Unione  europea  o
          dal  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
          ricerca. A tali fini le  universita'  formulano  specifiche
          proposte al Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
          della ricerca il quale concede o rifiuta il nulla osta alla
          nomina previo parere del Consiglio universitario nazionale.
          Nell'ambito delle relative disponibilita' di  bilancio,  le
          universita' possono altresi' procedere alla  copertura  dei
          posti di professore ordinario mediante chiamata diretta  di
          studiosi  di  chiara  fama.  A  tali  fini  le  universita'
          formulano specifiche proposte al Ministro  dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca il quale concede o rifiuta
          il  nulla  osta  alla  nomina,   previo   parere   di   una
          commissione,   nominata   dal    Consiglio    universitario
          nazionale, composta da tre professori ordinari appartenenti
          al settore scientifico-disciplinare in riferimento al quale
          e' proposta la chiamata. Il rettore, con  proprio  decreto,
          dispone  la  nomina  determinando  la  relativa  classe  di
          stipendio sulla base della eventuale anzianita' di servizio
          e di valutazioni di merito.»
              -  Il  testo  dell'articolo  2  del  decreto-legge   10
          novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni  dalla
          legge 9 gennaio 2009,  n.1  (Disposizioni  urgenti  per  il
          diritto allo studio, la  valorizzazione  del  merito  e  la
          qualita' del sistema universitario e della  ricerca),  come
          modificato dalla presente legge, e' il seguente:
              «Art.  2  (Misure   per   la   qualita'   del   sistema
          universitario). - 1 A decorrere dall'anno 2009, al fine  di
          promuovere  e  sostenere  l'incremento  qualitativo   delle
          attivita'  delle  universita'  statali  e   di   migliorare
          l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo delle risorse, una
          quota  non  inferiore  al  7  per  cento   del   fondo   di
          finanziamento ordinario di cui all'articolo 5  della  legge
          24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, e del
          fondo straordinario di cui all'articolo 2, comma 428, della
          legge 24 dicembre 2007, n. 244, con progressivi  incrementi
          negli  anni   successivi,   e'   ripartita   prendendo   in
          considerazione:
              a) la qualita' dell'offerta formativa e i risultati dei
          processi formativi;
              b) la qualita' della ricerca scientifica;
              c) la qualita', l'efficacia e l'efficienza  delle  sedi
          didattiche. Ai fini di  cui  alla  presente  lettera,  sono
          presi in considerazione i parametri relativi  all'incidenza
          del costo  del  personale  sulle  risorse  complessivamente
          disponibili, nonche' il numero e l'entita' dei progetti  di
          ricerca di rilievo nazionale  ed  internazionale  assegnati
          all'ateneo.
              1-bis. Gli incrementi di cui al comma 1  sono  disposti
          annualmente,  con  decreto  del  Ministro  dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca, in misura compresa tra lo
          0,5 per cento e il 2 per cento del fondo  di  finanziamento
          ordinario di cui all'articolo 5  della  legge  24  dicembre
          1993, n.  537,  determinata  tenendo  conto  delle  risorse
          complessivamente disponibili e dei risultati conseguiti nel
          miglioramento dell'efficacia e ell'efficienza nell'utilizzo
          delle risorse.
              2. Le modalita' di ripartizione delle risorse di cui al
          comma  1   sono   definite   con   decreto   del   Ministro
          dell'istruzione, dell'universita' e della  ricerca,  avente
          natura  non   regolamentare,   da   adottarsi,   in   prima
          attuazione, entro il 31 marzo 2009, sentiti il Comitato  di
          indirizzo per la valutazione della ricerca  e  il  Comitato
          nazionale per la valutazione del sistema universitario.  In
          sede di prima applicazione, la ripartizione  delle  risorse
          di cui al comma 1  e'  effettuata  senza  tener  conto  del
          criterio di cui alla lettera c) del medesimo comma.»
              - Il testo del comma 4, dell' articolo 16, della  legge
          2 dicembre 1991, n. 390 e' il seguente:
              «4. Ad integrazione  delle  disponibilita'  finanziarie
          destinate dalle regioni agli interventi di cui al  presente
          articolo, e' istituito, per gli anni 1991 e 1992, presso il
          Ministero, un  «Fondo  di  intervento  integrativo  per  la
          concessione dei prestiti d'onore». Il  Fondo  e'  ripartito
          per i medesimi anni fra le regioni che abbiano attivato  le
          procedure per la concessione dei prestiti, con decreto  del
          Presidente del  Consiglio  dei  ministri  su  proposta  del
          Ministro, sentita la Conferenza permanente per  i  rapporti
          tra lo Stato, le regioni e le province autonome.  L'importo
          assegnato a ciascuna regione non puo' essere superiore allo
          stanziamento destinato dalla stessa per le finalita' di cui
          al presente articolo».
              - Il testo dell'articolo 3 del decreto  legislativo  28
          agosto 1997,  n.  281  (Definizione  ed  ampliamento  delle
          attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra
          lo Stato, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e
          Bolzano ed unificazione, per le materie  ed  i  compiti  di
          interesse  comune  delle  regioni,  delle  province  e  dei
          comuni, con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali)
          e' il seguente:
              «Art. 3. - 1. Le disposizioni del presente articolo  si
          applicano a tutti i procedimenti  in  cui  la  legislazione
          vigente prevede un'intesa nella Conferenza Stato-regioni.
              2.  Le  intese  si   perfezionano   con   l'espressione
          dell'assenso del Governo e dei presidenti delle  regioni  e
          delle province autonome di Trento e di Bolzano.
              3. Quando un'intesa espressamente prevista dalla  legge
          non e' raggiunta entro trenta  giorni  dalla  prima  seduta
          della Conferenza Stato-regioni in cui  l'oggetto  e'  posto
          all'ordine del giorno, il Consiglio dei  Ministri  provvede
          con deliberazione motivata.
              4.  In  caso  di  motivata  urgenza  il  Consiglio  dei
          Ministri   puo'   provvedere   senza   l'osservanza   delle
          disposizioni  del  presente   articolo.   I   provvedimenti
          adottati  sono  sottoposti   all'esame   della   Conferenza
          Stato-regioni nei successivi quindici giorni. Il  Consiglio
          dei Ministri e' tenuto ad esaminare le  osservazioni  della
          Conferenza Stato-regioni ai fini di eventuali deliberazioni
          successive.
              - Il comma 5 dell'articolo 17 della legge  31  dicembre
          2009, n. 196 e' il seguente:
              «5  Le  Commissioni  parlamentari  competenti   possono
          richiedere al Governo la relazione di cui al  comma  3  per
          tutte le proposte legislative e  gli  emendamenti  al  loro
          esame ai fini della verifica tecnica della  quantificazione
          degli oneri da  essi  recati.  La  relazione  tecnica  deve
          essere  trasmessa  nel  termine  indicato  dalle   medesime
          Commissioni in relazione all'oggetto e alla  programmazione
          dei lavori parlamentari  e,  in  ogni  caso,  entro  trenta
          giorni dalla richiesta. Qualora il Governo non sia in grado
          di  trasmettere  la  relazione  tecnica  entro  il  termine
          stabilito dalle Commissioni deve indicarne  le  ragioni.  I
          dati devono  essere  trasmessi  in  formato  telematico.  I
          regolamenti parlamentari disciplinano gli ulteriori casi in
          cui il Governo e' tenuto alla presentazione della relazione
          tecnica di cui al comma 3.»
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                               Art. 6. 

     (Stato giuridico dei professori e dei ricercatori di ruolo) 

  1. Il regime di impegno dei professori e dei ricercatori e' a tempo
pieno o a tempo definito. Ai fini della rendicontazione dei  progetti
di ricerca, la quantificazione figurativa delle  attivita'  annue  di
ricerca,  di  studio  e  di  insegnamento,  con  i  connessi  compiti
preparatori, di verifica e organizzativi, e' pari a 1.500  ore  annue
per i professori e i ricercatori a tempo pieno e  a  750  ore  per  i
professori e i ricercatori a tempo definito.
  2. I professori svolgono attivita' di ricerca  e  di  aggiornamento
scientifico e, sulla  base  di  criteri  e  modalita'  stabiliti  con
regolamento di ateneo, sono tenuti a riservare annualmente a  compiti
didattici e di servizio agli studenti, inclusi  l'orientamento  e  il
tutorato, nonche' ad attivita' di  verifica  dell'apprendimento,  non
meno di 350 ore in regime di tempo pieno e non meno  di  250  ore  in
regime di tempo definito.
  3. I ricercatori di  ruolo  svolgono  attivita'  di  ricerca  e  di
aggiornamento scientifico  e,  sulla  base  di  criteri  e  modalita'
stabiliti  con  regolamento  di  ateneo,  sono  tenuti  a   riservare
annualmente a compiti di didattica integrativa  e  di  servizio  agli
studenti, inclusi l'orientamento e il tutorato, nonche' ad  attivita'
di verifica dell'apprendimento, fino ad un  massimo  di  350  ore  in
regime di tempo pieno e fino ad un massimo di 200 ore  in  regime  di
tempo definito.
  4. Ai ricercatori a tempo indeterminato, agli assistenti del  ruolo
ad esaurimento e ai tecnici  laureati  di  cui  all'articolo  50  del
decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.  382,  che
hanno svolto tre anni di insegnamento ai sensi dell'articolo 12 della
legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive  modificazioni,  nonche'
ai professori incaricati stabilizzati  sono  affidati,  con  il  loro
consenso e fermo restando il rispettivo inquadramento  e  trattamento
giuridico ed economico, corsi e  moduli  curriculari  compatibilmente
con  la  programmazione  didattica  definita  dai  competenti  organi
accademici nonche' compiti di tutorato e di didattica integrativa. Ad
essi e' attribuito il  titolo  di  professore  aggregato  per  l'anno
accademico in cui essi svolgono tali corsi e  moduli.  Il  titolo  e'
conservato altresi' nei periodi di congedo straordinario  per  motivi
di studio di cui il ricercatore  usufruisce  nell'anno  successivo  a
quello in cui ha svolto tali corsi e  moduli.  Ciascuna  universita',
nei limiti delle disponibilita' di bilancio e sulla base di criteri e
modalita'   stabiliti   con   proprio   regolamento,   determina   la
retribuzione aggiuntiva dei ricercatori di ruolo  ai  quali,  con  il
loro consenso, sono affidati moduli o corsi curriculari.
  5. All'articolo 1, comma 11, della legge 4 novembre 2005,  n.  230,
le parole: «per il periodo di durata degli  stessi  corsi  e  moduli»
sono sostituite dalle seguenti: «per l'anno accademico  in  cui  essi
svolgono tali corsi e moduli. Il titolo e'  conservato  altresi'  nei
periodi di congedo straordinario per  motivi  di  studio  di  cui  il
ricercatore usufruisce nell'anno successivo a quello in cui ha svolto
tali corsi e moduli».
  6. L'opzione per l'uno o l'altro  regime  di  cui  al  comma  1  e'
esercitata  su  domanda  dell'interessato  all'atto  della  presa  di
servizio ovvero, nel caso di passaggio dall'uno all'altro regime, con
domanda da presentare al rettore almeno sei  mesi  prima  dell'inizio
dell'anno accademico dal quale far  decorrere  l'opzione  e  comporta
l'obbligo di  mantenere  il  regime  prescelto  per  almeno  un  anno
accademico.
  7.  Le   modalita'   per   l'autocertificazione   e   la   verifica
dell'effettivo svolgimento della attivita' didattica  e  di  servizio
agli studenti dei professori e  dei  ricercatori  sono  definite  con
regolamento di ateneo, che prevede altresi' la  differenziazione  dei
compiti    didattici    in    relazione     alle     diverse     aree
scientifico-disciplinari e alla tipologia di insegnamento, nonche' in
relazione all'assunzione da parte del docente di specifici  incarichi
di responsabilita' gestionale o di ricerca. Fatta salva la competenza
esclusiva delle universita' a valutare positivamente o  negativamente
le attivita' dei singoli docenti e  ricercatori,  l'ANVUR  stabilisce
criteri oggettivi di verifica dei risultati dell'attivita' di ricerca
ai fini del comma 8.
  8. In caso  di  valutazione  negativa  ai  sensi  del  comma  7,  i
professori  e  i  ricercatori  sono  esclusi  dalle  commissioni   di
abilitazione, selezione e  progressione  di  carriera  del  personale
accademico, nonche' dagli  organi  di  valutazione  dei  progetti  di
ricerca.
  9. La posizione di professore e ricercatore  e'  incompatibile  con
l'esercizio  del  commercio   e   dell'industria   fatta   salva   la
possibilita' di costituire societa' con caratteristiche di spin off o
di start up universitari, ai sensi degli articoli 2 e 3  del  decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, anche assumendo  in  tale  ambito
responsabilita' formali, nei limiti temporali e secondo la disciplina
in materia dell'ateneo di  appartenenza,  nel  rispetto  dei  criteri
definiti con regolamento adottato con decreto del Ministro  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 3,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400.
L'esercizio di attivita' libero-professionale e' incompatibile con il
regime di tempo pieno. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 13,
14 e 15 del decreto del Presidente della Repubblica 11  luglio  1980,
n. 382, fatto salvo quanto stabilito dalle  convenzioni  adottate  ai
sensi del comma 13 del presente articolo.
  10. I professori e i ricercatori a  tempo  pieno,  fatto  salvo  il
rispetto  dei   loro   obblighi   istituzionali,   possono   svolgere
liberamente, anche con retribuzione, attivita' di  valutazione  e  di
referaggio, lezioni e seminari di carattere occasionale, attivita' di
collaborazione   scientifica   e   di   consulenza,   attivita'    di
comunicazione  e  divulgazione  scientifica  e   culturale,   nonche'
attivita' pubblicistiche ed editoriali. I professori e i  ricercatori
a tempo pieno possono altresi' svolgere,  previa  autorizzazione  del
rettore,  funzioni  didattiche  e   di   ricerca,   nonche'   compiti
istituzionali e gestionali senza  vincolo  di  subordinazione  presso
enti pubblici  e  privati  senza  scopo  di  lucro,  purche'  non  si
determinino situazioni di conflitto di interesse con l'universita' di
appartenenza, a condizione comunque che l'attivita'  non  rappresenti
detrimento delle attivita' didattiche, scientifiche e gestionali loro
affidate dall'universita' di appartenenza.
  11. I professori e i ricercatori a  tempo  pieno  possono  svolgere
attivita' didattica e di ricerca anche presso un altro ateneo,  sulla
base di una convenzione tra i due atenei finalizzata al conseguimento
di obiettivi di comune interesse. La convenzione stabilisce altresi',
con l'accordo dell'interessato, le modalita' di  ripartizione  tra  i
due atenei dell'impegno annuo dell'interessato,  dei  relativi  oneri
stipendiali e delle modalita' di valutazione di cui al comma  7.  Per
un periodo complessivamente non superiore  a  cinque  anni  l'impegno
puo' essere totalmente svolto presso il secondo ateneo, che  provvede
alla  corresponsione  degli   oneri   stipendiali.   In   tal   caso,
l'interessato esercita il diritto  di  elettorato  attivo  e  passivo
presso il secondo ateneo. Ai fini della valutazione  delle  attivita'
di ricerca e delle politiche di reclutamento degli atenei,  l'apporto
dell'interessato e' ripartito  in  proporzione  alla  durata  e  alla
quantita' dell'impegno in ciascuno di essi. Con decreto del Ministro,
da emanare entro centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore
della presente legge, sono  stabiliti  i  criteri  per  l'attivazione
delle convenzioni.
  12. I professori e i ricercatori a tempo definito possono  svolgere
attivita'   libero-professionali   e   di   lavoro   autonomo   anche
continuative, purche' non  determinino  situazioni  di  conflitto  di
interesse rispetto  all'ateneo  di  appartenenza.  La  condizione  di
professore a tempo  definito  e'  incompatibile  con  l'esercizio  di
cariche accademiche. Gli statuti di  ateneo  disciplinano  il  regime
della predetta incompatibilita'. Possono altresi' svolgere  attivita'
didattica e di ricerca presso universita' o enti di  ricerca  esteri,
previa autorizzazione del rettore che valuta  la  compatibilita'  con
l'adempimento degli obblighi istituzionali.  In  tal  caso,  ai  fini
della valutazione delle attivita' di ricerca  e  delle  politiche  di
reclutamento degli atenei, l'apporto dell'interessato e'  considerato
in  proporzione  alla  durata  e  alla  quantita'  dell'impegno  reso
nell'ateneo di appartenenza.
  13. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente legge, il Ministero, di  concerto  con  il  Ministero  della
salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
sentita la Conferenza  dei  presidi  delle  facolta'  di  medicina  e
chirurgia riguardo alle strutture cliniche e di ricerca traslazionale
necessarie per la formazione nei corsi di laurea di area sanitaria di
cui alla direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 7 settembre 2005, predispone lo schema-tipo delle convenzioni  al
quale devono attenersi le universita' e le  regioni  per  regolare  i
rapporti in materia di  attivita'  sanitarie  svolte  per  conto  del
Servizio sanitario nazionale.
  14. I professori e i  ricercatori  sono  tenuti  a  presentare  una
relazione triennale sul  complesso  delle  attivita'  didattiche,  di
ricerca  e  gestionali   svolte,   unitamente   alla   richiesta   di
attribuzione dello scatto stipendiale di cui agli articoli  36  e  38
del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,  n.  382,
fermo restando quanto previsto in materia dal decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio
2010, n. 122. La valutazione del complessivo  impegno  didattico,  di
ricerca e gestionale ai fini dell'attribuzione degli scatti triennali
di cui all'articolo 8 e'  di  competenza  delle  singole  universita'
secondo quanto stabilito  nei  regolamenti  di  ateneo.  In  caso  di
valutazione negativa, la richiesta di attribuzione dello scatto  puo'
essere reiterata dopo che sia trascorso almeno  un  anno  accademico.
Nell'ipotesi  di  mancata  attribuzione  dello   scatto,   la   somma
corrispondente e' conferita al Fondo di ateneo per la premialita' dei
professori e dei ricercatori di cui all'articolo 9. 

