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La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

1. Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti
in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’
economica, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in
allegato alla presente legge.
2. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base
degli articoli 5, comma 10, e 12, comma 12, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, nonche’ del decreto-legge 23 giugno 2010, n. 94.
3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 30 luglio 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica: (atto n. 2228)
Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Berlusconi)
e dal Ministro dell’economia e delle finanze (Tremonti) il 31 maggio
2010.
Assegnato alla 5ª Commissione (Bilancio), in sede referente, il
1° giugno 2010 con pareri delle Commissioni lª, 2ª, 3ª, 4ª, 6ª, 7ª,
8ª 9ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª,14ª e Questioni regionali.
Esaminato dalla 1ª Commissione (Affari Costituzionali), in sede
consultiva, sull’esistenza dei presupposti di costituzionalita1’8 ed
il 9 giugno 2010.
Esaminato dalla 5ª Commissione il 1°, 9, 15, 16, 17, 22, 23, 24,
25, 29 e 30 giugno 2010; il 1°, 2, 5, 6, 7, 8, 9 e 14 luglio 2010.
Relazione scritta presentata il 13 luglio 2010 (S. 2228- A),
relatore sen. Azzolini.
Esaminato in Aula i1 9, 15 e 29 giugno 2010; il 6, 8, 13 e 14
luglio 2010 ed approvato, con modificazioni, il 15 luglio 2010.
Camera dei deputati: (atto n. 3638)
Assegnato alla V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),
in sede referente, il 19 luglio 2010 con pareri del Comitato per la
legislazione e delle Commissioni I, II, III, IV, VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII, XIV e Questioni regionali.
Esaminato dalla V Commissione il 19, 20, 21 e 22 luglio 2010.
Esaminato in Aula il 26, 27 luglio 2010 ed approvato il 29 luglio
2010.


Avvertenza:
Il decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, e’ stato
pubblicato in Supplemento Ordinario n. 114/L alla Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 125 del 31 maggio 2010.
A norma dell’art. 15 comma 5, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
le modifiche apportate dalla presente legge di conversione
hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di
conversione e’ pubblicato qui di seguito.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 31 MAGGIO 2010, N. 78

All’articolo 2, al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Dato il vincolo europeo alla stabilizzazione della spesa
pubblica, nel caso in cui gli effetti finanziari previsti in
relazione all’articolo 9 risultassero, per qualsiasi motivo,
conseguiti in misura inferiore a quella prevista, con decreto di
natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri,
da emanare su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, e’ disposta, con
riferimento alle missioni di spesa dei Ministeri interessati, una
ulteriore riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di cui al
quarto periodo del presente comma sino alla concorrenza dello
scostamento finanziario riscontrato».
All’articolo 4:
al comma 2, nella lettera d), le parole: «nello 0,20 per cento dei
pagamenti diretti effettuati dai cittadini tramite le carte» sono
sostituite dalle seguenti: «nel 20 per cento delle commissioni di
interscambio conseguite dal gestore del servizio per pagamenti
diretti effettuati dai cittadini tramite le carte»;
dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:
«4-bis. Per le amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 197,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, non si applicano, a decorrere
dal 1° gennaio 2011, le disposizioni di cui all’articolo 383 del
regolamento di cui al regio decreto 23 maggio 1924, n. 827.
4-ter. Al fine di armonizzare le disposizioni di cui all’articolo
2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, con i nuovi
criteri indicati dalla legge 31 dicembre 2009, n. 196, dal 1° gennaio
2011 le competenze fisse ed accessorie al personale delle
amministrazioni centrali dello Stato sono imputate alla competenza
del bilancio dell’anno finanziario in cui vengono disposti i
pagamenti e le eventuali somme rimaste da pagare alla fine di ogni
esercizio relativamente alle competenze accessorie sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai
competenti capitoli/piani gestionali dell’esercizio successivo.
4-quater. I pagamenti delle retribuzioni fisse ed accessorie dei
pubblici dipendenti, effettuati mediante utilizzo delle procedure
informatiche e dei servizi del Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento dell’Amministrazione generale del personale e
dei servizi, sono emessi con il solo riferimento ai pertinenti
capitoli di bilancio e successivamente, a pagamento avvenuto, ne
viene disposta l’imputazione agli specifici articoli in cui si
ripartisce il capitolo medesimo. Sono riportati nell’elenco previsto
dall’articolo 26, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, i
capitoli con l’indicazione dei soli articoli relativi alle competenze
fisse. Non possono essere disposte variazioni compensative tra le
dotazioni degli articoli di cui al citato elenco e gli altri articoli
in cui si ripartisce il capitolo.
4-quinquies. Gli importi relativi ai pagamenti delle competenze
fisse ed accessorie disposti attraverso le procedure informatiche e
dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento dell’Amministrazione generale del personale e dei
servizi, e non andati a buon fine, sono versati dalla tesoreria
statale all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva
riassegnazione allo specifico piano gestionale dei pertinenti
capitoli di spesa, al fine della riemissione con le medesime
modalita’ dei titoli originari. Le procedure di rinnovo dei pagamenti
sono stabilite con il decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze di natura non regolamentare di cui all’articolo 2, comma 197,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
4-sexies. All’inizio di ogni anno, le amministrazioni di cui al
comma 4-bis stabiliscono, con decreto del Ministro competente, una
dotazione finanziaria per ogni struttura periferica, sia decentrata
che delegata, a valere sugli stanziamenti concernenti le competenze
accessorie al personale, entro i cui limiti le medesime strutture
periferiche programmano le attivita’. La predetta dotazione viene
successivamente definita, nel rispetto dei citati limiti, in
relazione ai criteri stabiliti dagli accordi sindacali intervenuti in
sede di contrattazione collettiva integrativa.
4-septies. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 2, comma 197,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, a modifica di quanto previsto
dall’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il
pagamento delle competenze accessorie spettanti al personale
scolastico e’ effettuato mediante ordini collettivi di pagamento di
cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 31 ottobre
2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2002
ed e’ disposto congiuntamente al pagamento delle competenze fisse,
fatta eccezione per il personale supplente breve nominato dai
dirigenti scolastici, le cui competenze fisse, all’infuori dei casi
di cui all’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2007,
n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007,
n. 176, continuano ad essere pagate a carico dei bilanci delle
scuole.
4-octies. Con decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, all’inizio di ogni anno viene
stabilita per ciascuna istituzione scolastica una dotazione
finanziaria a valere sugli stanziamenti concernenti le competenze
accessorie dovute al personale di cui al comma 4-septies ed iscritti
nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, entro i cui limiti le medesime
istituzioni programmano le conseguenti attivita’. La predetta
dotazione viene successivamente definita, nel rispetto dei predetti
limiti, in relazione ai criteri stabiliti dagli accordi sindacali
intervenuti in sede di contrattazione collettiva integrativa.
4-novies. Con decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, potranno essere disposte eventuali
modifiche al regolamento riguardante le istruzioni generali sulla
gestione amministrativa-contabile delle istituzioni scolastiche, a
seguito delle disposizioni introdotte dai commi 4-septies e 4-octies
del presente articolo.
4-decies. Le maggiori entrate derivanti dai commi da 4-bis a
4-novies, al netto di quanto previsto all’articolo 55, comma 7-bis,
lettera c), concorrono a costituire la dotazione finanziaria nei
limiti della quale sono attuate le disposizioni di cui all’articolo
42».
All’articolo 5:
al comma 6:
la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
«a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
“2. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di
percepire, nei limiti fissati dal presente capo, un gettone di
presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun
caso l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da un consigliere
puo’ superare l’importo pari ad un quarto dell’indennita’ massima
prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base al decreto di
cui al comma 8. Nessuna indennita’ e’ dovuta ai consiglieri
circoscrizionali ad eccezione dei consiglieri circoscrizionali delle
citta’ metropolitane per i quali l’ammontare del gettone di presenza
non puo’ superare l’importo pari ad un quarto dell’indennita’
prevista per il rispettivo presidente.”»;
alla lettera b), il numero 1) e’ soppresso; le lettere c) e d) sono
soppresse;
al comma 7, al primo periodo, le parole: «fino a 250.000 abitanti e
per le province con popolazione tra 500.000» sono sostituite dalle
seguenti: «tra 15.001 e 250.000 abitanti e per le province con
popolazione tra 500.001»; al terzo periodo, le parole:
«dell’indennita’ di funzione» sono sostituite dalle seguenti: «del
gettone di presenza» e al quarto periodo, le parole: «enti
territoriali diversi da quelli di cui all’articolo 114 della
Costituzione,» sono sostituite dalle seguenti: «forme associative di
enti locali»;
al comma 8, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
«a) al comma 1, dopo le parole: “i gettoni di presenza” sono
inserite le seguenti: “o altro emolumento comunque denominato”»;
il comma 10 e’ soppresso;
al comma 11, le parole: «una indennita’ di funzione» sono
sostituite dalle seguenti: «un emolumento, comunque denominato».
All’articolo 6:
al comma 1, le parole: «D.P.R. 20 gennaio 2008, n. 43» sono
sostituite dalle seguenti: «decreto del Presidente della Repubblica
30 gennaio 2008, n. 43, alla Commissione per l’esame delle istanze di
indennizzi e contributi relative alle perdite subite dai cittadini
italiani nei territori ceduti alla Jugoslavia, nella Zona B dell’ex
territorio libero di Trieste, nelle ex Colonie ed in altri Paesi,
istituita dall’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 114, al Comitato di
consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni di cui ai
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 giugno 1993 e 4
maggio 2007 nonche’ alla Commissione di cui all’articolo 1, comma 1,
del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 114 »;
al comma 2, ultimo periodo, dopo le parole: «e comunque alle
universita’» sono inserite le seguenti: «, enti e fondazioni di
ricerca e organismi equiparati,» e sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: «, alle ONLUS, alle associazioni di promozione
sociale, agli enti pubblici economici individuati con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze su proposta del Ministero
vigilante, nonche’ alle societa’ »;
al comma 4, dopo la parola: «autorizzazione» sono inserite le
seguenti: «del Consiglio dei Ministri»;
al comma 6, al primo periodo, dopo le parole: «nelle societa’
possedute» sono inserite le seguenti: «direttamente o
indirettamente», la parola: «predette» e’ soppressa, dopo la parola:
«compenso» sono inserite le seguenti: «di cui all’articolo 2389,
primo comma, del codice civile,» e le parole: «del consiglio di
amministrazione e del collegio sindacale» sono sostituite dalle
seguenti: «degli organi di amministrazione e di quelli di controllo»;
all’ultimo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e
alle loro controllate»;
al comma 7, al primo periodo, dopo le parole: «organismi
equiparati» sono inserite le seguenti: «nonche’ gli incarichi di
studio e consulenza connessi ai processi di privatizzazione e alla
regolamentazione del settore finanziario» ed e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Le disposizioni di cui al presente comma non si
applicano alle attivita’ sanitarie connesse con il reclutamento,
l’avanzamento e l’impiego del personale delle Forze armate, delle
Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco»;
al comma 8, al terzo periodo, le parole: «, ne’ a fruire di riposi
compensativi» sono soppresse; le parole:, «Per le forze armate e le
forze di polizia l’autorizzazione e’ rilasciata dal Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente.» sono
soppresse e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, alle feste
nazionali previste da disposizioni di legge e a quelle istituzionali
delle Forze armate e delle Forze di polizia»;
al comma 12, al primo periodo, le parole: «delle missioni
internazioni di pace» sono sostituite dalle seguenti: «delle missioni
internazionali di pace e delle Forze armate»; al quinto periodo, le
parole: «internazioni di pace» sono sostituite dalle seguenti:
«internazionali di pace e a quelle comunque effettuate dalle Forze di
polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigili del
fuoco»;
al comma 13, al primo periodo, dopo le parole: «per attivita’» e’
inserita la seguente: «esclusivamente» e all’ultimo periodo, dopo le
parole: «Forze armate» sono inserite le seguenti: «, dal Corpo
nazionale dei vigili del fuoco»;
al comma 14, le parole: «dicembre 1999» sono sostituite dalle
seguenti: «dicembre 2009»;
al comma 16, all’ultimo periodo, dopo le parole: «dell’Economia e
delle Finanze» sono inserite le seguenti: «ed e’ versato all’entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnato al fondo ammortamento
dei titoli di Stato»;
al comma 20, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai lavori
della Conferenza Stato-Regioni partecipano due rappresentanti delle
Assemblee legislative regionali designati d’intesa tra loro
nell’ambito della Conferenza dei Presidenti dell’Assemblea, dei
Consigli regionali e delle province autonome di cui agli articoli 5,
8 e 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11»;
sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«21-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo non si
applicano agli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.
21-ter. Il Ministro della difesa, compatibilmente con quanto
statuito in sede contrattuale ovvero di accordi internazionali
comunque denominati in materia di programmi militari di investimento,
puo’ autorizzare il differimento del piano di consegna dei relativi
mezzi e sistemi d’arma, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.
