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Comunicato del 4 agosto 2010

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, espresso nel corso della riunione del 22 luglio scorso e il conseguente parere favorevole da parte del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta ieri è stata apposta presso l’ARAN la firma definitiva al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale non dirigente del comparto delle Istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (Afam).

La firma conclusiva perfeziona in una soluzione unica l’intero quadriennio contrattuale con i due CCNL relativi ai bienni 2006-07 e 2008-09 ed il quadriennio giuridico 2006/2009.

In un periodo di estrema difficoltà, a causa della più grave crisi economica che si sia registrata dal dopoguerra ad oggi, nel quale il Governo ha avviato politiche di estremo rigore finanziario soprattutto per il settore pubblico per il quale è stato deciso lo stop ai rinnovi contrattuali e agli incrementi stipendiali, la firma per il settore AFAM appare con totale evidenza come risarcitoria. Conservatori, Accademie di Belle Arti, Accademia di Danza, Accademia di Arte Drammatica, Istituti Musicali Pareggiati, Accademie di Belle Arti legalmente e I.S.I.A. in questi ultimi anni hanno subito, infatti, un vero è proprio scippo. Non facciamo riferimento solo in termini economici al mancato adeguamento degli stipendi, ma soprattutto al tradimento delle legittime aspettative sotto il profilo lavorativo e professionale. Il mancato rinnovo dei contratti AFAM nei tempi previsti, cosa che è accaduta, pur con ritardi diversi, a tutti gli altri comparti, è coincisa con una fase di stagnazione del processo di riforma. Il contratto stesso, del resto, è stato sempre considerato dalle forze sindacali e dai lavoratori come strumento di completamente dell’iter riformatore avviato con la legge del 1999.

Una riforma che è diventata operativa solamente perchè i lavoratori hanno accettato, pur in presenza di segnali poco coerenti da parte di chi aveva precisi compiti istituzionali, di farsi carico, senza alcun riconoscimento, del peso di una difficile fase di sperimentazione.

Di fronte ad un comportamento altamente responsabile i lavoratori del settore hanno ricevuto un silenzio lungo quasi 5 anni, tanto è durata la vertenza contrattuale. Oggi finalmente è stata voltata pagina e dopo tante amarezza e molti bocconi amari è il momento di guardare con ottimismo al futuro delle istituzioni AFAM a cui la Federazione CISL Università ha sempre creduto e questo spiega la nostra determinazione, in quest’arco di tempo, a rifiutare la frequente proposta a firmare con una base economica minimale e bloccata.

Serviva un contratto di “recupero” delle risorse ma anche della fiducia. Ed è finalmente arrivato.

Occorre, poi, sottolineare che sotto il profilo dei contenuti l’articolato, pur non rispondendo immediatamente a tutte le richieste, deve essere considerato soddisfacente. In particolare evidenziamo che il contratto accoglie le indicazioni della Federazione CISL Università in tema di orario di lavoro con la ridefinizione dell’impegno orario del personale docente e la volontà a individuare una nuova articolazione della mobilità del personale docente. Da evidenziare anche la nuova classificazione del personale tecnico e amministrativo, suddiviso per aree e improntato a criteri di flessibilità e l’estensione a tutto il personale a tempo determinato dei diritti in merito a permessi retribuiti e assenze per malattia.

Il rinnovo contrattuale non ha sciolto tutti punti che erano presenti nelle piattaforme sindacali. Per molti aspetti è stata prevista una sequenza contrattuale che dovrà contribuire all’avanzamento del percorso riformatore.

Tra i temi da affrontare in quella sede l’opportunità di sviluppo professionale ed economico per il personale docente (passaggio dalla seconda alla prima fascia con procedure selettive interne con requisiti da concordare); la previsione di benefici economici, una tantum, per i docenti attualmente di prima fascia; ?la definizione di un’unica qualifica EP, cui correlare il riconoscimento di una retribuzione di posizione e di risultato attraverso specifici incarichi; la programmazione di percorsi di sviluppo professionale ed economico per il personale tecnico e amministrativo.

Esprimiamo soddisfazione per la firma sapendo che questa non rappresenta una tappa finale ma solo intermedia nel processo che deve portare le istituzioni AFAM a livello di quelle degli altri Paesi europei.

Con quest’obiettivo la Federazione CISL Università ritiene fondamentale “chiudere” la sequenza contrattuale concordata in tempi brevi senza più rinviare per nessuna ragione la completezza ordinamentale necessaria a garantire condizioni di lavoro favorevoli agli operatori del settore e il pieno raggiungimento degli scopi della riforma. In questo cammino uno dei punti più urgenti è l’emanazione dello schema di D.P.R. sul “Regolamento recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo del sistema dell’alta formazione artistica musicale e coreutica, nonché per il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico” la cui discussione nelle aule parlamentari deve essere avviata con estrema urgenza. Di seguito pubblichiamo le tabelle relative agli aumenti contrattuali calcolati al 01 settembre 2010.

Gli stessi sono considerati al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali e al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale ricevuta fino a oggi.

QUI il comunicato,  le tabelle e il testo completo del contratto AFAM.

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