                    Note all'articolo 6:
              - Il testo dell'articolo 50, del DPR 11 luglio 1980, n.
          382 (Riordinamento della  docenza  universitaria,  relativa
          fascia di formazione nonche' sperimentazione  organizzativa
          e didattica) e' il seguente:
              «Art. 50 (Inquadramento  nella  fascia  dei  professori
          associati). - Nella prima applicazione del presente decreto
          possono essere inquadrati, a domanda,  previo  giudizio  di
          idoneita' nel ruolo dei professori associati:
              1) i professori incaricati stabilizzati di cui all'art.
          4 del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580 , convertito  in  legge,
          con modificazioni, dalla L. 30 novembre  1973,  n.  766,  e
          successive modificazioni e integrazioni: nonche' quelli che
          completano il triennio di cui al D.L. 23 dicembre 1978,  n.
          817 , convertito in legge con  modificazioni  dalla  L.  19
          febbraio 1979,  n.  54,  al  termine  dell'anno  accademico
          1979-80.
              I professori incaricati che  non  hanno  completato  il
          triennio di  cui  al  D.L.  23  dicembre  1978,  n.  817  ,
          convertito  in  legge,  con  modificazioni,  dalla  L.   19
          febbraio 1979, n. 54, maturano il diritto all'inquadramento
          nel ruolo dei professori associati all'atto del  compimento
          del triennio medesimo. Per i professori incaricati a titolo
          gratuito e' titolo il  compimento  del  periodo  necessario
          alla stabilizzazione, di cui all'art. 4 del D.L. 1° ottobre
          1973, n. 580 ,  convertito  in  legge,  con  modificazioni,
          dalla  L.  30  novembre  1973,   n.   766,   ed   integrato
          dall'articolo unico del D.L.  23  dicembre  1978,  n.  817,
          convertito in legge con modificazioni, dalla L. 19 febbraio
          1979, n. 54, certificato dal rettore dell'Universita' o dal
          direttore  dell'istituto  di   istruzione   superiore   con
          documentazione degli atti ufficiali della  facolta'  con  i
          quali l'incarico e' stato conferito;
              2) gli assistenti universitari del ruolo ad esaurimento
          di cui all'art.  3  del  D.L.  1°  ottobre  1973,  n.  580,
          convertito  in  legge,  con  modificazioni,  dalla  L.   30
          novembre 1973, n. 766;
              3) i tecnici  laureati,  gli  astronomi  e  ricercatori
          degli osservatori astronomici e vesuviano, i curatori degli
          orti  botanici,  i  conservatori  dei  Musei,  in  servizio
          all'atto  dell'entrata  in  vigore  del  presente  decreto,
          inquadrati  nei  rispettivi   ruoli,   che   entro   l'anno
          accademico 1979-80 abbiano svolto  tre  anni  di  attivita'
          didattica  e  scientifica,   quest'ultima   comprovata   da
          pubblicazioni edite, documentate  da  atti  della  facolta'
          risalenti  al  periodo  di  svolgimento   delle   attivita'
          medesime. A tal fine il  preside  della  facolta'  rilascia
          sulla base della documentazione in possesso della  facolta'
          attestazione che l'avente titolo ha effettivamente prestato
          attivita' didattica e scientifica.«
              - L'articolo 12, della legge 19 novembre 1990,  n.  341
          (Riforma degli ordinamenti didattici  universitari)  e'  il
          seguente:
              «Art. 12 (Attivita' di docenza). - 1. I  professori  di
          ruolo, a integrazione di quanto previsto dagli articoli  1,
          9 e 10 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  11
          luglio  1980,  n.  382  ,  e  successive  modificazioni,  e
          dall'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica
          10 marzo 1982, n. 162 , adempiono ai compiti didattici  nei
          corsi  di  diploma  universitario  e  nei  corsi   di   cui
          all'articolo 6, comma 1,  lettera  a),  e  comma  2,  della
          presente legge. I ricercatori,  a  integrazione  di  quanto
          previsto dagli  articoli  30,  31  e  32  del  decreto  del
          Presidente  della  Repubblica  11  luglio  1980,   n.   382
          adempiono ai compiti didattici in tutti i corsi  di  studio
          previsti dalla presente legge, secondo le modalita' di  cui
          ai commi 3, 4, 5, 6 e 7 del presente articolo.
              2. E' altresi' compito istituzionale dei  professori  e
          dei ricercatori guidare il processo di formazione culturale
          dello studente  secondo  quanto  previsto  dal  sistema  di
          tutorato di cui all'articolo 13.
              3. Ferma restando per i professori  la  responsabilita'
          didattica di un  corso  relativo  ad  un  insegnamento,  le
          strutture   didattiche   secondo    le    esigenze    della
          programmazione didattica, attribuiscono ai professori e  ai
          ricercatori,  con  le  modalita'  di  cui  al  decreto  del
          Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,  e  con
          il consenso dell'interessato, l'affidamento e la  supplenza
          di ulteriori  corsi  o  moduli  che,  comunque,  non  danno
          diritto  ad  alcuna  riserva  di  posti  nei  concorsi.  La
          programmazione  deve  in  ogni  caso  assicurare  la  piena
          utilizzazione nelle strutture didattiche dei  professori  e
          dei ricercatori e  l'assolvimento  degli  impegni  previsti
          dalle rispettive norme di stato giuridico.
              4.  I  ricercatori  possono  essere  componenti   delle
          commissioni di esame  di  profitto  nei  corsi  di  diploma
          universitario, di laurea e di specializzazione  e  relatori
          di tesi di laurea.
              5. Sostituisce il primo comma dell'art. 114, D.P.R.  11
          luglio 1980, n. 382
              6. Gli insegnamenti nei corsi di laurea  e  di  diploma
          sono di norma sdoppiati ogni qualvolta
              il numero degli esami sostenuti  nell'anno  precedente,
          moltiplicato per il rapporto tra gli iscritti nell'anno  in
          corso e gli iscritti dell'anno precedente, supera 250.  Gli
          insegnamenti   sdoppiati   possono   essere   coperti   dai
          professori  e  dai  ricercatori   per   supplenza   o   per
          affidamento.
              7. La supplenza o l'affidamento di un corso  o  modulo,
          che rientrino nei limiti  dell'impegno  orario  complessivo
          previsto  per  i  professori  e  per  i  ricercatori  dalle
          rispettive norme, sono  conferiti  a  titolo  gratuito.  Le
          supplenze e gli affidamenti che superino i predetti  limiti
          possono essere retribuiti esclusivamente con oneri a carico
          degli ordinari stanziamenti dello stato di  previsione  del
          Ministero dell'universita' e della  ricerca  scientifica  e
          tecnologica, fatta salva la possibilita' di quanto previsto
          dal quinto comma dell'articolo 9 del decreto del Presidente
          della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
              8. L'istituto del  contratto  previsto  dal  D.P.R.  11
          luglio 1980, n. 382 , e dal D.P.R. 10 marzo 1982, n. 162  ,
          si  estende  ai  corsi  di  diploma  universitario.  Per  i
          professori a contratto sono rispettate le  incompatibilita'
          di cui all'articolo 13 del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  11  luglio  1980,  n.  382   ,   e   successive
          modificazioni.»
              - Il comma 11 dell'articolo 1 della  legge  4  novembre
          2005, n. 230 (Nuove disposizioni concernenti i professori e
          i ricercatori universitari  e  delega  al  Governo  per  il
          riordino del  reclutamento  dei  professori  universitari),
          come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
              «11. Ai  ricercatori,  agli  assistenti  del  ruolo  ad
          esaurimento e ai tecnici laureati di  cui  all'articolo  50
          del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,
          n. 382, che hanno svolto tre anni di insegnamento ai  sensi
          dell'articolo 12 della legge  19  novembre  1990,  n.  341,
          nonche'  ai  professori   incaricati   stabilizzati,   sono
          affidati,  con  il  loro  consenso  e  fermo  restando   il
          rispettivo  inquadramento  e   trattamento   giuridico   ed
          economico, corsi e moduli curriculari  compatibilmente  con
          la programmazione didattica definita dai competenti  organi
          accademici nonche'  compiti  di  tutorato  e  di  didattica
          integrativa. Ad essi e' attribuito il titolo di  professore
          aggregato per l'anno accademico in cui essi  svolgono  tali
          corsi e  moduli.  Il  titolo  e'  conservato  altresi'  nei
          periodi di congedo straordinario per motivi  di  studio  di
          cui il ricercatore usufruisce nell'anno successivo a quello
          in cui ha svolto tali corsi e moduli. Lo stesso  titolo  e'
          attribuito, per il  periodo  di  durata  dell'incarico,  ai
          ricercatori reclutati come previsto al comma 7, ove ad essi
          siano affidati corsi o moduli curriculari.»
              - Il testo degli articoli 2 e 3  del  d.lgs  27  luglio
          1999, n. 297 (Riordino della disciplina e snellimento delle
          procedure per  il  sostegno  della  ricerca  scientifica  e
          tecnologica, per la diffusione  delle  tecnologie,  per  la
          mobilita' dei ricercatori)e' il seguente:
              «Art. 2 (Soggetti  ammissibili).  -  1.  Sono  soggetti
          ammissibili agli interventi di cui al presente titolo:
              a) le  imprese  che  esercitano  le  attivita'  di  cui
          all'articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3);
              b) le imprese artigiane di produzione di cui alla legge
          8 agosto 1985, n. 443;
              c) i  centri  di  ricerca  con  personalita'  giuridica
          autonoma promossi dai soggetti di cui alle lettere a) e b);
              d) societa', consorzi e  societa'  consortili  comunque
          costituite, con partecipazione in ogni caso superiore al 50
          per cento, ovvero al 30 per cento se  hanno  sede  in  aree
          depresse, da imprese  e  centri  di  ricerca  di  cui  alle
          lettere  a),  b)  e  c),  nonche'  eventualmente  da  altri
          soggetti tra: universita',  enti  di  ricerca,  ENEA,  ASI,
          societa' di assicurazione, banche iscritte all'albo di  cui
          all'articolo 13 del decreto legislativo 1° settembre  1993,
          n.  385,  intermediari  finanziari   iscritti   nell'elenco
          generale di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1°
          settembre 1993, n. 385, fondi  mobiliari  chiusi  istituiti
          con legge 14 agosto 1993, n. 344, societa' finanziarie  per
          l'innovazione e lo  sviluppo  istituite  con  l'articolo  2
          della legge 31 luglio 1991, n. 317, fondi mobiliari  chiusi
          di cui all'articolo 37 del decreto legislativo 24  febbraio
          1998, n. 58, intermediari finanziari iscritti  all'albo  di
          cui all'articolo 107 del decreto legislativo  1°  settembre
          1993, n. 385;
              e)  societa'  di   recente   costituzione   ovvero   da
          costituire, finalizzate all'utilizzazione  industriale  dei
          risultati  della  ricerca,  per   le   attivita'   di   cui
          all'articolo 3, comma 1,  lettera  b),  numero  1,  con  la
          partecipazione azionaria o il concorso, o comunque  con  il
          relativo impegno di tutti o alcuni tra i seguenti soggetti:
              1) professori e ricercatori universitari, personale  di
          ricerca dipendente da enti di ricerca, ENEA e ASI,  nonche'
          dottorandi di ricerca e titolari di assegni di  ricerca  di
          cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997,
          n. 449, sulla base di regolamenti delle universita' e degli
          enti di appartenenza,  che  ne  disciplinino  la  procedura
          autorizzativa e il collocamento in  aspettativa  ovvero  il
          mantenimento in servizio o nel corso di studio, nonche'  le
          questioni relative ai diritti di proprieta' intellettuale e
          che  definiscano  le  limitazioni  volte  a   prevenire   i
          conflitti di interesse con  le  societa'  costituite  o  da
          costituire;
              2) soggetti di cui alle lettere a), b), c), d) e f);
              3) societa' di assicurazione, banche iscritte  all'albo
          di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 1° settembre
          1993, n. 385, intermediari finanziari iscritti  nell'elenco
          generale di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1°
          settembre 1993, n. 385, fondi  mobiliari  chiusi  istituiti
          con legge 14 agosto 1993, n. 344, societa' finanziarie  per
          l'innovazione e lo  sviluppo  istituite  con  l'articolo  2
          della legge n. 317 del  5  ottobre  1991,  fondi  mobiliari
          chiusi di cui all'articolo 37 del  decreto  legislativo  24
          febbraio 1998,  n.  58,  intermediari  finanziari  iscritti
          all'albo di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1°
          settembre 1993, n. 385;
              f) universita',  enti  di  ricerca  anche  a  carattere
          regionale, ENEA ed ASI per i casi di cui alle lettere d) ed
          e)  e  al  comma  2,  nonche'  per  le  attivita'  di   cui
          all'articolo 3,  comma  1,  lettera  c),  numero  2  e  per
          attivita', proposte in collaborazione con i soggetti di cui
          alle lettere a), b), c), d),  e),  di  ricerca  e  di  alta
          formazione tecnologica finalizzate agli obbiettivi  di  cui
          all'articolo 1, comma 1;
              f-bis) i parchi scientifici e tecnologici istituiti con
          legge regionale.
              2. I soggetti industriali possono presentare i progetti
          di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), numeri 1,  2  e
          3,  nonche'  comma  1,  lettera   d),   numero   2,   anche
          congiuntamente con universita', enti di  ricerca,  ENEA  ed
          ASI. Nel caso di  progetti  relativi  ad  attivita'  svolte
          nelle  aree   depresse   del   paese,   la   partecipazione
          finanziaria  dei  soggetti  industriali  non  puo'   essere
          inferiore  al  30  per   cento   dell'impegno   finanziario
          previsto. Per progetti relativi ad attivita'  svolte  nelle
          restanti aree del paese la predetta  percentuale  non  puo'
          essere inferiore al 51 per cento.
              3.  I  soggetti  di  cui  al  comma  1  accedono   agli
          interventi di cui  al  presente  titolo  esclusivamente  se
          hanno stabile organizzazione sul territorio nazionale.»
              «Art. 3 (Attivita' finanziabili). - 1. Sono ammissibili
          per:
              a) interventi di sostegno su progetti  o  programmi  di
          ricerca industriale, come definita all'articolo 1, comma 2:
              1) le attivita' svolte in ambito nazionale, sulla  base
          di   progetti   autonomamente   presentati   da    soggetti
          industriali, assimilati e associati;
              2)  le  attivita'  svolte  nel  quadro   di   programmi
          dell'Unione europea o di accordi internazionali, sulla base
          di   progetti   autonomamente   presentati   da    soggetti
          industriali, assimilati e associati;
              2-bis)  le   attivita'   di   assistenza   a   soggetti
          individuali,  assimilati  e   associati   ai   fini   della
          predisposizione di progetti da presentare nell'ambito degli
          interventi previsti da programmi dell'Unione europea;
              3)  le  attivita'  svolte  sulla   base   di   progetti
          predisposti in conformita' a bandi emanati  dal  MURST  per
          obiettivi specifici,  da  parte  di  soggetti  industriali,
          assimilati e associati;
              4) i  contratti  affidati  da  soggetti  industriali  e
          assimilati ad universita', enti di  ricerca,  ENEA,  ASI  e
          fondazioni private che svolgono attivita' di ricerca;
              b)  altri  interventi  di  sostegno   su   progetto   o
          programma:
              1)  le  attivita'  di  ricerca  industriale,   sviluppo
          precompetitivo, diffusione di tecnologie, fino all'avvio  e
          comunque finalizzate a nuove iniziative economiche ad  alto
          contenuto tecnologico, per l'utilizzazione industriale  dei
          risultati della ricerca da parte di soggetti assimilati  in
          fase d'avvio, su progetto o programma presentato  anche  da
          coloro che si impegnano a costituire o  a  concorrere  alla
          nuova societa';
              c) interventi di sostegno all'occupazione nella ricerca
          industriale, come definita ai sensi dell'articolo 1,  comma
          2,  alla  mobilita'  temporanea  dei  ricercatori  e   alla
          connessa diffusione delle tecnologie:
              1) le assunzioni di titolari di diploma  universitario,
          di diploma di laurea, di specializzazione e di dottorato di
          ricerca per avviamento ad attivita' di ricerca, da parte di
          soggetti industriali e assimilati;
              2) i distacchi temporanei di cui al comma 2;
              3)  l'alta  formazione  di  ricercatori  e  tecnici  di
          ricerca operanti nel settore industriale;
              4) l'assunzione, da parte  di  soggetti  industriali  e
          assimilati, di oneri relativi a borse  di  studio  concesse
          per la frequenza a corsi di dottorato di  ricerca,  nonche'
          ad assegni di ricerca di  cui  all'articolo  51,  comma  6,
          della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nel caso il  relativo
          programma  di  ricerca  sia  concordato  con  il   medesimo
          soggetto industriale o assimilato;
              d) interventi di sostegno ad infrastrutture,  strutture
          e servizi per la  ricerca  industriale,  come  definita  ai
          sensi dell'articolo 1, comma 2, e per la  diffusione  delle
          tecnologie:
              1) l'affidamento da parte  di  soggetti  industriali  e
          assimilati a  laboratori  di  ricerca  esterni  pubblici  e
          privati, dei quali si sia  accertata  la  qualificazione  e
          l'idoneita', di studi e ricerche sui  processi  produttivi,
          di attivita' applicative dei risultati  della  ricerca,  di
          formazione del personale  tecnico  per  l'utilizzazione  di
          nuove tecnologie, di prove e test sperimentali;
              2)     la     realizzazione,     l'ampliamento,      la
          ristrutturazione, la delocalizzazione,  il  riorientamento,
          il   recupero   di   competitivita',   la   trasformazione,
          l'acquisizione   di   centri   di   ricerca,   nonche'   il
          riorientamento e il recupero di competitivita' di strutture
          di  ricerca  di  soggetti  industriali  e  assimilati,  con
          connesse attivita' di  riqualificazione  e  formazione  del
          personale.
              2. Il personale  di  ricerca,  dipendente  da  enti  di
          ricerca, ENEA, ASI, nonche' i professori  e  i  ricercatori
          universitari, possono essere temporaneamente distaccati, ai
          sensi del presente comma,  presso  soggetti  industriali  e
          assimilati, con  priorita'  per  piccole  e  medie  imprese
          nonche' presso i soggetti assimilati in fase d'avvio  e  le
          iniziative economiche di cui al comma 1, lettera b), numero
          1), su richiesta degli stessi  soggetti  e  previo  assenso
          dell'interessato, per un periodo non  superiore  a  quattro
          anni, rinnovabile una sola volta. Il  personale  distaccato
          mantiene il rapporto di  lavoro  con  il  soggetto  da  cui
          dipende e l'annesso trattamento economico  e  contributivo.
          Il  servizio  prestato  durante  il  periodo  di   distacco
          costituisce   titolo   valutabile   per   le    valutazioni
          comparative per la copertura di posti vacanti di professore
          universitario e per  l'accesso  alle  fasce  superiori  del
          personale di ricerca degli enti. Il distacco avviene  sulla
          base di intese tra le parti che regolano  le  funzioni,  le
          modalita' di inserimento e l'attribuzione  di  un  compenso
          aggiuntivo da parte del destinatario. Le universita' e  gli
          enti  di  ricerca,  nell'ambito  della  programmazione  del
          personale, l'ENEA, l'ASI,  possono  ricevere  contributi  a
          valere sul Fondo di cui all'articolo 5,  per  assunzioni  a
          termine in sostituzione del personale distaccato. «
              - Il testo del comma 3, dell'articolo 17,  della  legge
          23  agosto  1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di
          Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio  dei
          Ministri e' il seguente:
              «3.Nomine alla presidenza di enti, istituti  o  aziende
          di competenza dell'amministrazione statale.
              1. Le  nomine  alla  presidenza  di  enti,  istituti  o
          aziende   di    carattere    nazionale,    di    competenza
          dell'amministrazione statale, fatta eccezione per le nomine
          relative agli enti pubblici creditizi, sono effettuate  con
          decreto del Presidente della Repubblica emanato su proposta
          del  Presidente  del   Consiglio   dei   ministri,   previa
          deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri  adottata   su
          proposta del ministro competente.
              2.  Resta  ferma  la  vigente  disciplina   in   ordine
          all'acquisizione del parere  delle  competenti  Commissioni
          parlamentari.
              2. Il personale  di  ricerca,  dipendente  da  enti  di
          ricerca, ENEA, ASI, nonche' i professori  e  i  ricercatori
          universitari, possono essere temporaneamente distaccati, ai
          sensi del presente comma,  presso  soggetti  industriali  e
          assimilati, con  priorita'  per  piccole  e  medie  imprese
          nonche' presso i soggetti assimilati in fase d'avvio  e  le
          iniziative economiche di cui al comma 1, lettera b), numero
          1), su richiesta degli stessi  soggetti  e  previo  assenso
          dell'interessato, per un periodo non  superiore  a  quattro
          anni, rinnovabile una sola volta. Il  personale  distaccato
          mantiene il rapporto di  lavoro  con  il  soggetto  da  cui
          dipende e l'annesso trattamento economico  e  contributivo.
          Il  servizio  prestato  durante  il  periodo  di   distacco
          costituisce   titolo   valutabile   per   le    valutazioni
          comparative per la copertura di posti vacanti di professore
          universitario e per  l'accesso  alle  fasce  superiori  del
          personale di ricerca degli enti. Il distacco avviene  sulla
          base di intese tra le parti che regolano  le  funzioni,  le
          modalita' di inserimento e l'attribuzione  di  un  compenso
          aggiuntivo da parte del destinatario. Le universita' e  gli
          enti  di  ricerca,  nell'ambito  della  programmazione  del
          personale, l'ENEA, l'ASI,  possono  ricevere  contributi  a
          valere sul Fondo di cui all'articolo 5,  per  assunzioni  a
          termine in sostituzione del personale distaccato. «
              - Gli articoli 13, 14 e 15 del decreto  del  Presidente
          della Repubblica 11  luglio  1980,  n.  382  (Riordinamento
          della docenza universitaria, relativa fascia di  formazione
          nonche' sperimentazione organizzativa e didattica)  sono  i
          seguenti:
              «Art. 13 (Aspettativa obbligatoria  per  situazioni  di
          incompatibilita'). - Ferme restando le disposizioni vigenti
          in materia di divieto di cumulo dell'ufficio di  professore
          con  altri  impieghi  pubblici  o  privati,  il  professore
          ordinario e' collocato  d'ufficio  in  aspettativa  per  la
          durata della carica del mandato o dell'ufficio nei seguenti
          casi:
              1) elezione al Parlamento nazionale od europeo;
              2) nomina alla carica di Presidente del  Consiglio  dei
          Ministri, di Ministro o di Sottosegretario di Stato;
              3) nomina a componente  delle  istituzioni  dell'Unione
          europea;
              3-bis) nomina a componente  di  organi  ed  istituzioni
          specializzate delle Nazioni Unite che comporti  un  impegno
          incompatibile  con   l'assolvimento   delle   funzioni   di
          professore universitario;
              4);
              5) nomina a presidente o vice presidente del  Consiglio
          nazionale dell'economia e del lavoro;
              6);
              7)  nomina  a  presidente  o  componente  della  giunta
          regionale e a presidente del consiglio regionale;
              8) nomina a presidente della giunta provinciale;
              9) nomina a sindaco del comune capoluogo di provincia;
              10)   nomina   alle   cariche   di    presidente,    di
          amministratore  delegato  di  enti  pubblici  a   carattere
          nazionale, interregionale o  regionale,  di  enti  pubblici
          economici, di societa' a partecipazione pubblica,  anche  a
          fini di lucro. Restano in  ogni  caso  escluse  le  cariche
          comunque direttive  di  enti  a  carattere  prevalentemente
          culturale o scientifico e la  presidenza,  sempre  che  non
          remunerata, di case editrici di pubblicazioni  a  carattere
          scientifico;
              11) nomina a direttore, condirettore e  vice  direttore
          di giornale quotidiano o  a  posizione  corrispondente  del
          settore dell'informazione radio-televisiva;
              12) nomina  a  presidente  o  segretario  nazionale  di
          partiti rappresentati in Parlamento;
              13) nomine ad incarichi dirigenziali di cui all'art. 16
          del D.P.R. 30 giugno 1972, n. 748, o comunque  previsti  da
          altre leggi  presso  le  amministrazioni  dello  Stato,  le
          pubbliche amministrazioni o enti pubblici economici.
              Hanno   diritto   a    richiedere    una    limitazione
          dell'attivita'  didattica  i  professori   di   ruolo   che
          ricoprano la carica di  rettore,  pro-rettore,  preside  di
          facolta' e direttori  di  dipartimento,  di  presidente  di
          consiglio di corso di laurea, di componente  del  Consiglio
          universitario nazionale. La  limitazione  e'  concessa  con
          provvedimento del Ministro della pubblica istruzione e  non
          dispensa dall'obbligo di svolgere il corso ufficiale.
              Il  professore  che  venga  a  trovarsi  in  una  delle
          situazioni di incompatibilita' di cui ai  precedenti  commi
          deve  darne  comunicazione,  all'atto  della   nomina,   al
          rettore, che adotta il  provvedimento  di  collocamento  in
          aspettativa per la  durata  della  carica,  del  mandato  o
          dell'ufficio. Nel periodo dell'aspettativa  e'  corrisposto
          il trattamento economico previsto dalle norme  vigenti  per
          gli impiegati civili dello Stato che versano in  una  delle
          situazioni indicate nel primo  comma.  E'  fatto  salvo  il
          disposto dell'art. 47, secondo comma, della legge 24 aprile
          1980,  n.  146  .  In   mancanza   di   tali   disposizioni
          l'aspettativa e' senza assegni.
              Il periodo dell'aspettativa, anche quando questo ultimo
          sia senza assegni, e'  utile  ai  fini  della  progressione
          nella  carriera,  del  trattamento  di  quiescenza   e   di
          previdenza  secondo  le  norme   vigenti,   nonche'   della
          maturazione dello straordinariato ai sensi  del  precedente
          art. 6.
              Qualora   l'incarico   per   il   quale   e'   prevista
          l'aspettativa  senza  assegni  non   comporti,   da   parte
          dell'ente, istituto o societa', la  corresponsione  di  una
          indennita' di carica si applicano, a far tempo dal  momento
          in  cui  e'  cominciata  a  decorrere   l'aspettativa,   le
          disposizioni di cui alla L.  12  dicembre  1966,  n.  1078.
          Qualora si tratti degli incarichi previsti ai nn. 10),  11)
          e 12) del presente articolo, gli oneri  di  cui  al  n.  3)
          dell'art. 3 della citata L. 12 dicembre 1966, n. 1078, sono
          a carico dell'ente, istituto o societa'.
              I professori collocati  in  aspettativa  conservano  il
          titolo  a  partecipare   agli   organi   universitari   cui
          appartengono, con le modalita' previste dall'art. 14, terzo
          e quarto comma, della  L.  18  marzo  1958,  n.  311;  essi
          mantengono il solo  elettorato  attivo  per  la  formazione
          delle  commissioni  di  concorso  e  per  l'elezione  delle
          cariche accademiche previste dal precedente  secondo  comma
          ed  hanno  la  possibilita'   di   svolgere,   nel   quadro
          dell'attivita' didattica programmata dal consiglio di corso
          di  laurea,  di  dottorato  di  ricerca,  delle  scuole  di
          specializzazione e delle scuole a fini speciali,  cicli  di
          conferenze e di  lezioni  ed  attivita'  seminariali  anche
          nell'ambito dei corsi ufficiali di  insegnamento,  d'intesa
          con il titolare del  corso,  del  quale  e'  comunque  loro
          preclusa la titolarita'. E' garantita  loro,  altresi',  la
          possibilita'  di  svolgere  attivita'  di   ricerca   anche
          applicativa, con modalita' da determinare d'intesa  tra  il
          professore  ed  il  consiglio  di  facolta'  e  sentito  il
          consiglio di istituto o di dipartimento, ove  istituito,  e
          di accedere ai fondi per la ricerca scientifica. Per quanto
          concerne l'esclusione della possibilita' di far parte delle
          commissioni di concorso sono fatte salve le  situazioni  di
          incompatibilita' che si  verifichino  successivamente  alla
          nomina dei componenti delle commissioni.
              Il presente articolo si  applica  anche  ai  professori
          collocati fuori ruolo per limiti di eta'.»
              «Art. 14 (Aspettativa dei  professori  che  passano  ad
          altra amministrazione). - Il professore universitario,  che
          assume un nuovo impiego con altra amministrazione statale o
          pubblica, e' collocato in aspettativa per tutto il  periodo
          di prova richiesto per la conferma in ruolo. Al termine  di
          tale periodo l'interessato puo' riassumere servizio  presso
          l'Universita'  entro  i  successivi  trenta  giorni  e,  in
          mancanza, decade dall'ufficio di professore.
              Il periodo di aspettativa, di cui al precedente  comma,
          non e' computabile  ne'  ai  fini  economici  ne'  ai  fini
          giuridici.
              Le stesse norme si applicano agli assistenti del  ruolo
          ad esaurimento.»
              «Art.    15    (Inosservanza    del    regime     delle
          incompatibilita').  -  Nel  caso  di  divieto   di   cumulo
          dell'ufficio di professore  ordinario  o  fuori  ruolo  con
          altri impieghi pubblici o privati, l'assunzione  del  nuovo
          impiego  pubblico  comporta  la   cessazione   di   diritto
          dall'ufficio  di  professore,  salvo  quanto  disposto  dal
          precedente art. 14.
              Nel caso di cumulo con impieghi privati si applicano le
          disposizioni   previste   dai    successivi    commi    per
          l'incompatibilita'.
              Il  professore  ordinario  che  violi  le  norme  sulle
          incompatibilita' e' diffidato dal rettore a  cessare  dalla
          situazione di incompatibilita'.
              La circostanza che il professore abbia ottemperato alla
          diffida non preclude l'eventuale azione disciplinare.
              Decorsi  quindici  giorni  dalla  diffida   senza   che
          l'incompatibilita'  sia  cessata,  il   professore   decade
          dall'ufficio.
              Alla dichiarazione di decadenza si provvede con decreto
          del Ministro della  pubblica  istruzione  su  proposta  del
          rettore, sentito il Consiglio Universitario nazionale.»
              - La direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e  del
          Consiglio del 7 settembre relativa al riconoscimento  delle
          qualifiche  professionali  e'  pubblicata  nella   Gazzetta
          Ufficiale dell'Unione Europea del 30.9.2005.
              - Il testo degli articoli 36 e 38, del  citato  decreto
          del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,  e'
          il seguente:
              «Art.  36  (Progressione  economica   del   ruolo   dei
          professori universitari). - La progressione  economica  nel
          ruolo dei professori  universitari,  articolato  nelle  due
          fasce dei professori ordinari e dei professori associati e'
          determinata dalle  disposizioni  contenute  nei  successivi
          commi del presente articolo.
              Ai professori appartenenti alla prima  fascia  all'atto
          del conseguimento della nomina ad ordinario  e'  attribuita
          la classe di stipendio corrispondente  al  48,6  per  cento
          della retribuzione del  dirigente  generale  di  livello  A
          dello  Stato,  comprensiva  dell'eventuale  indennita'   di
          funzione.
              Fino al conseguimento  della  nomina  ad  ordinario  lo
          stipendio e' pari al 92 per cento di quello  risultante  al
          precedente   comma   ferma   restando    la    possibilita'
          dell'aumento biennale del 2,50 per cento.
              L'ulteriore progressione economica si sviluppa  in  sei
          classi biennali di stipendio pari ciascuna all'8 per  cento
          della classe attribuita ai medesimi all'atto  della  nomina
          ad  ordinario  ovvero  del  giudizio  di  conferma  ed   in
          successivi scatti biennali del  2,50  per  cento  calcolati
          sulla classe di stipendio finale.
              Lo stipendio spettante ai professori appartenenti  alla
          seconda fascia e' pari al 70 per cento di quello spettante,
          a parita' di posizione al professore della prima fascia.
              La  misura  del  trattamento  economico  previsto   dai
          precedenti commi e' maggiorata del 40 per  cento  a  favore
          dei professori  universitari  che  abbiano  optato  per  il
          regime di impegno a tempo pieno.
              I professori universitari di  ruolo  in  servizio  alla
          data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono
          inquadrati nella prima  fascia  del  ruolo  dei  professori
          universitari, dalla stessa data ai fini giuridici e dal  1°
          novembre 1980 ai fini economici, sulla base degli  anni  di
          servizio riconosciuti nella carriera  di  appartenenza  per
          effetto  delle  vigenti  disposizioni,  ovvero,   se   piu'
          favorevoli,   sulla   base   di   quelli   risultanti   dal
          riconoscimento dei servizi previsti dal presente decreto.
              Il    professore    ordinario     che     alla     data
          dell'inquadramento   giuridico   nel   ruolo   godeva   del
          trattamento economico corrispondente alla classe finale  di
          stipendio conserva, qualora  piu'  favorevole,  il  diritto
          all'equiparazione economica alla retribuzione del dirigente
          generale di livello A  dello  Stato,  in  applicazione  dei
          principi   derivanti   dalle   norme   sulle   carriere   e
          retribuzioni dei Dirigenti statali.  Nel  caso  in  cui  lo
          stesso abbia optato  per  il  regime  di  impegno  a  tempo
          definito, la differenza tra la misura  dello  stipendio  in
          godimento e quello che  gli  compete  in  applicazione  del
          presente decreto e'  conservata  a  titolo  di  assegno  ad
          personam pensionabile e riassorbibile con  i  miglioramenti
          economici e di carriera.
              In sede di primo inquadramento e successivamente  nelle
          ipotesi di passaggio di qualifica di carriera, o da una  ad
          altra fascia, al personale con stipendio superiore a quello
          iniziale di inquadramento o rispettivamente  di  accesso  a
          posizione superiore, sono attribuiti nella nuova  posizione
          stipendiale tanti scatti del 2,50 per  cento  necessari  ad
          assicurare uno stipendio di importo pari  o  immediatamente
          superiore a quello in godimento.»
              «Art.   38(Progressione   economica   del   ruolo   dei
          ricercatori). - La progressione economica  dei  ricercatori
          universitari  confermati  si  sviluppa  in   sette   classi
          biennali di stipendio pari ciascuna  all'8  per  cento  del
          parametro iniziale 330 ed in successivi scatti biennali del
          2,50 per cento, calcolati sulla classe finale.
              Ogni punto parametrale corrisponde a lire 18.000  annue
          lorde.
              Al ricercatore universitario  all'atto  dell'immissione
          in ruolo, e fino al conseguimento del  giudizio  favorevole
          per l'immissione nella fascia dei  ricercatori  confermati,
          e' attribuito lo stipendio corrispondente al parametro  300
          e gli aumenti biennali del 2,50 per cento calcolati su tale
          parametro.
              Coloro  i  quali  conseguono  il  primo   giudizio   di
          idoneita'  sono  inquadrati  nel  ruolo   dei   ricercatori
          universitari a decorrere dalla data di  entrata  in  vigore
          del presente decreto agli effetti giuridici e dalla data di
          effettiva assunzione in servizio agli effetti economici.
              Al personale provvisto di  uno  stipendio  superiore  a
          quello previsto per la classe  iniziale  di  stipendio  dei
          ricercatori, sono attribuiti gli scatti biennali  del  2,50
          per  cento  calcolati   sulla   medesima,   necessari   per
          assicurare uno stipendio di importo pari  o  immediatamente
          superiore a quello in godimento.
              - Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 recante Misure
          urgenti in materia  di  stabilizzazione  finanziaria  e  di
          competitivita'  economica,   convertito   in   legge,   con
          modificazioni,  dalla  legge  30  luglio  2010,  n.122,  e'
          pubblicato nella Gazz. Uff. 30 luglio 2010, n. 176, S.O.
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                               Art. 7. 

  (Norme in materia di mobilita' dei professori e dei ricercatori) 

  1. I professori e i ricercatori universitari  possono,  a  domanda,
essere collocati  per  un  periodo  massimo  di  cinque  anni,  anche
consecutivi, in aspettativa  senza  assegni  per  lo  svolgimento  di
attivita' presso soggetti e  organismi,  pubblici  o  privati,  anche
operanti in sede internazionale, i quali provvedono anche al relativo
trattamento economico e previdenziale.
  2. Il collocamento in aspettativa di cui al comma 1 e' disposto dal
rettore, sentite le strutture di afferenza del docente, e ad esso  si
applicano le disposizioni  di  cui  all'articolo  13,  commi  quarto,
quinto e sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio
1980, n. 382. E' ammessa la ricongiunzione dei periodi contributivi a
domanda dell'interessato, ai sensi della legge 7  febbraio  1979,  n.
29. Quando l'incarico e' espletato presso organismi operanti in  sede
internazionale, la  ricongiunzione  dei  periodi  contributivi  e'  a
carico dell'interessato, salvo che l'ordinamento dell'amministrazione
di destinazione non disponga altrimenti.
  3. Al fine  di  incentivare  la  mobilita'  interuniversitaria  del
personale accademico, ai professori e  ai  ricercatori  che  prendono
servizio presso atenei aventi sede in altra regione rispetto a quella
della sede di provenienza, o nella stessa regione se previsto  da  un
accordo di programma approvato dal Ministero ovvero, a seguito  delle
procedure di cui all'articolo 3, in una sede  diversa  da  quella  di
appartenenza,  possono  essere  attribuiti  incentivi  finanziari,  a
carico del fondo di finanziamento ordinario.  L'incentivazione  della
mobilita' universitaria e' altresi' favorita dalla  possibilita'  che
il  trasferimento  di  professori  e   ricercatori   possa   avvenire
attraverso lo scambio contestuale di docenti in possesso della stessa
qualifica tra due sedi universitarie consenzienti.
  4. In caso di cambiamento di sede, i professori, i  ricercatori  di
ruolo e i ricercatori a tempo determinato responsabili di progetti di
ricerca  finanziati   da   soggetti   diversi   dall'universita'   di
appartenenza conservano la titolarita' dei progetti  e  dei  relativi
finanziamenti, ove scientificamente possibile  e  con  l'accordo  del
committente di ricerca.
  5. Con decreto del Ministro sono stabiliti criteri e modalita'  per
favorire, senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica,  la
mobilita'  interregionale  dei  professori  universitari  che   hanno
prestato servizio presso corsi di laurea o sedi soppresse  a  seguito
di procedure di razionalizzazione dell'offerta didattica. 

                    Note all'articolo 7:
              - Per il testo dell'articolo 13 del citato decreto  del
          Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, si veda
          nelle note all'art. 6.
              - La legge 7 febbraio 1979, n. 29  (Ricongiunzione  dei
          periodi assicurativi dei lavoratori ai fini  previdenziali)
          e' pubblicata nella Gazz. Uff. 9 febbraio 1979, n. 40.
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                               Art. 8. 

        (Revisione del trattamento economico dei professori e 

                    dei ricercatori universitari) 

  1. Entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge il Governo, tenendo conto anche delle  disposizioni  recate  in
materia dal decreto-legge 31 maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  30  luglio  2010,  n.  122,  adotta  un
regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, per  la  revisione  della  disciplina  del  trattamento
economico dei professori  e  dei  ricercatori  universitari  gia'  in
servizio e di quelli vincitori di concorsi indetti fino alla data  di
entrata in  vigore  della  presente  legge,  come  determinato  dagli
articoli 36, 38 e 39 del decreto del Presidente della  Repubblica  11
luglio 1980, n. 382, secondo le seguenti norme regolatrici:
    a) trasformazione della progressione biennale per classi e scatti
di stipendio in progressione triennale;
    b) invarianza complessiva della progressione;
    c) decorrenza della trasformazione dal primo scatto successivo  a
quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.
  2. E' abrogato il comma 3 dell'articolo 3-ter del decreto-legge  10
novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9
gennaio 2009, n. 1.
  3. Entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge, il Governo adotta un regolamento ai  sensi  dell'articolo  17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,  per  la  rimodulazione,
senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,   della
progressione  economica  e  dei  relativi  importi,  anche  su   base
premiale, per i professori e i ricercatori  assunti  ai  sensi  della
presente legge, secondo le seguenti norme regolatrici:
    a) abolizione  del  periodo  di  straordinariato  e  di  conferma
rispettivamente per i professori di prima fascia e per  i  professori
di seconda fascia;
    b) eliminazione delle procedure di ricostruzione  di  carriera  e
conseguente rivalutazione del trattamento iniziale;
    c) possibilita',  per  i  professori  e  i  ricercatori  nominati
secondo il regime previgente, di optare  per  il  regime  di  cui  al
presente comma.
  4. I regolamenti di cui  al  presente  articolo  sono  adottati  su
proposta del Ministro, sentito  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze. 

                        Note all'articolo 8:
              - Il  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78  (Misure
          urgenti in materia  di  stabilizzazione  finanziaria  e  di
          competitivita'  economica),  convertito   in   legge,   con
          modificazioni,  dalla  legge  30  luglio  2010,  n.122,  e'
          pubblicato nella Gazz. Uff. 31 maggio 2010, n. 125, S.O..
              - Il testo dell'articolo 17, comma 2,  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400 e' il seguente:
              «2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,  sentito   il
          Consiglio  di  Stato  e  previo  parere  delle  Commissioni
          parlamentari competenti  in  materia,  che  si  pronunciano
          entro  trenta  giorni  dalla  richiesta,  sono  emanati   i
          regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
          riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione,  per
          le  quali   le   leggi   della   Repubblica,   autorizzando
          l'esercizio  della  potesta'  regolamentare  del   Governo,
          determinano le norme generali regolatrici della  materia  e
          dispongono l'abrogazione delle norme vigenti,  con  effetto
          dall'entrata in vigore delle norme regolamentari»
              - Per gli articoli 36 e 38 del DPR 11 luglio  1980,  n.
          382 si veda nella note all'articolo 6.
              - Si riporta il testo dell'art. 12 del decreto-legge  1
          ottobre 1973, n. 580, convertito, con modificazioni,  dalla
          legge 30 novembre 1973, n. 766, come modificato dall'art 39
          del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,
          n. 382:
              «Art. 12 Trattamento economico  del  personale  docente
          universitario.
              Al personale insegnante delle universita'  ed  istituti
          d'istruzione  universitaria  di  ruolo,   fuori   ruolo   e
          incaricato e' attribuito a decorrere dalla data di  entrata
          in vigore del  presente  provvedimento,  un  assegno  annuo
          pensionabile e utile ai fini dell'indennita' di buonuscita,
          con esclusione di  ogni  effetto  sugli  aumenti  periodici
          dello  stipendio  e  sulla  tredicesima  mensilita',  nella
          misura di cui alla tabella allegata.
              Detto assegno e' sostitutivo dell'indennita' di ricerca
          scientifica di cui all'art. 22, L. 26 gennaio 1962, n.  16,
          e successive modificazioni.
              L'assegno di cui al primo comma puo'  essere  percepito
          in base ad un solo titolo e non  e'  cumulabile  con  altri
          assegni o indennita' di analoga natura ne' con  trattamenti
          economici onnicomprensivi.
              Ai professori di ruolo appartenenti alla seconda fascia
          che optino per il regime di impegno a tempo pieno e per  la
          durata  dell'opzione,  e'   attribuita   in   aggiunta   al
          trattamento economico previsto dal precedente art. 36,  per
          dodici mensilita' all'anno, un assegno aggiuntivo  pari  al
          70 per cento delle misure forfettarie lorde previste per  i
          professori di ruolo appartenenti alla  prima  fascia  nelle
          corrispondenti classi di stipendio.
              Ai professori di ruolo appartenenti alla prima  e  alla
          seconda fascia che optino per il regime di impegno a  tempo
          definito,  le  indennita'  previste  ai  precedenti   commi
          rispettivamente per le due fasce e le corrispondenti classi
          di stipendio, sono ridotte del 50 per cento.
              Le indennita' di  cui  ai  precedenti  commi  non  sono
          pensionabili, sono subordinate  alla  corresponsione  dello
          stipendio e sono ridotte nella stessa proporzione di questo
          e per lo stesso periodo di tempo.
              Le  indennita'  previste  dai  precedenti  commi   sono
          riassorbibili con i  futuri  miglioramenti  economici  fino
          alla concorrenza del 50 per cento per i professori di ruolo
          appartenenti alle due fasce che optino  per  il  regime  di
          impegno a tempo pieno e  fino  alla  concorrenza  del  loro
          intero ammontare nei confronti dei  professori  che  optino
          per il regime di impegno a tempo definito.
              Con decreto del Ministro della pubblica istruzione,  su
          conforme parere del rettore e delle facolta' interessate, i
          professori  ordinari,  straordinari  ed  associati  possono
          dirigere un istituto, laboratorio o  centro  del  Consiglio
          nazionale delle ricerche o di istituti ed enti di ricerca a
          carattere nazionale.
              L'incarico non puo' avere durata superiore a 5  anni  e
          non e' immediatamente rinnovabile.
              Lo stanziamento di lire cento  milioni  iscritto  nello
          stato  di  previsione  della  spesa  del  Ministero   della
          pubblica istruzione, ai  sensi  dell'art  24  della  L.  24
          febbraio 1967, n. 62, per il conferimento di  incarichi  di
          lettore di lingua e di lingua  e  letteratura  straniera  a
          cittadini stranieri, in  esecuzione  di  accordi  culturali
          debitamente ratificati, e' elevato a  lire  300  milioni  a
          decorrere dall'esercizio finanziario 1973.
              I  rettori  comunicano,   all'inizio   di   ogni   anno
          accademico, l'elenco degli incarichi di nuova  attribuzione
          alle competenti direzioni provinciali del Tesoro  che  sono
          autorizzate  ad  aprire  una   partita   di   spesa   fissa
          provvisoria in attesa della registrazione  da  parte  degli
          organi di controllo.»
              Si  riporta  il  testo  dell'art.  3-ter  del  D.L.  10
          novembre 2008 n.180,  convertito  con  modificazioni  dalla
          legge 9 gennaio 2009 n. 1, come modificato  dalla  presente
          legge:
              «Art. 3-ter (Valutazione dell'attivita' di ricerca).  -
          1. Gli scatti biennali di cui agli articoli  36  e  38  del
          decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,  n.
          382, destinati a maturare a partire dal  1°  gennaio  2011,
          sono disposti previo accertamento da parte della  autorita'
          accademica della effettuazione nel  biennio  precedente  di
          pubblicazioni scientifiche.
              2. I criteri  identificanti  il  carattere  scientifico
          delle pubblicazioni sono stabiliti con apposito decreto del
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          su proposta del Consiglio universitario nazionale e sentito
          il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca.
              3. (abrogato)
              4. I professori di I e II fascia e  i  ricercatori  che
          nel   precedente   triennio    non    abbiano    effettuato
          pubblicazioni scientifiche individuate secondo i criteri di
          cui al comma  2  sono  esclusi  dalla  partecipazione  alle
          commissioni di valutazione comparativa per il  reclutamento
          rispettivamente di  professori  di  I  e  II  fascia  e  di
          ricercatori.»
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                               Art. 9. 