21-quater. Con decreto del Ministero della difesa, adottato
d’intesa con l’Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centrale
della rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione, a
decorrere dal l° gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagli
utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del
Ministero della difesa, fermo restando per l’occupante l’obbligo di
rilascio entro il termine fissato dall’Amministrazione, anche se in
regime di proroga, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, in
mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall’Agenzia del
territorio, del reddito dell’occupante e della durata
dell’occupazione. Le maggiorazioni del canone derivanti dalla
rideterminazione prevista dal presente comma affluiscono ad apposito
capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere
riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa.
21-quinquies. Con decreto di natura non regolamentare del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri della
giustizia e dell’interno, da emanare entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono dettate specifiche disposizioni per disciplinare termini e
modalita’ per la vendita dei titoli sequestrati di cui all’articolo 2
del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, in modo tale da
garantire la massima celerita’ del versamento del ricavato
dell’alienazione al Fondo unico giustizia, che deve avvenire comunque
entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento di sequestro,
nonche’ la restituzione all’avente diritto, in caso di dissequestro,
esclusivamente del ricavato dell’alienazione, in ogni caso fermi
restando i limiti di cui al citato articolo 2 del decreto-legge 16
settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
novembre 2008, n. 181, entro i quali e’ possibile l’utilizzo di beni
e valori sequestrati.
21-sexies. Per il triennio 2011-2013, ferme restando le dotazioni
previste dalla legge 23 dicembre 2009, n. 192, le Agenzie fiscali di
cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, possono assolvere
alle disposizioni del presente articolo, del successivo articolo 8,
comma 1, primo periodo, nonche’ alle disposizioni vigenti in materia
di contenimento della spesa dell’apparato amministrativo effettuando
un riversamento a favore dell’entrata del bilancio dello Stato pari
all’1 per cento delle dotazioni previste sui capitoli relativi ai
costi di funzionamento stabilite con la citata legge. Si applicano in
ogni caso alle Agenzie fiscali le disposizioni di cui al comma 3 del
presente articolo, nonche’ le disposizioni di cui all’articolo 1,
comma 22, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, all’articolo 2, comma
589, e all’articolo 3, commi 18, 54 e 59, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, all’articolo 27, comma 2, e all’articolo 48, comma 1,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Le predette Agenzie
possono conferire incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19,
comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenendo conto
delle proprie peculiarita’ e della necessita’ di garantire gli
obiettivi di gettito fissati annualmente. Le medesime Agenzie possono
conferire incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19, comma
5-bis, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 anche a
soggetti appartenenti alle magistrature e ai ruoli degli avvocati e
procuratori dello Stato previo collocamento fuori ruolo, comando o
analogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti. Il
conferimento di incarichi eventualmente eccedenti le misure
percentuali previste dal predetto articolo 19, comma 6, e’ disposto
nei limiti delle facolta’ assunzionali a tempo indeterminato delle
singole Agenzie.
21-septies. All’articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 31
dicembre 1992, n. 545, la parola: “immediatamente” e’ soppressa».
All’articolo 7:
dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
«3-bis. Con effetto dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, al fine di assicurare la piena
integrazione delle funzioni in materia di previdenza e assistenza,
l’Ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM), istituito in base
al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 21 ottobre
1947, n. 1346, ratificato dalla legge 21 marzo 1953, n. 90, e
successive modificazioni, e’ soppresso e le relative funzioni sono
attribuite all’INPDAP che succede in tutti i rapporti attivi e
passivi»;
al comma 4, dopo le parole: «il Ministro dell’economia e delle
finanze» sono inserite le seguenti: «e con il Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione», dopo le parole: «del
presente decreto» sono inserite le seguenti: «ovvero, per l’ENAM, di
concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto,» e sono aggiunte, in fine,
le seguenti parole: «ovvero, per l’ENAM, alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto»;
al comma 7, nella lettera b), l’ultimo periodo e’ sostituito dal
seguente: «In caso di mancato raggiungimento dell’intesa entro tale
termine, il Consiglio dei Ministri puo’ comunque procedere alla
nomina con provvedimento motivato»;
al comma 10, le parole: «articolo 2, comma 1, punto 4), della legge
9 marzo 1989, n. 88» sono sostituite dalle seguenti: «articolo 1,
primo comma, numero 4), del decreto del Presidente della Repubblica
30 aprile 1970, n. 639, e successive modificazioni» e le parole: «42
e 44, della medesima legge» sono sostituite dalle seguenti: «33 e 34
del medesimo decreto del Presidente della Repubblica»;
al comma 15, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «Lo
svolgimento delle attivita’ di ricerca a supporto dell’elaborazione
delle politiche sociali confluisce nell’ambito dell’organizzazione
dell’ISFOL in una delle macroaree gia’ esistenti» e al terzo periodo,
dopo le parole: «il Ministro dell’economia e delle finanze» sono
inserite le seguenti: «e con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione»;
al comma 16, al primo periodo, le parole: «1 aprile 1978,» sono
sostituite dalle seguenti: «1° aprile 1978, n. 202,»; dopo il quinto
periodo e’ inserito il seguente: «Con decreti di natura non
regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono individuate le risorse
strumentali, umane e finanziarie dell’Ente soppresso, sulla base
delle risultanze del bilancio di chiusura della relativa gestione
alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto»;
al comma 17, dopo le parole: «sono computate» sono inserite le
seguenti: «, previa verifica del Dipartimento della funzione pubblica
con il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,»;
al comma 18, al primo periodo, sono aggiunte le seguenti parole: «e
all’ISTAT»; al secondo periodo, dopo le parole: «del Ministro
dell’economia e delle finanze» sono inserite le seguenti: «di
concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione» e le parole: «anche presso gli enti e le istituzioni
di ricerca» sono sostituite dalle seguenti: «anche presso l’ISTAT»;
al comma 20, al secondo periodo, dopo le parole: «con il Ministro
dell’economia e delle finanze» sono aggiunte le seguenti: «e con il
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione» ed e’
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Fermi restando i risparmi
attesi, per le stazioni sperimentali e l’Istituto nazionale per le
conserve alimentari (INCA), indicati nell’allegato 2, con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono individuati tempi e concrete modalita’ di
trasferimento dei compiti e delle attribuzioni, nonche’ del personale
e delle risorse strumentali e finanziarie»;
al comma 21, il secondo periodo e’ soppresso; al terzo periodo, le
parole da: «Le funzioni» fino a: «destinatarie» sono sostituite dalle
seguenti: «Le funzioni svolte dall’INSEAN e le connesse risorse
umane, strumentali e finanziarie sono trasferite al Consiglio
nazionale delle ricerche», dopo le parole: «Ministro dell’economia e
delle finanze» sono inserite le seguenti: «, con il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro
per la pubblica amministrazione e l’innovazione» e le parole da: «e
sono individuate» fino alla fine del periodo sono soppresse; al
quarto periodo, le parole: «del Ministero» sono sostituite dalle
seguenti: «del Consiglio nazionale delle ricerche»; al quinto
periodo, le parole: «Le amministrazioni di cui al presente comma
provvedono» sono sostituite dalle seguenti: «Il Consiglio nazionale
delle ricerche provvede»; al sesto periodo, le parole: «del
Ministero» sono sostituite dalle seguenti: «del Consiglio nazionale
delle ricerche»; al settimo periodo, le parole: «le amministrazioni
di destinazione subentrano» sono sostituite dalle seguenti: «il
Consiglio nazionale delle ricerche subentra»;
sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«31-bis. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni di Autorita’
nazionale anticorruzione, ai sensi dell’articolo 6 della legge 3
agosto 2009, n. 116, da parte del Dipartimento della funzione
pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e’ autorizzata
la spesa di euro 2 milioni per l’anno 2011. Al relativo onere si
provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate
derivanti dall’articolo 38, commi 13-bis e seguenti.
31-ter. L’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari
comunali e provinciali, istituita dall’articolo 102 del testo unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ soppressa.
Il Ministero dell’interno succede a titolo universale alla predetta
Agenzia e le risorse strumentali e di personale ivi in servizio,
comprensive del fondo di cassa, sono trasferite al Ministero
medesimo.
31-quater. Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le date di
effettivo esercizio delle funzioni trasferite e sono individuate le
risorse umane, strumentali e finanziarie riallocate presso il
Ministero dell’interno. I dipendenti a tempo indeterminato sono
inquadrati nei ruoli del Ministero dell’interno, sulla base di
apposita tabella di corrispondenza approvata con il medesimo decreto
di cui al primo periodo. I dipendenti trasferiti mantengono il
trattamento economico fondamentale ed accessorio, limitatamente alle
voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento.
31-quinquies. Al fine di garantire la continuita’ delle attivita’
di interesse pubblico gia’ facenti capo all’Agenzia, fino al
perfezionamento del processo di riorganizzazione, l’attivita’ gia’
svolta dalla predetta Agenzia continua ad essere esercitata presso la
sede e gli uffici a tal fine utilizzati.
31-sexies. Il contributo a carico delle amministrazioni provinciali
e dei comuni previsto dal comma 5 dell’articolo 102 del citato
decreto legislativo n. 267 del 2000 e’ soppresso dal 1° gennaio 2011
e dalla medesima data sono corrispondentemente ridotti i contributi
ordinari delle amministrazioni provinciali e dei comuni, per essere
destinati alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione del
comma 31-ter. I criteri della riduzione sono definiti con decreto del
Ministro dell’interno di concerto con i Ministri dell’economia e
delle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione,
sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto.
31-septies. Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, sono abrogati gli articoli 102 e 103. Tutti i richiami
alla soppressa Agenzia di cui al citato articolo 102 sono da
intendere riferiti al Ministero dell’interno.
31-octies. Le amministrazioni destinatarie delle funzioni degli
enti soppressi ai sensi dei commi precedenti, in esito
all’applicazione dell’articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, e dell’articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 25, rideterminano, senza nuovi o maggiori oneri, le
dotazioni organiche, tenuto conto delle vacanze cosi’ coperte,
evitando l’aumento del contingente del personale di supporto nel
rispetto di quanto previsto dall’articolo 74, comma 1, lettera b),
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133».
All’articolo 8:
al comma 1, al quarto periodo, le parole: «9 aprile 2008, n. 2008»
sono sostituite dalle seguenti: «9 aprile 2008, n. 81»;
al comma 4, al primo periodo, le parole: «di cui al presente comma»
sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 3»;
al comma 5, al terzo periodo, le parole: «entro 60 giorni
dall’approvazione del presente decreto» sono sostituite dalle
seguenti: «entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto» e al quarto periodo, le parole: «dal decreto-legge»
sono sostituite dalle seguenti: «dalla legge»;
al comma 6, le parole: «12 novembre» sono sostituite dalle
seguenti: «13 novembre» e dopo la parola: «riconoscendo» sono
inserite le seguenti: «al predetto Ministero»;
al comma 7, le parole: «della presente legge» sono sostituite dalle
seguenti: «del presente decreto»;
al comma 9, al primo periodo, le parole: «30 marzo 20011» sono
sostituite dalle seguenti: «30 marzo 2001» e all’ultimo periodo, le
parole: «con il Ministro dell’economia» sono sostituite dalle
seguenti: «con il Ministero dell’economia»;
dopo il comma 11, e’ inserito il seguente:
«11-bis. Al fine di tenere conto della specificita’ del comparto
sicurezza-difesa e delle peculiari esigenze del comparto del soccorso
pubblico, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze e’ istituito un fondo con una dotazione di 80 milioni
di euro annui per ciascuno degli anni 2011 e 2012 destinato al
finanziamento di misure perequative per il personale delle Forze
armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco interessato alle disposizioni di cui all’articolo 9, comma 21.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
dei Ministri competenti, sono individuate le misure e la ripartizione
tra i Ministeri dell’interno, della difesa, delle infrastrutture e
dei trasporti, della giustizia, dell’economia e delle finanze e delle
politiche agricole alimentari e forestali delle risorse del fondo di
cui al primo periodo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato a dispone, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di bilancio. Ai relativi oneri si fa fronte mediante utilizzo di
quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione dei
commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo 38»;
al comma 12, dopo le parole: «decreto legislativo n. 165 del 2001»
sono inserite le seguenti: «e dei datori di lavoro del settore
privato» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e quello di
cui all’articolo 3, comma 2, primo periodo, del medesimo decreto
legislativo e’ differito di dodici mesi»;
al comma 14, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La
destinazione delle risorse previste dal presente comma e’ stabilita
con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative»;
al comma 15, le parole: «del Ministro del Lavoro e delle politiche
sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle Finanze»
sono sostituite dalle seguenti: «del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali»;
dopo il comma 15, e’ aggiunto il seguente:
«15-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo, ad eccezione
di quanto previsto al comma 15, non si applicano agli enti di cui al
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo
10 febbraio 1996, n. 103».