                     (Fondo per la premialita') 

  1. E' istituito un Fondo di ateneo per la premialita' di professori
e ricercatori tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 1,  comma
16, della legge 4 novembre 2005, n. 230, cui affluiscono  le  risorse
di cui all'articolo 6,  comma  14,  ultimo  periodo,  della  presente
legge.  Ulteriori  somme  possono  essere   attribuite   a   ciascuna
universita' con decreto del Ministro, in proporzione alla valutazione
dei risultati raggiunti effettuata dall'ANVUR. Il Fondo  puo'  essere
integrato dai singoli atenei anche con una quota dei  proventi  delle
attivita' conto terzi ovvero con finanziamenti pubblici o privati. In
tal caso, le universita' possono prevedere, con appositi regolamenti,
compensi aggiuntivi per il personale docente e tecnico amministrativo
che contribuisce all'acquisizione di commesse conto terzi  ovvero  di
finanziamenti  privati,  nei  limiti  delle  risorse  del  Fondo  non
derivanti da finanziamenti pubblici. 

                    Note all'articolo 9:
              - Il comma 16, dell'articolo 1 della legge  4  novembre
          2005, n. 230 e' il seguente:
              «16.   Resta   fermo,   secondo   l'attuale   struttura
          retributiva,  il  trattamento  economico   dei   professori
          universitari articolato secondo il regime prescelto a tempo
          pieno  ovvero  a  tempo  definito.  Tale   trattamento   e'
          correlato all'espletamento delle attivita'  scientifiche  e
          all'impegno per le altre attivita', fissato per il rapporto
          a tempo pieno in non meno di 350 ore annue di didattica, di
          cui 120 di didattica frontale, e per il  rapporto  a  tempo
          definito in non meno di 250 ore annue di didattica, di  cui
          80 di didattica frontale.  Le  ore  di  didattica  frontale
          possono variare sulla base dell'organizzazione didattica  e
          della  specificita'  e   della   diversita'   dei   settori
          scientifico-disciplinari e del  rapporto  docenti-studenti,
          sulla base di parametri definiti con decreto  del  Ministro
          dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca.   Ai
          professori  a  tempo  pieno  e'  attribuita  una  eventuale
          retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilita'  di
          bilancio, in relazione agli impegni ulteriori di  attivita'
          di ricerca, didattica e gestionale,  oggetto  di  specifico
          incarico, nonche' in  relazione  ai  risultati  conseguiti,
          secondo i criteri e le modalita' definiti con  decreto  del
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          sentiti il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  il
          Ministro per la funzione pubblica. Per il personale  medico
          universitario,  in  caso  di  svolgimento  delle  attivita'
          assistenziali per conto del Servizio  sanitario  nazionale,
          resta fermo lo  speciale  trattamento  aggiuntivo  previsto
          dalle vigenti disposizioni.»
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                              Art. 10. 

                      (Competenza disciplinare) 

  1. Presso ogni universita' e' istituito un collegio di  disciplina,
composto esclusivamente da professori universitari in regime di tempo
pieno e da ricercatori a  tempo  indeterminato  in  regime  di  tempo
pieno,  secondo  modalita'  definite  dallo  statuto,  competente   a
svolgere la fase  istruttoria  dei  procedimenti  disciplinari  e  ad
esprimere in merito parere conclusivo. Il collegio opera  secondo  il
principio del giudizio fra pari, nel rispetto del contraddittorio. La
partecipazione  al  collegio  di  disciplina  non  da'   luogo   alla
corresponsione di compensi, emolumenti, indennita' o rimborsi spese.
  2. L'avvio del procedimento disciplinare spetta al rettore che, per
ogni fatto che possa dar luogo all'irrogazione di una  sanzione  piu'
grave della censura tra quelle previste dall'articolo  87  del  testo
unico delle leggi sull'istruzione superiore di cui al  regio  decreto
31 agosto 1933, n.  1592,  entro  trenta  giorni  dal  momento  della
conoscenza dei fatti, trasmette gli atti al collegio  di  disciplina,
formulando motivata proposta.
  3. Il collegio di  disciplina,  uditi  il  rettore  ovvero  un  suo
delegato, nonche' il professore o il ricercatore sottoposto ad azione
disciplinare, eventualmente assistito da  un  difensore  di  fiducia,
entro trenta  giorni  esprime  parere  sulla  proposta  avanzata  dal
rettore  sia  in  relazione  alla  rilevanza  dei  fatti  sul   piano
disciplinare sia in relazione al  tipo  di  sanzione  da  irrogare  e
trasmette gli atti al consiglio di amministrazione  per  l'assunzione
delle conseguenti deliberazioni. Il procedimento davanti al  collegio
resta disciplinato dalla normativa vigente.
  4. Entro trenta giorni dalla ricezione del parere, il consiglio  di
amministrazione, senza la rappresentanza degli studenti, infligge  la
sanzione   ovvero   dispone   l'archiviazione    del    procedimento,
conformemente  al  parere  vincolante  espresso   dal   collegio   di
disciplina.
  5. Il procedimento si estingue ove la decisione di cui al  comma  4
non intervenga nel  termine  di  centottanta  giorni  dalla  data  di
trasmissione degli atti al consiglio di amministrazione.  Il  termine
e' sospeso fino alla ricostituzione del collegio di disciplina ovvero
del consiglio di amministrazione nel caso in cui siano  in  corso  le
operazioni  preordinate  alla  formazione   dello   stesso   che   ne
impediscono  il  regolare  funzionamento.  Il  termine  e'   altresi'
sospeso, per non piu' di due volte e per un periodo non  superiore  a
sessanta giorni in relazione a ciascuna sospensione, ove il  collegio
ritenga di dover acquisire ulteriori  atti  o  documenti  per  motivi
istruttori. Il rettore e' tenuto a  dare  esecuzione  alle  richieste
istruttorie avanzate dal collegio.
  6. E' abrogato l'articolo 3 della legge 16 gennaio 2006, n. 18. 

                    Note all'articolo 10:
              - Il testo dell'articolo 87 del regio decreto 31 agosto
          1933, n. 1592 (Approvazione del  testo  unico  delle  leggi
          sull'istruzione superiore) e' il seguente:
              «Art. 87.  -  I  professori  di  ruolo  possono  essere
          inflitte, secondo la gravita' delle mancanze,  le  seguenti
          punizioni disciplinari:
              1) la censura;
              2) la sospensione dall'ufficio e dallo stipendio ad  un
          anno;
              3) la revocazione;
              4) la destituzione senza perdita del diritto a pensione
          o ad assegni;
              5) la destituzione con perdita del diritto a pensione o
          ad assegni.»
              L'articolo  3  della  legge  16  gennaio  2006  n.  18,
          abrogato  dalla  presente  legge,  recava:   «Collegio   di
          disciplina»
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                              Art. 11. 

         (Interventi perequativi per le universita' statali) 

  1. A decorrere dal 2011, allo scopo di accelerare  il  processo  di
riequilibrio delle universita' statali e tenuto conto della  primaria
esigenza di assicurare la copertura delle spese fisse di personale di
ruolo entro i limiti della normativa vigente, una quota  pari  almeno
all'1,5 per cento  del  fondo  di  finanziamento  ordinario  e  delle
eventuali  assegnazioni  destinate  al  funzionamento   del   sistema
universitario e' destinata ad essere  ripartita  tra  le  universita'
che, sulla base delle differenze percentuali del valore del fondo  di
finanziamento  ordinario  consolidato  del   2010,   presentino   una
situazione di sottofinanziamento superiore al 5 per cento rispetto al
modello per  la  ripartizione  teorica  del  fondo  di  finanziamento
ordinario elaborato  dai  competenti  organismi  di  valutazione  del
sistema  universitario.  L'intervento   perequativo   viene   ridotto
proporzionalmente laddove la situazione di sottofinanziamento  derivi
dall'applicazione delle misure di valutazione della qualita'  di  cui
all'articolo  5  della  presente   legge   e   all'articolo   2   del
decreto-legge   10   novembre   2008,   n.   180,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n.  1.  Il  calcolo  degli
squilibri finanziari dei  singoli  atenei  puo'  tenere  conto  delle
specificita'  delle  universita'  sede  di  facolta'  di  medicina  e
chirurgia collegate ad aziende ospedaliere nate da ex  policlinici  a
gestione diretta,  escludendo  ogni  intervento  per  il  ripiano  di
eventuali disavanzi previsto dall'articolo 5, comma  4,  lettere  g),
h), i), l) e m), della presente legge.
  2. Il Ministro provvede con proprio decreto alla ripartizione della
percentuale di cui al comma 1. 

                    Note all'articolo 11:
              - Per il testo dell'articolo 2  del  decreto  legge  10
          novembre 2008, n. 180, convertito con  modificazioni  dalla
          legge 9 gennaio 2009, n. 1 si veda nelle note  all'articolo
          5.
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                              Art. 12. 

          (Universita' non statali legalmente riconosciute) 

  1. Al fine di incentivare  la  correlazione  tra  la  distribuzione
delle risorse statali e il conseguimento di risultati di  particolare
rilievo nel campo della didattica e  della  ricerca,  una  quota  non
superiore al 20 per cento dell'ammontare complessivo  dei  contributi
di cui alla legge 29 luglio 1991, n. 243, relativi  alle  universita'
non statali legalmente riconosciute, con progressivi incrementi negli
anni successivi, e' ripartita sulla base di criteri, determinati  con
decreto del Ministro, sentita l'ANVUR, tenuto conto degli  indicatori
definiti ai sensi dell'articolo 2,  comma  1,  del  decreto-legge  10
novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9
gennaio 2009, n. 1.
  2. Gli incrementi di cui al comma 1 sono disposti annualmente,  con
decreto del Ministro, in misura compresa tra il 2 per cento  e  il  4
per cento dell'ammontare complessivo  dei  contributi  relativi  alle
universita' non statali,  determinata  tenendo  conto  delle  risorse
complessivamente  disponibili  e   dei   risultati   conseguiti   nel
miglioramento dell'efficacia e  dell'efficienza  nell'utilizzo  delle
risorse.
  3. Le previsioni di cui al presente articolo non si applicano  alle
universita' telematiche  ad  eccezione  di  quelle,  individuate  con
decreto del  Ministro,  sentita  l'ANVUR  e,  nelle  more  della  sua
costituzione, con il parere del Comitato nazionale per la valutazione
del sistema universitario (CNVSU), che rispettino i criteri di cui al
comma 1. 

                    Note all'articolo 12:
              - Il testo della legge 29 luglio 1991, n.  243  recante
          Universita'  non   statali   legalmente   riconosciute   e'
          pubblicato nella Gazz. Uff. 6 agosto 1991, n. 183.
              - Per il testo del comma 1, dell'articolo 2 del decreto
          legge  10   novembre   2008,   n.   180,   convertito   con
          modificazioni dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1 si  veda  la
          nota all'articolo 5.
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                              Art. 13. 

         (Misure per la qualita' del sistema universitario) 

  1. All'articolo 2 del  decreto-legge  10  novembre  2008,  n.  180,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, lettera c), e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: «Ai fini  di  cui  alla  presente  lettera,  sono  presi  in
considerazione i  parametri  relativi  all'incidenza  del  costo  del
personale sulle  risorse  complessivamente  disponibili,  nonche'  il
numero e l'entita' dei progetti di ricerca di  rilievo  nazionale  ed
internazionale assegnati all'ateneo»;
    b) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
   «1-bis.  Gli  incrementi  di  cui  al  comma   1   sono   disposti
annualmente,    con    decreto    del    Ministro    dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, in misura compresa tra lo  0,5  per
cento e il 2 per cento del fondo di finanziamento  ordinario  di  cui
all'articolo 5 della legge 24  dicembre  1993,  n.  537,  determinata
tenendo  conto  delle  risorse  complessivamente  disponibili  e  dei
risultati   conseguiti    nel    miglioramento    dell'efficacia    e
dell'efficienza nell'utilizzo delle risorse». 

                    Note all'articolo 13:
              - Per il testo dell'articolo 2  del  decreto  legge  10
          novembre 2008, n. 180, convertito con  modificazioni  dalla
          legge 9 gennaio 2009, n. 1 si veda la nota all'articolo 5.
            TITOLO II
 NORME E DELEGA LEGISLATIVA IN
 MATERIA DI QUALITA' ED EFFICIENZA
 DEL SISTEMA UNIVERSITARIO
                              Art. 14. 

             (Disciplina di riconoscimento dei crediti) 

  1. All'articolo 2, comma 147, del decreto-legge 3 ottobre 2006,  n.
262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,  n.
286, la parola: «sessanta» e' sostituita dalla seguente:  «dodici»  e
sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il  riconoscimento  deve
essere  effettuato  esclusivamente  sulla   base   delle   competenze
dimostrate da ciascuno studente. Sono escluse forme di riconoscimento
attribuite collettivamente. Le universita' possono riconoscere  quali
crediti formativi, entro il  medesimo  limite,  il  conseguimento  da
parte dello studente di medaglia olimpica o  paralimpica  ovvero  del
titolo di campione mondiale assoluto,  campione  europeo  assoluto  o
campione italiano assoluto nelle discipline riconosciute dal Comitato
olimpico nazionale italiano o dal Comitato italiano paralimpico».
  2. Con decreto del Ministro, adottato ai  sensi  dell'articolo  17,
comma 3, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  sentiti  i  Ministri
competenti, sono definite  le  modalita'  attuative  e  le  eventuali
deroghe debitamente motivate alle disposizioni di  cui  al  comma  1,
anche con riferimento al limite massimo di crediti  riconoscibili  in
relazione alle attivita' formative svolte nei cicli di studio  presso
gli istituti di formazione della  pubblica  amministrazione,  nonche'
alle altre conoscenze e abilita' maturate in attivita'  formative  di
livello  post-secondario,  alla  cui  progettazione  e  realizzazione
l'universita' abbia concorso.
  3. Con il medesimo decreto di  cui  al  comma  2  sono  definiti  i
criteri per il riconoscimento dei crediti acquisiti dallo studente  a
conclusione dei percorsi realizzati dagli istituti tecnici  superiori
di cui al capo II  del  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  86
dell'11 aprile 2008, definiti ai sensi  dell'articolo  69,  comma  1,
della legge 17 maggio 1999, n. 144, nell'ambito dei progetti  attuati
con le universita' attraverso le federazioni di  cui  all'articolo  3
della presente legge. 

                    Note all'articolo 14:
              - Il comma 147  dell'articolo  2  del  decreto-legge  3
          ottobre 2006,  n.  262  (Disposizioni  urgenti  in  materia
          tributaria e finanziaria)  convertito,  con  modificazioni,
          dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 e' il seguente:
              «147.  All'articolo  22,  comma  13,  della  legge   28
          dicembre 2001, n. 448, nel primo periodo,  le  parole:  «e'
          riconosciuto» sono sostituite dalle seguenti: «puo'  essere
          riconosciuto».  Le  universita'  disciplinano  nel  proprio
          regolamento  didattico  le   conoscenze   e   le   abilita'
          professionali, certificate ai sensi della normativa vigente
          in materia, nonche' le altre conoscenze e abilita' maturate
          in  attivita'  formative  di  livello  post-secondario   da
          riconoscere quali  crediti  formativi.  In  ogni  caso,  il
          numero  di  tali  crediti  non  puo'  essere  superiore   a
          sessanta.»
              - Per il testo dell'articolo 17, comma 3,  della  legge
          23 agosto 1988, n. 400 si veda nelle note all'articolo 6.
              - Il comma 1, dell'articolo 69 della  legge  17  maggio
          1999, n. 144 (Misure in materia di investimenti, delega  al
          Governo per il riordino degli incentivi  all'occupazione  e
          della   normativa   che   disciplina    l'INAIL,    nonche'
          disposizioni per il riordino degli enti  previdenziali)  e'
          il seguente:
              «1. Per riqualificare e  ampliare  l'offerta  formativa
          destinata  ai  giovani  e  agli  adulti,  occupati  e   non
          occupati, nell'ambito del sistema di  formazione  integrata
          superiore (FIS), e' istituito il sistema della istruzione e
          formazione tecnica superiore (IFTS), al quale si accede  di
          norma con il possesso  del  diploma  di  scuola  secondaria
          superiore. Con decreto adottato di  concerto  dai  Ministri
          della pubblica istruzione, del lavoro  e  della  previdenza
          sociale e dell'universita' e della  ricerca  scientifica  e
          tecnologica, sentita la  Conferenza  unificata  di  cui  al
          decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 , sono  definiti
          le condizioni di accesso ai corsi dell'IFTS per coloro  che
          non sono in  possesso  del  diploma  di  scuola  secondaria
          superiore, gli standard dei diversi percorsi dell'IFTS,  le
          modalita' che  favoriscono  l'integrazione  tra  i  sistemi
          formativi di cui all'articolo 68 e  determinano  i  criteri
          per l'equipollenza dei rispettivi percorsi e titoli; con il
          medesimo decreto sono altresi' definiti i crediti formativi
          che  vi  si  acquisiscono  e  le   modalita'   della   loro
          certificazione e utilizzazione, a norma dell'articolo  142,
          comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998,
          n. 112».
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 15. 

      (Settori concorsuali e settori scientifico-disciplinari) 

  1. Entro sessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge  il  Ministro,  con  proprio  decreto  di  natura  non
regolamentare, sentito il Consiglio  universitario  nazionale  (CUN),
definisce, secondo criteri di affinita',  i  settori  concorsuali  in
relazione ai quali si svolgono  le  procedure  per  il  conseguimento
dell'abilitazione di cui all'articolo 16. I settori concorsuali  sono
raggruppati in macrosettori concorsuali. Ciascun settore  concorsuale
puo' essere articolato in settori scientifico-disciplinari, che  sono
utilizzati esclusivamente per quanto previsto agli articoli  18,  22,
23 e 24 della  presente  legge,  nonche'  per  la  definizione  degli
ordinamenti didattici di cui all'articolo 17, commi  95  e  seguenti,
della legge 15 maggio 1997, n. 127.
  2.  Ai  settori  concorsuali  afferiscono,   in   sede   di   prima
applicazione, almeno  cinquanta  professori  di  prima  fascia  e,  a
regime, almeno trenta professori di prima fascia.
  3. Con il decreto di cui al comma 1 sono definite le  modalita'  di
revisione  dei   settori   concorsuali   e   dei   relativi   settori
scientifico-disciplinari con cadenza almeno quinquennale. 

                    Note all'articolo 15:
              - Il testo del comma 95  e  seguenti  dell'articolo  17
          della legge 15 maggio 1997, n. 127e' il seguente:
              «95. L'ordinamento degli studi dei corsi  universitari,
          con esclusione del dottorato di  ricerca,  e'  disciplinato
          dagli atenei, con le  modalita'  di  cui  all'articolo  11,
          commi 1 e 2, della legge 19 novembre  1990,  n.  341  ,  in
          conformita' a criteri generali definiti, nel rispetto della
          normativa  comunitaria  vigente  in  materia,  sentiti   il
          Consiglio  universitario   nazionale   e   le   Commissioni
          parlamentari  competenti,  con  uno  o  piu'  decreti   del
          Ministro dell'universita' e  della  ricerca  scientifica  e
          tecnologica, di concerto con  altri  Ministri  interessati,
          limitatamente ai criteri relativi agli  ordinamenti  per  i
          quali il medesimo concerto e' previsto alla data di entrata
          in vigore della presente legge, ovvero da disposizioni  dei
          commi da 96 a 119 del presente articolo. I decreti  di  cui
          al presente comma determinano altresi':
              a) con riferimento ai corsi di cui al  presente  comma,
          accorpati per aree omogenee, la durata, anche eventualmente
          comprensiva del percorso formativo gia' svolto, l'eventuale
          serialita' dei predetti corsi e dei  relativi  titoli,  gli
          obiettivi  formativi  qualificanti,  tenendo  conto   degli
          sbocchi  occupazionali  e  della  spendibilita'  a  livello
          internazionale, nonche' la previsione di nuove tipologie di
          corsi  e  di  titoli  universitari,  in   aggiunta   o   in
          sostituzione a quelli determinati dagli articoli 1,  2,  3,
          comma 1 e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341,
          anche modificando gli ordinamenti e la durata di quelli  di
          cui al decreto  legislativo  8  maggio  1998,  n.  178,  in
          corrispondenza   di   attivita'   didattiche    di    base,
          specialistiche, di  perfezionamento  scientifico,  di  alta
          formazione permanente e ricorrente;
              b) modalita'  e  strumenti  per  l'orientamento  e  per
          favorire la mobilita' degli studenti, nonche' la piu' ampia
          informazione   sugli   ordinamenti   degli   studi,   anche
          attraverso   l'utilizzo   di   strumenti   informatici    e
          telematici;
              c) modalita' di attivazione  da  parte  di  universita'
          italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi
          universitari di cui al presente comma, nonche' di dottorati
          di ricerca, anche in deroga alle  disposizioni  di  cui  al
          Capo II del Titolo III del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 .
              96. Con decreti del Ministro dell'universita'  e  della
          ricerca scientifica e tecnologica, emanati  sulla  base  di
          criteri   di   semplificazione   delle   procedure   e   di
          armonizzazione con la revisione degli ordinamenti di cui al
          comma  95,  e'   altresi'   rideterminata   la   disciplina
          concernente:
              a) il riconoscimento delle scuole di cui alla legge  11
          ottobre 1986, n. 697, l'attivazione dei corsi, il  rilascio
          e la valutazione dei relativi titoli;
              b) il riconoscimento degli istituti di cui all'articolo
          3, comma 1, della legge 18 febbraio 1989,  n.  56  ,  e  la
          valutazione dei titoli da essi rilasciati;
              c) il differimento dei termini  per  la  convalida  dei
          titoli di cui all'articolo 3,  comma  1,  del  decreto  del
          Presidente della Repubblica 5 luglio 1989,  n.  280,  e  la
          valutazione dei diplomi rilasciati  entro  il  31  dicembre
          1996 dalle scuole di cui all'articolo  6  del  decreto  del
          Presidente della Repubblica 15 gennaio 1987, n.  14,  anche
          ai fini dell'iscrizione al relativo albo professionale;
              d)  il  riordino  delle  universita'   per   stranieri,
          prevedendo  anche  casi  specifici  in  base  ai  quali  e'
          consentito l'accesso a studenti italiani;
              e) i professori a contratto di cui agli articoli  25  e
          100 del decreto del Presidente della Repubblica  11  luglio
          1980, n. 382, prevedendo apposite disposizioni  in  materia
          di  requisiti  scientifici  e  professionali  dei  predetti
          professori, di modalita' di impiego, nonche' di durata e di
          rinnovabilita' dei contratti.
              97. Le materie  di  cui  all'articolo  3,  comma  6,  e
          all'articolo 4, comma 4, della legge 19 novembre  1990,  n.
          341,   sono   disciplinate   con   decreto   del   Ministro
          dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,
          di concerto con altri Ministri interessati.
              98. I decreti di cui al comma  95  contengono  altresi'
          norme per la formazione degli insegnanti delle scuole della
          regione Valle d'Aosta, delle province autonome di Trento  e
          di Bolzano, nonche' delle scuole in lingua slovena ai  fini
          di adeguarla alle particolari situazioni  linguistiche.  Ai
          predetti fini le regioni  Valle  d'Aosta  e  Friuli-Venezia
          Giulia, nonche' le province autonome di Trento e di Bolzano
          possono,  sentiti  i  Ministeri  dell'universita'  e  della
          ricerca  scientifica  e  tecnologica   e   della   pubblica
          istruzione, stipulare apposite convenzioni con  universita'
          italiane e  con  quelle  dei  Paesi  dell'area  linguistica
          francese, tedesca e slovena. Tali convenzioni  disciplinano
          il rilascio di titoli di studio universitari da parte delle
          universita'  nonche'  le  modalita'  di  finanziamento.  La
          stessa  disciplina  si  applica  ai  diplomi  di  cui  agli
          articoli 2 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341.
              99. Dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
          legge, si provvede, con uno o  piu'  decreti  del  Ministro
          dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,
          su proposta del Consiglio universitario nazionale,  secondo
          criteri   di    affinita'    scientifica    e    didattica,
          all'accorpamento e al successivo aggiornamento dei  settori
          scientifico-disciplinari,  nell'ambito   dei   quali   sono
          raggruppati gli insegnamenti, anche al fine di stabilire la
          pertinenza della titolarita' ai medesimi settori, nonche' i
          raggruppamenti concorsuali.
              100.  Il  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
          scientifica  e  tecnologica  presenta  ogni  tre  anni   al
          Parlamento una  relazione  sullo  stato  degli  ordinamenti
          didattici universitari e sul loro rapporto con lo  sviluppo
          economico e  produttivo,  nonche'  con  l'evoluzione  degli
          indirizzi culturali e professionali.
              101. In  ogni  universita'  o  istituto  di  istruzione
          universitaria, nelle more dell'attuazione della  disciplina
          di cui al comma 95, si applicano gli ordinamenti  didattici
          vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge
          fatta salva la facolta' per il Ministro dell'universita'  e
          della ricerca scientifica  e  tecnologica  di  autorizzare,
          sperimentalmente e per una  durata  limitata,  con  proprio
          decreto,  previo   parere   del   Consiglio   universitario
          nazionale (CUN), modifiche ai predetti  ordinamenti  ovvero
          l'attivazione  di  corsi  universitari,  per  i  quali  non
          sussistano ordinamenti didattici alla data  di  entrata  in
          vigore della presente legge, purche' previsti nei piani  di
          sviluppo  del  sistema  universitario  e  dagli   strumenti
          attuativi del regolamento di cui all'articolo 20, comma  8,
          lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59, ovvero per  i
          quali sia stato comunque acquisito il parere favorevole del
          comitato regionale di coordinamento di cui  all'articolo  3
          del decreto del  Presidente  della  Repubblica  27  gennaio
          1998, n. 25. I regolamenti didattici di ateneo disciplinano
          le  modalita'  e  i  criteri  per  il  passaggio  al  nuovo
          ordinamento, ferma  restando  la  facolta'  degli  studenti
          iscritti  di  completare  i  corsi  di  studio,  ovvero  di
          transitare ai nuovi corsi previo riconoscimento,  da  parte
          delle  strutture   didattiche   competenti,   degli   esami
          sostenuti con esito positivo.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 16. 

        (Istituzione dell'abilitazione scientifica nazionale) 

  1. E' istituita l'abilitazione scientifica  nazionale,  di  seguito
denominata «abilitazione». L'abilitazione ha  durata  quadriennale  e
richiede requisiti distinti per le funzioni di professore di prima  e
di  seconda  fascia.   L'abilitazione   attesta   la   qualificazione
scientifica che costituisce requisito necessario per  l'accesso  alla
prima e alla seconda fascia dei professori.
  2. Entro novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente  legge,  con  uno  o  piu'  regolamenti  emanati  ai   sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  su
proposta del Ministro, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze e con il Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e
l'innovazione, sono disciplinate le modalita' di  espletamento  delle
procedure  finalizzate   al   conseguimento   dell'abilitazione,   in
conformita' ai criteri di cui al comma 3.
  3. I regolamenti di cui al comma 2 prevedono:
    a) l'attribuzione dell'abilitazione con motivato giudizio fondato
sulla  valutazione  analitica  dei  titoli  e   delle   pubblicazioni
scientifiche, previa sintetica descrizione del contributo individuale
alle attivita' di ricerca e sviluppo svolte, ed espresso  sulla  base
di  criteri  e  parametri  differenziati  per  funzioni  e  per  area
disciplinare, definiti con decreto del Ministro;
    b) la  possibilita'  che  il  decreto  di  cui  alla  lettera  a)
prescriva un numero massimo di pubblicazioni  che  ciascun  candidato
puo' presentare ai fini del  conseguimento  dell'abilitazione,  anche
differenziato per fascia e per area disciplinare e in ogni  caso  non
inferiore a dodici;
    c)  meccanismi  di  verifica  quinquennale   dell'adeguatezza   e
congruita' dei criteri e parametri  di  cui  alla  lettera  a)  e  di
revisione  o  adeguamento   degli   stessi   con   apposito   decreto
ministeriale;
    d) l'indizione obbligatoria, con frequenza annuale  inderogabile,
delle procedure per il conseguimento dell'abilitazione;
    e) i termini e le modalita' di espletamento  delle  procedure  di
abilitazione, distinte per settori concorsuali, e l'individuazione di
modalita', anche informatiche, idonee  a  consentire  la  conclusione
delle stesse entro cinque  mesi  dall'indizione;  la  garanzia  della
pubblicita' degli atti  e  dei  giudizi  espressi  dalle  commissioni
giudicatrici;
    f) l'istituzione per ciascun settore concorsuale, senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico della finanza  pubblica  ed  a  carico  delle
disponibilita' di bilancio  degli  atenei,  di  un'unica  commissione
nazionale di durata biennale per le procedure  di  abilitazione  alle
funzioni di  professore  di  prima  e  di  seconda  fascia,  mediante
sorteggio  di  quattro  commissari  all'interno  di  una   lista   di
professori ordinari costituita ai sensi della lettera h) e  sorteggio
di un commissario all'interno di una  lista,  curata  dall'ANVUR,  di
studiosi e di esperti di pari livello in servizio presso  universita'
di un Paese aderente all'Organizzazione  per  la  cooperazione  e  lo
sviluppo  economico  (OCSE).  La  partecipazione   alla   commissione
nazionale  di  cui  alla  presente  lettera  non   da'   luogo   alla
corresponsione di compensi, emolumenti ed indennita';
    g) il divieto che della commissione di cui alla lettera f) faccia
parte  piu'  di  un  commissario   della   stessa   universita';   la
possibilita' che i commissari  in  servizio  presso  atenei  italiani
siano, a richiesta, parzialmente esentati dalla  ordinaria  attivita'
didattica, nell'ambito della programmazione didattica e  senza  oneri
aggiuntivi per la finanza pubblica; la corresponsione  ai  commissari
in servizio all'estero di un compenso  determinato  con  decreto  non
regolamentare del Ministro, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze;
    h)  l'effettuazione  del  sorteggio  di  cui  alla   lettera   f)
all'interno  di  liste,  una  per  ciascun  settore   concorsuale   e
contenente i nominativi dei  professori  ordinari  appartenenti  allo
stesso che hanno presentato domanda per  esservi  inclusi,  corredata
della documentazione concernente  la  propria  attivita'  scientifica
complessiva,  con  particolare  riferimento  all'ultimo  quinquennio;
l'inclusione nelle liste dei soli professori  positivamente  valutati
ai sensi dell'articolo 6, comma 7, ed in possesso di  un  curriculum,
reso pubblico  per  via  telematica,  coerente  con  i  criteri  e  i
parametri di cui alla lettera a) del presente  comma,  riferiti  alla
fascia e al settore di appartenenza;
    i) il sorteggio  di  cui  alla  lettera  h)  assicura  che  della
commissione faccia parte almeno un commissario  per  ciascun  settore
scientifico-disciplinare,  ricompreso  nel  settore  concorsuale,  al
quale afferiscano almeno trenta professori ordinari;  la  commissione
puo' acquisire pareri scritti pro veritate sull'attivita' scientifica
dei  candidati  da  parte  di  esperti  revisori  in  possesso  delle
caratteristiche di cui alla lettera h); i  pareri  sono  pubblici  ed
allegati agli atti della procedura;
    l) il divieto per i commissari di far parte contemporaneamente di
piu' di una  commissione  di  abilitazione  e,  per  tre  anni  dalla
conclusione  del  mandato,  di  commissioni   per   il   conferimento
dell'abilitazione relativa a qualunque settore concorsuale;
    m)   la   preclusione,   in   caso   di   mancato   conseguimento
dell'abilitazione, a partecipare alle procedure indette  nel  biennio
successivo per  l'attribuzione  della  stessa  o  per  l'attribuzione
dell'abilitazione alla funzione superiore;
    n) la valutazione dell'abilitazione come titolo preferenziale per
l'attribuzione dei contratti di insegnamento di cui all'articolo  23,
comma 2;
    o)  lo  svolgimento  delle   procedure   per   il   conseguimento
dell'abilitazione presso universita' dotate  di  idonee  strutture  e
l'individuazione delle procedure  per  la  scelta  delle  stesse;  le
universita' prescelte  assicurano  le  strutture  e  il  supporto  di
segreteria nei limiti delle risorse umane, strumentali e  finanziarie
disponibili e sostengono  gli  oneri  relativi  al  funzionamento  di
ciascuna commissione; di tale onere si tiene conto nella ripartizione
del fondo di finanziamento ordinario.
  4. Il conseguimento dell'abilitazione scientifica  non  costituisce
titolo  di  idoneita'  ne'  da'  alcun   diritto   relativamente   al
reclutamento in ruolo o alla promozione presso un'universita'  al  di
fuori delle procedure previste dall'articolo 18. 

                    Note all'articolo 16:
              - Per il testo del  comma  2,  dell'articolo  17  della
          legge  23  agosto  1988,  n.  400  si   veda   nelle   note
          all'articolo 8.
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 17. 

                           (Equipollenze) 

  1. I diplomi delle scuole dirette  a  fini  speciali  istituite  ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo  1982,  n.
162, riconosciuti al termine di un corso di  durata  triennale,  e  i
diplomi universitari istituiti ai sensi della legge 19 novembre 1990,
n. 341, purche' della medesima durata, sono equipollenti alle  lauree
di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al
decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca  scientifica  e
tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.
  2. Ai diplomati di cui al comma 1 compete la  qualifica  accademica
di «dottore» prevista per i laureati di cui all'articolo 13, comma 7,
del decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.
  3. Ai diplomi delle scuole dirette a fini  speciali,  istituite  ai
sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n.  162  del
1982, e ai diplomi universitari istituiti ai sensi della citata legge
n. 341 del 1990, di durata inferiore a  tre  anni,  si  applicano  le
disposizioni di cui all'articolo 13, comma 3, del citato  regolamento
di cui al decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica n. 509 del 1999.
  4. Con decreto del Ministro, da  emanare  entro  centoventi  giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, e' identificata
l'attuale classe di appartenenza del titolo di  laurea  a  cui  fanno
riferimento i diplomi universitari rilasciati dalle scuole dirette  a
fini speciali e i diplomi universitari dell'ordinamento previgente. 

                    Note all'articolo 17:
              - Il decreto del Presidente della Repubblica  10  marzo
          1982, n. 162 recante «Riordinamento delle scuole dirette  a
          fini speciali, delle scuole di specializzazione e dei corsi
          di perfezionamento»  e'  pubblicato  nella  Gazz.  Uff.  17
          aprile 1982, n. 105, S.O.
              - La legge 19 novembre 1990, n.  341  recante  «Riforma
          degli ordinamenti  didattici  universitari»  e'  pubblicata
          nella Gazz. Uff. 23 novembre 1990, n. 274.
              - Il decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della
          ricerca scientifica e tecnologica del 3 novembre  1999,  n.
          509 recante «Norme concernenti l'autonomia didattica  degli
          atenei» e' pubblicato nella Gazz. Uff. 4 gennaio  2000,  n.
          2.
              - Il comma 7 dell'articolo 13 del decreto del  Ministro
          dell'istruzione, dell'universita' e della  ricerca  del  22
          ottobre 2004, n.  270  (Modifiche  al  regolamento  recante
          norme  concernenti  l'autonomia  didattica  degli   atenei,
          approvato con D.M. 3 novembre 1999,  n.  509  del  Ministro
          dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica)
          e' il seguente:
              «7.  A  coloro  che  hanno  conseguito,  in  base  agli
          ordinamenti didattici di cui al  comma  1,  la  laurea,  la
          laurea  magistrale  o  specialistica  e  il  dottorato   di
          ricerca,   competono,   rispettivamente,   le    qualifiche
          accademiche di dottore, dottore  magistrale  e  dottore  di
          ricerca.  La  qualifica  di  dottore  magistrale   compete,
          altresi', a coloro  i  quali  hanno  conseguito  la  laurea
          secondo gli ordinamenti  didattici  previgenti  al  decreto
          ministeriale 3 novembre 1999, n. 509.»
              - Il comma 3, dell'articolo 13 del decreto del Ministro
          dell'universita' e della ricerca scientifica e  tecnologica
          3 novembre 1999, n. 509 e' il seguente:
              «3.  Gli  studi  compiuti  per  conseguire  i   diplomi
          universitari in base ai  previgenti  ordinamenti  didattici
          sono valutati in crediti e riconosciuti  dalle  universita'
          per il conseguimento della laurea di  cui  all'articolo  3,
          comma 1. La stessa norma si applica agli studi compiuti per
          conseguire i diplomi delle scuole dirette a  fini  speciali
          istituite  presso  le  universita',  qualunque  ne  sia  la
          durata.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 18. 

                      (Chiamata dei professori) 

  1. Le universita', con proprio regolamento adottato ai sensi  della
legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplinano, nel  rispetto  del  codice
etico, la chiamata dei professori di prima e di  seconda  fascia  nel
rispetto dei principi enunciati dalla Carta europea dei  ricercatori,
di cui alla raccomandazione della Commissione delle Comunita' europee
n. 251 dell'11 marzo 2005, e specificamente dei seguenti criteri:
    a) pubblicita' del procedimento di chiamata sul sito  dell'ateneo
e su quelli del Ministero e dell'Unione europea;  specificazione  del
settore concorsuale e di un eventuale profilo esclusivamente  tramite
indicazione  di  uno   o   piu'   settori   scientifico-disciplinari;
informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti  e  i
doveri e sul relativo trattamento economico e previdenziale;
    b)  ammissione  al  procedimento,  fatto  salvo  quanto  previsto
dall'articolo 29, comma 8, di studiosi in possesso  dell'abilitazione
per  il  settore  concorsuale  e  per   le   funzioni   oggetto   del
procedimento, ovvero per funzioni superiori purche' non gia' titolari
delle medesime funzioni superiori. Ai procedimenti per la chiamata di
professori di prima e di seconda fascia possono partecipare  altresi'
i professori, rispettivamente, di prima e di seconda fascia  gia'  in
servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, nonche'
gli studiosi stabilmente impegnati all'estero in attivita' di ricerca
o insegnamento a livello universitario in posizioni di livello pari a
quelle oggetto del bando, sulla base di  tabelle  di  corrispondenza,
aggiornate ogni tre anni, definite dal Ministro, sentito il  CUN.  In
ogni caso, ai procedimenti  per  la  chiamata,  di  cui  al  presente
articolo, non possono partecipare coloro  che  abbiano  un  grado  di
parentela o di affinita', fino  al  quarto  grado  compreso,  con  un
professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua
la chiamata ovvero  con  il  rettore,  il  direttore  generale  o  un
componente del consiglio di amministrazione dell'ateneo;
    c) applicazione dei  criteri  di  cui  alla  lettera  b),  ultimo
periodo, in relazione al conferimento degli assegni di ricerca di cui
all'articolo 22 e alla stipulazione dei contratti di cui all'articolo
24 e di contratti a qualsiasi titolo erogati dall'ateneo;
    d) valutazione delle pubblicazioni scientifiche, del curriculum e
dell'attivita' didattica degli studiosi di cui alla  lettera  b).  Le
universita' possono stabilire il numero massimo  delle  pubblicazioni
in conformita' a quanto prescritto dal decreto  di  cui  all'articolo
16, comma 3, lettera  b),  e  accertare,  oltre  alla  qualificazione
scientifica  dell'aspirante,   anche   le   competenze   linguistiche
necessarie in relazione al  profilo  plurilingue  dell'ateneo  ovvero
alle esigenze didattiche dei corsi di studio in lingua estera;
    e)  formulazione  della  proposta  di  chiamata  da   parte   del
dipartimento con  voto  favorevole  della  maggioranza  assoluta  dei
professori di prima fascia per la chiamata  di  professori  di  prima
fascia, e dei professori di prima e di seconda fascia per la chiamata
dei professori di seconda fascia, e  approvazione  della  stessa  con
delibera del consiglio di amministrazione.
  2. Nell'ambito delle disponibilita' di bilancio di ciascun ateneo i
procedimenti per la chiamata dei professori di  prima  e  di  seconda
fascia di cui al comma 1, nonche' per l'attribuzione dei contratti di
cui all'articolo 24, di ciascun ateneo statale sono effettuati  sulla
base della programmazione triennale di cui all'articolo 1, comma 105,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e di cui all'articolo 1-ter del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, nonche' delle disposizioni  di  cui
all'articolo 5,  comma  4,  lettera  d),  della  presente  legge.  La
programmazione assicura  la  sostenibilita'  nel  tempo  degli  oneri
stipendiali, compresi i maggiori  oneri  derivanti  dall'attribuzione
degli scatti stipendiali, dagli incrementi annuali e  dalla  dinamica
di progressione di carriera del personale. La programmazione assicura
altresi' la copertura finanziaria degli  oneri  derivanti  da  quanto
previsto dall'articolo 24, comma 5.
  3. Gli oneri derivanti dalla chiamata di professori di cui al comma
1 e dall'attribuzione dei contratti di cui  all'articolo  24  possono
essere a carico totale di  altri  soggetti  pubblici  e  di  soggetti
privati, previa stipula di convenzioni di durata almeno quindicennale
per i professori e i ricercatori titolari del  secondo  contratto  di
cui all'articolo 24, comma 5, ovvero di durata almeno pari  a  quella
del contratto per i ricercatori.
  4. Ciascuna universita' statale, nell'ambito  della  programmazione
triennale, vincola le risorse corrispondenti ad almeno un quinto  dei
posti disponibili di professore di ruolo alla chiamata di coloro  che
nell'ultimo triennio non hanno prestato servizio, o  non  sono  stati
titolari di assegni di ricerca ovvero iscritti a  corsi  universitari
nell'universita' stessa.
  5. La partecipazione ai gruppi  e  ai  progetti  di  ricerca  delle
universita', qualunque ne sia l'ente finanziatore, e  lo  svolgimento
delle attivita' di  ricerca  presso  le  universita'  sono  riservati
esclusivamente:
    a) ai professori e ai ricercatori  universitari,  anche  a  tempo
determinato;
    b) ai titolari degli assegni di ricerca di cui all'articolo 22;
    c) agli studenti dei corsi di dottorato  di  ricerca,  nonche'  a
studenti di corsi di  laurea  magistrale  nell'ambito  di  specifiche
attivita' formative;
    d) ai professori a contratto di cui all'articolo 23;
    e)  al  personale  tecnico-amministrativo  in  servizio  a  tempo
indeterminato presso le universita' purche' in possesso di specifiche
competenze nel campo della ricerca;
    f) ai dipendenti di  altre  amministrazioni  pubbliche,  di  enti
pubblici o privati, di imprese, ovvero a titolari di borse di  studio
o di ricerca banditi da tali amministrazioni, enti o imprese, purche'
sulla base di specifiche convenzioni e  senza  oneri  finanziari  per
l'universita'  ad  eccezione  dei   costi   diretti   relativi   allo
svolgimento  dell'attivita'  di  ricerca  e  degli  eventuali   costi
assicurativi.
  6.  Alla  partecipazione  ai   progetti   di   ricerca   finanziati
dall'Unione europea o da altre istituzioni straniere,  internazionali
o sovranazionali, e allo  svolgimento  delle  relative  attivita'  si
applicano le norme previste dai relativi bandi. 

                    Note all'articolo 18:
              - La legge 9 maggio 1989, n. 168 recante:  «Istituzione
          del Ministero dell'universita' e della ricerca  scientifica
          e tecnologica» e' pubblicata nella  Gazz.  Uff.  11  maggio
          1989, n. 108, S.O.
              - La  Carta  europea  dei  ricercatori,  allegata  alla
          raccomandazione  n.  2005/251/CE   della   Commissione   e'
          pubblicata nella  Gazz.  Uff.  dell'Unione  Europea  L75del
          22.3.2005 p. 67.
              - Il testo del comma 105, dell'articolo 1  della  legge
          30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni  per  la  formazione
          del bilancio  annuale  e  pluriennale  dello  Stato  (legge
          finanziaria 2005)e' il seguente:
              «105.  A  decorrere  dall'anno  2005,  le   universita'
          adottano programmi triennali del  fabbisogno  di  personale
          docente,  ricercatore  e  tecnico-amministrativo,  a  tempo
          determinato e indeterminato, tenuto conto delle  risorse  a
          tal fine stanziate nei rispettivi bilanci. I programmi sono
          valutati dal Ministero dell'istruzione, dell'universita'  e
          della  ricerca  ai  fini  della  coerenza  con  le  risorse
          stanziate  nel  fondo  di  finanziamento  ordinario,  fermo
          restando  il  limite  del  90  per  cento  ai  sensi  della
          normativa vigente.»
              - Per il testo dell'articolo 1-ter del decreto-legge 31
          gennaio 2005, n.  7,  convertito  con  modificazioni  dalla
          legge 31 marzo 2005 n, 43 si veda nelle  note  all'articolo
          2.
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 19. 

          (Disposizioni in materia di dottorato di ricerca) 

  1. All'articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n. 210, sono apportate
le seguenti modificazioni:
    a) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
   «2. I  corsi  di  dottorato  di  ricerca  sono  istituiti,  previo
accreditamento    da    parte    del    Ministro     dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca,  su  conforme  parere  dell'Agenzia
nazionale di valutazione del sistema universitario  e  della  ricerca
(ANVUR),   dalle   universita',   dagli   istituti   di    istruzione
universitaria ad ordinamento speciale e  da  qualificate  istituzioni
italiane di formazione e ricerca avanzate.  I  corsi  possono  essere
altresi' istituiti da consorzi tra universita' o tra  universita'  ed
enti di ricerca pubblici e  privati  di  alta  qualificazione,  fermo
restando in tal caso il rilascio del relativo  titolo  accademico  da
parte delle istituzioni universitarie. Le modalita' di accreditamento
delle sedi e dei corsi di dottorato, quale condizione  necessaria  ai
fini dell'istituzione e dell'attivazione dei corsi, e  le  condizioni
di eventuale revoca  dell'accreditamento,  nonche'  le  modalita'  di
individuazione delle qualificate istituzioni italiane di formazione e
ricerca di cui al primo periodo, sono disciplinate  con  decreto  del
Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   su
proposta dell'ANVUR. Il medesimo decreto definisce altresi' i criteri
e  i  parametri  sulla  base  dei  quali   i   soggetti   accreditati
disciplinano, con proprio regolamento,  l'istituzione  dei  corsi  di
dottorato, le modalita' di accesso e di conseguimento del titolo, gli
obiettivi formativi e il relativo programma di studi, la  durata,  il
contributo per l'accesso e la frequenza, il numero, le  modalita'  di
conferimento e l'importo delle borse di studio di  cui  al  comma  5,
nonche' le convenzioni di cui al comma 4»;
    b) al comma 5, lettera c):
      1)  le  parole:  «comunque  non  inferiore   alla   meta'   dei
dottorandi» sono soppresse;
      2) dopo le parole: «borse di studio da assegnare» sono inserite
le seguenti: «e dei contratti di apprendistato di cui all'articolo 50
del decreto legislativo 10  settembre  2003,  n.  276,  e  successive
modificazioni, da stipulare»;
    c) dopo il comma 6 e' inserito il seguente:
   «6-bis.  E'  consentita  la  frequenza  congiunta  del  corso   di
specializzazione medica e del corso di dottorato di ricerca. In  caso
di frequenza congiunta, la durata del corso di dottorato  e'  ridotta
ad un minimo di due anni»;
    d) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
   «8-bis. Il titolo di dottore  di  ricerca  e'  abbreviato  con  le
diciture: "Dott. Ric." ovvero "Ph. D."».
  2. La disposizione di cui al numero 1) della lettera b) del comma 1
del presente articolo acquista efficacia a decorrere  dalla  data  di
entrata in vigore  del  decreto  del  Ministro  di  cui  al  comma  2
dell'articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n.  210,  come  sostituito
dalla lettera a) del medesimo comma 1 del presente articolo.
  3. All'articolo 2, primo comma, della legge 13 agosto 1984, n. 476,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, dopo le parole:  «e'  collocato  a  domanda»
sono  inserite  le  seguenti:  «,  compatibilmente  con  le  esigenze
dell'amministrazione,»;
    b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Non hanno diritto
al congedo straordinario, con o senza assegni, i pubblici  dipendenti
che abbiano gia' conseguito il titolo di dottore di  ricerca,  ne'  i
pubblici dipendenti che siano stati iscritti a corsi di dottorato per
almeno un anno accademico, beneficiando di detto congedo.  I  congedi
straordinari e i connessi benefici in godimento alla data di  entrata
in vigore della presente disposizione sono mantenuti». 

                    Note all'articolo 19:
              - Il testo dell'articolo 4 della legge 3  luglio  1998,
          n. 210 (Norme per il reclutamento  dei  ricercatori  e  dei
          professori universitari di ruolo),  come  modificato  dalla
          presente legge, e' il seguente:
              «Art. 4 (Dottorato di ricerca). - 1.  I  corsi  per  il
          conseguimento  del  dottorato  di  ricerca  forniscono   le
          competenze necessarie per esercitare,  presso  universita',
          enti pubblici o soggetti privati, attivita' di  ricerca  di
          alta qualificazione.
              2. I corsi di  dottorato  di  ricerca  sono  istituiti,
          previo    accreditamento    da    parte    del     Ministro
          dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   su
          conforme parere dell'Agenzia nazionale di  valutazione  del
          sistema  universitario  e  della  ricerca  (ANVUR),   dalle
          universita', dagli istituti di istruzione universitaria  ad
          ordinamento speciale e da qualificate istituzioni  italiane
          di formazione e ricerca avanzate. I  corsi  possono  essere
          altresi'  istituiti  da  consorzi  tra  universita'  o  tra
          universita' ed enti di ricerca pubblici e privati  di  alta
          qualificazione, fermo restando in tal caso il rilascio  del
          relativo  titolo  accademico  da  parte  delle  istituzioni
          universitarie. Le modalita' di accreditamento delle sedi  e
          dei corsi di dottorato, quale condizione necessaria ai fini
          dell'istituzione  e  dell'attivazione  dei  corsi,   e   le
          condizioni di eventuale revoca dell'accreditamento, nonche'
          le   modalita'   di   individuazione   delle    qualificate
          istituzioni italiane di formazione  e  ricerca  di  cui  al
          primo periodo, sono disciplinate con decreto  del  Ministro
          dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   su
          proposta dell'ANVUR. Il medesimo decreto definisce altresi'
          i criteri e i parametri sulla base  dei  quali  i  soggetti
          accreditati   disciplinano,   con   proprio    regolamento,
          l'istituzione dei  corsi  di  dottorato,  le  modalita'  di
          accesso  e  di  conseguimento  del  titolo,  gli  obiettivi
          formativi e il relativo programma di studi, la  durata,  il
          contributo per l'accesso e  la  frequenza,  il  numero,  le
          modalita' di conferimento e l'importo delle borse di studio
          di cui al comma 5, nonche' le convenzioni di cui  al  comma
          4.
              3. Alle borse di studio di cui al comma 5, nonche' alle
          borse di studio conferite dalle universita'  per  attivita'
          di ricerca post-laurea si applicano le disposizioni di  cui
          all'articolo 6, commi 6 e 7, della legge 30 novembre  1989,
          n.  398  .  Con  decreti  del  Ministro  sono   determinati
          annualmente i criteri per la ripartizione  tra  gli  atenei
          delle risorse disponibili per il conferimento di  borse  di
          studio per la frequenza dei corsi di perfezionamento, anche
          all'estero, e delle scuole di specializzazione, per i corsi
          di  dottorato  di  ricerca  e  per  attivita'  di   ricerca
          post-laurea e post-dottorato.
              4. Le universita' possono attivare corsi  di  dottorato
          mediante convenzione con soggetti  pubblici  e  privati  in
          possesso di requisiti di elevata qualificazione culturale e
          scientifica  e  di  personale,  strutture  ed  attrezzature
          idonei.
              5. Con decreti rettorali sono determinati annualmente:
              a) il numero di laureati da ammettere a  ciascun  corso
          di dottorato;
              b) il numero di dottorandi esonerati dai contributi per
          l'accesso e  la  frequenza  ai  corsi,  previa  valutazione
          comparativa del merito e del disagio economico;
              c) il numero e l'ammontare delle  borse  di  studio  da
          assegnare  e  dei  contratti  di   apprendistato   di   cui
          all'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre  2003,
          n. 276, e successive modificazioni,  da  stipulare,  previa
          valutazione comparativa del merito. In caso di  parita'  di
          merito prevarra' la valutazione della situazione  economica
          determinata  ai  sensi  del  decreto  del  Presidente   del
          Consiglio dei Ministri 30  aprile  1997  ,  pubblicato  nel
          supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 132 del  9
          giugno 1997, e successive modificazioni e integrazioni.
              6. Gli oneri per il finanziamento delle borse di studio
          di  cui  al  comma  5  possono  essere   coperti   mediante
          convenzione  con  soggetti   estranei   all'amministrazione
          universitaria, secondo  modalita'  e  procedure  deliberate
          dagli organi competenti delle universita'.
              6-bis. E' consentita la frequenza congiunta  del  corso
          di specializzazione medica e  del  corso  di  dottorato  di
          ricerca. In caso di  frequenza  congiunta,  la  durata  del
          corso di dottorato e' ridotta ad un minimo di due anni.
              7. La valutabilita' dei titoli di dottorato di ricerca,
          ai fini dell'ammissione a concorsi pubblici  per  attivita'
          di ricerca non universitaria, e' determinata con uno o piu'
          decreti del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
          proposta del Ministro, di concerto con gli  altri  Ministri
          interessati.
              8.  Le  universita'  possono,  in  base   ad   apposito
          regolamento, affidare ai dottorandi di ricerca una limitata
          attivita' didattica sussidiaria o integrativa che non  deve
          in ogni caso compromettere l'attivita' di  formazione  alla
          ricerca. La collaborazione didattica e' facoltativa,  senza
          oneri per il bilancio dello Stato e non da' luogo a diritti
          in ordine all'accesso ai ruoli delle universita'.
              8-bis. Il titolo di dottore di  ricerca  e'  abbreviato
          con le diciture: «Dott. Ric.» ovvero «Ph. D.»»
              - Si riporta il testo dell'articolo 2  della  legge  13
          agosto 1984, n. 476 (Norma in materia di borse di studio  e
          dottorato di ricerca nelle  Universita'),  come  modificato
          dalla presente legge, e' il seguente:
              «Art. 2. Il pubblico dipendente  ammesso  ai  corsi  di
          dottorato   di   ricerca   e'    collocato    a    domanda,
          compatibilmente con le  esigenze  dell'amministrazione,  in
          congedo straordinario per motivi di  studio  senza  assegni
          per il periodo di durata  del  corso  ed  usufruisce  della
          borsa di studio ove ricorrano le condizioni  richieste.  In
          caso di ammissione a corsi di dottorato  di  ricerca  senza
          borsa di studio, o di rinuncia a questa,  l'interessato  in
          aspettativa    conserva    il    trattamento     economico,
          previdenziale  e  di  quiescenza  in  godimento  da   parte
          dell'amministrazione pubblica presso la quale e' instaurato
          il rapporto di lavoro. Qualora, dopo il  conseguimento  del
          dottorato  di  ricerca,   il   rapporto   di   lavoro   con
          l'amministrazione   pubblica   cessi   per   volonta'   del
          dipendente  nei  due  anni   successivi,   e'   dovuta   la
          ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del  secondo
          periodo. Non hanno diritto al congedo straordinario, con  o
          senza assegni,  i  pubblici  dipendenti  che  abbiano  gia'
          conseguito il titolo di dottore di ricerca, ne' i  pubblici
          dipendenti che siano stati iscritti a  corsi  di  dottorato
          per  almeno  un  anno  accademico,  beneficiando  di  detto
          congedo. I congedi straordinari e i  connessi  benefici  in
          godimento alla data di entrata  in  vigore  della  presente
          disposizione sono mantenuti.
              Il periodo di congedo straordinario e'  utile  ai  fini
          della  progressione  di  carriera,   del   trattamento   di
          quiescenza e di previdenza .»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 20. 

   (Valutazione tra pari per la selezione dei progetti di ricerca) 

  1. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  da
emanare, di concerto con il Ministro e con il Ministro della  salute,
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente
legge, si provvede, a  valere  sulle  risorse  finanziarie,  umane  e
strumentali  disponibili  a  legislazione  vigente,  per  un  periodo
sperimentale di tre anni ad applicare il principio della  tecnica  di
valutazione tra pari, svolta da comitati composti per almeno un terzo
da studiosi operanti all'estero, ai fini della selezione di  tutti  i
progetti di  ricerca,  finanziati  a  carico  delle  risorse  di  cui
all'autorizzazione di  spesa  recata  dall'articolo  12  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, e a
carico del Fondo per gli investimenti  nella  ricerca  scientifica  e
tecnologica, di  cui  all'articolo  1,  comma  870,  della  legge  27
dicembre  2006,  n.  296,  ferma  restando  la  possibilita'  di  una
disciplina particolare in relazione al Fondo per le agevolazioni alla
ricerca, di cui all'articolo 5  del  decreto  legislativo  27  luglio
1999, n. 297. Restano ferme le norme di cui all'articolo 1, commi 814
e  815,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,   e   successive
modificazioni, e all'articolo 2, commi 313, 314 e 315, della legge 24
dicembre 2007, n. 244. Sono altresi' fatti salvi, nel  rispetto,  ove
possibile, del principio della tecnica di  valutazione  tra  pari,  i
vincoli  gia'  previsti  di  destinazione  di  quote   dei   suddetti
stanziamenti in favore di determinati settori, ambiti di  soggetti  o
finalita'.
  2. All'articolo 2, comma 313, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
dopo le parole: «italiana o straniera,» sono  inserite  le  seguenti:
«in maggioranza». 