All’articolo 9:
al comma 1, le parole: «in godimento nell’anno 2010» sono
sostituite dalle seguenti: «ordinariamente spettante per l’anno 2010,
al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della
dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da
eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso
d’anno, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21, terzo e
quarto periodo, per le progressioni di carriera comunque denominate,
maternita’, malattia, missioni svolte all’estero, effettiva presenza
in servizio» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e
dall’articolo 8, comma 14»;
dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013
l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al
trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale,
di ciascuna delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non puo’ superare il
corrispondente importo dell’anno 2010 ed e’, comunque,
automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del
personale in servizio»;
al comma 4, al secondo periodo, le parole: «del presente decreto i
trattamenti» sono sostituite dalle seguenti: «del presente decreto; i
trattamenti»;
al comma 8, al primo periodo, le parole: «di cui al comma
all’articolo l» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo
1»;
dopo il comma 15, e’ inserito il seguente:
«15-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, anche attraverso i propri uffici periferici, nei limiti di
spesa previsti dall’elenco 1 allegato alla legge 23 dicembre 2009, n.
191, e’ autorizzato a prorogare i rapporti convenzionali in essere,
attivati dagli uffici scolastici provinciali e prorogati
ininterrottamente, per l’espletamento di funzioni corrispondenti ai
collaboratori scolastici, a seguito del subentro dello Stato ai sensi
dell’articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, nonche’ del
decreto del Ministro della pubblica istruzione 23 luglio 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, nei
compiti degli enti locali»;
al comma 19, le parole: «di cui al comma 16» sono sostituite dalle
seguenti: «di cui al comma 18»;
al comma 22, il secondo, terzo, quarto, quinto e sesto periodo sono
sostituiti dai seguenti: «Per il predetto personale l’indennita’
speciale di cui all’articolo 3 della legge 19 febbraio 1981, n. 27,
spettante negli anni 2011, 2012 e 2013, e’ ridotta del 15 per cento
per l’anno 2011, del 25 per cento per l’anno 2012 e del 32 per cento
per l’anno 2013. Tale riduzione non opera ai fini previdenziali. Nei
confronti del predetto personale non si applicano le disposizioni di
cui ai commi 1 e 21, secondo e terzo periodo».
al comma 23, e’ aggiunto, in fine, seguente periodo: «E’ fatto
salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 14»;
al comma 26, le parole: «previsto dal comma 24» sono sostituite
dalle seguenti: «previsto dal comma 25»;
al comma 27, le parole: «ai sensi del comma 23» sono sostituite
dalle seguenti: «ai sensi del comma 25»;
al comma 28, al primo periodo, le parole: «gli enti di ricerca,»
sono soppresse e le parole: «2001 e successive modificazioni e
integrazioni» sono sostituite dalle seguenti: «2001, n. 165»; dopo il
quinto periodo, sono inseriti i seguenti: «Per gli enti di ricerca
resta fermo, altresi’, quanto previsto dal comma 187 dell’articolo 1
della medesima legge n. 266 del 2005, e successive modificazioni.
Alle minori economie pari a 27 milioni di euro a decorrere dall’anno
2011 derivanti dall’esclusione degli enti di ricerca
dall’applicazione delle disposizioni del presente comma, si provvede
mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti
dall’articolo 38, commi 13-bis e seguenti» ed e’ aggiunto, in fine,
il seguente periodo: «Per le amministrazioni che nell’anno 2009 non
hanno sostenuto spese per le finalita’ previste ai sensi del presente
comma, il limite di cui al primo periodo e’ computato con riferimento
alla media sostenuta per le stesse finalita’ nel triennio 2007-2009»;
il comma 29 e’ sostituito dal seguente:
«29. Le societa’ non quotate, inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come individuate
dall’ISTAT ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, controllate direttamente o indirettamente
dalle amministrazioni pubbliche, adeguano le loro politiche
assunzionali alle disposizioni previste nel presente articolo»;
al comma 31, ultimo periodo, dopo le parole: «decreto legislativo
30 dicembre 1992, n.503» sono aggiunte le seguenti: «, e, in via
transitoria limitatamente agli anni 2011 e 2012, ai capi di
rappresentanza diplomatica nominati anteriormente alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto»;
al comma 33, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A
decorrere dall’anno 2011 l’autorizzazione di spesa corrispondente al
predetto Fondo di cui al capitolo 3985 dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, nell’ambito del programma di
spesa “Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della
fiscalita’” della missione “Politiche economico-finanziarie e di
bilancio”, non puo’ essere comunque superiore alla dotazione per
l’anno 2010, come integrata dal presente comma»;
al comma 34, al primo periodo, le parole: «dall’anno 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «dall’anno 2014» ed e’ aggiunto, in fine,
il seguente periodo: «Ai relativi oneri, pari a 38 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, si fa fronte, quanto a 38
milioni di euro per l’anno 2011 e 34 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2012 e 2013, mediante utilizzo di quota parte delle
maggiori entrate derivanti dall’articolo 32 e, quanto a 4 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013, mediante utilizzo di quota
parte delle maggiori entrate derivanti dall’articolo 38, commi 13-bis
e seguenti»; all’ultimo periodo, le parole: «tener presente» sono
sostituite dalle seguenti: «tener conto»;
dopo il comma 35, e’ inserito il seguente:
«35-bis. L’articolo 32 della legge 22 maggio 1975, n. 152, si
interpreta nel senso che, in presenza dei presupposti ivi previsti,
le spese di difesa, anche diverse dalle anticipazioni, sono liquidate
dal Ministero dell’interno, sempre a richiesta dell’interessato che
si e’ avvalso del libero professionista di fiducia».
All’articolo 10:
il comma 1 e’ soppresso;
al comma 2, dopo le parole: «si applicano» sono inserite le
seguenti: «, limitatamente alle risultanze degli accertamenti di
natura medico-legale,»;
al comma 4, le parole: «200.000 verifiche» sono sostituite dalle
seguenti: «250.000 verifiche»;
dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
«4-bis. Nell’ambito dei piani straordinari di accertamenti di
verifica nei confronti dei titolari di trattamenti economici di
invalidita’ civile previsti dalle vigenti leggi, l’INPS e’
autorizzato, d’intesa con le regioni, ad avvalersi delle commissioni
mediche delle aziende sanitarie locali, nella composizione integrata
da un medico INPS, quale componente effettivo ai sensi dell’articolo
20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102».
Dopo l’articolo 10, e’ inserito il seguente:
«Art. 10-bis. – (Accertamenti in materia di micro-invalidita’
conseguenti ad incidenti stradali). – 1. Fermo quanto previsto dal
codice penale, agli esercenti una professione sanitaria che attestano
falsamente uno stato di micro-invalidita’ conseguente ad incidente
stradale da cui derivi il risarcimento del danno connesso a carico
della societa’ assicuratrice, si applicano le disposizioni di cui al
comma 1 dell’articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165. Nel caso di cui al presente comma il medico, ferme la
responsabilita’ penale e disciplinare e le relative sanzioni, e’
obbligato al risarcimento del danno nei confronti della societa’
assicuratrice.
2. Ai fini del comma 1, ciascuna regione promuove la costituzione
di una commissione mista, senza oneri per il bilancio regionale,
composta da un rappresentante della regione medesima, un
rappresentante del consiglio dell’ordine dei medici e degli
odontoiatri su designazione dell’organo competente ed un
rappresentante delle associazioni di categoria delle imprese
assicuratrici individuata con le procedure del CNEL.
3. Le commissioni trasmettono trimestralmente i dati al Ministero
dello sviluppo economico e all’ISVAP.
4. Il Ministero dello sviluppo economico accerta l’attuazione da
parte delle societa’ assicuratrici della riduzione dei premi RC auto
in ragione dei risultati conseguiti con l’applicazione delle
disposizioni di cui ai commi precedenti e ne riferisce al Parlamento
con relazione annuale».
All’articolo 11:
il comma 6 e’ sostituito dai seguenti:
«6. In attesa dell’adozione di una nuova metodologia di
remunerazione delle farmacie per i farmaci erogati in regime di
Servizio sanitario nazionale, a decorrere dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, le quote di
spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al
pubblico delle specialita’ medicinali di classe A, di cui
all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
previste nella misura rispettivamente del 6,65 per cento e del 26,7
per cento dall’articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, e dall’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
giugno 2009, n. 77, sono rideterminate nella misura del 3 per cento
per i grossisti e del 30,35 per cento per i farmacisti che deve
intendersi come quota minima a questi spettante. Il Servizio
sanitario nazionale, nel procedere alla corresponsione alle farmacie
di quanto dovuto, trattiene ad ulteriore titolo di sconto, fermo
restando quanto previsto dall’articolo 48, comma 32, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, una quota pari
all’1,82 per cento sul prezzo di vendita al pubblico al netto
dell’imposta sul valore aggiunto. L’ulteriore sconto dell’1,82 per
cento non si applica alle farmacie rurali sussidiate con fatturato
annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto
dell’imposta sul valore aggiunto, non superiore a euro 387.324,67 e
alle altre farmacie con fatturato annuo in regime di Servizio
sanitario nazionale, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, non
superiore a euro 258.228,45. Dalla medesima data le aziende
farmaceutiche, sulla base di tabelle approvate dall’Agenzia italiana
del farmaco (AIFA) e definite per regione e per singola azienda,
corrispondono alle regioni medesime un importo dell’1,83 per cento
sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell’imposta sul valore
aggiunto dei medicinali erogati in regime di Servizio sanitario
nazionale.
6-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, e’ avviato un apposito
confronto tecnico tra il Ministero della salute, il Ministero
dell’economia e delle finanze, l’AIFA e le associazioni di categoria
maggiormente rappresentative, per la revisione dei criteri di
remunerazione della spesa farmaceutica secondo i seguenti criteri:
estensione delle modalita’ di tracciabilita’ e controllo a tutte le
forme di distribuzione dei farmaci, possibilita’ di introduzione di
una remunerazione della farmacia basata su una prestazione fissa in
aggiunta ad una ridotta percentuale sul prezzo di riferimento del
farmaco che, stante la prospettata evoluzione del mercato
farmaceutico, garantisca una riduzione della spesa per il Servizio
sanitario nazionale»;
il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. A decorrere dall’anno 2011, per l’erogazione a carico del
Servizio sanitario nazionale dei medicinali equivalenti di cui
all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,
e successive modificazioni, collocati in classe A ai fini della
rimborsabilita’, l’AIFA, sulla base di una ricognizione dei prezzi
vigenti nei paesi dell’Unione europea, fissa un prezzo massimo di
rimborso per confezione, a parita’ di principio attivo, di dosaggio,
di forma farmaceutica, di modalita’ di rilascio e di unita’
posologiche. La dispensazione, da parte dei farmacisti, di medicinali
aventi le medesime caratteristiche e prezzo di vendita al pubblico
piu’ alto di quello di rimborso e’ possibile previa corresponsione da
parte dell’assistito della differenza tra il prezzo di vendita e
quello di rimborso. I prezzi massimi di rimborso sono stabiliti in
misura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600
milioni di euro annui che restano nelle disponibilita’ regionali»;
al comma 11, le parole: «novembre 3003» sono sostituite dalle
seguenti: «novembre 2003»;
al comma 15, le parole: «del 19 aprile 2006» sono sostituite dalle
seguenti: «11 marzo 2004, pubblicato nel Supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 251 del 25 ottobre 2004, e successive
modificazioni»;
al comma 16, le parole: «dall’articolo 1, della legge 24 novembre
2003, n. 263» sono sostituite dalle seguenti: «dalla legge 24
novembre 2003, n. 326» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«L’invio telematico dei predetti dati sostituisce a tutti gli effetti
la prescrizione medica in formato cartaceo».
All’articolo 12:
al comma 1, all’alinea, dopo le parole: «le lavoratrici del
pubblico impiego», sono inserite le seguenti: «ovvero alle eta’
previste dagli specifici ordinamenti negli altri casi» e, nella
lettera b), le parole: «di cui all’articolo 1, comma 26» sono
sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo 2, comma 26»;
al comma 2, nell’alinea, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento
pensionistico» e nella lettera b), le parole: «di cui all’articolo 1,
comma 26» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo 2,
comma 26»;
al comma 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo «Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano con riferimento ai
soggetti che maturano i requisiti di accesso al pensionamento, a
seguito di totalizzazione, a decorrere dal 1° gennaio 2011»;
al comma 4, nell’alinea, le parole: «della presente legge» sono
sostituite dalle seguenti. «del presente decreto»;
al comma 6, al primo periodo, dopo le parole: «provvede al
monitoraggio» sono inserite le seguenti: «, sulla base della data di
cessazione del rapporto di lavoro,»;
al comma 7, nell’alinea, le parole: «ai sensi del comma» sono
sostituite dalle seguenti: «ai sensi del comma 3»;
al comma 9 le parole: «e accolte» sono soppresse e dopo le parole:
«l’accoglimento» sono inserite le seguenti: «ovvero la presa d’atto»
ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All’onere derivante
dalle modifiche di cui al presente comma, valutato in 10 milioni di
euro per l’anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione
del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui
all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307»;
al comma 11, le parole: «legge 16 agosto» sono sostituite dalle
seguenti: «della legge 8 agosto»;
il comma 12 e’ soppresso;
sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«12-bis. In attuazione dell’articolo 22-ter, comma 2, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l’adeguamento dei
requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della
speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di
coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure
di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a
decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di eta’ e i valori di somma
di eta’ anagrafica e di anzianita’ contributiva di cui alla Tabella B
allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il
conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di
cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.