                    Note all'articolo 20:
              - L'articolo 12 del  decreto  legislativo  30  dicembre
          1992,  n.  502  (Riordino  della  disciplina   in   materia
          sanitaria, a norma dell'articolo  1  della  L.  23  ottobre
          1992, n. 421) e' il seguente:
              «Art. 12 (Fondo sanitario nazionale).  -  1.  Il  Fondo
          sanitario nazionale di parte corrente e in  conto  capitale
          e' alimentato interamente  da  stanziamenti  a  carico  del
          bilancio dello Stato  ed  il  suo  importo  e'  annualmente
          determinato  dalla   legge   finanziaria   tenendo   conto,
          limitatamente alla parte corrente, dell'importo complessivo
          presunto dei contributi di malattia attribuiti direttamente
          alle regioni.
              2. Una quota pari all'1% del Fondo sanitario  nazionale
          complessivo di cui al  comma  precedente,  prelevata  dalla
          quota iscritta nel bilancio del Ministero del tesoro e  del
          Ministero  del  bilancio  per  le   parti   di   rispettiva
          competenza, e' trasferita nei capitoli da  istituire  nello
          stato  di  previsione  del  Ministero  della   sanita'   ed
          utilizzata per il finanziamento di:
              a) attivita' di ricerca corrente e  finalizzata  svolta
          da:
              1) Istituto superiore di sanita' per  le  tematiche  di
          sua competenza;
              2) Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza
          del lavoro per le tematiche di sua competenza;
              3) istituti di ricovero e cura di  diritto  pubblico  e
          privato il cui carattere  scientifico  sia  riconosciuto  a
          norma delle leggi vigenti;
              4)  istituti  zooprofilattici   sperimentali   per   le
          problematiche  relative  all'igiene  e   sanita'   pubblica
          veterinaria;
              b) iniziative previste da leggi nazionali o  dal  Piano
          sanitario  nazionale  riguardanti  programmi  speciali   di
          interesse e rilievo interregionale o nazionale per ricerche
          o sperimentazioni  attinenti  gli  aspetti  gestionali,  la
          valutazione dei servizi, le tematiche della comunicazione e
          dei rapporti con i cittadini, le tecnologie e biotecnologie
          sanitarie e le attivita' del  Registro  nazionale  italiano
          dei donatori di midollo osseo;
              c)  rimborsi  alle  unita'  sanitarie  locali  ed  alle
          aziende ospedaliere, tramite le regioni,  delle  spese  per
          prestazioni sanitarie erogate a cittadini stranieri che  si
          trasferiscono per cure in Italia previa autorizzazione  del
          Ministro della  sanita'  d'intesa  con  il  Ministro  degli
          affari esteri.
              A decorrere dal 1° gennaio 1995, la  quota  di  cui  al
          presente comma e'  rideterminata  ai  sensi  dell'art.  11,
          comma 3, lettera d), della L. 5  agosto  1978,  n.  468,  e
          successive modificazioni.
              3. Il Fondo sanitario nazionale, al netto  della  quota
          individuata ai sensi del comma precedente, e' ripartito con
          riferimento al triennio successivo entro il 15  ottobre  di
          ciascun anno, in coerenza con le previsioni del disegno  di
          legge finanziaria  per  l'anno  successivo,  dal  CIPE,  su
          proposta del Ministro della sanita', sentita la  Conferenza
          permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le
          province autonome; la quota capitaria di  finanziamento  da
          assicurare alle regioni viene determinata sulla base di  un
          sistema  di  coefficienti  parametrici,  in  relazione   ai
          livelli uniformi  di  prestazioni  sanitarie  in  tutto  il
          territorio nazionale, determinati ai sensi dell'art. 1, con
          riferimento ai seguenti elementi:
              a) popolazione residente;
              b) mobilita' sanitaria per tipologia di prestazioni, da
          compensare, in sede di riparto, sulla base di  contabilita'
          analitiche per singolo caso fornite dalle unita'  sanitarie
          locali e dalle aziende ospedaliere attraverso le regioni  e
          le province autonome;
              c) consistenza e stato di conservazione delle strutture
          immobiliari, degli impianti tecnologici e  delle  dotazioni
          strumentali.
              4. Il  Fondo  sanitario  nazionale  in  conto  capitale
          assicura quote di finanziamento destinate al riequilibrio a
          favore delle  regioni  particolarmente  svantaggiate  sulla
          base di indicatori qualitativi e quantitativi di assistenza
          sanitaria,  con  particolare  riguardo  alla  capacita'  di
          soddisfare la domanda mediante strutture pubbliche.
              5. Il  Fondo  sanitario  nazionale  di  parte  corrente
          assicura  altresi',  nel  corso  del  primo   triennio   di
          applicazione del presente decreto, quote  di  finanziamento
          destinate alle regioni che presentano servizi e prestazioni
          eccedenti quelli da garantire comunque a tutti i  cittadini
          rapportati agli standard di riferimento.
              6. Le quote del  Fondo  sanitario  nazionale  di  parte
          corrente,  assegnate  alle  regioni  a  statuto  ordinario,
          confluiscono in sede regionale  nel  Fondo  comune  di  cui
          all'art.  8,  L.  16  maggio  1970,  n.  281,  come   parte
          indistinta, ma non concorrono ai fini della  determinazione
          del  tetto  massimo  di  indebitamento.  Tali  quote   sono
          utilizzate   esclusivamente   per   finanziare    attivita'
          sanitarie. Per le regioni a statuto speciale e le  province
          autonome le rispettive quote confluiscono  in  un  apposito
          capitolo di bilancio».
              - Il comma 870, dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
          2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione  del  bilancio
          annuale  e  pluriennale  dello  Stato  (legge   finanziaria
          2007)e' il seguente:
              «870. Al fine di garantire la massima  efficacia  degli
          interventi nel settore della ricerca, e'  istituito,  nello
          stato di previsione del Ministero dell'universita' e  della
          ricerca,  il  Fondo  per  gli  investimenti  nella  ricerca
          scientifica e tecnologica (FIRST). Al Fondo confluiscono le
          risorse annuali per i  progetti  di  ricerca  di  interesse
          nazionale delle universita', nonche' le risorse  del  Fondo
          per le agevolazioni alla ricerca, di cui all'articolo 5 del
          decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, del  Fondo  per
          gli investimenti della ricerca di base, di cui all'articolo
          104 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e, per quanto  di
          competenza del Ministero dell'universita' e della  ricerca,
          del Fondo per le aree sottoutilizzate di  cui  all'articolo
          61 della legge 27  dicembre  2002,  n.  289,  e  successive
          modificazioni».
              - Il testo dell'articolo 5 del decreto  legislativo  27
          luglio 1999, n. 297 e' il seguente:
              «Art. 5. Fondo agevolazioni per la ricerca.
              1. Le attivita' di cui all'articolo  3  sono  sostenute
          mediante gli strumenti di cui all'articolo 4 a  valere  sul
          Fondo per le agevolazioni alla ricerca (FAR),  a  carattere
          rotativo, che opera con le modalita' contabili  di  cui  al
          soppresso Fondo  speciale  per  la  ricerca  applicata.  La
          gestione del FAR e' articolata in una sezione relativa agli
          interventi  nel  territorio  nazionale  e  in  una  sezione
          relativa  ad  interventi  nelle  aree  depresse.   Al   FAR
          affluiscono, a decorrere dall'anno 2000,  gli  stanziamenti
          iscritti  nello   stato   di   previsione   del   Ministero
          dell'universita' e della ricerca scientifica e  tecnologica
          all'unita'   previsionale   di   base   4.2.1.2.   «Ricerca
          applicata».
              2.  Il  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
          programmazione economica e' autorizzato ad  apportare,  con
          propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.»
              - I commi 814 e 815  dell'articolo  1  della  legge  27
          dicembre 2006, n. 296 sono i seguenti:
              «814. A decorrere  dall'anno  2007,  nell'ambito  delle
          risorse  di  cui   all'autorizzazione   di   spesa   recata
          dall'articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre  1992,
          n. 502, come determinata  dalla  Tabella  C  allegata  alla
          presente legge, una quota non  inferiore  al  5  per  cento
          relativamente al 2007 e al 10 per cento a partire dal  2008
          e' destinata, ai progetti di ricerca sanitaria  svolta  dai
          soggetti di cui all'articolo 12-bis, comma  6,  del  citato
          decreto  legislativo  n.  502  del  1992,   presentati   da
          ricercatori  di  eta'  inferiore   ai   quaranta   anni   e
          previamente valutati, secondo la tecnica di valutazione tra
          pari,  da  un  comitato.  Detto  comitato  e'  composto  da
          ricercatori, di nazionalita' italiana o straniera, di  eta'
          inferiore ai quaranta anni, operanti, almeno per la  meta',
          presso istituzioni  ed  enti  di  ricerca  non  italiani  e
          riconosciuti di livello eccellente  sulla  base  di  indici
          bibliometrici, quali l'impact factor ed il citation  index.
          L'attuazione del presente comma e'  demandata  ad  apposito
          decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  da
          adottarsi di concerto con il Ministro della  salute  ed  il
          Ministro dell'universita' e della  ricerca  entro  sessanta
          giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
          legge.
              815.   L'onere   derivante   dall'istituzione   e   dal
          funzionamento  del  comitato  di  cui  al  comma   814   e'
          quantificato nel limite massimo di 100.000 euro annui.»
              -  Il  testo  dei  commi  313,  come  modificato  dalla
          presente legge, 314 e 315 dell'articolo 2  della  legge  24
          dicembre 2007, n. 244( Disposizioni per la  formazione  del
          bilancio  annuale  e   pluriennale   dello   Stato   (legge
          finanziaria 2008)e' il seguente:
              «313.  A  decorrere  dall'anno  2008,  una  quota,  non
          inferiore al 10 per cento, dello  stanziamento  complessivo
          del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica  e
          tecnologica (FIRST) di cui all'articolo 1, comma 870, della
          legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' destinata ai progetti di
          ricerca di base presentati da ricercatori di eta' inferiore
          ai quaranta anni operanti a qualunque titolo  in  attivita'
          di ricerca e previamente valutati, secondo il metodo  della
          valutazione tra pari, da un  comitato.  Detto  comitato  e'
          composto  da  ricercatori,  di  nazionalita'   italiana   o
          straniera, in maggioranza di  eta'  inferiore  ai  quaranta
          anni e riconosciuti di livello  eccellente  sulla  base  di
          indici bibliometrici, quali l'impact factor ed il  citation
          index, e operanti presso istituzioni ed  enti  di  ricerca,
          almeno per la meta' non italiani,  che  svolgono  attivita'
          nei settori disciplinari relativi alla ricerca  scientifica
          e tecnologica.
              314.  L'attuazione  del  comma  313  e'  demandata   ad
          apposito decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della
          ricerca, da adottare entro sessanta giorni  dalla  data  di
          entrata in vigore della presente legge,  nel  rispetto  dei
          criteri stabiliti dal regolamento di  cui  all'articolo  1,
          comma 873, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
              315.  All'onere  derivante   dall'istituzione   e   dal
          funzionamento  del  comitato   di   cui   al   comma   313,
          quantificato nel limite massimo di 100.000 euro  annui,  si
          provvede mediante  incremento,  con  decreto  del  Ministro
          dell'economia e delle finanze, delle aliquote  di  base  di
          cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per  il
          calcolo dell'imposta sui tabacchi lavorati  destinati  alla
          vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 21. 

           (Comitato nazionale dei garanti per la ricerca) 

  1. Al fine di promuovere la qualita' della ricerca e assicurare  il
buon funzionamento delle procedure di valutazione tra  pari  previste
dall'articolo 20, e' istituito il Comitato nazionale dei garanti  per
la ricerca (CNGR). Il CNGR e' composto da sette studiosi, italiani  o
stranieri,  di  elevata  qualificazione  scientifica  internazionale,
appartenenti a una pluralita'  di  aree  disciplinari,  tra  i  quali
almeno due donne e  due  uomini,  nominati  dal  Ministro,  il  quale
sceglie in un elenco composto da non meno di  dieci  e  non  piu'  di
quindici persone definito da un comitato di selezione. Il comitato di
selezione, istituito con decreto del Ministro, e' composto da  cinque
membri di alta qualificazione, designati, uno ciascuno, dal Ministro,
dal  presidente  del  Consiglio  direttivo   dell'ANVUR,   dal   vice
presidente del Comitato di esperti  per  la  politica  della  ricerca
(CEPR), dal presidente dell'European Research Council, dal presidente
dell'European Science Foundation.
  2. Il CNGR indica criteri generali per le attivita' di  valutazione
dei risultati, tenendo in massima considerazione  le  raccomandazioni
approvate da organismi internazionali cui l'Italia aderisce in virtu'
di convenzioni e trattati; nomina gli studiosi che  fanno  parte  dei
comitati di selezione di cui al comma 1 dell'articolo 20  e  coordina
le attivita' dei comitati suddetti; subentra alla commissione di  cui
all'articolo 3, comma 1, del decreto  del  Ministro  dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca  26  marzo  2004,  pubblicato  nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  173  del  26  luglio  2004,   nonche'   alla
commissione di garanzia  prevista  per  i  programmi  di  ricerca  di
interesse nazionale. Le predette  commissioni  sono  soppresse  dalla
data in cui sono  nominati  i  componenti  del  CNGR.  Con  specifici
accordi di programma dotati di adeguata copertura degli oneri da essi
derivanti, il CNGR puo' provvedere all'espletamento  delle  procedure
di selezione dei progetti o programmi di  ricerca  attivati  da  enti
pubblici o privati. Nell'esercizio delle sue  funzioni,  il  CNGR  si
avvale delle risorse umane, strumentali e finanziarie  del  Ministero
relative alle attivita' contemplate dal presente comma.
  3. La spesa per il funzionamento del CNGR e per i compensi relativi
alle procedure di selezione e valutazione dei progetti di ricerca  e'
compresa nell'ambito  dei  fondi  riguardanti  il  finanziamento  dei
progetti o programmi di ricerca, per un importo massimo non superiore
al 3 per cento dei predetti fondi, senza nuovi o maggiori  oneri  per
la finanza pubblica. Il decreto del Ministro che nomina i  componenti
del CNGR determina le indennita' spettanti ai suoi componenti.
  4.  Il  CNGR  definisce  le  proprie  regole  di  organizzazione  e
funzionamento  ed  elegge  al  proprio  interno  il   presidente,   a
maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. I dipendenti  pubblici
possono essere collocati in aspettativa per la durata del mandato.  I
componenti del CNGR restano in carica per un triennio e  non  possono
essere nuovamente nominati prima che siano  trascorsi  almeno  cinque
anni. Essi cessano automaticamente dalla  carica  al  compimento  del
settantesimo anno di eta'. Se uno dei componenti cessa  dalla  carica
prima della scadenza del proprio mandato,  il  componente  che  viene
nominato in sostituzione resta in carica per la  durata  residua  del
mandato. Il predetto componente e' scelto dal Ministro  nello  stesso
elenco di cui al secondo periodo del comma 1.
  5.  In  sede  di  prima  applicazione,  mediante  sorteggio,   sono
individuati due componenti del CNGR che durano in carica due  anni  e
tre componenti che durano in carica  tre  anni.  Il  CNGR  predispone
rapporti specifici sull'attivita' svolta e una relazione  annuale  in
materia di valutazione della ricerca, che trasmette al  Ministro,  il
quale cura la pubblicazione e la  diffusione  dei  rapporti  e  delle
relazioni del CNGR. 

                    Note all'articolo 21:
              - Il    decreto    del    Ministro     dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca del 26  marzo  2004  reca.
          «Criteri e modalita' procedurali per  l'assegnazione  delle
          risorse finanziarie del FIRB - Fondo per  gli  investimenti
          della ricerca di base».
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 22. 

                        (Assegni di ricerca) 

  1. Le universita', le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca  e
sperimentazione,  l'Agenzia  nazionale  per  le   nuove   tecnologie,
l'energia e lo sviluppo  economico  sostenibile  (ENEA)  e  l'Agenzia
spaziale italiana (ASI), nonche' le istituzioni  il  cui  diploma  di
perfezionamento scientifico e'  stato  riconosciuto  equipollente  al
titolo di dottore di ricerca ai sensi dell'articolo 74, quarto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,  n.  382,
nell'ambito  delle  relative  disponibilita'  di  bilancio,   possono
conferire assegni per lo  svolgimento  di  attivita'  di  ricerca.  I
bandi, resi pubblici anche per via telematica sui  siti  dell'ateneo,
ente o istituzione, del Ministero e dell'Unione  europea,  contengono
informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti  e  i
doveri  relativi  alla  posizione  e  sul  trattamento  economico   e
previdenziale spettante.
  2. Possono essere destinatari degli assegni studiosi in possesso di
curriculum  scientifico  professionale  idoneo  allo  svolgimento  di
attivita' di ricerca, con  esclusione  del  personale  di  ruolo  dei
soggetti di cui al comma 1. I medesimi soggetti possono stabilire che
il dottorato di ricerca o titolo  equivalente  conseguito  all'estero
ovvero, per i settori interessati, il titolo di  specializzazione  di
area  medica  corredato  di  una  adeguata  produzione   scientifica,
costituiscono requisito obbligatorio per l'ammissione  al  bando;  in
assenza di tale disposizione, i suddetti titoli costituiscono  titolo
preferenziale ai fini dell'attribuzione degli assegni.
  3. Gli assegni possono avere una durata  compresa  tra  uno  e  tre
anni, sono rinnovabili  e  non  cumulabili  con  borse  di  studio  a
qualsiasi titolo  conferite,  ad  eccezione  di  quelle  concesse  da
istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare,  con  soggiorni
all'estero,  l'attivita'  di  ricerca   dei   titolari.   La   durata
complessiva dei rapporti instaurati ai sensi del  presente  articolo,
compresi gli eventuali rinnovi, non puo' comunque essere superiore  a
quattro anni, ad esclusione del periodo in  cui  l'assegno  e'  stato
fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo
della durata legale del relativo corso. La  titolarita'  dell'assegno
non e' compatibile con la partecipazione a corsi  di  laurea,  laurea
specialistica  o  magistrale,  dottorato  di  ricerca  con  borsa   o
specializzazione medica,  in  Italia  o  all'estero,  e  comporta  il
collocamento in  aspettativa  senza  assegni  per  il  dipendente  in
servizio presso amministrazioni pubbliche.
  4. I soggetti di cui  al  comma  1  disciplinano  le  modalita'  di
conferimento degli assegni con apposito  regolamento,  prevedendo  la
possibilita' di attribuire gli stessi mediante le seguenti procedure:
    a)  pubblicazione  di  un  unico   bando   relativo   alle   aree
scientifiche di interesse del soggetto che intende conferire  assegni
per attivita' di ricerca, seguito  dalla  presentazione  direttamente
dai candidati dei progetti di ricerca, corredati dei titoli  e  delle
pubblicazioni e valutati da parte di un'unica commissione,  che  puo'
avvalersi, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, di
esperti revisori  di  elevata  qualificazione  italiani  o  stranieri
esterni al soggetto medesimo e che formula, sulla base  dei  punteggi
attribuiti, una graduatoria per ciascuna delle aree interessate;
    b) pubblicazione di  bandi  relativi  a  specifici  programmi  di
ricerca dotati di propri finanziamenti, secondo  procedure  stabilite
dal soggetto che intende conferire assegni per attivita' di ricerca.
  5. I soggetti di cui al comma 1, con proprio  regolamento,  possono
riservare una quota di assegni  di  ricerca  a  studiosi  italiani  o
stranieri che hanno conseguito il  dottorato  di  ricerca,  o  titolo
equivalente,  all'estero  ovvero  a  studiosi  stranieri  che   hanno
conseguito il dottorato di ricerca in Italia.
  6. A decorrere dall'anno 2011, agli  assegni  di  cui  al  presente
articolo si applicano, in materia fiscale,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 4 della legge  13  agosto  1984,  n.  476,  nonche',  in
materia previdenziale, quelle di  cui  all'articolo  2,  commi  26  e
seguenti,  della  legge  8  agosto  1995,  n.   335,   e   successive
modificazioni, in materia di astensione obbligatoria per  maternita',
le disposizioni di cui al decreto del Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale  12  luglio  2007,  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007, e, in materia  di  congedo  per
malattia, l'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296,  e  successive  modificazioni.   Nel   periodo   di   astensione
obbligatoria per maternita', l'indennita'  corrisposta  dall'INPS  ai
sensi dell'articolo 5 del citato decreto 12 luglio 2007 e'  integrata
dall'universita' fino a concorrenza dell'intero importo  dell'assegno
di ricerca.
  7.  L'importo  degli  assegni  di  cui  al  presente  articolo   e'
determinato dal soggetto che intende conferire gli assegni  medesimi,
sulla base di un importo minimo stabilito con decreto del Ministro.
  8. Gli assegni non danno luogo a diritti in ordine  all'accesso  ai
ruoli dei soggetti di cui al comma 1.
  9. La durata complessiva dei rapporti  instaurati  con  i  titolari
degli assegni di cui al presente articolo  e  dei  contratti  di  cui
all'articolo 24, intercorsi anche con atenei  diversi,  statali,  non
statali o telematici, nonche' con gli enti di  cui  al  comma  1  del
presente articolo, con il medesimo soggetto, non puo'  in  ogni  caso
superare i dodici anni, anche non continuativi. Ai fini della  durata
dei predetti rapporti non rilevano i periodi trascorsi in aspettativa
per maternita' o per motivi di salute secondo la normativa vigente. 

                    Note all'articolo 22:
              - Il testo dell'articolo 74, quarto  comma,del  decreto
          del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.  382  e'
          il seguente:
              «Il Ministro della pubblica istruzione con suo decreto,
          su conforme parere del Consiglio  universitario  nazionale,
          potra' stabilire eventuali equipollenze con  il  titolo  di
          dottore  di  ricerca   dei   diplomi   di   perfezionamento
          scientifico rilasciati dall'Istituto universitario europeo,
          dalla  Scuola  normale  superiore  di  Pisa,  dalla  Scuola
          superiore di studi universitari  e  di  perfezionamento  di
          Pisa,  dalla  Scuola  internazionale  superiore  di   studi
          avanzati di Trieste e da altre scuole italiane  di  livello
          post-universitario e che siano  assimilabili  ai  corsi  di
          dottorato di ricerca per strutture, ordinamento,  attivita'
          di  studio  e  di  ricerca  e  numero  limitato  di  titoli
          annualmente rilasciati. «
              - Il testo dell'articolo 4, della legge 13 agosto 1984,
          n. 476 e' il seguente:
              «Art. 4. - Sono esenti dall'imposta locale sui  redditi
          e da quella sul reddito delle persone fisiche le  borse  di
          studio di cui all'articolo 75 del  decreto  del  Presidente
          della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e gli  assegni  di
          studio corrisposti dallo Stato  ai  sensi  della  legge  14
          febbraio 1963, n. 80,  e  successive  modificazioni,  dalle
          regioni   a   statuto   ordinario,   in   dipendenza    del
          trasferimento  alle  stesse   della   materia   concernente
          l'assistenza scolastica nell'ambito universitario,  nonche'
          dalle regioni a statuto speciale e dalle province  autonome
          di Trento e Bolzano allo stesso titolo.
              E'  abrogato  il  quarto  comma  dell'articolo  34  del
          decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
          n. 601 , come sostituito  dall'articolo  4  della  legge  3
          novembre 1982, n. 835.»
              - Il testo dell'articolo 2, commi 26 e seguenti,  della
          legge  8  agosto  1995,  n.  335   (Riforma   del   sistema
          pensionistico obbligatorio e complementare)e' il seguente:
              «26. A decorrere  dal  1°  gennaio  1996,  sono  tenuti
          all'iscrizione  presso  una  apposita  Gestione   separata,
          presso     l'INPS,     e     finalizzata     all'estensione
          dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
          la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per
          professione abituale, ancorche' non esclusiva, attivita' di
          lavoro autonomo, di cui al comma  1  dell'articolo  49  del
          testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,  approvato  con
          decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
          n.  917  ,  e  successive  modificazioni  ed  integrazioni,
          nonche' i titolari di rapporti di collaborazione coordinata
          e  continuativa,  di  cui   al   comma   2,   lettera   a),
          dell'articolo 49 del medesimo testo unico e gli  incaricati
          alla vendita a domicilio di cui all'articolo 36 della legge
          11 giugno 1971,  n.  426  .  Sono  esclusi  dall'obbligo  i
          soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla
          relativa attivita'.
              27. I soggetti tenuti all'iscrizione prevista dal comma
          26 comunicano all'INPS, entro il 31  gennaio  1996,  ovvero
          dalla  data  di  inizio   dell'attivita'   lavorativa,   se
          posteriore, la tipologia dell'attivita' medesima, i  propri
          dati anagrafici, il numero di codice fiscale e  il  proprio
          domicilio.
              28. I soggetti indicati nel primo  comma  dell'articolo
          23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
          1973,  n.  600  ,  che  corrispondono   compensi   comunque
          denominati anche sotto forma di partecipazione  agli  utili
          per prestazioni di lavoro autonomo di cui al comma 26  sono
          tenuti ad inoltrare all'INPS,  nei  termini  stabiliti  nel
          quarto comma dell'articolo 9  del  decreto  del  Presidente
          della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , una copia  del
          modello  770-D,  con  esclusione  dei  dati   relativi   ai
          percettori dei redditi  di  lavoro  autonomo  indicati  nel
          comma 2, lettere da b) a f), e nel comma 3 dell'articolo 49
          del testo unico delle imposte sui  redditi,  approvato  con
          decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
          n. 917 , e successive modificazioni ed integrazioni.
              29. Il contributo alla  Gestione  separata  di  cui  al
          comma 26 e' dovuto nella  misura  percentuale  del  10  per
          cento  ed  e'  applicato  sul   reddito   delle   attivita'
          determinato  con  gli  stessi  criteri  stabiliti  ai  fini
          dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche,  quale
          risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi  e
          dagli    accertamenti     definitivi.     Hanno     diritto
          all'accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a
          ciascun anno  solare  cui  si  riferisce  il  versamento  i
          soggetti che abbiano corrisposto un contributo  di  importo
          non inferiore a quello calcolato sul  minimale  di  reddito
          stabilito dall'articolo 1, comma 3, della  legge  2  agosto
          1990, n. 233 , e successive modificazioni ed  integrazioni.
          In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i
          mesi  di  assicurazione  da  accreditare  sono  ridotti  in
          proporzione alla somma versata.  I  contributi  come  sopra
          determinati  sono  attribuiti   temporalmente   dall'inizio
          dell'anno  solare  fino  a  concorrenza  di   dodici   mesi
          nell'anno.  Il  contributo  e'  adeguato  con  decreto  del
          Ministro del lavoro e della previdenza sociale di  concerto
          con il Ministro del tesoro, sentito  l'organo  di  gestione
          come definito ai sensi del comma 32.
              30.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della
          previdenza  sociale,  di  concerto  con  i  Ministri  delle
          finanze e del tesoro, da emanare entro il 31 ottobre  1995,
          sono definiti le modalita' ed i termini per  il  versamento
          del contributo stesso,  prevedendo,  ove  coerente  con  la
          natura dell'attivita' soggetta al  contributo,  il  riparto
          del  medesimo  nella  misura   di   un   terzo   a   carico
          dell'iscritto e di  due  terzi  a  carico  del  committente
          dell'attivita'  espletata  ai  sensi  del  comma   26.   Se
          l'ammontare dell'acconto versato risulta superiore a quello
          del  contributo   dovuto   per   l'anno   di   riferimento,
          l'eccedenza e' computata  in  diminuzione  dei  versamenti,
          anche  di  acconto,  dovuti  per  il  contributo   relativo
          all'anno   successivo,   ferma   restando    la    facolta'
          dell'interessato di chiederne il rimborso entro il medesimo
          termine  previsto  per  il  pagamento  del  saldo  relativo
          all'anno cui il credito si riferisce. Per  i  soggetti  che
          non provvedono entro i termini stabiliti al  pagamento  dei
          contributi ovvero  vi  provvedono  in  misura  inferiore  a
          quella dovuta, si applicano, a titolo di sanzione, le somme
          aggiuntive previste per  la  gestione  previdenziale  degli
          esercenti attivita' commerciali.
              31. Ai soggetti tenuti all'obbligo contributivo di  cui
          ai commi 26  e  seguenti  si  applicano  esclusivamente  le
          disposizioni in materia di requisiti di accesso  e  calcolo
          del trattamento pensionistico previsti dalla presente legge
          per i lavoratori iscritti per la prima volta alle forme  di
          previdenza successivamente al 31 dicembre 1995.
              32.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della
          previdenza sociale di concerto con il Ministro del  tesoro,
          l'assetto organizzativo e funzionale della Gestione  e  del
          rapporto assicurativo di cui ai  commi  26  e  seguenti  e'
          definito, per quanto non diversamente disposto dai medesimi
          commi, in base alla legge 9 marzo 1989, n. 88,  al  decreto
          legislativo 30 giugno 1994, n. 479, e alla legge  2  agosto
          1990, n. 233, e successive modificazioni  ed  integrazioni,
          secondo criteri di adeguamento alla  specifica  disciplina,
          anche in riferimento alla fase di prima applicazione.  Sono
          abrogate, a decorrere dal 1° gennaio 1994, le  disposizioni
          di cui ai commi 11, 12, 13, 14 e 15 dell'articolo 11  della
          legge 24 dicembre 1993, n. 537.
              33. Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare,
          entro dodici mesi dalla data di  entrata  in  vigore  della
          presente legge, norme volte ad  armonizzare  la  disciplina
          della gestione «Mutualita'  pensioni»,  istituita  in  seno
          all'INPS dalla  legge  5  marzo  1963,  n.  389  ,  con  le
          disposizioni recate dalla  presente  legge  avuto  riguardo
          alle peculiarita' della specifica  forma  di  assicurazione
          sulla base dei seguenti principi:
              a) conferma della volontarieta' dell'accesso;
              b) applicazione del sistema contributivo;
              c) adeguamento della normativa  a  quella  prevista  ai
          sensi dei commi  26  e  seguenti,  ivi  compreso  l'assetto
          autonomo della gestione  con  partecipazione  dei  soggetti
          iscritti all'organo di amministrazione.»
              - Il testo del comma 788, dell'articolo 1, della  legge
          27 dicembre 2006, n. 296 e' il seguente:
              « 788. A decorrere dal 1° gennaio 2007, ai lavoratori a
          progetto e  categorie  assimilate  iscritti  alla  gestione
          separata di cui all'articolo 2, comma  26,  della  legge  8
          agosto 1995,  n.  335,  non  titolari  di  pensione  e  non
          iscritti ad  altre  forme  previdenziali  obbligatorie,  e'
          corrisposta un'indennita' giornaliera di malattia a  carico
          dell'INPS entro il limite massimo di giorni pari a un sesto
          della durata complessiva del rapporto di lavoro e  comunque
          non inferiore a venti giorni  nell'arco  dell'anno  solare,
          con esclusione degli eventi morbosi di durata  inferiore  a
          quattro giorni. Per la predetta prestazione si applicano  i
          requisiti  contributivi  e  reddituali  previsti   per   la
          corresponsione dell'indennita'  di  degenza  ospedaliera  a
          favore dei lavoratori iscritti alla gestione  separata.  La
          misura della predetta prestazione e' pari al 50  per  cento
          dell'importo corrisposto a titolo di indennita' per degenza
          ospedaliera  previsto  dalla  normativa  vigente  per  tale
          categoria di lavoratori. Resta fermo, in  caso  di  degenza
          ospedaliera,   il   limite   massimo   indennizzabile    di
          centottanta  giorni  nell'arco  dell'anno  solare.  Per  la
          certificazione e l'attestazione dello stato di malattia che
          dia  diritto  alla  predetta  indennita'  si  applicano  le
          disposizioni di cui all'articolo  2  del  decreto-legge  30
          dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 29 febbraio 1980, n. 33, e successive  modificazioni.
          Ai lavoratori di cui al  presente  comma  si  applicano  le
          disposizioni in materia di fasce orarie di reperibilita'  e
          di controllo dello stato di malattia di cui all'articolo 5,
          comma 14, del decreto-legge  12  settembre  1983,  n.  463,
          convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  11  novembre
          1983, n. 638, e successive modificazioni. Ai lavoratori  di
          cui al presente comma, che abbiano titolo all'indennita' di
          maternita',  e'  corrisposto  per  gli  eventi   di   parto
          verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2007 un trattamento
          economico  per  congedo  parentale,  limitatamente  ad   un
          periodo di tre  mesi  entro  il  primo  anno  di  vita  del
          bambino, la cui misura e' pari al 30 per cento del  reddito
          preso a riferimento per la  corresponsione  dell'indennita'
          di maternita'. Le disposizioni di cui al precedente periodo
          si applicano anche nei casi di adozione o  affidamento  per
          ingressi in famiglia con decorrenza dal 1° gennaio 2007. Le
          prestazioni di cui al  presente  comma  sono  finanziate  a
          valere sul contributo previsto dall'articolo 84  del  testo
          unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e
          sostegno della maternita' e della  paternita',  di  cui  al
          decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 23. 

              (Contratti per attivita' di insegnamento) 

  1. Le universita', anche sulla base di specifiche  convenzioni  con
gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca di cui  all'articolo  8
del regolamento di cui al decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri 30 dicembre 1993, n. 593, possono stipulare contratti  della
durata di un anno accademico e rinnovabili annualmente per un periodo
massimo di cinque anni, a titolo gratuito o oneroso, per attivita' di
insegnamento al fine di avvalersi della collaborazione di esperti  di
alta  qualificazione  in  possesso  di  un  significativo  curriculum
scientifico  o  professionale,  che   siano   dipendenti   da   altre
amministrazioni, enti o imprese, ovvero titolari di pensione,  ovvero
lavoratori autonomi in possesso di un reddito annuo non  inferiore  a
40.000 euro lordi. I predetti contratti sono stipulati  dal  rettore,
su proposta dei competenti organi accademici. I  contratti  a  titolo
gratuito possono essere  stipulati  esclusivamente  con  soggetti  in
possesso di  un  reddito  da  lavoro  autonomo  o  dipendente,  fermi
restando i requisiti richiesti. I contratti  a  titolo  gratuito,  ad
eccezione di quelli stipulati nell'ambito  di  convenzioni  con  enti
pubblici, non possono superare, nell'anno accademico, il 5 per  cento
dell'organico dei professori  e  ricercatori  di  ruolo  in  servizio
presso l'ateneo.
  2. Fermo restando l'affidamento a  titolo  oneroso  o  gratuito  di
incarichi  di  insegnamento  al  personale  docente   e   ricercatore
universitario, le universita' possono, altresi', stipulare  contratti
a  titolo  oneroso,  nell'ambito  delle  proprie  disponibilita'   di
bilancio, per fare fronte a  specifiche  esigenze  didattiche,  anche
integrative,  con  soggetti  in  possesso   di   adeguati   requisiti
scientifici e professionali. Il possesso del  titolo  di  dottore  di
ricerca, della specializzazione medica, dell'abilitazione, ovvero  di
titoli  equivalenti   conseguiti   all'estero,   costituisce   titolo
preferenziale ai fini dell'attribuzione  dei  predetti  contratti.  I
contratti  sono   attribuiti   previo   espletamento   di   procedure
disciplinate con regolamenti  di  ateneo,  nel  rispetto  del  codice
etico, che assicurino la valutazione comparativa dei candidati  e  la
pubblicita'  degli  atti.  Il  trattamento  economico  spettante   ai
titolari dei predetti contratti e' determinato, entro tre mesi  dalla
data di entrata in vigore  della  presente  legge,  con  decreto  del
Ministro, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
  3. Al fine di  favorire  l'internazionalizzazione,  le  universita'
possono attribuire, nell'  ambito  delle  proprie  disponibilita'  di
bilancio o utilizzando fondi donati ad  hoc  da  privati,  imprese  o
fondazioni,  insegnamenti  a  contratto   a   docenti,   studiosi   o
professionisti stranieri di chiara fama. Il trattamento economico  e'
stabilito dal consiglio di amministrazione sulla base di un  adeguato
confronto  con  incarichi  simili  attribuiti  da  altre  universita'
europee. La proposta  dell'incarico  e'  formulata  al  consiglio  di
amministrazione dal rettore, previo parere del  senato  accademico  e
pubblicizzazione del  curriculum  del  candidato  nel  sito  internet
dell'universita'.
  4. La stipulazione di contratti per attivita'  di  insegnamento  ai
sensi del presente  articolo  non  da'  luogo  a  diritti  in  ordine
all'accesso ai ruoli universitari. 

                    Note all'articolo 23:
              - Il testo dell'articolo 8 del regolamento  di  cui  al
          decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  30
          dicembre  1993,  n.   593   (Regolamento   concernente   la
          determinazione  e   la   composizione   dei   comparti   di
          contrattazione collettiva di cui all'art. 45, comma 3,  del
          decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29)e' il seguente:
              «Art. 8 (Comparto del  personale  delle  istituzioni  e
          degli enti di ricerca e sperimentazione). - 1. Il  comparto
          di contrattazione collettiva di cui all'art.  2,  comma  1,
          lettera F), comprende il personale dipendente:
              -   dagli   enti   scientifici   di   ricerca   e    di
          sperimentazione di cui al punto 6  della  tabella  allegata
          alla  legge  20  marzo  1975,  n.   70   ,   e   successive
          modificazioni ed integrazioni;
              - dall'Istituto superiore di sanita' (ISS);
              - dall'Istituto  superiore  per  la  prevenzione  e  la
          sicurezza del lavoro (ISPESL);
              - dall'Istituto italiano di medicina sociale;
              - dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT);
              - dagli istituti di ricerca e sperimentazione agraria e
          talassografici;
              - dalle stazioni sperimentali per l'industria;
              - dal Centro  ricerche  esperienze  studi  applicazioni
          militari (C.R.E.S.A.M.);
              -   dall'Istituto   per    le    telecomunicazioni    e
          l'elettronica della marina  militare  «Giancarlo  Vallauri»
          (Marinateleradar);
              - dall'Area di ricerca di Trieste.
              2. Il  contratto  collettivo  nazionale  riguardante  i
          dipendenti pubblici di cui al comma 1 e' stipulato:
              a) per la parte pubblica:
              -  dall'Agenzia  di  cui  all'art.   50   del   decreto
          legislativo n. 29/1993 ;
              b) per la parte sindacale:
              -   dalle   organizzazioni    sindacali    maggiormente
          rappresentative  sul  piano   nazionale   nell'ambito   del
          comparto di cui al presente articolo;
              -   dalle   confederazioni    sindacali    maggiormente
          rappresentative sul piano nazionale.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 24. 

                  (Ricercatori a tempo determinato) 

  1. Nell'ambito delle risorse disponibili per la programmazione,  al
fine di svolgere attivita' di ricerca,  di  didattica,  di  didattica
integrativa e di  servizio  agli  studenti,  le  universita'  possono
stipulare contratti di lavoro subordinato  a  tempo  determinato.  Il
contratto stabilisce,  sulla  base  dei  regolamenti  di  ateneo,  le
modalita' di svolgimento delle attivita' di didattica,  di  didattica
integrativa e di servizio agli studenti nonche'  delle  attivita'  di
ricerca.
  2. I  destinatari  sono  scelti  mediante  procedure  pubbliche  di
selezione disciplinate dalle universita'  con  regolamento  ai  sensi
della legge  9  maggio  1989,  n.  168,  nel  rispetto  dei  principi
enunciati  dalla  Carta  europea  dei  ricercatori,   di   cui   alla
raccomandazione della Commissione  delle  Comunita'  europee  n.  251
dell'11 marzo 2005, e specificamente dei seguenti criteri:
    a) pubblicita' dei bandi sul sito dell'aieneo  e  su  quelli  del
Ministero  e  dell'Unione   europea;   specificazione   del   settore
concorsuale  e  di  un  eventuale  profilo   esclusivamente   tramite
indicazione  di  uno   o   piu'   settori   scientifico-disciplinari;
informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti  e  i
doveri  e  sul  relativo  trattamento  economico   e   previdenziale;
previsione di modalita' di trasmissione telematica delle  candidature
nonche', per quanto possibile, dei titoli e delle pubblicazioni;
    b) ammissione alle procedure dei possessori del titolo di dottore
di ricerca o titolo equivalente, ovvero, per i  settori  interessati,
del  diploma  di  specializzazione  medica,  nonche'   di   eventuali
ulteriori  requisiti  definiti  nel  regolamento   di   ateneo,   con
esclusione dei soggetti  gia'  assunti  a  tempo  indeterminato  come
professori  universitari  di  prima  o  di  seconda  fascia  o   come
ricercatori, ancorche' cessati dal servizio;
    c) valutazione preliminare dei candidati, con  motivato  giudizio
analitico sui titoli, sul curriculum e sulla produzione  scientifica,
ivi compresa la tesi  di  dottorato,  secondo  criteri  e  parametri,
riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con  decreto
del Ministro, sentiti l'ANVUR e il CUN; a seguito  della  valutazione
preliminare,   ammissione   dei   candidati   comparativamente   piu'
meritevoli, in misura compresa tra il 10 e il 20 per cento del numero
degli stessi e comunque non inferiore a sei unita', alla  discussione
pubblica  con  la  commissione  dei   titoli   e   della   produzione
scientifica; i candidati sono tutti ammessi alla discussione  qualora
il loro numero sia  pari  o  inferiore  a  sei;  attribuzione  di  un
punteggio ai titoli e a ciascuna delle pubblicazioni  presentate  dai
candidati  ammessi  alla  discussione,  a   seguito   della   stessa;
possibilita' di prevedere un numero massimo, comunque non inferiore a
dodici, delle pubblicazioni che ciascun  candidato  puo'  presentare.
Sono esclusi esami scritti e orali, ad eccezione di una  prova  orale
volta ad accertare l'adeguata conoscenza  di  una  lingua  straniera;
l'ateneo puo' specificare nel bando la lingua  straniera  di  cui  e'
richiesta  la  conoscenza  in  relazione   al   profilo   plurilingue
dell'ateneo stesso ovvero  alle  esigenze  didattiche  dei  corsi  di
studio in lingua estera; la prova orale avviene contestualmente  alla
discussione  dei   titoli   e   delle   pubblicazioni.   Nelle   more
dell'emanazione del decreto di cui al primo periodo, si  applicano  i
parametri e criteri di  cui  al  decreto  del  Ministro  adottato  in
attuazione dell'articolo 1, comma 7, del  decreto-legge  10  novembre
2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9  gennaio
2009, n. 1;
    d)  formulazione  della  proposta  di  chiamata  da   parte   del
dipartimento con  voto  favorevole  della  maggioranza  assoluta  dei
professori di prima e di seconda fascia e approvazione  della  stessa
con delibera del consiglio di amministrazione.
  3. I contratti hanno le seguenti tipologie:
    a) contratti di durata triennale prorogabili per soli  due  anni,
per una sola  volta,  previa  positiva  valutazione  delle  attivita'
didattiche e di ricerca svolte, effettuata sulla base  di  modalita',
criteri e parametri definiti con decreto  del  Ministro;  i  predetti
contratti possono essere stipulati con il medesimo soggetto anche  in
sedi diverse;
    b) contratti triennali non rinnovabili, riservati a candidati che
hanno usufruito dei contratti di cui alla  lettera  a),  ovvero,  per
almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca ai sensi
dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997,  n.  449,  e
successive  modificazioni,  o  di  borse  post-dottorato   ai   sensi
dell'articolo 4 della legge 30  novembre  1989,  n.  398,  ovvero  di
analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri.
  4. I contratti di cui al comma 3, lettera a), possono prevedere  il
regime di tempo pieno o di tempo definito.  I  contratti  di  cui  al
comma 3, lettera b), sono  stipulati  esclusivamente  con  regime  di
tempo pieno. L'impegno annuo complessivo  per  lo  svolgimento  delle
attivita' di didattica, di didattica integrativa e di  servizio  agli
studenti e' pari a 350 ore per il regime di tempo pieno e a  200  ore
per il regime di tempo definito.
  5. Nell'ambito delle risorse disponibili per la programmazione, nel
terzo anno di contratto di cui al comma 3, lettera b),  l'universita'
valuta  il  titolare  del  contratto  stesso,  che  abbia  conseguito
l'abilitazione scientifica di cui  all'articolo  16,  ai  fini  della
chiamata nel ruolo di professore associato,  ai  sensi  dell'articolo
18, comma 1, lettera e). In caso di esito positivo della valutazione,
il titolare del contratto, alla scadenza dello stesso, e'  inquadrato
nel ruolo dei professori  associati.  La  valutazione  si  svolge  in
conformita'  agli  standard  qualitativi   riconosciuti   a   livello
internazionale  individuati  con  apposito  regolamento   di   ateneo
nell'ambito  dei  criteri  fissati  con  decreto  del  Ministro.   La
programmazione  di  cui  all'articolo  18,  comma  2,   assicura   la
disponibilita' delle risorse necessarie in  caso  di  esito  positivo
della procedura di valutazione. Alla procedura  e'  data  pubblicita'
sul sito dell'ateneo.
  6. Nell'ambito delle risorse  disponibili  per  la  programmazione,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 18, comma 2, dalla  data
di entrata in vigore della presente legge e fino al 31  dicembre  del
sesto anno successivo, la procedura di cui al  comma  5  puo'  essere
utilizzata per la chiamata nel ruolo di professore di prima e seconda
fascia  di  professori  di  seconda  fascia  e  ricercatori  a  tempo
indeterminato in  servizio  nell'universita'  medesima,  che  abbiano
conseguito l'abilitazione scientifica di cui all'articolo 16.  A  tal
fine le universita' possono utilizzare fino alla meta' delle  risorse
equivalenti a quelle necessarie per coprire i  posti  disponibili  di
professore di ruolo. A decorrere dal settimo anno l'universita'  puo'
utilizzare le  risorse  corrispondenti  fino  alla  meta'  dei  posti
disponibili di professore di ruolo per le chiamate di cui al comma 5.
  7. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 22, comma 9.
  8. Il trattamento economico spettante ai destinatari dei  contratti
di cui al comma 3,  lettera  a),  e'  pari  al  trattamento  iniziale
spettante al ricercatore confermato a seconda del regime di  impegno.
Per i titolari dei contratti di  cui  al  comma  3,  lettera  b),  il
trattamento  annuo  lordo  onnicomprensivo  e'  pari  al  trattamento
iniziale spettante al ricercatore confermato a  tempo  pieno  elevato
fino a un massimo del 30 per cento.
  9. I contratti di cui  al  presente  articolo  non  danno  luogo  a
diritti in ordine all'accesso ai ruoli. L'espletamento del  contratto
di cui al comma 3, lettere a) e b), costituisce titolo  preferenziale
nei concorsi per l'accesso alle pubbliche amministrazioni. 

                    Note all'articolo 24:
              - La legge 9 maggio 1989, n. 168  e'  pubblicata  sulla
          Gazz. Uff. dell' 11 maggio 1989, n. 108 S.O.
              - La Carta europea dei ricercatori e' richiamata  nelle
          note all'articolo 18
              -  Il  testo  del  comma  7,  dell'  articolo  1,   del
          decreto-legge 10 novembre 2008,  n.  180,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 9 gennaio  2009,  n.  1,  e'  il
          seguente:
              «7. Nelle procedure di valutazione comparativa  per  il
          reclutamento dei ricercatori bandite  successivamente  alla
          data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,   la
          valutazione comparativa e' effettuata sulla base dei titoli
          e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa  la  tesi
          di dottorato, discussi pubblicamente  con  la  commissione,
          utilizzando  parametri,  riconosciuti   anche   in   ambito
          internazionale,  individuati  con  apposito   decreto   del
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          avente natura  non  regolamentare,  da  adottare  entro  30
          giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di
          conversione del  presente  decreto,  sentito  il  Consiglio
          universitario nazionale. «
              - Il testo del comma 6, dell'articolo 51,  della  legge
          27 dicembre 1997, n. 449  (Misure  per  la  stabilizzazione
          della finanza pubblica)e' il seguente:
              «6.  Le  universita',  gli   osservatori   astronomici,
          astrofisici e vesuviano, gli enti pubblici e le istituzioni
          di ricerca di cui all'articolo 8 del decreto del Presidente
          del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993,  n.  593  ,  e
          successive modificazioni e integrazioni,  l'ENEA  e  l'ASI,
          nonche' il Corpo forestale dello Stato,  nell'ambito  delle
          disponibilita'  di  bilancio,  assicurando,   con   proprie
          disposizioni, idonee procedure di valutazione comparativa e
          la pubblicita' degli atti, possono conferire assegni per la
          collaborazione ad  attivita'  di  ricerca.  Possono  essere
          titolari degli assegni dottori di  ricerca  o  laureati  in
          possesso di curriculum scientifico professionale idoneo per
          lo svolgimento di attivita' di ricerca, con esclusione  del
          personale di ruolo  presso  i  soggetti  di  cui  al  primo
          periodo del presente comma. Gli assegni  hanno  durata  non
          superiore a quattro anni e  possono  essere  rinnovati  nel
          limite massimo di otto anni con lo stesso soggetto,  ovvero
          di quattro anni se il titolare ha usufruito della borsa per
          il dottorato di ricerca. Non e' ammesso il cumulo con borse
          di studio  a  qualsiasi  titolo  conferite,  tranne  quelle
          concesse da istituzioni  nazionali  o  straniere  utili  ad
          integrare, con soggiorni all'estero, l'attivita' di ricerca
          dei titolari  di  assegni.  Il  titolare  di  assegni  puo'
          frequentare corsi di dottorato di ricerca anche  in  deroga
          al numero determinato, per ciascuna universita',  ai  sensi
          dell'articolo  70  del   decreto   del   Presidente   della
          Repubblica 11 luglio 1980,  n.  382  ,  fermo  restando  il
          superamento  delle  prove  di  ammissione.  Le  universita'
          possono fissare il numero massimo dei titolari  di  assegno
          ammessi a frequentare in soprannumero i corsi di dottorato.
          Il titolare in servizio  presso  amministrazioni  pubbliche
          puo' essere collocato in aspettativa  senza  assegni.  Agli
          assegni di cui al presente comma si applicano,  in  materia
          fiscale, le disposizioni di cui all'articolo 4 della  legge
          13 agosto 1984, n.  476  ,  e  successive  modificazioni  e
          integrazioni, nonche', in materia previdenziale, quelle  di
          cui all'articolo 2, commi 26  e  seguenti,  della  legge  8
          agosto  1995,  n.  335  ,  e  successive  modificazioni   e
          integrazioni. Per la determinazione degli importi e per  le
          modalita' di conferimento degli  assegni  si  provvede  con
          decreti  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
          scientifica e tecnologica.  I  soggetti  di  cui  al  primo
          periodo del presente  comma  sono  altresi'  autorizzati  a
          stipulare, per specifiche prestazioni previste da programmi
          di ricerca, appositi contratti ai sensi degli articoli 2222
          e  seguenti  del  codice  civile,  compatibili  anche   con
          rapporti di lavoro subordinato presso amministrazioni dello
          Stato ed enti pubblici e privati. Gli assegni e i contratti
          non danno luogo a diritti in ordine  all'accesso  ai  ruoli
          dei soggetti di cui al primo periodo del presente comma.»
              - Il testo dell'articolo  4  della  legge  30  novembre
          1989,  n.  398  (Norme  in  materia  di  borse  di   studio
          universitarie) e' il seguente:
              «Art. 4 (Borse  di  studio  per  attivita'  di  ricerca
          post-dottorato). - 1. Nell'ambito dei finanziamenti di  cui
          all'articolo 7, le universita' possono conferire  borse  di
          studio ai laureati in possesso del  titolo  di  dottore  di
          ricerca  conseguito  in  Italia   o   all'estero   per   lo
          svolgimento di  attivita'  di  ricerca  post-dottorato.  Il
          conferimento avviene per programmi correlati alle  esigenze
          delle  attivita'  di   ricerca   svolte   nelle   strutture
          dell'ateneo.
              2. Le modalita' di conferimento e conferma delle  borse
          e i limiti di eta' per poterne usufruire sono stabiliti con
          decreto  del  rettore,  previa  deliberazione  del   senato
          accademico.
              3. Le commissioni giudicatrici devono  essere  composte
          da  professori  straordinari,  ordinari  ed   associati   e
          presiedute da un professore ordinario. Di tali  commissioni
          possono far parte i ricercatori confermati.
              4. I borsisti  di  cui  al  presente  articolo  possono
          partecipare, previa autorizzazione, a progetti di  ricerca,
          coerenti con i programmi di cui al comma  1,  svolti  anche
          all'estero presso enti di ricerca ed universita'.
              5. Le borse di studio di cui al comma  1  hanno  durata
          biennale, sono sottoposte a conferma allo scadere del primo
          anno e non sono rinnovabili.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 25. 

      (Collocamento a riposo dei professori e dei ricercatori) 

  1. L'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  503,
non  si  applica  a  professori   e   ricercatori   universitari.   I
provvedimenti adottati dalle  universita'  ai  sensi  della  predetta
norma decadono alla data di entrata in vigore della  presente  legge,
ad eccezione di quelli che hanno gia'  iniziato  a  produrre  i  loro
effetti. 

                    Note all'articolo 25:
              - Il testo dell'articolo 16 del decreto legislativo  30
          dicembre 1992, n.  503  (Norme  per  il  riordinamento  del
          sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici,  a
          norma dell'articolo 3 della L. 23 ottobre 1992, n. 421)  e'
          il seguente:
              «Art. 16 (Prosecuzione del rapporto di lavoro). - 1. E'
          in facolta' dei dipendenti civili dello Stato e degli  enti
          pubblici  non  economici  di  permanere  in  servizio,  con
          effetto dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  23
          ottobre 1992, n. 421, per un periodo massimo di un  biennio
          oltre i limiti di eta' per il  collocamento  a  riposo  per
          essi   previsti.   In   tal   caso   e'    data    facolta'
          all'amministrazione,  in   base   alle   proprie   esigenze
          organizzative e funzionali, di accogliere la  richiesta  in
          relazione   alla   particolare   esperienza   professionale
          acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti
          ed in funzione dell'efficiente andamento dei servizi  .  La
          domanda di trattenimento va presentata  all'amministrazione
          di appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi  precedenti
          il compimento del limite di  eta'  per  il  collocamento  a
          riposo previsto dal proprio ordinamento.  I  dipendenti  in
          aspettativa non retribuita che ricoprono  cariche  elettive
          presentano la  domanda  almeno  novanta  giorni  prima  del
          compimento del limite di eta' per il collocamento a riposo.
              1-bis.  Per  le   categorie   di   personale   di   cui
          all'articolo 1 della legge 19  febbraio  1981,  n.  27,  la
          facolta' di cui al comma 1 e' estesa sino al compimento del
          settantacinquesimo anno di eta'.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 26. 

                 (Disciplina dei lettori di scambio) 

  1. In esecuzione di accordi culturali internazionali che  prevedono
l'utilizzo reciproco di lettori, le universita' possono  conferire  a
studiosi  stranieri  in  possesso   di   qualificata   e   comprovata
professionalita' incarichi annuali rinnovabili per lo svolgimento  di
attivita' finalizzate alla diffusione della lingua  e  della  cultura
del Paese di origine e alla cooperazione internazionale.
  2. Gli incarichi di cui al  comma  1  sono  conferiti  con  decreto
rettorale, previa delibera degli organi  accademici  competenti.  Con
decreto del Ministro, di concerto con il Ministro degli affari esteri
e con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sono  definite  le
modalita' per  il  conferimento  degli  incarichi,  ivi  compreso  il
trattamento economico a carico degli accordi di cui al comma 1.
  3. L'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 14 gennaio 2004, n.  2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2004,  n.  63,  si
interpreta nel senso che, in esecuzione della sentenza della Corte di
giustizia  delle  Comunita'  europee  26  giugno  2001,  nella  causa
C-212/99,  ai  collaboratori  esperti  linguistici,   assunti   dalle
universita' interessate quali lettori di  madrelingua  straniera,  il
trattamento  economico  corrispondente  a  quello   del   ricercatore
confermato a tempo  definito,  in  misura  proporzionata  all'impegno
orario effettivamente assolto, deve  essere  attribuito  con  effetto
dalla data di prima assunzione quali lettori di madrelingua straniera
a norma dell'articolo 28 del decreto del Presidente della  Repubblica
11 luglio 1980, n. 382, sino alla data  di  instaurazione  del  nuovo
rapporto   quali   collaboratori   esperti   linguistici,   a   norma
dell'articolo 4 del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120, convertito,
con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1995, n. 236. A decorrere da
quest'ultima data, a tutela dei  diritti  maturati  nel  rapporto  di
lavoro precedente, i collaboratori esperti linguistici hanno  diritto
a conservare, quale trattamento  retributivo  individuale,  l'importo
corrispondente alla differenza tra  l'ultima  retribuzione  percepita
come lettori di madrelingua straniera, computata  secondo  i  criteri
dettati dal citato decreto-legge  n.  2  del  2004,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge n. 63  del  2004,  e,  ove  inferiore,  la
retribuzione complessiva loro spettante secondo le  previsioni  della
contrattazione collettiva di  comparto  e  decentrata  applicabile  a
norma del decreto-legge 21  aprile  1995,  n.  120,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 1995, n.  236.  Sono  estinti  i
giudizi in materia, in corso alla data di  entrata  in  vigore  della
presente legge. 

                    Note all'articolo 26 :
              -  Il  testo  del  comma  1,   dell'articolo   1,   del
          decreto-legge 14 gennaio 2004, n. 2  (Disposizioni  urgenti
          relative  al  trattamento   economico   dei   collaboratori
          linguistici presso talune  Universita'  ed  in  materia  di
          titoli equipollenti), convertito, con modificazioni,  dalla
          legge 5 marzo 2004, n. 63,e' il seguente:
              «Art. 1 (Ex lettori di madre lingua straniera). - 1. In
          esecuzione  della  sentenza  pronunciata  dalla  Corte   di
          Giustizia delle Comunita' europee in data  26  giugno  2001
          nella causa  C-212/99,  ai  collaboratori  linguistici,  ex
          lettori di madre lingua straniera delle  Universita'  degli
          studi della Basilicata, di Milano, di Palermo, di Pisa,  La
          Sapienza  di  Roma  e  de  L'Orientale  di   Napoli,   gia'
          destinatari di contratti stipulati ai  sensi  dell'articolo
          28 del decreto del Presidente della  Repubblica  11  luglio
          1980, n.  382,  abrogato  dall'articolo  4,  comma  5,  del
          decreto-legge 21  aprile  1995,  n.  120,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge  21  giugno  1995,  n.  236,  e'
          attribuito, proporzionalmente all'impegno  orario  assolto,
          tenendo conto che l'impegno pieno corrisponde a 500 ore, un
          trattamento   economico   corrispondente   a   quello   del
          ricercatore confermato a tempo definito, con effetto  dalla
          data di prima assunzione, fatti salvi eventuali trattamenti
          piu' favorevoli; tale equiparazione  e'  disposta  ai  soli
          fini economici ed esclude l'esercizio da parte dei predetti
          collaboratori  linguistici,  ex  lettori  di  madre  lingua
          straniera, di qualsiasi funzione docente.»
              - L'articolo 4 del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120
          (Disposizioni   urgenti   per   il   funzionamento    delle
          universita'), convertito, con modificazioni, dalla legge 21
          giugno 1995, n. 236 e' il seguente:
              «Art. 4. - 1. A  decorrere  dal  1°  gennaio  1994,  le
          universita' provvedono alle esigenze di apprendimento delle
          lingue e  di  supporto  alle  attivita'  didattiche,  anche
          mediante apposite strutture d'ateneo, istituite  secondo  i
          propri ordinamenti.
              2. In relazione alle esigenze di cui  al  comma  1,  le
          universita'  possono  assumere,  compatibilmente   con   le
          risorse disponibili nei propri  bilanci,  collaboratori  ed
          esperti linguistici di lingua madre, in possesso di  laurea
          o titolo universitario straniero adeguato alle funzioni  da
          svolgere, e di  idonea  qualificazione  e  competenza,  con
          contratto di lavoro subordinato di diritto privato a  tempo
          indeterminato ovvero,  per  esigenze  temporanee,  a  tempo
          determinato. Fino alla  stipulazione  del  primo  contratto
          collettivo  l'entita'  della  retribuzione,  il  regime  di
          impegno e  gli  eventuali  obblighi  di  esclusivita'  sono
          stabiliti   dal   consiglio   di   amministrazione    delle
          universita', attraverso la contrattazione decentrata con le
          rappresentanze sindacali rappresentative dei  collaboratori
          ed esperti linguistici.
              3. L'assunzione avviene per selezione pubblica, le  cui
          modalita' sono disciplinate  dalle  universita'  secondo  i
          rispettivi ordinamenti. Le universita', nel caso in cui  si
          avvalgano della facolta' di stipulare i contratti di cui al
          comma 2, hanno l'obbligo  di  assumere  prioritariamente  i
          titolari dei contratti di cui all'articolo 28  del  decreto
          del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 , in
          servizio nell'anno  accademico  1993-1994,  nonche'  quelli
          cessati   dal   servizio   per   scadenza    del    termine
          dell'incarico, salvo che la mancata rinnovazione sia dipesa
          da inidoneita' o da soppressione del  posto.  Il  personale
          predetto, ove assunto ai sensi del presente comma, conserva
          i diritti acquisiti in relazione ai precedenti rapporti.
              4. Le universita' procedono annualmente, sulla base  di
          criteri predeterminati dagli organi  competenti  secondo  i
          rispettivi  ordinamenti,   alla   verifica   dell'attivita'
          svolta.  La  continuita'  del   rapporto   di   lavoro   e'
          subordinata  al  giudizio  sulla  verifica   dell'attivita'
          svolta con riguardo agli obblighi contrattuali. Resta fermo
          che la riduzione del  servizio  deliberata  dai  competenti
          organi    accademici    costituisce    per    l'universita'
          giustificato motivo di recesso.
              5. L'articolo  28  del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 , e' abrogato.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 27. 

                      (Anagrafe degli studenti) 

  1. All'articolo 1-bis, comma 1, alinea, del decreto-legge 9  maggio
2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla  legge  11  luglio
2003, n. 170, le parole: «, in particolare,» sono soppresse. 

                    Note all'articolo 27:
              - Il  testo  del  comma  1,  dell'articolo  1-bis,  del
          decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105  (Disposizioni  urgenti
          per le universita' e gli enti di ricerca nonche' in materia
          di abilitazione all'esercizio di attivita'  professionali),
          convertito in legge,  con  modificazioni,  dalla  legge  11
          luglio 2003, n. 170 e' il seguente:
              «Art. 1-bis. - 1. Per i fini  di  cui  all'articolo  1,
          presso il  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e
          della ricerca e' istituita, entro un  anno  dalla  data  di
          entrata in vigore della legge di conversione  del  presente
          decreto, nell'ambito delle ordinarie risorse di bilancio, e
          comunque senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
          pubblica,  l'Anagrafe  nazionale  degli  studenti   e   dei
          laureati  delle  universita',  avente,  in  particolare,  i
          seguenti obiettivi:
              a) valutare l'efficacia  e  l'efficienza  dei  processi
          formativi  attraverso  il  monitoraggio  tempestivo   delle
          carriere degli iscritti ai vari corsi di studio;
              b) promuovere la mobilita' nazionale  e  internazionale
          degli  studenti  agevolando  le   procedure   connesse   ai
          riconoscimenti dei crediti formativi acquisiti;
              c)  fornire  elementi  di  orientamento   alle   scelte
          attraverso un quadro informativo sugli esiti  occupazionali
          dei  laureati  e  sui  fabbisogni  formativi  del   sistema
          produttivo e dei servizi;
              d) individuare idonei interventi di incentivazione  per
          sollecitare la  domanda  e  lo  sviluppo  di  servizi  agli
          studenti,  avendo  come  riferimento  specifiche   esigenze
          disciplinari e territoriali, nonche' le  diverse  tipologie
          di studenti in ragione del  loro  impegno  temporale  negli
          studi;
              e) supportare i processi di accreditamento dell'offerta
          formativa   del   sistema   nazionale   delle   istituzioni
          universitarie;
              f) monitorare e sostenere le  esperienze  formative  in
          ambito lavorativo degli studenti iscritti,  anche  ai  fini
          del riconoscimento dei periodi di alternanza  studio-lavoro
          come crediti formativi.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 28. 

            (Istituzione di un Fondo per la formazione e 

              l'aggiornamento della dirigenza presso il 

            Ministero dell'istruzione, dell'universita' e 

                           della ricerca) 

  1. Al fine di contribuire alla formazione e  all'aggiornamento  dei
funzionari pubblici, con particolare attenzione  al  personale  degli
enti  locali  in   vista   delle   nuove   responsabilita'   connesse
all'applicazione del federalismo  fiscale,  e'  istituito  presso  il
Ministero  il  Fondo  per  la  formazione  e  l'aggiornamento   della
dirigenza. A valere  su  detto  Fondo,  il  Ministro  puo'  concedere
contributi per il finanziamento di iniziative di  studio,  ricerca  e
formazione sviluppate da universita' pubbliche in collaborazione  con
le regioni e gli enti locali.
  2. Possono accedere alle risorse del Fondo  universita'  pubbliche,
private,  fondazioni  tra   universita'   ed   enti   locali,   anche
appositamente   costituite,   nell'ambito   delle   risorse    umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, per  le
finalita' di cui al presente articolo, in numero massimo di  due  sul
territorio nazionale, di cui una avente sede nelle aree delle regioni
dell'obiettivo  1  di  cui  al  regolamento  (CE)  n.  1260/1999  del
Consiglio, del 21 giugno 1999.
  3. Con decreto del Ministero, da emanare  entro  centoventi  giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono  stabiliti
i criteri e le modalita' di attuazione delle presenti disposizioni  e
sono altresi' individuati i soggetti destinatari.
  4. Per le finalita' del presente articolo e' autorizzata  la  spesa
di 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2012 e fino all'anno
2017.
  5. All'onere  derivante  dalle  disposizioni  di  cui  al  presente
articolo si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo  per
interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
  6. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 

                    Note all'articolo 28:
              Il Regolamento CE n. 1260/1999  del  Consiglio  del  21
          giugno  1999  recante  disposizioni  generali   sui   Fondi
          strutturali e' pubblicato nella G.U.C.E.  26  giugno  1999,
          n.. L 161.
              -  Il  testo  del  comma  5,   dell'articolo   10   del
          decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282   (Disposizioni
          urgenti  in  materia  fiscale  e  di   finanza   pubblica),
          convertito  in  legge,  con  modificazioni,  dalla  L.   27
          dicembre 2004, n. 307, e' il seguente:
              «5.  Al  fine  di  agevolare  il  perseguimento   degli
          obiettivi di finanza pubblica,  anche  mediante  interventi
          volti alla riduzione della pressione fiscale,  nello  stato
          di previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze
          e' istituito un apposito «Fondo per interventi  strutturali
          di politica economica», alla cui costituzione concorrono le
          maggiori entrate, valutate in 2.215,5 milioni di  euro  per
          l'anno 2005, derivanti dal comma 1.»
            TITOLO III
 NORME IN MATERIA DI PERSONALE
 ACCADEMICO E RIORDINO DELLA
 DISCIPLINA CONCERNENTE
 IL RECLUTAMENTO
                              Art. 29. 