102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni
di cui all’articolo 1, comma 20, e all’articolo 3, comma 6, della
legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono
essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma
12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle
finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza
di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto
direttoriale comporta responsabilita’ erariale. Il predetto
aggiornamento e’ effettuato sulla base del procedimento di cui al
comma 12-ter.
12-ter. A partire dall’anno 2013 l’ISTAT rende annualmente
disponibile entro il 30 giugno dell’anno medesimo il dato relativo
alla variazione nel triennio precedente della speranza di vita
all’eta’ corrispondente a 65 anni in riferimento alla media della
popolazione residente in Italia. A decorrere dalla data di cui al
comma 12-bis e con i decreti a cadenza triennale di cui allo stesso
comma 12-bis: a) i requisiti di eta’ indicati al comma 12-bis sono
aggiornati incrementando i requisiti in vigore in misura pari
all’incremento della predetta speranza di vita accertato dall’ISTAT
in relazione al triennio di riferimento. In sede di prima
applicazione tale aggiornamento non puo’ in ogni caso superare i tre
mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di
diminuzione della predetta speranza di vita. In caso di frazione di
mese, l’aggiornamento viene effettuato con arrotondamento al decimale
piu’ prossimo. Il risultato in mesi si determina moltiplicando la
parte decimale dell’incremento della speranza di vita per dodici, con
arrotondamento all’unita’; b) i valori di somma di eta’ anagrafica e
di anzianita’ contributiva indicati al comma
12-bis sono conseguentemente incrementati in misura pari al valore
dell’aggiornamento rapportato ad anno dei requisiti di eta’. In caso
di frazione di unita’, l’aggiornamento viene effettuato con
arrotondamento al primo decimale. Restano fermi i requisiti di
anzianita’ contributiva minima previsti dalla normativa vigente in
via congiunta ai requisiti anagrafici, nonche’ la disciplina del
diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico rispetto alla
data di maturazione dei requisiti secondo quanto previsto dalla
normativa vigente, come modificata ai sensi dei commi 1 e 2 del
presente articolo. Al fine di uniformare la periodicita’ temporale
dell’adeguamento dei requisiti di cui al presente comma a quella
prevista per la procedura di cui all’articolo 1, comma 11, della
citata legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificato dall’articolo 1,
comma 15, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, il secondo
adeguamento e’ effettuato, derogando alla periodicita’ triennale di
cui al comma 12-bis, con decorrenza 1° gennaio 2019 e a tal fine
l’ISTAT rende disponibile entro il 30 giugno dell’anno 2017 il dato
relativo alla variazione nel triennio precedente della speranza di
vita all’eta’ corrispondente a 65 anni in riferimento alla media
della popolazione residente in Italia.
12-quater. In base agli stessi criteri di adeguamento indicati ai
commi 12-bis e 12-ter e nell’ambito del decreto direttoriale di cui
al comma 12-bis, anche ai regimi pensionistici armonizzati secondo
quanto previsto dall’articolo 2, commi 22 e 23, della legge 8 agosto
1995, n. 335, nonche’ agli altri regimi e alle gestioni
pensionistiche per cui siano previsti, alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, requisiti diversi da
quelli vigenti nell’assicurazione generale obbligatoria, ivi compresi
i lavoratori di cui all’articolo 78, comma 23, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e il personale di cui al decreto legislativo
12 maggio 1995, n. 195, e di cui alla legge 27 dicembre 1941, n.
1570, nonche’ i rispettivi dirigenti, e’ applicato l’adeguamento dei
requisiti anagrafici. Resta fermo che l’adeguamento di cui al
presente comma non opera in relazione al requisito per l’accesso per
limite di eta’ per i lavoratori per i quali viene meno il titolo
abilitante allo svolgimento della specifica attivita’ lavorativa per
il raggiungimento di tale limite di eta’.
12-quinquies. Ogniqualvolta l’adeguamento triennale dei requisiti
anagrafici di cui al comma 12-ter comporta, con riferimento al
requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia
originariamente previsto a 65 anni, l’incremento dello stesso tale da
superare di una o piu’ unita’ il predetto valore di 65, il
coefficiente di trasformazione di cui al comma 6 dell’articolo 1
della legge 8 agosto 1995, n. 335, e’ esteso, con effetto dalla
decorrenza di tale determinazione, anche per le eta’ corrispondenti a
tali valori superiori a 65 del predetto requisito anagrafico
nell’ambito della procedura di cui all’articolo 1, comma 11, della
citata legge n. 335 del 1995, come modificato dall’articolo 1, comma
15, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. Resta fermo che la
rideterminazione aggiornata del coefficiente di trasformazione esteso
ai sensi del primo periodo del presente comma anche per eta’
corrispondenti a valori superiori a 65 anni e’ effettuata con la
predetta procedura di cui all’articolo l, comma 11, della citata
legge n. 335 del 1995.
12-sexies. All’articolo 22-ter del decreto-legge 1° luglio 2009, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
“1. In attuazione della sentenza della Corte di giustizia delle
Comunita’ europee 13 novembre 2008 nella causa C-46/07, all’articolo
2, comma 21, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono aggiunti, in
fine, i seguenti periodi: ‘A decorrere dal 1° gennaio 2010, per le
predette lavoratrici il requisito anagrafico di sessanta anni di cui
al primo periodo del presente comma e il requisito anagrafico di
sessanta anni di cui all’articolo l, comma 6, lettera b), della legge
23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, sono incrementati
di un anno. Tali requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati
di quattro anni dal 1° gennaio 2012 ai fini del raggiungimento
dell’eta’ di sessantacinque anni. Restano ferme la disciplina vigente
in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e le
disposizioni vigenti relative a specifici ordinamenti che prevedono
requisiti anagrafici piu’ elevati, nonche’ le disposizioni di cui
all’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165. Le
lavoratrici di cui al presente comma, che abbiano maturato entro il
31 dicembre 2009 i requisiti di eta’ e di anzianita’ contributiva
previsti alla predetta data ai fini del diritto all’accesso al
trattamento pensionistico di vecchiaia nonche’ quelle che abbiano
maturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di eta’ e di
anzianita’ contributiva previsti dalla normativa vigente alla
predetta data, conseguono il diritto alla prestazione pensionistica
secondo la predetta normativa e possono chiedere all’ente di
appartenenza la certificazione di tale diritto’ “;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
“3. Le economie derivanti dall’attuazione del comma 1 confluiscono
nel Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale,
istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui
all’articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni, per interventi
dedicati a politiche sociali e familiari con particolare attenzione
alla non autosufficienza e all’esigenza di conciliazione tra vita
lavorativa e vita familiare delle lavoratrici; a tale fine la
dotazione del predetto Fondo e’ incrementata di 120 milioni di euro
nell’anno 2010 e di 242 milioni di euro nell’anno 2011, 252 milioni
di euro nell’anno 2012, 392 milioni di euro nell’anno 2013, 492
milioni di euro nell’anno 2014, 592 milioni di euro nell’anno 2015,
542 milioni di euro nell’anno 2016, 442 milioni di euro nell’anno
2017, 342 milioni di euro nell’anno 2018, 292 milioni di euro
nell’anno 2019 e 242 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020”.
12-septies. A decorrere dal 1° luglio 2010 alle ricongiunzioni di
cui all’articolo 1, primo comma, della legge 7 febbraio 1979, n. 29,
si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, commi terzo,
quarto e quinto, della medesima legge. L’onere da porre a carico dei
richiedenti e’ determinato in base ai criteri fissati dall’articolo
2, commi da 3 a 5, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184.
12-octies. Le stesse modalita’ di cui al comma 12-septies si
applicano, dalla medesima decorrenza, nei casi di trasferimento della
posizione assicurativa dal Fondo di previdenza per i dipendenti
dell’Ente nazionale per l’energia elettrica e delle aziende
elettriche private al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. E’
abrogato l’articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 16 settembre
1996, n. 562. Continuano a trovare applicazione le previgenti
disposizioni per le domande esercitate dagli interessati in data
anteriore al l° luglio 2010.
12-novies. A decorrere dal 1° luglio 2010 si applicano le
disposizioni di cui al comma 12-septies anche nei casi di
trasferimento della posizione assicurativa dal Fondo di previdenza
per il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia al Fondo
pensioni lavoratori dipendenti. E’ abrogato l’articolo 28 della legge
4 dicembre 1956, n. 1450. E’ fatta salva l’applicazione dell’articolo
28 della legge n. 1450 del 1956 nei casi in cui le condizioni per il
trasferimento d’ufficio o a domanda si siano verificate in epoca
antecedente al l° luglio 2010.
12-decies. All’articolo 4, primo comma, della legge 7 luglio 1980,
n. 299, le parole: “approvati con decreto ministeriale 27 gennaio
1964” sono sostituite dalle seguenti: “come successivamente adeguati
in base alla normativa vigente”.
12-undecies. Sono abrogate le seguenti disposizioni normative: la
legge 2 aprile 1958, n. 322, l’articolo 40 della legge 22 novembre
1962, n. 1646, l’articolo 124 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, l’articolo 21, comma 4, e
l’articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958.
12-duodecies. Le risorse di cui all’articolo 74, comma 1, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, limitatamente allo stanziamento
relativo all’anno 2010, possono essere utilizzate anche ai fini del
finanziamento delle spese di avvio e di adesione collettiva dei fondi
di previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazioni
pubbliche.
12-terdecies. Per ciascuno degli esercizi finanziari 2011-2013 gli
specifici stanziamenti iscritti nelle unita’ previsionali di base
dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali per il finanziamento degli istituti di cui al comma 1
dell’articolo 13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, sono
complessivamente e proporzionalmente ridotti di 30 milioni di euro
annui. I risparmi derivanti dal precedente periodo, che conseguono a
maggiori somme effettivamente affluite al bilancio dello Stato in
deroga a quanto previsto dal citato articolo 13, comma 1, della legge
n. 152 del 2001, pari a 30 milioni di euro annui nel triennio
2011-2013, concorrono alla compensazione degli effetti derivanti
dall’aumento contributivo di cui all’articolo 1, comma 10, della
legge 24 dicembre 2007, n. 247, al fine di garantire la non
applicazione del predetto aumento contributivo nella misura
prevista».
All’articolo 13, al comma 6, lettera b), la parola: «aggiungere» e’
sostituita dalle seguenti: «e’ aggiunto» e le parole: «n. 1338» sono
sostituite dalle seguenti: «n. 1388,».
All’articolo 14:
il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Il comma 302 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
244, e’ abrogato e al comma 296, secondo periodo, dello stesso
articolo 1 sono soppresse le parole: “e quello individuato, a
decorrere dall’anno 2011, in base al comma 302”. Le risorse statali a
qualunque titolo spettanti alle regioni a statuto ordinario sono
ridotte in misura pari a 4.000 milioni di euro per l’anno 2011 e a
4.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012. Le predette
riduzioni sono ripartite secondo criteri e modalita’ stabiliti in
sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, e recepiti con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, secondo principi che tengano conto della adozione di
misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilita’
interno e della minore incidenza percentuale della spesa per il
personale rispetto alla spesa corrente complessiva nonche’
dell’adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria e
dell’adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi.
In caso di mancata deliberazione della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli
anni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente,
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e’ comunque
emanato, entro i successivi trenta giorni, ripartendo la riduzione
dei trasferimenti secondo un criterio proporzionale. In sede di
attuazione dell’articolo 8 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in
materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto
dal primo, secondo, terzo e quarto periodo del presente comma. I
trasferimenti erariali, comprensivi della compartecipazione IRPEF,
dovuti alle province dal Ministero dell’interno sono ridotti di 300
milioni per l’anno 2011 e di 500 milioni annui a decorrere dall’anno
2012. I trasferimenti erariali dovuti ai comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti dal Ministero dell’interno sono ridotti di
1.500 milioni per l’anno 2011 e di 2.500 milioni annui a decorrere
dall’anno 2012. Le predette riduzioni a province e comuni sono
ripartite secondo criteri e modalita’ stabiliti in sede di Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali e recepiti con decreto annuale del
Ministro dell’interno, secondo principi che tengano conto della
adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di
stabilita’ interno, della minore incidenza percentuale della spesa
per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva e del
conseguimento di adeguati indici di autonomia finanziaria. In caso di
mancata deliberazione della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli
anni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente,
il decreto del Ministro dell’interno e’ comunque emanato entro i
successivi trenta giorni, ripartendo la riduzione dei trasferimenti
secondo un criterio proporzionale. In sede di attuazione
dell’articolo 11 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di
federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal sesto,
settimo, ottavo e nono periodo del presente comma»;
al comma 3, al terzo periodo, dopo le parole: «termine stabilito
per la» sono inserite le seguenti: «trasmissione della»;
al comma 4, al primo periodo, dopo le parole: «termine stabilito
per la» sono inserite le seguenti: «trasmissione della»;
al comma 7, le parole: «dal seguente: “1. Ai fini» sono sostituite
dalle seguenti: «dai seguenti: “557. Ai fini”»; le parole: «2. Ai
fini dell’applicazione della presente norma» sono sostituite dalle
seguenti: «557-bis. Ai fini dell’applicazione del comma 557» e la
parola: «continuata» e’ sostituita dalla seguente: «coordinata»; le
parole: «3. In caso di mancato rispetto della presente norma» sono
sostituite dalle seguenti: «557-ter. In caso di mancato rispetto del
comma 557»;
dopo il comma 13, e’ inserito il seguente:
«13-bis. Per l’attuazione del piano di rientro dall’indebitamento
pregresso, previsto dall’articolo 78 del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, e dall’articolo 4, comma 8-bis, del decreto-legge 25
gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
marzo 2010, n. 42, il Commissario straordinario del Governo e’
autorizzato a stipulare il contratto di servizio di cui all’articolo
5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre
2008 per i finanziamenti occorrenti per la relativa copertura di
spesa. La stipula e’ effettuata, previa approvazione con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze di apposito piano di
estinzione per quanto attiene ai 300 milioni di cui al primo periodo
del comma 14, nonche’ d’intesa con il comune di Roma per quanto
attiene ai 200 milioni di euro di cui al secondo periodo del comma
14. Si applica l’articolo 4, commi 177 e 177-bis, della legge 24
dicembre 2003, n. 350. Il Commissario straordinario procede
all’accertamento definitivo del debito, da approvarsi con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze»;
al comma 14, al secondo periodo, le parole: «su richiesta del
Commissario preposto alla gestione commissariale e del Sindaco di
Roma,» sono soppresse;
dopo il comma 14 sono inseriti i seguenti:
«14-bis. Al fine di agevolare i piani di rientro dei comuni per i
quali sia stato nominato un commissario straordinario, nello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito
un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2011. Con decreto, di natura non regolamentare, del
Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalita’ di
utilizzo del fondo. Al relativo onere si provvede sulle maggiori
entrate derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo
38.
14-ter. I comuni della provincia dell’Aquila in stato di dissesto
possono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto
di stabilita’ interno relativo a ciascun esercizio finanziario del
triennio 2010-2012 gli investimenti in conto capitale deliberati
entro il 31 dicembre 2010, anche a valere sui contributi gia’
assegnati negli anni precedenti, fino alla concorrenza massima di 2,5
milioni di euro annui; con decreto del Ministro dell’interno, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare
entro il 15 settembre, si provvede alla ripartizione del predetto
importo sulla base di criteri che tengano conto della popolazione e
della spesa per investimenti sostenuta da ciascun ente locale. E’
altresi’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro, per l’anno 2010,
quale contributo ai comuni di cui al presente comma in stato di
dissesto finanziario per far fronte al pagamento dei debiti accertati
dalla Commissione straordinaria di liquidazione, nominata con decreto
del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro
dell’interno, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 254 e
255 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267. La ripartizione del contributo e’ effettuata con decreto del
Ministro dell’interno, da emanare entro il 15 settembre 2010, in
misura proporzionale agli stessi debiti.
14-quater. L’addizionale commissariale di cui al comma 14, lettera
a), e’ istituita dal Commissario preposto alla gestione
commissariale, previa delibera della giunta comunale di Roma.
L’incremento dell’addizionale comunale di cui al comma 14, lettera
b), e’ stabilito, su proposta del predetto Commissario, dalla giunta
comunale. Qualora il comune, successivamente al 31 dicembre 2011,
intenda ridurre l’entita’ delle addizionali, adotta misure
compensative la cui equivalenza finanziaria e’ verificata dal
Ministero dell’economia e delle finanze. In ogni caso il comune di
Roma garantisce l’ammontare di 200 milioni di euro annui; a tal fine,
nel caso in cui le entrate derivanti dal comma 14, secondo periodo,
siano inferiori a 200 milioni di euro, al fine di assicurare la parte
mancante e’ vincolata una corrispondente quota delle entrate del
bilancio comunale per essere versata all’entrata del bilancio dello
Stato»;
al comma 15, le parole: «, disciplinate con appositi regolamenti
comunali adottati ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446,» sono soppresse; le parole: «segregate in
un apposito fondo per essere destinate» sono sostituite dalle
seguenti: «versate all’entrata del bilancio dello Stato. E’ istituito
un apposito fondo con una dotazione di 200 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2011, destinato»; dopo le parole: «o cautelari»
sono inserite le seguenti: «o di dissesto»; e sono aggiunte, in fine,
le seguenti parole: «per i finanziamenti di cui al comma 13-bis.»;
dopo il comma 15, sono inseriti i seguenti:
«15-bis. Il Ministero dell’economia e delle finanze corrisponde
direttamente all’Istituto finanziatore le risorse allocate sui fondi
di cui ai commi 14 e 15, alle previste scadenze.
15-ter. Il Commissario straordinario trasmette annualmente al
Governo la rendicontazione della gestione del piano»;
al comma 16, nell’alinea, le parole: «n. 42, per garantire» sono
sostituite dalle seguenti: «n. 42, il comune di Roma concorda con il
Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 31 dicembre di
ciascun anno, le modalita’ e l’entita’ del proprio concorso alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica; a tal fine, entro
il 31 ottobre di ciascun anno, il sindaco trasmette la proposta di
accordo al Ministro dell’economia e delle finanze, evidenziando, tra
l’altro, l’equilibrio della gestione ordinaria. L’entita’ del
concorso e’ determinata in coerenza con gli obiettivi fissati per gli
enti territoriali. In caso di mancato accordo si applicano le
disposizioni che disciplinano il patto di stabilita’ interno per gli
enti locali. Per garantire» e la lettera f) e’ sostituita dalle
seguenti:
«f) contributo straordinario nella misura massima del 66 per cento
del maggior valore immobiliare conseguibile, a fronte di rilevanti
valorizzazioni immobiliari generate dallo strumento urbanistico
generale, in via diretta o indiretta, rispetto alla disciplina
previgente per la realizzazione di finalita’ pubbliche o di interesse
generale, ivi comprese quelle di riqualificazione urbana, di tutela
ambientale, edilizia e sociale. Detto contributo deve essere
destinato alla realizzazione di opere pubbliche o di interesse
generale ricadenti nell’ambito di intervento cui accede, e puo’
essere in parte volto anche a finanziare la spesa corrente, da
destinare a progettazioni ed esecuzioni di opere di interesse
generale, nonche’ alle attivita’ urbanistiche e servizio del
territorio. Sono fatti salvi, in ogni caso, gli impegni di
corresponsione di contributo straordinario gia’ assunti dal privato
operatore in sede di accordo o di atto d’obbligo a far data
dall’entrata in vigore dello strumento urbanistico generale vigente;
f-bis) maggiorazione della tariffa di cui all’articolo 62, comma 2,
lettera d), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, in modo
tale che il limite del 25 per cento ivi indicato possa essere elevato
sino al 50 per cento»;
al comma 20, il secondo periodo e’ soppresso;
al comma 22, le parole: «di rientro» sono sostituite dalle
seguenti: «di stabilizzazione finanziaria» ed e’ aggiunto, in fine,
il seguente periodo: «Tra gli interventi indicati nel piano la
regione Campania puo’ includere l’eventuale acquisto del
termovalorizzatore di Acerra anche mediante l’utilizzo, previa
delibera del CIPE, della quota regionale delle risorse del Fondo per
le aree sottoutilizzate»;
dopo il comma 24, sono inseriti i seguenti:
«24-bis. I limiti previsti ai sensi dell’articolo 9, comma 28,
possono essere superati limitatamente in ragione della proroga dei
rapporti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle regioni a
statuto speciale, nonche’ dagli enti territoriali facenti parte delle
predette regioni, a valere sulle risorse finanziarie aggiuntive
appositamente reperite da queste ultime attraverso apposite misure di
riduzione e razionalizzazione della spesa certificate dagli organi di
controllo interno. Restano fermi, in ogni caso, i vincoli e gli
obiettivi previsti ai sensi del presente articolo. Le predette
amministrazioni pubbliche, per l’attuazione dei processi assunzionali
consentiti ai sensi della normativa vigente, attingono
prioritariamente ai lavoratori di cui al presente comma, salva
motivata indicazione concernente gli specifici profili professionali
richiesti.
24-ter. Resta fermo che le disposizioni di cui al comma 9 non si
applicano alle proroghe dei rapporti di cui al comma 24-bis»;
al comma 28, al primo periodo, dopo le parole: «fino a 5.000
abitanti» sono aggiunte le seguenti: «, esclusi le isole monocomune
ed il comune di Campione d’Italia»;
al comma 30, al primo periodo, le parole: «per lo svolgimento» sono
sostituite dalle seguenti: «e omogenea per area geografica per lo
svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni
con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale,»;
al comma 31, le parole: «il completamento dell’attuazione delle
disposizioni di cui ai precedenti commi» sono sostituite dalle
seguenti: «comunque il completamento dell’attuazione delle
disposizioni di cui ai commi da 26 a 30»;
al comma 32, al secondo e al terzo periodo, le parole: «il 31
dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2011»
ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con decreto del
Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione
territoriale, di concerto con i Ministri dell’economia e delle
finanze e per le riforme per il federalismo, da emanare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono determinate le modalita’ attuative del
presente comma nonche’ ulteriori ipotesi di esclusione dal relativo
ambito di applicazione»;
dopo il comma 33, sono aggiunti i seguenti:
«33-bis. All’articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 4, e’ inserito il seguente:
“4-bis. Per gli enti per i quali negli anni 2007-2009, anche per
frazione di anno, l’organo consiliare era stato commissariato ai
sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, e successive modificazioni, si applicano ai fini del patto di
stabilita’ interno le stesse regole degli enti di cui al comma 3,
lettera b), del presente articolo, prendendo come base di riferimento
le risultanze contabili dell’esercizio finanziario precedente a
quello di assoggettamento alle regole del patto di stabilita’
interno.”;
b) dopo il comma 7-quinquies, e’ inserito il seguente:
“7-sexies. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono
considerate le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai commi
704 e 707 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ne’
le relative spese in conto capitale sostenute dai comuni.
L’esclusione delle spese opera anche se effettuate in piu’ anni,
purche’ nei limiti complessivi delle medesime risorse”.
33-ter. Alla copertura degli effetti sui saldi di finanza pubblica
derivanti dai commi 14-ter e 33-bis, si provvede:
a) quanto a 14,5 milioni di euro per l’anno 2010, di cui 10 milioni
di euro per il comma 33-bis, lettere a) e b), mediante riduzione
della percentuale di cui al comma 11 da 0,78 a 0,75 per cento,
relativamente al fabbisogno e all’indebitamento netto, e quanto a 2
milioni per l’anno 2010 relativi al penultimo e ultimo periodo del
comma 14-ter, relativamente al saldo netto da finanziare, mediante
corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi
strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5,
del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
b) quanto a 10 milioni di euro per il comma 33-bis, lettere a) e
b), per ciascuno degli anni 2011 e successivi e quanto a 2,5 milioni
di euro per il comma 14-ter per ciascuno degli anni 2011 e 2012
mediante corrispondente rideterminazione degli obiettivi finanziari
previsti ai sensi del comma 1, lettera d), che a tal fine sono
conseguentemente adeguati con la deliberazione della Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali prevista ai sensi del comma 2,
ottavo periodo, e recepiti con il decreto annuale del Ministro
dell’interno ivi previsto.
33-quater. Il termine del 31 gennaio 2009, previsto dall’articolo
2-quater, comma 7, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189,
per la trasmissione al Ministero dell’interno delle dichiarazioni,
gia’ presentate, attestanti il minor gettito dell’imposta comunale
sugli immobili derivante da fabbricati del gruppo catastale D per
ciascuno degli anni 2005 e precedenti, e’ differito al 30 ottobre
2010».
All’articolo 15, il comma 6 e’ sostituito dai seguenti:
«6. Per i comuni e i consorzi dei bacini imbriferi montani, a
decorrere dal 1° gennaio 2010, le basi di calcolo dei sovracanoni
previsti agli articoli 1 e 2 della legge 22 dicembre 1980, n. 925,
per le concessioni di grande derivazione di acqua per uso
idroelettrico, sono fissate rispettivamente in 28,00 euro e 7,00
euro, fermo restando per gli anni a seguire l’aggiornamento biennale
previsto dall’articolo 3 della medesima legge n. 925 del 1980 alle
date dalla stessa previste.
6-bis. Al primo comma dell’articolo 3 della legge 27 dicembre 1953,
n. 959, le parole: “, e fino alla concorrenza di esso,” sono
soppresse.