                    (Norme transitorie e finali) 

  1.  Fermo  restando  quanto  previsto  dal  comma  2  del  presente
articolo, a decorrere dalla data di entrata in vigore della  presente
legge,  per  la  copertura  dei  posti  di  professore  ordinario   e
associato, di ricercatore e di assegnista di ricerca, le  universita'
possono avviare esclusivamente le  procedure  previste  dal  presente
titolo.
  2.  Le  universita'  continuano  ad  avvalersi  delle  disposizioni
vigenti alla data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge  in
materia di assunzione in servizio, fino alla adozione dei regolamenti
di cui all'articolo 18, comma 1.
  3. All'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 10 novembre 2008,  n.
180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1,
dopo il quinto periodo e' inserito il seguente: «Si procede  altresi'
direttamente  al  sorteggio  nell'ipotesi  in  cui  il   numero   dei
professori ordinari appartenenti al settore scientifico  disciplinare
oggetto del bando e' inferiore a quattro».
  4.  Coloro  che  hanno  conseguito  l'idoneita'  per  i  ruoli   di
professore associato e ordinario possono comunque essere  destinatari
di chiamata ai sensi della legge 3  luglio  1998,  n.  210,  fino  al
termine  del  periodo  di  durata  dell'idoneita'   stessa   previsto
dall'articolo 1, comma 6, della legge 4 novembre  2005,  n.  230.  In
tale ipotesi e nel  caso  di  idoneita'  conseguita  all'esito  delle
procedure di valutazione comparativa, bandite ai sensi  dell'articolo
12, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e  successive
modificazioni, e dell'articolo 4-bis, comma 16, del  decreto-legge  3
giugno 2008, n. 97, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  2
agosto  2008,  n.   129,   nei   novanta   giorni   successivi   alla
deliberazione, da parte dell'universita' che ha indetto il bando,  di
voler effettuare la chiamata, devono seguire il decreto di  nomina  e
la presa di servizio dell'idoneo, in mancanza dei quali  quest'ultimo
puo'  essere  chiamato  da  altre  universita',  ferma  restando  per
l'universita' che ha indetto il bando la possibilita' di ripetere  la
chiamata.
  5. I contratti di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b), possono
essere stipulati, con le modalita' previste  dal  medesimo  articolo,
anche con  coloro  che  hanno  usufruito  per  almeno  tre  anni  dei
contratti stipulati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, della  citata
legge n. 230 del 2005.
  6. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
presente legge, il Ministro, con decreto adottato di concerto con  il
Ministro della salute, provvede alla rideterminazione del numero  dei
posti disponibili nei corsi di laurea in medicina e chirurgia e  alla
loro distribuzione su base regionale anche al fine  di  riequilibrare
l'offerta formativa in relazione al fabbisogno  di  personale  medico
del bacino territoriale di riferimento.
  7. All'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230,  e
successive  modificazioni,  al  primo  periodo,   dopo   la   parola:
«universitarie» sono inserite le seguenti: «o di ricerca» e  dopo  le
parole: «proposta la chiamata» sono aggiunte le seguenti:  «,  ovvero
di studiosi che siano risultati vincitori  nell'ambito  di  specifici
programmi di ricerca di alta qualificazione, identificati con decreto
del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,
sentiti l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema  universitario
e della ricerca e il Consiglio  universitario  nazionale,  finanziati
dall'Unione europea o dal Ministero dell'istruzione, dell'universita'
e della ricerca»; il secondo periodo e' soppresso; al quarto periodo,
le parole: «A tal fine»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «A  tali
fini».
  8. Ai fini dei procedimenti  di  chiamata  dei  professori  di  cui
all'articolo 18 della presente legge l'idoneita' conseguita ai  sensi
della legge 3 luglio 1998, n.  210,  e'  equiparata  all'abilitazione
limitatamente al periodo di durata della stessa di  cui  all'articolo
2, comma 1, lettera g), della medesima legge, nonche' all'articolo 1,
comma  6,  della  legge  4  novembre  2005,  n.  230,  e   successive
modificazioni.
  9. A valere sulle risorse previste dalla legge di stabilita' per il
2011 per il fondo per il finanziamento ordinario  delle  universita',
e' riservata una quota non superiore a 13 milioni di euro per  l'anno
2011, 93 milioni di euro per l'anno 2012 e 173 milioni di euro  annui
a decorrere dall'anno 2013, per la chiamata di professori di  seconda
fascia, secondo le procedure di cui agli articoli 18 e 24,  comma  6,
della presente legge. L'utilizzo delle predette risorse  e'  disposto
con decreto del  Ministro,  adottato  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  previo   parere   conforme   delle
Commissioni parlamentari competenti.
  10. La disciplina dei trasferimenti di  cui  all'articolo  3  della
legge 3 luglio 1998, n. 210, si applica esclusivamente ai ricercatori
a tempo indeterminato.
  11. A decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge sono abrogati:
    a) l'articolo 14, quinto comma, della legge  18  marzo  1958,  n.
311;
    b) l'articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398;
    c) l'articolo 1, commi 8, 10, 11 e 14,  della  legge  4  novembre
2005, n. 230;
    d) l'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
  12. A decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti  di
cui all'articolo 16, comma 2, della presente legge,  e'  abrogato  il
decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 164.
  13.  Fino  all'anno  2015  la  laurea  magistrale  o   equivalente,
unitamente ad un curriculum  scientifico  professionale  idoneo  allo
svolgimento  di  attivita'  di  ricerca,  e'  titolo  valido  per  la
partecipazione alle procedure  pubbliche  di  selezione  relative  ai
contratti di cui all'articolo 24.
  14. Fino alla definizione dei criteri di cui all'articolo 5,  comma
1, lettera c), e dei criteri e indicatori di cui al comma 3,  lettera
b), del medesimo articolo, continuano ad applicarsi  le  disposizioni
vigenti in materia.
  15. All'articolo 6, comma 12, quarto periodo, del decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010,  n.  122,  dopo  le  parole:  «compiti  ispettivi»  sono
aggiunte le seguenti: «e a  quella  effettuata  dalle  universita'  e
dagli  enti  di  ricerca  con  risorse  derivanti  da   finanziamenti
dell'Unione europea ovvero di soggetti privati».
  16. All'articolo 2, comma 140,  lettera  b),  del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24
novembre 2006, n. 286, dopo le parole:  «e  le  relative  indennita'»
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, prevedendo che,  ferma
restando l'applicazione delle  disposizioni  vigenti  in  materia  di
collocamento a riposo,  la  carica  di  presidente  o  di  componente
dell'organo direttivo puo' essere ricoperta fino  al  compimento  del
settantesimo anno di eta'».
  17. Nella prima tornata delle  procedure  di  abilitazione  di  cui
all'articolo 16, qualora l'ANVUR non abbia provveduto in tempo  utile
a formulare la lista di studiosi ed esperti in servizio all'estero di
cui al citato articolo 16, comma 3, lettera f), in  relazione  a  uno
specifico   settore   concorsuale,    la    commissione    nazionale,
relativamente a tale settore,  e'  integralmente  composta  ai  sensi
della lettera h) del medesimo comma 3.
  18. All'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.
133, e successive modificazioni, il secondo periodo e' sostituito dal
seguente: «Ciascuna universita' destina tale somma per una quota  non
inferiore al 50 per cento all'assunzione di  ricercatori  e  per  una
quota non superiore al 20  per  cento  all'assunzione  di  professori
ordinari».
  19. In attuazione di quanto disposto dagli articoli 6, comma 14,  e
8  della  presente  legge,   e   fermo   restando   quanto   previsto
dall'articolo 9, comma 21, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e'
autorizzata la spesa di 18 milioni di euro per l'anno 2011  e  di  50
milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013. Con decreto  del
Ministro, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze entro quarantacinque giorni dalla data di entrata  in  vigore
della  presente  legge,  sono  indicati  criteri  e   modalita'   per
l'attuazione del presente comma  con  riferimento  alla  ripartizione
delle risorse  tra  gli  atenei  e  alla  selezione  dei  destinatari
dell'intervento secondo criteri di merito accademico  e  scientifico.
Al relativo onere si provvede, quanto a 18 milioni di euro per l'anno
2011, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di  spesa
di cui all'articolo 17, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 245, e
quanto a 50 milioni di euro per ciascuno  degli  anni  2012  e  2013,
mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per l'anno  2012,
dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, iscritto, ai
fini del bilancio  triennale  2010-2012,  nell'ambito  del  programma
«Fondi di riserva e speciali» della  missione  «Fondi  da  ripartire»
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo  al  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  20. Agli studiosi  impegnati  all'estero  che  abbiano  svolto  per
chiamata diretta autorizzata dal Ministero nell'ambito del  programma
di rientro dei cervelli un periodo di  ricerca  e  di  docenza  nelle
universita' italiane, il servizio prestato e' riconosciuto per i  due
terzi ai fini della carriera e per intero, a domanda e  con  onere  a
carico del richiedente, ai  fini  del  trattamento  di  quiescenza  e
previdenza. Al relativo onere, pari a euro 340.000 annui a  decorrere
dall'anno  2011,  si  provvede  mediante   corrispondente   riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5,  comma  1,  della
legge 19 ottobre 1999, n. 370.
  21. Con decreto del Ministro, da emanare entro  centottanta  giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge,  previo  parere
del CUN e del Consiglio nazionale per l'alta formazione  artistica  e
musicale (CNAM), sono disciplinate  le  modalita'  organizzative  per
consentire agli studenti  la  contemporanea  iscrizione  a  corsi  di
studio universitari e a corsi  di  studi  presso  i  conservatori  di
musica, gli istituti musicali pareggiati e l'Accademia  nazionale  di
danza.
  22. All'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 5, comma 3,
lettera g), si provvede nel limite massimo di 11 milioni di euro  per
l'anno 2011 mediante corrispondente riduzione per  il  medesimo  anno
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5,  comma  1,  della
legge 19 ottobre 1999, n. 370. All'onere derivante dall'articolo  22,
comma 6, valutato in 3,5 milioni di euro annui, a decorrere dall'anno
2011,    si    provvede     mediante     corrispondente     riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5,  comma  1,  della
medesima legge n. 370 del 1999. Il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le
occorrenti variazioni di bilancio.  Dall'attuazione  delle  rimanenti
disposizioni  della  presente  legge  non  devono  derivare  nuovi  o
maggiori oneri per la finanza pubblica. 

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
    Data a Roma, addi' 30 dicembre 2010 

                             NAPOLITANO 

                                Berlusconi, Presidente del  Consiglio
                                dei Ministri 

                                Gelmini,  Ministro   dell'istruzione,
                                dell'universita' e della ricerca 

Visto, il Guardasigilli: Alfano 

                         LAVORI PREPARATORI 

Senato della Repubblica (atto n. 1905):
    Presentato dal Ministro dell'Istruzione,  universita'  e  ricerca
(Gelmini) il 25 novembre 2009.
    Assegnato alla 7ª commissione (Istruzione) in sede referente,  il
2 dicembre 2009 con pareri delle commissioni 1ª, 3ª, 5ª, 6ª, 11ª, 14ª
e Questioni regionali.
    Esaminato dalla commissione il 9 dicembre 2009; 4,  10,  16,  17,
18, 23, 24 e 25 febbraio 2010; 2, 3, 16, 17 e 30 marzo 2010; 14,  20,
21, 27 e 28 aprile 2010; 4, 5, 11, 12, 18 e 19 maggio 2010.
    Relazione scritta annunciata il 1° giugno 2010 (atto n. 1905-A  )
relatore sen. Valditara.
    Esaminato in aula il 20, 22, 27, 28 luglio 2010 e approvato il 29
luglio 2010.
Camera dei deputati (atto n. 3687):
    Assegnato alla VII commissione (Cultura) ) in sede referente il 3
agosto 2010 con pareri delle commissioni I, II, III, V,  VI,  X,  XI,
XII, XIV e Questioni regionali.
    Esaminato dalla VII commissione il 15,  21,  22  e  30  settembre
2010; 5, 6 e 7 ottobre 2010; 19 novembre 2010.
Senato della Repubblica (atto n.1905-B):
    Assegnato alla 7ª commissione (Istruzione) in sede  referente, il
1° dicembre 2010 con pareri delle Commissioni 1ª, 5ª, 12ª e 14ª.
    Esaminato dalla 7ª Commissione il 14, 15 e 16 dicembre 2010.
    Esaminato in aula il 20, 21, 22 dicembre 2010 e approvato  il  23
dicembre 2010. 