6-ter. All’articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.
79, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: “avendo particolare riguardo ad
un’offerta di miglioramento e risanamento ambientale del bacino
idrografico di pertinenza e di aumento dell’energia prodotta o della
potenza installata” sono aggiunte le seguenti: “nonche’ di idonee
misure di compensazione territoriale”;
b) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
“1-bis. Al fine di consentire il rispetto del termine per
l’indizione delle gare e garantire un equo indennizzo agli operatori
economici per gli investimenti effettuati ai sensi dell’articolo 1,
comma 485, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le concessioni di
cui al comma 1 sono prorogate di cinque anni”;
c) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
“2. Il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, determina, con proprio
provvedimento ed entro il termine di sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione, i requisiti organizzativi e
finanziari minimi, i parametri ed i termini concernenti la procedura
di gara in conformita’ a quanto previsto al comma 1, tenendo conto
dell’interesse strategico degli impianti alimentati da fonti
rinnovabili e del contributo degli impianti idroelettrici alla
copertura della domanda e dei picchi di consumo.”;
d) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
“8. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 44, secondo
comma, della Costituzione, e allo scopo di consentire la
sperimentazione di forme di compartecipazione territoriale nella
gestione, le concessioni di grande derivazione d’acqua per uso
idroelettrico in vigore, anche per effetto del comma 7 del presente
articolo, alla data del 31 dicembre 2010, ricadenti in tutto o in
parte nei territori delle province individuate mediante i criteri di
cui all’articolo l, comma 153, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
le quali siano conferite dai titolari, anteriormente alla
pubblicazione del relativo bando di indizione della gara di cui al
comma 1 del presente articolo, a societa’ per azioni a composizione
mista pubblico-privata partecipate nella misura complessiva minima
del 30 per cento e massima del 40 per cento del capitale sociale
dalle province individuate nel presente comma e/o da societa’
controllate dalle medesime, fermo in tal caso l’obbligo di
individuare gli eventuali soci delle societa’ a controllo provinciale
mediante procedure competitive, sono prorogate a condizioni immutate
per un periodo di anni sette, decorrenti dal termine della
concessione quale risultante dall’applicazione delle proroghe di cui
al comma l-bis. La partecipazione delle predette province nelle
societa’ a composizione mista previste dal presente comma non puo’
comportare maggiori oneri per la finanza pubblica”;
e) dopo il comma 8, e’ inserito il seguente:
“8-bis. Qualora alla data di scadenza di una concessione non sia
ancora concluso il procedimento per l’individuazione del nuovo
concessionario, il concessionario uscente proseguira’ la gestione
della derivazione, fino al subentro dell’aggiudicatario della gara,
alle stesse condizioni stabilite dalle normative e dal disciplinare
di concessione vigenti. Nel caso in cui in tale periodo si rendano
necessari interventi eccedenti l’ordinaria manutenzione, si applica
il disposto di cui all’articolo 26 del testo unico di cui al regio
decreto 11 dicembre 1933, n. 1775.”;
f) dopo il comma 10 e’ inserito il seguente:
“10-bis. Le concessioni di grande derivazione ad uso idroelettrico
ed i relativi impianti, che sono disciplinati da convenzioni
internazionali, rimangono soggetti esclusivamente alla legislazione
dello Stato, anche ai fini della ratifica di ogni eventuale accordo
internazionale integrativo o modificativo del regime di tali
concessioni”.
6-quater. Le disposizioni dei commi 6, 6-bis e 6-ter del presente
articolo si applicano fino all’adozione di diverse disposizioni
legislative da parte delle regioni, per quanto di loro competenza.
6-quinquies. Le somme incassate dai comuni e dallo Stato, versate
dai concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche,
antecedentemente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del
14-18 gennaio 2008, sono definitivamente trattenute dagli stessi
comuni e dallo Stato.
6-sexies. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo
il comma 289, e’ inserito il seguente:
“289-bis. Fino al 31 marzo 2017, l’ANAS Spa continua ad essere
titolare delle funzioni e dei poteri di soggetto concedente e
aggiudicatore, relativamente all’infrastruttura autostradale in
concessione ad Autovie Venete Spa (A4 Venezia-Trieste, A28
Portogruaro-Pordenone-Conegliano e il raccordo autostradale
Villesse-Gorizia). A partire dal 1° aprile 2017, le medesime funzioni
e i medesimi poteri sono trasferiti, con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, da ANAS Spa ad un soggetto di diritto
pubblico che subentra in tutti i diritti attivi e passivi inerenti
alle funzioni e ai poteri di soggetto concedente e aggiudicatore e
che viene appositamente costituito in forma societaria e partecipato
dalla stessa ANAS Spa e dalle regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia
o da soggetti da esse interamente partecipati”».
All’articolo 16, al comma 3, le parole: «della presente normativa»
sono sostituite dalle seguenti: «del presente articolo».
All’articolo 18:
al comma 2, nelle lettere a) e b), le parole: «della presente
disposizione» sono sostituite dalle seguenti: «del presente decreto»;
dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. Gli adempimenti organizzativi di cui al comma 2 sono svolti
con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a
legislazione vigente»;
al comma 5, nella lettera b), le parole: «entrata in vigore del
presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «entrata in vigore
della presente disposizione».
All’articolo 19:
al comma 1, dopo le parole: «30 luglio 1999, n. 300» sono inserite
le seguenti: «, attivando le idonee forme di collaborazione con i
comuni in coerenza con gli articoli 2 e 3 del proprio statuto»;
al comma 2, le parole: «In fase di prima applicazione l’accesso»
sono sostituite dalle seguenti: «L’accesso gratuito» e dopo le
parole: «tecnico-giuridiche emanate» sono inserite le seguenti:
«entro e non oltre sessanta giorni dal termine di cui al comma 1»;
dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. I decreti di cui al comma 2 devono assicurare comunque ai
comuni la piena accessibilita’ ed interoperabilita’ applicativa delle
banche dati con l’Agenzia del territorio, relativamente ai dati
catastali, anche al fine di contribuire al miglioramento ed
aggiornamento della qualita’ dei dati, secondo le specifiche tecniche
e le modalita’ operative stabilite con i medesimi decreti»;
al comma 4, sono premesse le seguenti parole: «Fatto salvo quanto
previsto dall’articolo 66 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, e successive modificazioni,» e dopo le parole: «e’ garantita»
sono inserite le seguenti: «, a titolo gratuito,»;
al comma 5, sono premesse le seguenti parole: «Nella fase di prima
attuazione, al fine di accelerare il processo di aggiornamento e
allineamento delle banche dati catastali,», le parole: «in forma
partecipata» sono soppresse e le parole: «emanate con decreto del
Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa intesa con la
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali» sono sostituite dalle
seguenti: «e in attuazione dei principi di flessibilita’,
gradualita’, adeguatezza, stabilito con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e
delle finanze e previa intesa presso la Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto»;
dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
«5-bis. Per assicurare l’unitarieta’ del sistema informativo
catastale nazionale e in attuazione dei principi di accessibilita’ ed
interoperabilita’ applicativa delle banche dati, i comuni utilizzano
le applicazioni informatiche e i sistemi di interscambio messi a
disposizione dall’Agenzia del territorio, anche al fine di
contribuire al miglioramento dei dati catastali, secondo le
specifiche tecniche ed operative formalizzate con apposito decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali.
5-ter. Presso la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
costituito, senza oneri per la finanza pubblica, un organo paritetico
di indirizzo sulle modalita’ di attuazione e la qualita’ dei servizi
assicurati dai comuni e dall’Agenzia del territorio nello svolgimento
delle funzioni di cui al presente articolo. L’organo paritetico
riferisce con cadenza semestrale al Ministro dell’economia e delle
finanze che puo’ propone al Consiglio dei Ministri modifiche
normative e di sviluppo del processo di decentramento.»;
al comma 6, nella lettera d), sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «sulla base di regole tecniche uniformi stabilite con
provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio d’intesa con
la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali»;
al comma 9, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Restano
salve le procedure previste dal comma 336 dell’articolo 1 della legge
30 dicembre 2004, n. 311, nonche’ le attivita’ da svolgere in surroga
da parte dell’Agenzia del territorio per i fabbricati rurali per i
quali siano venuti meno i requisiti per il riconoscimento della
ruralita’ ai fini fiscali, individuati ai sensi dell’articolo 2,
comma 36, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, nonche’ quelle
di accertamento relative agli immobili iscritti in catasto, come
fabbricati o loro porzioni, in corso di costruzione o di definizione
che siano divenuti abitabili o servibili all’uso cui sono
destinati.»;
al comma 10, dopo le parole: «procede all’attribuzione» sono
inserite le seguenti: «, con oneri a carico dell’interessato da
determinare con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia del
territorio, da emanare entro il 31 dicembre 2010,»;
al comma 12, l’ultimo periodo e’ sostituto dai seguenti: «Restano
salve le procedure previste dal comma 336 dell’articolo 1 della legge
30 dicembre 2004, n. 311. Restano altresi’ fermi i poteri di
controllo dei comuni in materia urbanistico-edilizia e
l’applicabilita’ delle relative sanzioni.»;
al comma 14, capoverso 1-bis, dopo le parole: «gia’ esistenti» sono
inserite le seguenti: «, ad esclusione dei diritti reali di
garanzia,» e dopo le parole «dei dati catastali e delle planimetrie»
sono inserite le seguenti: «, sulla base delle disposizioni vigenti
in materia catastale. La predetta dichiarazione puo’ essere
sostituita da un’attestazione di conformita’ rilasciata da un tecnico
abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale»;
al comma 16, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nel
rispetto dei principi desumibili dal presente articolo, nei territori
in cui vige il regime tavolare le regioni a statuto speciale e le
province autonome adottano disposizioni per l’applicazione di quanto
dallo stesso previsto al fine di assicurare il necessario
coordinamento con l’ordinamento tavolare»;
e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«16-bis. All’articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al
comma 7, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, anche per
quanto attiene alla alienazione degli immobili di cui alla legge 24
dicembre 1993, n. 560″».
All’articolo 20, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«2-bis. E’ esclusa l’applicazione delle sanzioni di cui
all’articolo 58 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per
la violazione delle disposizioni previste dall’articolo 49, commi 1,
5, 8, 12 e 13, del medesimo decreto, commesse nel periodo dal 31
maggio 2010 al 15 giugno 2010 e riferite alle limitazioni di importo
introdotte dal comma 1 del presente articolo».
All’articolo 24, al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «e non abbiano deliberato e interamente liberato nello stesso
periodo uno o piu’ aumenti di capitale a titolo oneroso di importo
almeno pari alle perdite fiscali stesse».
All’articolo 25, al comma 1, secondo periodo, le parole: «9 luglio
2007» sono sostituite dalle seguenti: «9 luglio 1997».
All’articolo 26, al comma 2, secondo periodo, le parole: «del
decreto-legge» sono sostituite dalle seguenti: «del presente
decreto».
All’articolo 29, al comma 1:
nella lettera a), primo periodo, le parole: «gli importi stabiliti»
sono sostituite dalle seguenti: «degli importi stabiliti»;
nella lettera b), le parole: «all’atto della notifica» sono
sostituite dalle seguenti: «decorsi sessanta giorni dalla notifica».
All’articolo 30:
al comma 2, al primo periodo, le parole: «e sanzioni l’agente» sono
sostituite dalle seguenti: «, sanzioni e interessi ove dovuti nonche’
l’indicazione dell’agente»; al secondo periodo, le parole: «, per i
crediti accertati dagli uffici,» sono soppresse, le parole: «90
giorni» sono sostituite dalle seguenti: «sessanta giorni» e le
parole: «ad esecuzione forzata» sono sostituite dalle seguenti: «ad
espropriazione forzata, con i poteri, le facolta’ e le modalita’ che
disciplinano la riscossione a mezzo ruolo»;
il comma 3 e’ soppresso;
al comma 5, le parole: «ai commi 2 e 3» sono sostituite dalle
seguenti: «al comma 2» e le parole: «le modalita’ stabilite» sono
sostituite dalle seguenti: «le modalita’ e i termini stabiliti»;
i commi 7, 8, 9, 11 e 12 sono soppressi;
al comma 13, le parole: «ai commi 2 e 3» sono sostituite dalle
seguenti: «al comma 2».
al comma 14, le parole: «della procedura di riscossione» sono
soppresse, dopo le parole: «al ruolo» sono inserite le seguenti: «,
alle somme iscritte a ruolo e alla cartella di pagamento» e sono
aggiunte, in fine, le seguenti parole: «delle medesime somme affidate
per il recupero agli agenti della riscossione»;
All’articolo 31:
al comma 1, le parole: «pari al cinquanta per cento dell’importo
indebitamente compensato» sono sostituite dalle seguenti: «del 50 per
cento dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e
relativi accessori e per i quali e’ scaduto il termine di pagamento
fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato. La
sanzione non puo’ essere applicata fino al momento in cui
sull’iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale o
amministrativa e non puo’ essere comunque superiore al 50 per cento
di quanto indebitamente compensato; nelle ipotesi di cui al periodo
precedente, i termini di cui all’articolo 20 del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 472, decorrono dal giorno successivo alla data
della definizione della contestazione.»;
dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602, dopo l’articolo 28-ter e’ inserito il seguente:
“Art. 28-quater. (Compensazioni di crediti con somme dovute a
seguito di iscrizione a ruolo). – 1. A partire dal 1° gennaio 2011, i
crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei
confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio
sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti,
possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione
a ruolo. A tal fine il creditore acquisisce la certificazione
prevista dall’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, e la utilizza per il pagamento, totale o parziale, delle
somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo. L’estinzione del
debito a ruolo e’ condizionata alla verifica dell’esistenza e
validita’ della certificazione. Qualora la regione, l’ente locale o
l’ente del Servizio sanitario nazionale non versi all’agente della
riscossione l’importo oggetto della certificazione entro sessanta
giorni dal termine nella stessa indicato, l’agente della riscossione
procede, sulla base del ruolo emesso a carico del creditore, alla
riscossione coattiva nei confronti della regione, dell’ente locale o
dell’ente del Servizio sanitario nazionale secondo le disposizioni di
cui al titolo II del presente decreto. Le modalita’ di attuazione del
presente articolo sono stabilite con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze anche al fine di garantire il rispetto
degli equilibri programmati di finanza pubblica”. Per i crediti
maturati nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale si
applica comunque quanto previsto dal comma 1-ter, secondo periodo.