                    Note all'articolo 29:
              -  Il  testo  del  comma  4,   dell'articolo   1,   del
          decreto-legge 10 novembre 2008,  n.  180,  convertito,  con
          modificazioni dalla  legge  9  gennaio  2009,  n.  1,  come
          modificato dalla presente legge, e' il seguente:
              «4. Per le procedure di valutazione comparativa per  il
          reclutamento dei professori universitari di I e  II  fascia
          della prima e della seconda sessione 2008,  le  commissioni
          giudicatrici  sono  composte  da  un  professore  ordinario
          nominato dalla facolta' che ha  richiesto  il  bando  e  da
          quattro professori ordinari sorteggiati  in  una  lista  di
          commissari eletti tra i professori ordinari appartenenti al
          settore  scientifico-disciplinare  oggetto  del  bando,  in
          numero   triplo   rispetto   al   numero   dei   commissari
          complessivamente  necessari  nella  sessione.  L'elettorato
          attivo e' costituito dai professori ordinari e straordinari
          appartenenti al settore oggetto del bando. Sono esclusi dal
          sorteggio relativo a ciascuna commissione i professori  che
          appartengono all'universita' che ha richiesto il bando. Ove
          il settore  sia  costituito  da  un  numero  di  professori
          ordinari pari  o  inferiore  al  necessario,  la  lista  e'
          costituita da tutti  gli  appartenenti  al  settore  ed  e'
          eventualmente   integrata   mediante   elezione,   fino   a
          concorrenza  del  numero  necessario,  da  appartenenti   a
          settori  affini.  Nell'ipotesi  in  cui   il   numero   dei
          professori     ordinari     appartenenti     al     settore
          scientifico-disciplinare oggetto del bando,  integrato  dai
          professori ordinari appartenenti  ai  settori  affini,  sia
          inferiore al triplo del  numero  dei  commissari  necessari
          nella sessione, si procede direttamente  al  sorteggio.  Si
          procede altresi' direttamente al sorteggio nell'ipotesi  in
          cui il  numero  dei  professori  ordinari  appartenenti  al
          settore  scientifico  disciplinare  oggetto  del  bando  e'
          inferiore a quattro. Il sorteggio e' effettuato in modo  da
          assicurare, ove possibile, che almeno  due  dei  commissari
          sorteggiati appartengano al  settore  disciplinare  oggetto
          del  bando.  Ciascun  commissario  puo',   ove   possibile,
          partecipare,  per  ogni  fascia  e  settore,  ad  una  sola
          commissione per ciascuna sessione.»
              - La legge 3 luglio 1998, n. 210 recante: «Norme per il
          reclutamento dei ricercatori e dei professori  universitari
          di ruolo» e' pubblicata nella Gazz. Uff. 6 luglio 1998,  n.
          155.
              - Il comma 6, dell'articolo 1 della  legge  4  novembre
          2005, n. 230 e' il seguente:
              «6. A decorrere dalla data di entrata in  vigore  della
          presente legge sono bandite per la copertura dei  posti  di
          professore ordinario e professore associato  esclusivamente
          le procedure di cui al comma  5,  lettera  a).  Sono  fatte
          salve le procedure di valutazione comparativa per posti  di
          professore e ricercatore gia' bandite alla data di  entrata
          in vigore  del  decreto  legislativo  di  attuazione  della
          delega di cui al comma 5  e,  comunque,  non  oltre  il  30
          giugno 2006, nel rispetto dei limiti  di  cui  all'articolo
          51, comma 4, della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e
          all'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n.
          311. I candidati giudicati idonei, e non chiamati a seguito
          di  procedure  gia'  espletate,  ovvero  i  cui  atti  sono
          approvati, conservano l'idoneita' per un periodo di  cinque
          anni dal suo  conseguimento.  La  copertura  dei  posti  di
          professore ordinario e di  professore  associato  da  parte
          delle singole universita', mediante  chiamata  dei  docenti
          risultati  idonei,  tenuto  conto  anche   di   tutti   gli
          incrementi dei contingenti e di tutte le  riserve  previste
          dalle lettere a), b), c), d) ed e) del  comma  5,  deve  in
          ogni  caso  avvenire  nel  rispetto  dei  limiti  e   delle
          procedure di cui all'articolo 51, comma 4, della  legge  27
          dicembre 1997, n. 449, e all'articolo 1, comma  105,  della
          legge 30 dicembre 2004, n. 311.»
              - Il  comma  2  dell'articolo  12   del   decreto-legge
          31dicembre 2007, n. 248 (Proroga  di  termini  previsti  da
          disposizioni legislative e disposizioni urgenti in  materia
          finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 31
          dicembre 2007, n. 248, e' il seguente:
              «2. In attesa della  definizione  ed  attuazione  della
          disciplina delle procedure di reclutamento  dei  professori
          universitari di prima e seconda fascia, fino al 31 dicembre
          2009  continuano  ad  applicarsi,  relativamente   a   tale
          reclutamento, le disposizioni della legge 3 luglio 1998, n.
          210, e del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo
          2000, n. 117;  gli  organi  accademici  delle  universita',
          nell'ambito delle rispettive  competenze,  possono  indire,
          entro  il  30  novembre  2008,  le  relative  procedure  di
          valutazione comparativa.»
              - Il  testo  del  comma  16,  dell'articolo  4-bis  del
          decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97 (Disposizioni urgenti in
          materia di monitoraggio e  trasparenza  dei  meccanismi  di
          allocazione  della  spesa  pubblica,  nonche'  in   materia
          fiscale e di proroga di termini) convertito in  legge,  con
          modificazioni, dalla  L.  2  agosto  2008,  n.  129  e'  il
          seguente:
              «16. All' articolo 12, comma 2,  del  decreto-legge  31
          dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 28 febbraio 2008, n.  31,  le  parole:  «fino  al  31
          dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «fino al  31
          dicembre 2009» e le parole: «entro il 30 giugno 2008»  sono
          sostituite dalle seguenti: «entro  il  30  novembre  2008».
          Resta  fermo  quanto  previsto  dall'   articolo   66   del
          decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112.  Alle  procedure
          indette dopo il 30 giugno 2008 si applica il disposto dell'
          articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge 31 gennaio 2005,
          n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge  31  marzo
          2005, n. 43.»
              - Il comma 14, dell'articolo 1 della legge  4  novembre
          2005, n. 230 e' il seguente:
              «14. Per svolgere attivita' di ricerca e  di  didattica
          integrativa  le   universita',   previo   espletamento   di
          procedure   disciplinate   con   propri   regolamenti   che
          assicurino la valutazione comparativa dei  candidati  e  la
          pubblicita' degli  atti,  possono  instaurare  rapporti  di
          lavoro subordinato  tramite  la  stipula  di  contratti  di
          diritto  privato  a  tempo  determinato  con  soggetti   in
          possesso del titolo di dottore di  ricerca  o  equivalente,
          conseguito in Italia o all'estero, o, per  le  facolta'  di
          medicina  e   chirurgia,   del   diploma   di   scuola   di
          specializzazione,   ovvero   con   possessori   di   laurea
          specialistica e magistrale o altri  studiosi,  che  abbiano
          comunque una elevata qualificazione  scientifica,  valutata
          secondo procedure stabilite dalle universita'. I  contratti
          hanno durata massima triennale e possono  essere  rinnovati
          per una durata complessiva  di  sei  anni.  Il  trattamento
          economico di tali  contratti,  rapportato  a  quello  degli
          attuali ricercatori confermati, e' determinato da  ciascuna
          universita' nei limiti delle compatibilita' di  bilancio  e
          tenuto conto dei criteri generali definiti con decreto  del
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,
          sentito il Ministro per la funzione pubblica.  Il  possesso
          del  titolo  di  dottore  di  ricerca  o  del  diploma   di
          specializzazione, ovvero l'espletamento di un  insegnamento
          universitario mediante contratto stipulato ai  sensi  delle
          disposizioni vigenti alla data di entrata in  vigore  della
          presente   legge,   costituisce    titolo    preferenziale.
          L'attivita' svolta dai soggetti di cui  al  presente  comma
          costituisce    titolo     preferenziale     da     valutare
          obbligatoriamente nei concorsi che prevedano la valutazione
          dei titoli. I contratti di cui al presente comma  non  sono
          cumulabili con gli assegni di ricerca di  cui  all'articolo
          51 della legge 27  dicembre  1997,  n.  449,  per  i  quali
          continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti.  Ai  fini
          dell'inserimento dei corsi di studio nell'offerta formativa
          delle    universita',    il    Ministro    dell'istruzione,
          dell'universita' e della  ricerca  deve  tenere  conto  del
          numero dei professori ordinari,  associati  e  aggregati  e
          anche del numero dei contratti di cui al presente comma.»
              - Per il testo del comma 9, dell'articolo 1 della legge
          4 novembre 2005, n. 230 si veda nelle note all'articolo 5.
              - Il testo dell'articolo 3 della legge 3 luglio 1998, n
          210 (Norme  per  il  reclutamento  dei  ricercatori  e  dei
          professori universitari di ruolo), pubblicata  nella  Gazz.
          Uff. 6 luglio 1998, n. 155 e' il seguente:
              «Art. 3(Trasferimenti).  -  1.  I  regolamenti  di  cui
          all'articolo 1,  comma  2,  disciplinano  i  trasferimenti,
          assicurando  la  valutazione  comparativa   dei   candidati
          secondo criteri generali predeterminati e adeguate forme di
          pubblicita' della procedura,  nonche'  l'effettuazione  dei
          medesimi esclusivamente a domanda degli interessati e  dopo
          tre  anni  accademici  di  loro  permanenza  in  una   sede
          universitaria,   anche   se   in   aspettativa   ai   sensi
          dell'articolo 13, primo comma,  numeri  da  1)  a  9),  del
          decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,  n.
          382».
              Si riporta il testo dell'articolo 14,  della  legge  18
          marzo  1958,  n.  311  (Norme  sullo  stato  giuridico   ed
          economico dei  professori  universitari),  come  modificato
          dalla presente legge:
              «Art. 14. Il  professore  universitario,  con  l'inizio
          dell'anno accademico successivo a quello in cui  compie  il
          70° anno di eta', assume la qualifica di  professore  fuori
          ruolo,  ai  sensi  del   decreto   legislativo   del   Capo
          provvisorio  dello  Stato  26  ottobre   1947,   n.   1251,
          ratificato, con modificazioni, con legge 4 luglio 1950,  n.
          498.
              Ai  professori  di  cui   all'art.   19   del   decreto
          legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 238  e'  data
          facolta' di chiedere il collocamento fuori ruolo,  a  norma
          del precedente comma.
              Ai  fini  della  determinazione   del   numero   legale
          richiesto  per  la  validita'  delle  adunanze  del   Corpo
          accademico e del Consiglio di facolta', si tiene conto  del
          professore fuori ruolo soltanto se intervenga all'adunanza.
              Qualora la deliberazione debba essere adottata  con  la
          maggioranza  assoluta  dei  professori  «appartenenti  alla
          Facolta'», si tiene conto del professore fuori  ruolo  solo
          nel caso che intervenga all'adunanza.»
              - L'articolo 4, della legge 30 novembre  1989,  n.  398
          (Norme  in  materia  di  borse  di  studio  universitarie),
          abrogato dalla presente legge, recava: «Borse di studio per
          attivita' di ricerca post-dottorato».
              - Si riporta il testo dell'articolo 1,  della  legge  4
          novembre 2005,  n.  230,  come  modificato  dalla  presente
          legge:
              «Art. 1. -  1. L'universita', sede della  formazione  e
          della trasmissione critica  del  sapere,  coniuga  in  modo
          organico ricerca  e  didattica,  garantendone  la  completa
          liberta'.  La  gestione  delle  universita'  si  ispira  ai
          principi di autonomia e di responsabilita' nel quadro degli
          indirizzi fissati con decreto del Ministro dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca.
              2. I professori universitari  hanno  il  diritto  e  il
          dovere di svolgere attivita' di ricerca e di didattica, con
          piena liberta' di  scelta  dei  temi  e  dei  metodi  delle
          ricerche  nonche',  nel   rispetto   della   programmazione
          universitaria di cui all'articolo 1-ter  del  decreto-legge
          31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla
          legge   31   marzo   2005,   n.   43,   dei   contenuti   e
          dell'impostazione   culturale   dei   propri    corsi    di
          insegnamento; i professori di materie  cliniche  esercitano
          altresi', senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
          pubblica,  e  ferme  restando  le   disposizioni   di   cui
          all'articolo 5 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n.
          517,  funzioni  assistenziali  inscindibili  da  quelle  di
          insegnamento e  ricerca;  i  professori  esercitano  infine
          liberamente  attivita'  di  diffusione  culturale  mediante
          conferenze,   seminari,   attivita'    pubblicistiche    ed
          editoriali  nel  rispetto  del  mantenimento   dei   propri
          obblighi istituzionali.
              3. Ai professori universitari compete la partecipazione
          agli organi accademici e agli organi  collegiali  ufficiali
          riguardanti   la   didattica,   l'organizzazione    e    il
          coordinamento  delle  strutture  didattiche  e  di  ricerca
          esistenti nella sede universitaria di appartenenza.
              4. Il professore, a qualunque livello  appartenga,  nel
          periodo   dell'anno   sabbatico,    concesso    ai    sensi
          dell'articolo  17  del   decreto   del   Presidente   della
          Repubblica 11 luglio  1980,  n.  382,  e'  abilitato  senza
          restrizione  alcuna  alla  presentazione  di  richieste   e
          all'utilizzo dei fondi per lo svolgimento delle attivita'.
              5. Allo scopo di procedere al riordino della disciplina
          concernente il  reclutamento  dei  professori  universitari
          garantendo  una  selezione  adeguata  alla  qualita'  delle
          funzioni da svolgere, il Governo e' delegato  ad  adottare,
          entro sei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
          presente   legge,   nel   rispetto   dell'autonomia   delle
          istituzioni universitarie, uno o piu'  decreti  legislativi
          attenendosi ai seguenti principi e criteri direttivi:
              a)  il  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
          della ricerca bandisce, con proprio  decreto,  per  settori
          scientifico-disciplinari,    procedure    finalizzate    al
          conseguimento della idoneita' scientifica nazionale,  entro
          il 30 giugno di ciascun anno, distintamente  per  le  fasce
          dei  professori  ordinari  e  dei   professori   associati,
          stabilendo in particolare:
              1) le modalita'  per  definire  il  numero  massimo  di
          soggetti che possono conseguire l'idoneita' scientifica per
          ciascuna  fascia  e  per  settori  disciplinari   pari   al
          fabbisogno, indicato dalle universita', incrementato di una
          quota non superiore al 40 per cento, per cui  e'  garantita
          la relativa copertura  finanziaria  e  fermo  restando  che
          l'idoneita' non comporta diritto all'accesso alla  docenza,
          nonche'  le  procedure  e  i   termini   per   l'indizione,
          l'espletamento e la conclusione dei giudizi idoneativi,  da
          svolgere presso le universita', assicurando la  pubblicita'
          degli  atti  e  dei  giudizi  formulati  dalle  commissioni
          giudicatrici;  per  ciascun   settore   disciplinare   deve
          comunque essere bandito  almeno  un  posto  di  idoneo  per
          quinquennio per ciascuna fascia;
              2) l'eleggibilita', ogni due anni, da parte di  ciascun
          settore   scientifico-disciplinare,   di   una   lista   di
          commissari nazionali, con opportune regole di non immediata
          rieleggibilita';
              3)  la  formazione  della   commissione   di   ciascuna
          valutazione  comparativa  mediante  sorteggio   di   cinque
          commissari nazionali. Tutti gli oneri relativi  a  ciascuna
          commissione di valutazione sono posti a carico  dell'ateneo
          ove si espleta la procedura, come previsto al numero 1);
              4) la durata dell'idoneita' scientifica non superiore a
          quattro anni, e il limite di ammissibilita' ai giudizi  per
          coloro   che,   avendovi   partecipato,   non    conseguono
          l'idoneita';
              b)  sono  stabiliti  i  criteri  e  le  modalita'   per
          riservare, nei giudizi  di  idoneita'  per  la  fascia  dei
          professori  ordinari,  una  quota  pari  al  25  per  cento
          aggiuntiva rispetto al contingente di cui alla lettera  a),
          numero 1), ai professori  associati  con  un'anzianita'  di
          servizio  non  inferiore  a  quindici  anni,  compreso   il
          servizio prestato come professore associato non confermato,
          maturata  nell'insegnamento  di  materie   ricomprese   nel
          settore  scientifico-disciplinare  oggetto  del  bando   di
          concorso o in settori  affini,  con  una  priorita'  per  i
          settori scientifico-disciplinari che  non  abbiano  bandito
          concorsi negli ultimi cinque anni;
              c) nelle prime quattro tornate dei giudizi di idoneita'
          per la fascia dei professori  associati  e'  riservata  una
          quota del 15 per cento aggiuntiva rispetto  al  contingente
          di cui alla lettera a), numero 1), ai professori incaricati
          stabilizzati, agli assistenti del ruolo ad esaurimento e ai
          ricercatori confermati che abbiano svolto almeno  tre  anni
          di insegnamento  nei  corsi  di  studio  universitari.  Una
          ulteriore quota dell'1 per cento e'  riservata  ai  tecnici
          laureati gia' ammessi con riserva alla  terza  tornata  dei
          giudizi di idoneita' per l'accesso al ruolo dei  professori
          associati bandita ai sensi del decreto del Presidente della
          Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,  e  non  valutati  dalle
          commissioni esaminatrici;
              d) nelle prime quattro tornate dei giudizi di idoneita'
          per la fascia dei professori associati di cui alla  lettera
          a), numero 1), l'incremento del numero massimo di  soggetti
          che possono conseguire l'idoneita' scientifica rispetto  al
          fabbisogno indicato dalle universita' e' pari  al  100  per
          cento del medesimo fabbisogno;
              e) nelle prime due tornate dei giudizi di idoneita' per
          la fascia dei professori ordinari di cui alla  lettera  a),
          numero 1), l'incremento del numero massimo di soggetti  che
          possono  conseguire  l'idoneita'  scientifica  rispetto  al
          fabbisogno indicato dalle universita' e' pari  al  100  per
          cento del medesimo fabbisogno (2).
              6. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della
          presente legge sono bandite per la copertura dei  posti  di
          professore ordinario e professore associato  esclusivamente
          le procedure di cui al comma  5,  lettera  a).  Sono  fatte
          salve le procedure di valutazione comparativa per posti  di
          professore e ricercatore gia' bandite alla data di  entrata
          in vigore  del  decreto  legislativo  di  attuazione  della
          delega di cui al comma 5  e,  comunque,  non  oltre  il  30
          giugno 2006, nel rispetto dei limiti  di  cui  all'articolo
          51, comma 4, della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e
          all'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n.
          311. I candidati giudicati idonei, e non chiamati a seguito
          di  procedure  gia'  espletate,  ovvero  i  cui  atti  sono
          approvati, conservano l'idoneita' per un periodo di  cinque
          anni dal suo  conseguimento.  La  copertura  dei  posti  di
          professore ordinario e di  professore  associato  da  parte
          delle singole universita', mediante  chiamata  dei  docenti
          risultati  idonei,  tenuto  conto  anche   di   tutti   gli
          incrementi dei contingenti e di tutte le  riserve  previste
          dalle lettere a), b), c), d) ed e) del  comma  5,  deve  in
          ogni  caso  avvenire  nel  rispetto  dei  limiti  e   delle
          procedure di cui all'articolo 51, comma 4, della  legge  27
          dicembre 1997, n. 449, e all'articolo 1, comma  105,  della
          legge 30 dicembre 2004, n. 311 (3).
              7. Per la  copertura  dei  posti  di  ricercatore  sono
          bandite fino al 30 settembre 2013 le procedure di cui  alla
          legge 3  luglio  1998,  n.  210.  In  tali  procedure  sono
          valutati come titoli preferenziali il dottorato di  ricerca
          e  le  attivita'  svolte  in  qualita'  di   assegnisti   e
          contrattisti ai sensi  dell'articolo  51,  comma  6,  della
          legge 27 dicembre 1997, n. 449, di  borsisti  postdottorato
          ai sensi della legge 30 novembre 1989, n. 398,  nonche'  di
          contrattisti ai sensi del comma 14 del  presente  articolo.
          L'assunzione di ricercatori a tempo indeterminato ai  sensi
          del presente comma e'  subordinata  ai  medesimi  limiti  e
          procedure previsti dal comma 6 per la copertura  dei  posti
          di professore ordinario e associato.
              8. (abrogato)
              9.  Nell'ambito  delle   relative   disponibilita'   di
          bilancio, le universita' possono procedere  alla  copertura
          di  posti  di  professore  ordinario  e  associato   e   di
          ricercatore   mediante   chiamata   diretta   di   studiosi
          stabilmente impegnati all'estero in attivita' di ricerca  o
          insegnamento a livello universitario da almeno un triennio,
          che ricoprono  una  posizione  accademica  equipollente  in
          istituzioni universitarie estere, ovvero che  abbiano  gia'
          svolto  per  chiamata  diretta  autorizzata  dal  Ministero
          dell'istruzione,   dell'universita'   e    della    ricerca
          nell'ambito  del  programma  di  rientro  dei  cervelli  un
          periodo di almeno tre anni di ricerca e  di  docenza  nelle
          universita' italiane  e  conseguito  risultati  scientifici
          congrui rispetto al posto per il quale ne viene proposta la
          chiamata. A tali fini le universita'  formulano  specifiche
          proposte al Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
          della ricerca il quale concede o rifiuta il nulla osta alla
          nomina previo parere del Consiglio universitario nazionale.
          Nell'ambito delle relative disponibilita' di  bilancio,  le
          universita' possono altresi' procedere alla  copertura  dei
          posti di professore ordinario mediante chiamata diretta  di
          studiosi  di  chiara  fama.  A  tal  fine  le   universita'
          formulano specifiche proposte al Ministro  dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca il quale concede o rifiuta
          il  nulla  osta  alla  nomina,   previo   parere   di   una
          commissione,   nominata   dal    Consiglio    universitario
          nazionale, composta da tre professori ordinari appartenenti
          al settore scientifico-disciplinare in riferimento al quale
          e' proposta la chiamata. Il rettore, con  proprio  decreto,
          dispone  la  nomina  determinando  la  relativa  classe  di
          stipendio sulla base della eventuale anzianita' di servizio
          e di valutazioni di merito (4).
              9-bis. Dalle disposizioni di cui al comma 9 non  devono
          derivare nuovi oneri a carico della finanza pubblica (5).
              10. (abrogato)
              11. (abrogato)
              12.  Le  universita'   possono   realizzare   specifici
          programmi di ricerca sulla base di convenzioni con  imprese
          o fondazioni, o con altri soggetti pubblici o privati,  che
          prevedano anche l'istituzione temporanea, per  periodi  non
          superiori a sei anni, con oneri  finanziari  a  carico  dei
          medesimi soggetti, di posti di professore straordinario  da
          coprire mediante conferimento  di  incarichi  della  durata
          massima di tre anni, rinnovabili sulla base  di  una  nuova
          convenzione, a coloro che hanno conseguito l'idoneita'  per
          la fascia dei professori ordinari,  ovvero  a  soggetti  in
          possesso   di   elevata   qualificazione   scientifica    e
          professionale. Ai titolari degli incarichi e' riconosciuto,
          per il periodo  di  durata  del  rapporto,  il  trattamento
          giuridico  ed  economico  dei   professori   ordinari   con
          eventuali  integrazioni  economiche,  ove  previste   dalla
          convenzione.  I  soggetti  non  possessori   dell'idoneita'
          nazionale non possono partecipare al processo di formazione
          delle commissioni di cui al comma 5, lettera a), numero 3),
          ne' farne parte, e sono esclusi  dall'elettorato  attivo  e
          passivo per l'accesso alle cariche di preside di facolta' e
          di rettore. Le  convenzioni  definiscono  il  programma  di
          ricerca,  le  relative  risorse  e  la  destinazione  degli
          eventuali utili  netti  anche  a  titolo  di  compenso  dei
          soggetti che hanno partecipato al programma.
              13. Le universita' possono  stipulare  convenzioni  con
          imprese o fondazioni,  o  con  altri  soggetti  pubblici  o
          privati, con oneri finanziari posti a carico dei  medesimi,
          per realizzare programmi di ricerca affidati  a  professori
          universitari, con definizione del loro compenso  aggiuntivo
          a  valere  sulle  medesime  risorse  finanziarie  e   senza
          pregiudizio per il loro status giuridico ed economico,  nel
          rispetto degli impegni di istituto.
              14. (abrogato)
              15. Il conseguimento dell'idoneita' scientifica di  cui
          al comma 5, lettera a), costituisce titolo legittimante  la
          partecipazione ai concorsi  per  l'accesso  alla  dirigenza
          pubblica secondo i criteri e  le  modalita'  stabiliti  con
          decreto del Ministro per la funzione pubblica,  sentito  il
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          ed e' titolo valutabile nei concorsi pubblici che prevedano
          la valutazione dei titoli.
              16.   Resta   fermo,   secondo   l'attuale    struttura
          retributiva,  il  trattamento  economico   dei   professori
          universitari articolato secondo il regime prescelto a tempo
          pieno  ovvero  a  tempo  definito.  Tale   trattamento   e'
          correlato all'espletamento delle attivita'  scientifiche  e
          all'impegno per le altre attivita', fissato per il rapporto
          a tempo pieno in non meno di 350 ore annue di didattica, di
          cui 120 di didattica frontale, e per il  rapporto  a  tempo
          definito in non meno di 250 ore annue di didattica, di  cui
          80 di didattica frontale.  Le  ore  di  didattica  frontale
          possono variare sulla base dell'organizzazione didattica  e
          della  specificita'  e   della   diversita'   dei   settori
          scientifico-disciplinari e del  rapporto  docenti-studenti,
          sulla base di parametri definiti con decreto  del  Ministro
          dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca.   Ai
          professori  a  tempo  pieno  e'  attribuita  una  eventuale
          retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilita'  di
          bilancio, in relazione agli impegni ulteriori di  attivita'
          di ricerca, didattica e gestionale,  oggetto  di  specifico
          incarico, nonche' in  relazione  ai  risultati  conseguiti,
          secondo i criteri e le modalita' definiti con  decreto  del
          Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
          sentiti il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  il
          Ministro per la funzione pubblica. Per il personale  medico
          universitario,  in  caso  di  svolgimento  delle  attivita'
          assistenziali per conto del Servizio  sanitario  nazionale,
          resta fermo lo  speciale  trattamento  aggiuntivo  previsto
          dalle vigenti disposizioni.
              17. Per i  professori  ordinari  e  associati  nominati
          secondo le disposizioni  della  presente  legge  il  limite
          massimo di eta' per il collocamento a riposo e' determinato
          al termine dell'anno accademico nel quale si e' compiuto il
          settantesimo anno di eta', ivi compreso il biennio  di  cui
          all'articolo 16 del decreto legislativo 30  dicembre  1992,
          n. 503,  e  successive  modificazioni,  ed  e'  abolito  il
          collocamento fuori ruolo per limiti di eta'.
              18. I professori di materie cliniche in  servizio  alla
          data di entrata in vigore della presente  legge  mantengono
          le   proprie   funzioni   assistenziali    e    primariali,
          inscindibili da quelle di insegnamento e ricerca e ad  esse
          complementari, fino al  termine  dell'anno  accademico  nel
          quale si e' compiuto il settantesimo anno  di  eta',  ferma
          restando  l'applicazione  dell'articolo  16   del   decreto
          legislativo  30  dicembre  1992,  n.  503,   e   successive
          modificazioni.
              19. I professori,  i  ricercatori  universitari  e  gli
          assistenti ordinari del ruolo ad  esaurimento  in  servizio
          alla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge
          conservano lo stato giuridico e il trattamento economico in
          godimento,  ivi  compreso  l'assegno  aggiuntivo  di  tempo
          pieno. I professori possono optare per il regime di cui  al
          presente  articolo  e  con   salvaguardia   dell'anzianita'
          acquisita.
              20. Per tutto il periodo di  durata  dei  contratti  di
          diritto privato di cui al  comma  14,  i  dipendenti  delle
          amministrazioni statali sono collocati in aspettativa senza
          assegni  ne'   contribuzioni   previdenziali,   ovvero   in
          posizione di fuori ruolo nei casi in cui tale posizione  e'
          prevista dagli ordinamenti di appartenenza, parimenti senza
          assegni ne' contributi previdenziali.
              21.   Con   decreto   del   Ministro   dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca, adottato di concerto  con
          i Ministri dell'interno, degli affari esteri e del lavoro e
          delle politiche sociali, sono definite specifiche modalita'
          per favorire l'ingresso in Italia dei  cittadini  stranieri
          non appartenenti all'Unione europea  chiamati  a  ricoprire
          posti di professore ordinario  e  associato  ai  sensi  dei
          commi 8 e 9, ovvero cui siano attribuiti gli  incarichi  di
          cui ai commi 10 e 12.
              22. A decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  dei
          decreti  legislativi  di  cui  al  comma  5  sono  abrogati
          l'articolo 12 della legge 19 novembre 1990, n. 341,  e  gli
          articoli  1  e  2  della  legge  3  luglio  1998,  n.  210.
          Relativamente al reclutamento dei ricercatori l'abrogazione
          degli articoli 1 e 2 della legge n. 210  del  1998  decorre
          dal 30 settembre 2013. Sono comunque portate  a  compimento
          le procedure in atto alla predetta data.
              23. I decreti  legislativi  di  cui  al  comma  5  sono
          adottati  su   proposta   del   Ministro   dell'istruzione,
          dell'universita'  e  della  ricerca,  di  concerto  con  il
          Ministro dell'economia e delle finanze e  con  il  Ministro
          per la funzione pubblica, sentiti la CRUI e il CUN e previo
          parere  delle  Commissioni  parlamentari   competenti   per
          materia e per le conseguenze di carattere  finanziario,  da
          rendere entro trenta giorni dalla data di trasmissione  dei
          relativi  schemi.   Decorso   tale   termine,   i   decreti
          legislativi possono essere comunque emanati. Ciascuno degli
          schemi di decreto  legislativo  deve  essere  corredato  da
          relazione tecnica ai sensi dell'articolo 11-ter,  comma  2,
          della  legge  5  agosto  1978,   n.   468,   e   successive
          modificazioni.
              24. Ulteriori disposizioni  correttive  ed  integrative
          dei decreti legislativi di cui al comma  5  possono  essere
          adottate, con il rispetto degli stessi principi  e  criteri
          direttivi e con le stesse procedure,  entro  diciotto  mesi
          dalla data della loro entrata in vigore.
              25. Dall'attuazione delle disposizioni  della  presente
          legge non devono derivare nuovi o  maggiori  oneri  per  la
          finanza pubblica. > >
              - Si riporta il testo dell'articolo 51, della  legge  .
          27 dicembre 1997, n. 449  (Misure  per  la  stabilizzazione
          della finanza pubblica)  Pubblicata  nella  Gazz.  Uff.  30
          dicembre 1997, n. 302, S.O., come modificato dalla presente
          legge:
              «Art. 51 (Universita'  e  ricerca).  -  1.  Il  sistema
          universitario concorre alla realizzazione  degli  obiettivi
          di finanza pubblica per il triennio  1998-2000,  garantendo
          che il fabbisogno finanziario,  riferito  alle  universita'
          statali, ai policlinici universitari a gestione diretta, ai
          dipartimenti ed a tutti  gli  altri  centri  con  autonomia
          finanziaria e contabile, da esso complessivamente  generato
          nel 1998 non sia superiore a quello rilevato  a  consuntivo
          per il 1997, e per gli anni 1999 e 2000 non sia superiore a
          quello   dell'anno   precedente   maggiorato   del    tasso
          programmato di inflazione. Il Ministro  dell'universita'  e
          della ricerca scientifica e tecnologica procede annualmente
          alla determinazione del fabbisogno finanziario  programmato
          per ciascun ateneo, sentita la  Conferenza  permanente  dei
          rettori delle universita'  italiane,  tenendo  conto  degli
          obiettivi di riequilibrio nella distribuzione delle risorse
          e delle esigenze di razionalizzazione dell'attuale  sistema
          universitario. Saranno peraltro tenute in considerazione le
          aggiuntive  esigenze  di  fabbisogno  finanziario  per  gli
          insediamenti universitari previsti dall'articolo 9,  D.P.R.
          30 dicembre 1995 , pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.
          50 del 29 febbraio 1996.
              2. Il Consiglio  nazionale  delle  ricerche,  l'Agenzia
          spaziale italiana, l'Istituto nazionale di fisica nucleare,
          l'Istituto nazionale di fisica della materia, l'Ente per le
          nuove tecnologie, l'energia e  l'ambiente  concorrono  alla
          realizzazione degli obiettivi di finanza  pubblica  per  il
          triennio 19982000, garantendo che il fabbisogno finanziario
          da  essi  complessivamente  generato  nel  1998   non   sia
          superiore a 3.150 miliardi di lire, e per gli anni  1999  e
          2000  non  sia  superiore  a  quello  dell'anno  precedente
          maggiorato del tasso programmato di inflazione. Il Ministro
          del tesoro, del bilancio e della programmazione  economica,
          sentiti  i  Ministri  dell'universita'  e   della   ricerca
          scientifica e tecnologica e dell'industria, del commercio e
          dell'artigianato, procede annualmente  alla  determinazione
          del fabbisogno finanziario programmato per ciascun ente.
              3. Le disposizioni di cui  agli  articoli  7  e  9  del
          decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 , sono  estese  a
          partire dal  1°  gennaio  1999  alle  universita'  statali,
          sentita  la  Conferenza  permanente   dei   rettori   delle
          universita' italiane. Il Ministro del tesoro, del  bilancio
          e della programmazione  economica  determina,  con  proprio
          decreto, le  modalita'  operative  per  l'attuazione  delle
          disposizioni predette.
              4. Le spese fisse e obbligatorie per  il  personale  di
          ruolo delle universita' statali non possono eccedere il  90
          per cento  dei  trasferimenti  statali  sul  fondo  per  il
          finanziamento ordinario. Nel  caso  dell'Universita'  degli
          studi di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti  per
          il funzionamento erogati ai sensi  della  legge  14  agosto
          1982, n. 590 . Le universita' nelle quali la spesa  per  il
          personale di ruolo abbia ecceduto nel  1997  e  negli  anni
          successivi il predetto limite possono effettuare assunzioni
          di personale di ruolo il cui  costo  non  superi,  su  base
          annua, il 35 per cento delle  risorse  finanziarie  che  si
          rendano disponibili per le cessazioni dal  ruolo  dell'anno
          di riferimento.  Tale  disposizione  non  si  applica  alle
          assunzioni derivanti  dall'espletamento  di  concorsi  gia'
          banditi alla data del 30 settembre 1997 e rimane  operativa
          sino a che la spesa per il personale  di  ruolo  ecceda  il
          limite previsto dal presente comma.
              5. Al comma 3 dell'articolo 5 della legge  24  dicembre
          1993, n. 537 , dopo le parole: «a  standard  dei  costi  di
          produzione per studente» sono inserite le seguenti: « ,  al
          minore valore percentuale della quota relativa  alla  spesa
          per il personale di ruolo sul fondo  per  il  finanziamento
          ordinario». Sono abrogati i commi 10, 11 e 12 dell'articolo
          5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 , nonche' il comma 1
          dell'articolo 6 della legge 18 marzo  1989,  n.  118  .  Le
          universita' statali definiscono e modificano  gli  organici
          di ateneo secondo i rispettivi ordinamenti. A decorrere dal
          1° gennaio 1998 alle universita' statali e agli osservatori
          astronomici,  astrofisici  e  vesuviano  si  applicano,  in
          materia  di  organici  e  di  vincoli   all'assunzione   di
          personale di ruolo, esclusivamente le disposizioni  di  cui
          al presente articolo.
              6. (abrogato)
              7. Ai fini dell'applicazione della presente legge,  per
          enti di ricerca o per enti pubblici di ricerca si intendono
          i soggetti di cui all'articolo 8 del decreto del Presidente
          del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993,  n.  593  ,  e
          successive modificazioni e  integrazioni,  nonche'  l'ENEA.
          All'ASI si applicano esclusivamente le disposizioni di  cui
          ai commi 2 e 6 del presente articolo,  fatto  salvo  quanto
          disposto dall'articolo 5.
              8. (omissis).
              9. A partire dall'anno 1998, il  Ministro  del  tesoro,
          del bilancio e della programmazione economica  su  proposta
          del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e
          tecnologica trasferisce, con  proprio  decreto,  all'unita'
          previsionale di base «Ricerca scientifica», capitolo  7520,
          dello stato di previsione del Ministero dell'universita'  e
          della  ricerca  scientifica  e  tecnologica,  al  fine   di
          costituire, insieme alle risorse ivi gia'  disponibili,  un
          Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca  di  interesse
          strategico, da  assegnare  al  finanziamento  di  specifici
          progetti,  un  importo   opportunamente   differenziato   e
          comunque non superiore al 5 per cento di ogni  stanziamento
          di bilancio autorizzato  o  da  autorizzare  a  favore  del
          Consiglio nazionale delle ricerche,  dell'Agenzia  spaziale
          italiana,  dell'Istituto  nazionale  di  fisica   nucleare,
          dell'Istituto   nazionale   di   fisica   della    materia,
          dell'Osservatorio  geofisico   sperimentale,   del   Centro
          italiano ricerche  aerospaziali,  dell'Ente  per  le  nuove
          tecnologie, l'energia e l'ambiente, del Fondo speciale  per
          la ricerca applicata di cui all'articolo 4 della  legge  25
          ottobre 1968, n. 1089  ,  nonche'  delle  disponibilita'  a
          valere  sulle   autorizzazioni   di   spesa   di   cui   al
          decreto-legge 22 ottobre 1992, n.  415  ,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 19 dicembre  1992,  n.  488.  Il
          Ministro dell'universita' e  della  ricerca  scientifica  e
          tecnologica,  con  proprio  decreto   emanato   dopo   aver
          acquisito   il   parere   delle   competenti    Commissioni
          parlamentari, determina le  priorita'  e  le  modalita'  di
          impiego del Fondo per specifici progetti.
              10. L'aliquota prevista dal  comma  4  dell'articolo  1
          della legge 25 giugno 1985, n. 331 , e la riserva di cui al
          comma 8 dell'articolo 7 della legge 22  dicembre  1986,  n.
          910  ,  sono   determinate   con   decreto   del   Ministro
          dell'istruzione,  dell'universita'  e  della   ricerca   di
          concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. > >
              - Il decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 164 abrogato
          dalla presente legge, a decorrere dalla data di entrata  in
          vigore dei regolamenti di cui all'art. 16,comma 2,  recava:
          «Riordino della disciplina del reclutamento dei  professori
          universitari, a norma dell'articolo 1, comma 5 della  L.  4
          novembre 2005, n. 230» ed e' pubblicato nella Gazz. Uff.  3
          maggio 2006, n. 101.
              - Si riporta il testo del comma  12,  dell'articolo  6,
          del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti  in
          materia di stabilizzazione finanziaria e di  competitivita'
          economica), convertito, con modificazioni, dalla  legge  30
          luglio 2010, n. 122, come modificato dalla presente legge:
              «12. A  decorrere  dall'anno  2011  le  amministrazioni
          pubbliche inserite nel conto  economico  consolidato  della
          pubblica amministrazione,  come  individuate  dall'Istituto
          nazionale di  statistica  (ISTAT)  ai  sensi  del  comma  3
          dell'articolo 1 della  legge  31  dicembre  2009,  n.  196,
          incluse le autorita' indipendenti, non  possono  effettuare
          spese per missioni, anche all'estero, con esclusione  delle
          missioni internazionali di pace e delle Forze armate, delle
          missioni delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, del
          personale di magistratura, nonche' di  quelle  strettamente
          connesse ad accordi  internazionali  ovvero  indispensabili
          per assicurare la partecipazione a riunioni presso  enti  e
          organismi  internazionali   o   comunitari,   nonche'   con
          investitori  istituzionali  necessari  alla  gestione   del
          debito pubblico, per un ammontare superiore al 50 per cento
          della  spesa  sostenuta  nell'anno  2009.  Gli  atti  e   i
          contratti posti in essere in violazione della  disposizione
          contenuta   nel   primo   periodo   del   presente    comma
          costituiscono   illecito   disciplinare    e    determinano
          responsabilita' erariale. Il limite di spesa stabilito  dal
          presente comma puo' essere superato  in  casi  eccezionali,
          previa  adozione  di  un  motivato  provvedimento  adottato
          dall'organo di vertice dell'amministrazione, da  comunicare
          preventivamente agli organi di controllo ed agli organi  di
          revisione dell'ente. Il presente comma non si applica  alla
          spesa effettuata per lo svolgimento di compiti ispettivi  e
          a quella effettuata  dalle  universita'  e  dagli  enti  di
          ricerca con risorse derivanti da finanziamenti  dell'Unione
          europea ovvero di soggetti privati. A decorrere dalla  data
          di entrata in vigore del presente decreto le diarie per  le
          missioni all'estero di cui all'art. 28 del decreto-legge  4
          luglio 2006, n. 223, convertito con legge 4 agosto 2006, n.
          248, non sono piu' dovute; la predetta disposizione non  si
          applica alle missioni internazionali di  pace  e  a  quelle
          comunque effettuate dalle Forze  di  polizia,  dalle  Forze
          armate e dal Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco.  Con
          decreto del Ministero degli affari esteri di  concerto  con
          il Ministero dell'economia e delle finanze sono determinate
          le misure e i limiti concernenti il rimborso delle spese di
          vitto e alloggio per il  personale  inviato  all'estero.  A
          decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente
          decreto gli articoli 15 della legge 18  dicembre  1973,  n.
          836 e 8 della legge 26  luglio  1978,  n.  417  e  relative
          disposizioni di attuazione, non si applicano  al  personale
          contrattualizzato di cui  al  D.Lgs.  n.  165  del  2001  e
          cessano di avere effetto  eventuali  analoghe  disposizioni
          contenute nei contratti collettivi.»
              - Si riporta il testo del comma 140,  dell'articolo  2,
          del decreto-legge 3 ottobre 2006, n  262,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286,  come
          modificato dalla presente legge:
              «140. Con regolamento emanato  ai  sensi  dell'articolo
          17, comma 2,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su
          proposta del Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca,
          previo parere delle  competenti  Commissioni  parlamentari,
          sono disciplinati:
              a) la struttura e il funzionamento dell'ANVUR,  secondo
          principi di imparzialita', professionalita', trasparenza  e
          pubblicita'  degli  atti,  e  di  autonomia  organizzativa,
          amministrativa  e   contabile,   anche   in   deroga   alle
          disposizioni sulla contabilita' generale dello Stato;
              b) la nomina e  la  durata  in  carica  dei  componenti
          dell'organo direttivo, scelti anche tra qualificati esperti
          stranieri, e le relative indennita', prevedendo che,  ferma
          restando  l'applicazione  delle  disposizioni  vigenti   in
          materia di collocamento a riposo, la carica di presidente o
          di componente dell'organo direttivo puo'  essere  ricoperta
          fino al compimento del settantesimo anno di eta'.»
              Si riporta il testo del comma 13 dell'articolo  66  del
          decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni  urgenti
          per  lo  sviluppo   economico,   la   semplificazione,   la
          competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e
          la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni,
          dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133,come  modificato  dalla
          presente legge:
              «13. Per il triennio 2009-2011, le universita' statali,
          fermi restando i limiti di cui all'articolo 1,  comma  105,
          della legge 30 dicembre 2004, n.  311,  possono  procedere,
          per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite  di
          un  contingente  corrispondente  ad  una  spesa   pari   al
          cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo
          indeterminato   complessivamente   cessato   dal   servizio
          nell'anno precedente.  Ciascuna  universita'  destina  tale
          somma  per  una  quota  non  inferiore  al  50  per   cento
          all'assunzione di ricercatori e per una quota non superiore
          al 20 per  cento  all'assunzione  di  professori  ordinari.
          Fermo restando il rispetto dei predetti limiti di spesa, le
          quote di cui al periodo precedente non  si  applicano  agli
          Istituti  di  istruzione   universitaria   ad   ordinamento
          speciale. Sono fatte salve le  assunzioni  dei  ricercatori
          per i concorsi di cui  all'articolo  1,  comma  648,  della
          legge 27 dicembre 2006, n. 296, nei  limiti  delle  risorse
          residue previste dal predetto articolo 1,  comma  650.  Nei
          limiti previsti dal presente comma e' compreso, per  l'anno
          2009,  anche  il  personale   oggetto   di   procedure   di
          stabilizzazione  in  possesso  degli  specifici   requisiti
          previsti  dalla  normativa  vigente.  Nei  confronti  delle
          universita' per l'anno 2012 si applica quanto disposto  dal
          comma 9. Le limitazioni di cui al  presente  comma  non  si
          applicano alle assunzioni di  personale  appartenente  alle
          categorie protette. In  relazione  a  quanto  previsto  dal
          presente  comma,  l'autorizzazione   legislativa   di   cui
          all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre
          1993, n. 537, concernente il  fondo  per  il  finanziamento
          ordinario delle universita', e' ridotta di 63,5 milioni  di
          euro per l'anno 2009, di 190 milioni  di  euro  per  l'anno
          2010, di 316 milioni  di  euro  per  l'anno  2011,  di  417
          milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro  a
          decorrere dall'anno 2013.»
              - Il testo dell'articolo 9, comma 21, del decreto-legge
          31 maggio 2010,n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla
          legge 30 luglio 2010, n. 122 e' il seguente:
              «21. I meccanismi di  adeguamento  retributivo  per  il
          personale non contrattualizzato di cui all'articolo 3,  del
          decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  cosi'  come
          previsti dall'articolo 24 della legge 23 dicembre 1998,  n.
          448, non si applicano  per  gli  anni  2011,  2012  e  2013
          ancorche' a titolo di acconto, e non danno comunque luogo a
          successivi recuperi. Per le categorie di personale  di  cui
          all'articolo 3 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
          165  e  successive  modificazioni,  che  fruiscono  di   un
          meccanismo di progressione automatica degli  stipendi,  gli
          anni 2011, 2012  e  2013  non  sono  utili  ai  fini  della
          maturazione  delle  classi  e  degli  scatti  di  stipendio
          previsti dai rispettivi ordinamenti. Per  il  personale  di
          cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30  marzo  2001,
          n.  165  e  successive  modificazioni  le  progressioni  di
          carriera comunque denominate eventualmente  disposte  negli
          anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti  anni,
          ai  fini  esclusivamente  giuridici.   Per   il   personale
          contrattualizzato  le  progressioni  di  carriera  comunque
          denominate ed i passaggi tra le aree eventualmente disposte
          negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i  predetti
          anni, ai fini esclusivamente giuridici.»
              - Il comma 2, dell'articolo 17  della  legge  7  agosto
          1990,  n.245  (Norme  sul  piano  triennale   di   sviluppo
          dell'universita' e per l'attuazione del piano  quadriennale
          1986-1990) e' il seguente:
              «2. Per gli anni 1990-1992 la spesa e' determinata, per
          la parte corrente, in lire 48.500 milioni per l'anno  1990,
          lire 128.500 milioni per l'anno 1991 e lire 148.500 milioni
          per l'anno 1992, e per la parte in conto capitale  in  lire
          50.000 milioni per l'anno 1990, lire  130.000  milioni  per
          l'anno 1991 e lire  150.000  milioni  per  l'anno  1992.  A
          decorrere dal 1993 le quote annue, rispettivamente di parte
          corrente e di parte capitale, sono determinate dalla  legge
          finanziaria ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera c),
          della  legge  5  agosto  1978,  n.  468,  come   sostituito
          dall'articolo 5 della legge  23  agosto  1988,  n.  362.  A
          decorrere  dal  1996  le  quote  di  spesa   annuali   sono
          determinate dalla legge finanziaria ai sensi della  lettera
          d) del citato comma 3 dell'articolo 11 della legge  n.  468
          del 1978.»
              - Si riporta il testo dell'articolo 5, della  legge  19
          ottobre 1999, n.370 (Disposizioni in materia di universita'
          e di ricerca scientifica e tecnologica):
              «Art.   5.   Assegni   di   ricerca   e    scuole    di
          specializzazione.
              1. E' autorizzata la spesa nel limite massimo  di  lire
          33,5 miliardi per l'anno 1999, di lire  38,5  miliardi  per
          l'anno 2000 e di lire 51,5 miliardi a  decorrere  dall'anno
          2001, per il cofinanziamento  di  importi  destinati  dagli
          atenei all'attivazione  di  assegni  di  ricerca  ai  sensi
          dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n.
          449. L'importo e' ripartito secondo criteri determinati con
          decreti  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
          scientifica e tecnologica, tenendo conto delle esigenze  di
          potenziamento dell'attivita' di ricerca delle  universita'.
          I medesimi  decreti  prevedono  altresi'  le  modalita'  di
          controllo  sistematico   e   di   verifica   dell'effettiva
          attivazione degli assegni. Alla  scadenza  del  termine  di
          durata dell'assegno, apposite commissioni  istituite  dagli
          atenei formulano  un  giudizio  sull'attivita'  di  ricerca
          svolta dal titolare, anche ai fini del rinnovo.
              2. E' autorizzata la spesa di  lire  7,7  miliardi  per
          l'anno 2000 e di  lire  8  miliardi  per  l'anno  2001,  da
          ripartire tra gli atenei  come  contributi  alle  spese  di
          funzionamento  delle  scuole  di  specializzazione  per  le
          professioni legali  di  cui  all'articolo  16  del  decreto
          legislativo 17  novembre  1997,  n.  398,  con  i  medesimi
          criteri  adottati   nei   provvedimenti   attuativi   della
          programmazione del sistema universitario 1998-2000.
              3. E' autorizzata la  spesa  di  lire  2  miliardi  per
          l'anno 2000 e di  lire  2  miliardi  per  l'anno  2001,  da
          ripartire tra  gli  atenei  che  gestiscono  le  scuole  di
          specializzazione per la formazione degli insegnanti.»
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