1-ter. All’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, le parole: “Per gli anni 2009 e 2010” sono sostituite con
le seguenti: “A partire dall’anno 2009” e le parole: “le regioni e
gli enti locali” sono sostituite con le seguenti: “le regioni, gli
enti locali e gli enti del Servizio sanitario nazionale”. Con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le
modalita’ di attuazione del presente comma, nonche’, in particolare,
le condizioni per assicurare che la complessiva operazione di cui al
comma 1-bis e al presente comma riguardante gli enti del Servizio
sanitario nazionale sia effettuata nel rispetto degli obiettivi di
finanza pubblica; le modalita’ di certificazione sono stabilite dalle
singole regioni d’intesa con il Ministero dell’economia e delle
finanze, con l’osservanza delle condizioni stabilite con il predetto
decreto».
All’articolo 32:
al comma 4, al primo periodo, le parole: «della media dei valori
netti del fondo risultanti dai prospetti semestrali redatti nei
periodi d’imposta 2007, 2008 e 2009» sono sostituite dalle seguenti:
«del valore netto del fondo risultante dal prospetto redatto al 31
dicembre 2009»;
al comma 5, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «La
liquidazione deve essere conclusa nel termine massimo di cinque anni.
Sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2010 e fino alla conclusione
della liquidazione la societa’ di gestione del risparmio applica
un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella
misura del 7 per cento. L’imposta e’ versata dalla societa’ di
gestione del risparmio il 16 febbraio dell’anno successivo rispetto a
ciascun anno di durata della liquidazione»;
dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
«5-bis. Non si applica la ritenuta di cui all’articolo 7 del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive
modificazioni, fino a concorrenza dell’ammontare assoggettato
all’imposta sostitutiva di cui ai commi 4 e 5. Il costo di
sottoscrizione o di acquisto delle quote e’ riconosciuto fino a
concorrenza dei valori che hanno concorso alla formazione della base
imponibile per l’applicazione dell’imposta sostitutiva. Eventuali
minusvalenze realizzate non sono fiscalmente rilevanti.
5-ter. Gli atti di liquidazione del patrimonio immobiliare sono
soggetti alle imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale.
5-quater. Alle cessioni di immobili effettuate nella fase di
liquidazione di cui al comma 5 si applica l’articolo 17, quinto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633. L’efficacia della disposizione di cui al periodo precedente
e’ subordinata alla preventiva approvazione da parte del Consiglio
dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 395 della direttiva
2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006. Ai conferimenti in
societa’ di pluralita’ di immobili, effettuati nella fase di
liquidazione di cui al comma 5, si applica l’articolo 2, terzo comma,
lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633. I predetti conferimenti si considerano compresi, agli
effetti delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, fra gli
atti previsti nell’articolo 4, comma 1, lettera a), numero 3), della
tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni
concernenti l’imposta di registro di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nell’articolo 10, comma 2,
del testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria
e catastale di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, e
nell’articolo 4 della tariffa allegata al medesimo decreto
legislativo n. 347 del 1990. Le cessioni di azioni o quote effettuate
nella fase di liquidazione di cui al comma 5 si considerano, ai fini
dell’articolo 19-bis, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, operazioni che non formano
oggetto dell’attivita’ propria del soggetto passivo»;
il comma 7 e’ sostituito dal seguente:
«7. Il comma 3 dell’articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,
n. 410, e’ sostituito dai seguenti:
“3. La ritenuta non si applica sui proventi percepiti da fondi
pensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri,
sempreche’ istituiti in Stati o territori inclusi nella lista di cui
al decreto ministeriale emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del
testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonche’ su
quelli percepiti da enti od organismi internazionali costituiti in
base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e da banche
centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello
Stato.
3-bis. Per i proventi di cui al comma 1 spettanti a soggetti
residenti in Stati con i quali siano in vigore convenzioni per
evitare la doppia imposizione sul reddito, ai fini dell’applicazione
della ritenuta nella misura prevista dalla convenzione, i sostituti
d’imposta di cui ai commi precedenti acquisiscono:
a) una dichiarazione del soggetto non residente effettivo
beneficiario dei proventi, dalla quale risultino i dati
identificativi del soggetto medesimo, la sussistenza di tutte le
condizioni alle quali e’ subordinata l’applicazione del regime
convenzionale, e gli eventuali elementi necessari a determinare la
misura dell’aliquota applicabile ai sensi della convenzione;
b) un’attestazione dell’autorita’ fiscale competente dello Stato
ove l’effettivo beneficiario dei proventi ha la residenza, dalla
quale risulti la residenza nello Stato medesimo ai sensi della
convenzione. L’attestazione produce effetti fino al 31 marzo
dell’anno successivo a quello di presentazione”»;
dopo il comma 7, e’ inserito il seguente:
«7-bis Le disposizioni di cui al comma 7 hanno effetto per i
proventi percepiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto sempre che riferiti a periodi di attivita’ dei fondi
che hanno inizio successivamente al 31 dicembre 2009. Per i proventi
percepiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e riferiti a periodi di attivita’ del fondo chiusi fino al 31
dicembre 2009, continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo
7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nel testo in
vigore alla predetta data».
All’articolo 35:
al comma 1, capoverso «Art. 40-bis», al comma 5, le parole: «del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive modificazioni» sono soppresse;
al comma 2, l’alinea e’ sostituito dal seguente: «Nel titolo I,
capo II, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, dopo
l’articolo 9 e’ aggiunto il seguente:».
All’articolo 36, al comma 1, lettera c), capoverso 1-ter, primo
periodo, le parole: «comma 9» sono sostituite dalle seguenti: «comma
7-ter».
All’articolo 37, al comma 1, secondo periodo, le parole: «societa’
fiduciarie; alla identificazione del sistema di amministrazione, del
nominativo degli amministratori e del possesso» sono sostituite dalle
seguenti: «societa’ fiduciarie nonche’ alla identificazione del
sistema di amministrazione e del nominativo degli amministratori e
del possesso».
All’articolo 38:
il comma 9 e’ soppresso;
dopo il comma 13, sono aggiunti i seguenti:
«13-bis. Nell’articolo 111 del testo unico delle imposte sui
redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
“1-bis. La variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative
al ramo vita concorre a formare il reddito dell’esercizio per la
parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e degli
altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa e
l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e i proventi, anche se
esenti o esclusi, ivi compresa la quota non imponibile dei dividendi
di cui all’articolo 89, comma 2, e delle plusvalenze di cui
all’articolo 87. In ogni caso, tale rapporto rileva in misura non
inferiore al 95 per cento e non superiore al 98,5 per cento”.
13-ter. Le disposizioni contenute nel comma 1-bis dell’articolo 111
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal
comma 13-bis del presente articolo, hanno effetto, nella misura
ridotta del 50 per cento, anche sul versamento del secondo acconto
dell’imposta sul reddito delle societa’ dovuto per il periodo di
imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto.
13-quater. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n.
212, le disposizioni di cui ai commi 13-bis e 13-ter si applicano a
decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto. A decorrere
dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2013, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze potranno
essere riconsiderate le percentuali di cui al citato comma 1-bis
dell’articolo 111 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917
del 1986.
13-quinquies. Per l’anno finanziario 2010 possono altresi’
beneficiare del riparto della quota del cinque per mille i soggetti
gia’ inclusi nel corrispondente elenco degli enti della ricerca
scientifica e dell’Universita’, predisposto per le medesime
finalita’, per l’esercizio finanziario 2009. Il Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca procede ad
effettuare, entro il 30 novembre 2010, i controlli, anche a campione,
tesi ad accertare che gli enti inclusi nell’elenco del 2009
posseggano anche al 30 giugno 2010 i requisiti che danno diritto al
beneficio.
13-sexies. All’articolo 3-bis del decreto-legge 25 marzo 2010, n.
40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,
dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
“2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle
societa’ a prevalente partecipazione pubblica.”
13-septies. All’articolo 2, comma l, del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696,
dopo la lettera tt), e’ aggiunta la seguente:
“tt-bis) le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese di cui
all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.
261, attraverso la rete degli uffici postali e filatelici, dei punti
di accesso e degli altri centri di lavorazione postale cui ha accesso
il pubblico nonche’ quelle rese al domicilio del cliente tramite gli
addetti al recapito”».
All’articolo 39:
il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«l. Nei confronti delle persone fisiche di cui all’articolo 1,
comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
dicembre 2009, n. 3837, titolari di redditi di impresa o di lavoro
autonomo, nonche’ nei confronti dei soggetti diversi dalle persone
fisiche con volume d’affari non superiore a 200.000 euro, il termine
di scadenza della sospensione degli adempimenti e dei versamenti
tributari, ivi previsto, e’ prorogato al 20 dicembre 2010. Non si fa
luogo al rimborso di quanto gia’ versato. Le disposizioni di cui al
presente comma non si applicano, comunque, alle banche ed alle
imprese di assicurazione»;
dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:
«3-bis. La ripresa della riscossione dei tributi di cui al comma 1
e dei contributi e dei premi di cui al comma 3 avviene, senza
applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il
pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal
mese di gennaio 2011. Gli adempimenti tributari, diversi dai
versamenti, non eseguiti per effetto della predetta sospensione sono
effettuati entro lo stesso mese di gennaio 2011 con le modalita’
stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
3-ter. La ripresa della riscossione dei tributi non versati dal 6
aprile 2009 al 30 giugno 2010, per effetto della sospensione disposta
dall’articolo 1 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri 6 giugno 2009, n. 3780, e dall’articolo 1 dell’ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837,
avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori,
mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a
decorrere dal mese di gennaio 2011. Gli adempimenti tributari,
diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto della predetta
sospensione sono effettuati entro lo stesso mese di gennaio 2011 con
le modalita’ stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia
delle entrate.
3-quater. La ripresa della riscossione dei contributi previdenziali
ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro
gli infortuni e le malattie professionali non versati dal 6 aprile
2009 al 30 giugno 2010 per effetto della sospensione prevista
dall’articolo 2, comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio
dei Ministri 9 aprile 2009, n. 3754, e dall’articolo 1 dell’ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837,
avviene senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori,
mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a
decorrere dal mese di gennaio 2011.
3-quinquies. Agli oneri derivanti dai commi 3-bis, 3-ter e
3-quater, valutati in 617 milioni di euro per l’anno 2010, si
provvede con le maggiori entrate derivanti dall’articolo 1, commi 1 e
2, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, affluite alla
contabilita’ speciale prevista dall’articolo 13-bis, comma 8, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102»;
dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:
«4-bis. All’articolo 10, comma 1-bis, del decreto-legge 28 aprile
2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno
2009, n. 77, le parole da: “con una dotazione di 45 milioni di euro”
fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: “con una
dotazione di 90 milioni di euro che costituisce tetto massimo di
spesa”.
4-ter. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 10, comma
1-bis, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, come modificato ai
sensi del comma 4-bis del presente articolo, si provvede, per 45
milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all’articolo 14, comma
1, del predetto decreto-legge n. 39 del 2009, compatibilmente con gli
utilizzi del citato decreto e, per 15 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2011, 2012 e 2013, per gli anni 2011 e 2012 mediante
corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di
politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge
29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge
27 dicembre 2004, n. 307, e per l’anno 2013 mediante corrispondente
utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dai commi
13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo 38 del presente decreto.
4-quater. All’articolo 4 del decreto-legge 23 dicembre 2003, n.
347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n.
39, dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
“3-bis. Nel caso in cui al termine di scadenza il programma non
risulti completato, anche in ragione del protrarsi delle conseguenze
negative di ordine economico e produttivo generate dagli eventi
sismici del 2009 nella regione Abruzzo, nonche’ delle conseguenti
difficolta’ connesse alla definizione dei problemi occupazionali, il
Ministro dello sviluppo economico, su istanza del Commissario
straordinario, sentito il Comitato di sorveglianza, puo’ disporre nel
limite massimo di 1 milione di euro per il 2010 la proroga del
termine di esecuzione del programma per i gruppi industriali con
imprese ed unita’ locali nella regione Abruzzo, fino al 31 dicembre
2010, compatibilmente con il predetto limite di spesa”. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede, per l’anno
2010, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori
entrate derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo
38».
Dopo l’articolo 40, e’ inserito il seguente:
«Art. 40-bis. – (Quote latte) – 1. Al fine di far fronte alla grave
crisi in cui, principalmente a seguito della negativa congiuntura
internazionale e degli accertamenti in corso, versa il settore
lattiero-caseario e favorire il ripristino della situazione economica
sui livelli precedenti il 1° gennaio 2008, il pagamento degli importi
con scadenza al 30 giugno 2010 previsti dai piani di rateizzazione di
cui al decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, ed al
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e’ prorogato fino al 31 dicembre
2010.
2. All’onere di cui al presente articolo, pari a 5 milioni di euro
per l’anno 2010, si provvede mediante corrispondente utilizzo del
Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi
permanenti di natura corrente, iscritto nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, come determinato dalla
Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».
All’articolo 41:
al comma 1, dopo le parole: «collaboratori,» sono inserite le
seguenti: «per un periodo di tre anni,» e dopo la parola:
«tributaria» e’ inserita la seguente: «statale»;
dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Le attivita’ economiche di cui al comma I non devono
risultare gia’ avviate in Italia prima della data di entrata in
vigore del presente decreto e devono essere effettivamente svolte nel
territorio dello Stato».
All’articolo 42:
il comma 1 e’ soppresso;
nel comma 2, le parole: «ai sensi del comma 1» sono sostituite
dalle seguenti: «ai sensi dei commi successivi»;
dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. Il comma 4-ter dell’articolo 3 del decreto-legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e’ sostituito dal seguente:
“4-ter. Con il contratto di rete piu’ imprenditori perseguono lo
scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria
capacita’ innovativa e la propria competitivita’ sul mercato e a tal
fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a
collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti
all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni
o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o
tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o piu’
attivita’ rientranti nell’oggetto della propria impresa. Il contratto
puo’ anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e
la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per
conto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole parti
o fasi dello stesso. Ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui al
comma 4-quater, il contratto deve essere redatto per atto pubblico o
per scrittura privata autenticata e deve indicare:
a) il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ogni
partecipante per originaria sottoscrizione del contratto o per
adesione successiva;
b) l’indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di
innalzamento della capacita’ competitiva dei partecipanti e le
modalita’ concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento verso
tali obiettivi;
c) la definizione di un programma di rete, che contenga
l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun
partecipante, le modalita’ di realizzazione dello scopo comune e,
qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune,
la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e
degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si
obbliga a versare al fondo nonche’ le regole di gestione del fondo
medesimo; se consentito dal programma, l’esecuzione del conferimento
puo’ avvenire anche mediante apporto di un patrimonio destinato
costituito ai sensi dell’articolo 2447-bis, primo comma, lettera a),
del codice civile. Al fondo patrimoniale comune costituito ai sensi
della presente lettera si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile;
d) la durata del contratto, le modalita’ di adesione di altri
imprenditori e, se pattuite, le cause facoltative di recesso
anticipato e le condizioni per l’esercizio del relativo diritto,
ferma restando in ogni caso l’applicazione delle regole generali di
legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti
plurilaterali con comunione di scopo;
e) se il contratto ne prevede l’istituzione, il nome, la ditta, la
ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per
svolgere l’ufficio di organo comune per l’esecuzione del contratto o
di una o piu’ parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di
rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune
nonche’ le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la
vigenza del contratto. Salvo che sia diversamente disposto nel
contratto, l’organo comune agisce in rappresentanza degli
imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, nelle
procedure di programmazione negoziata con le pubbliche
amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia
per l’accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del
sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di
innovazione previsti dall’ordinamento nonche’ all’utilizzazione di
strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualita’ o
di cui sia adeguatamente garantita la genuinita’ della provenienza;
f) le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su
ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando e’
stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a
tale organo, nonche’, se il contratto prevede la modificabilita’ a
maggioranza del programma di rete, le regole relative alle modalita’
di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo”.
2-ter. Il comma 4-quater dell’articolo 3 del decreto-legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e’ sostituito dal seguente:
“4-quater. Il contratto di rete e’ soggetto a iscrizione nella
sezione del registro delle imprese presso cui e’ iscritto ciascun
partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando
e’ stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di
tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari”.
2-quater. Fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012,
una quota degli utili dell’esercizio destinati dalle imprese che
sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete ai sensi
dell’articolo 3, commi 4-ter e seguenti, del decreto-legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al fondo patrimoniale
comune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare entro
l’esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune
di rete, preventivamente asseverato da organismi espressione
dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ovvero, in
via sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimo
decreto, se accantonati ad apposita riserva, concorrono alla
formazione del reddito nell’esercizio in cui la riserva e’ utilizzata
per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero in
cui viene meno l’adesione al contratto di rete. L’asseverazione e’
rilasciata previo riscontro della sussistenza nel caso specifico
degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti
di partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto.
L’Agenzia delle entrate, avvalendosi dei poteri di cui al titolo IV
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, vigila sui contratti di rete e sulla realizzazione degli
investimenti che hanno dato accesso all’agevolazione, revocando i
benefici indebitamente fruiti. L’importo che non concorre alla
formazione del reddito d’impresa non puo’, comunque, superare il
limite di euro 1.000.000. Gli utili destinati al fondo patrimoniale
comune o al patrimonio destinato all’affare trovano espressione in
bilancio in una corrispondente riserva, di cui viene data
informazione in nota integrativa, e sono vincolati alla realizzazione
degli investimenti previsti dal programma comune di rete.
2-quinquies. L’agevolazione di cui al comma 2-quater puo’ essere
fruita, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per l’anno 2011
e di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013,
esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui
redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui
si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al
patrimonio destinato all’affare; per il periodo di imposta successivo
l’acconto delle imposte dirette e’ calcolato assumendo come imposta
del periodo precedente quella che si sarebbe applicata in assenza
delle disposizioni di cui al comma 2-quater. All’onere derivante dal
presente comma si provvede quanto a 2 milioni di euro per l’anno 2011
mediante utilizzo di quota delle maggiori entrate derivanti
dall’articolo 32, quanto a 18 milioni di euro per l’anno 2011 e a 14
milioni di euro per l’anno 2013 mediante utilizzo di quota delle
maggiori entrate derivanti dall’articolo 38, commi 13-bis e seguenti,
e quanto a 14 milioni di euro per l’anno 2012 mediante corrispondente
riduzione del Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
2-sexies. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle
entrate, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, sono
stabiliti criteri e modalita’ di attuazione dell’agevolazione di cui
al comma 2-quater, anche al fine di assicurare il rispetto del limite
complessivo previsto dal comma 2-quinquies.
2-septies. L’agevolazione di cui al comma 2-quater e’ subordinata
all’autorizzazione della Commissione europea, con le procedure
previste dall’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea».
All’articolo 43:
al comma 2, nella lettera a), dopo le parole: «per quelli di natura
tributaria», ove ricorrono, sono inserite le seguenti: «, di pubblica
sicurezza e di incolumita’ pubblica» ed e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Le disposizioni di cui al presente comma non si
applicano agli atti riguardanti la pubblica sicurezza e l’incolumita’
pubblica»;
al comma 2, nella lettera b), le parole: «, nonche’ in quella
dell’Aquila individuata con deliberazione del CIPE assunta in data 13
maggio 2010» sono soppresse.
All’articolo 44, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«3-bis. All’articolo 4 della legge 2 agosto 1999, n. 264, dopo il
comma 1 e’ aggiunto il seguente:
“1-bis. La prova di ammissione ai corsi svolti in lingua straniera
e’ predisposta direttamente nella medesima lingua”».
L’articolo 45 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 45. – (Disposizioni in materia di certificati verdi e di
convenzioni CIP6/92). – 1. Le risorse derivanti dalle risoluzioni
anticipate delle convenzioni CIP6/92 relative alle fonti assimilate
alle fonti rinnovabili, disposte con decreti del Ministro dello
sviluppo economico ai sensi dell’articolo 30, comma 20, della legge
23 luglio 2009, n. 99, intese come differenza tra gli oneri che si
realizzerebbero nei casi in cui non si risolvano le medesime
convenzioni e quelli da liquidare ai produttori aderenti alla
risoluzione, sono versate all’entrata per essere riassegnate ad
apposito fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca finalizzato ad
interventi nel settore della ricerca e dell’universita’. La
ripartizione delle risorse a favore dei predetti interventi e’
effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze all’esito dell’approvazione della riforma organica del
settore universitario, escludendo la destinazione per spese
continuative di personale ed assicurando comunque l’assenza di
effetti sui saldi di finanza pubblica.
2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas, da emanare entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono stabiliti criteri e modalita’ per la
quantificazione delle risorse derivanti dal comma 1.
3. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il
comma 149 e’ inserito il seguente:
“149-bis. Al fine di contenere gli oneri generali di sistema
gravanti sulla spesa energetica di famiglie ed imprese e di
promuovere le fonti rinnovabili che maggiormente contribuiscono al
raggiungimento degli obiettivi europei, coerentemente con
l’attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 aprile 2009, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, da
emanare entro il 31 dicembre 2010, si assicura che l’importo
complessivo derivante dal ritiro, da parte del GSE, dei certificati
verdi di cui al comma 149, a decorrere dalle competenze dell’anno
2011, sia inferiore del 30 per cento rispetto a quello relativo alle
competenze dell’anno 2010, prevedendo che almeno 1’80 per cento di
tale riduzione derivi dal contenimento della quantita’ di certificati
verdi in eccesso”».
All’articolo 46, al comma 1, primo periodo, le parole: «non sono
stati aggiudicati i contratti di appalto di lavori» sono sostituite
dalle seguenti: «non sono scaduti i termini di presentazione delle
offerte o delle richieste di invito previsti dai bandi pubblicati per
l’affidamento dei lavori».
All’articolo 47:
al comma 1, nella lettera b), dopo le parole: «La societa’ ANAS
S.p.A.» sono inserite le seguenti: «, salva la preventiva verifica da
parte del Governo presso la Commissione europea di soluzioni diverse
da quelle previste nel presente comma che assicurino i medesimi
introiti per il bilancio dello Stato e che garantiscano il
finanziamento incrociato per il tunnel di base del Brennero e le
relative tratte di accesso nonche’ la realizzazione da parte del
concessionario di opere infrastrutturali complementari sul territorio
di riferimento, anche urbane o consistenti in gallerie,»; le parole:
«30 settembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre
2010»; dopo le parole: «del bando di gara» sono inserite le seguenti:
«e del relativo capitolato o disciplinare»; dopo le parole: «quota
minima di proventi» sono inserite le seguenti: «annuale, comunque non
inferiore a quanto accantonato in media negli esercizi precedenti,»;
dopo le parole: «della legge 27 dicembre 1997, n. 449,» sono inserite
le seguenti: «nonche’ l’indicazione delle opere infrastrutturali
complementari, anche urbane o consistenti in gallerie, la cui
realizzazione, anche mediante il ricorso alla finanza di progetto,
deve rientrare tra gli obblighi assunti dal concessionario»;
dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. All’articolo 17, comma 34-bis, del decreto-legge l° luglio
2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2009, n. 102, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel primo periodo, le parole: “di rilevanza nazionale con
traffico superiore a dieci milioni di passeggeri annui” sono
sostituite dalle seguenti: “nazionali e comunque con traffico
superiore a otto milioni di passeggeri annui, nonche’ quelli aventi
strutture con sedimi in regioni diverse”;
b) nel secondo periodo, dopo le parole: “del Presidente del
Consiglio dei ministri”, sono inserite le seguenti: “, da adottare
entro sessanta giorni dalla stipula del contratto di programma”.
3-ter. All’articolo 2, comma 200, alinea, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, dopo le parole: “all’esterno del territorio dell’Unione
europea” sono inserite le seguenti: “con riguardo anche ai sistemi
aeroportuali unitariamente considerati”».
All’articolo 48:
al comma 1, capoverso «Art. 182-quater», al secondo comma le
parole: «altresi’ prededucibili» sono sostituite dalle seguenti:
«parificati ai prededucibili» e le parole: «purche’ il concordato
preventivo o l’accordo siano omologati» sono sostituite dalle
seguenti: «purche’ la prededuzione sia espressamente disposta nel
provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissione
al concordato preventivo ovvero l’accordo sia omologato»;
al comma 1, capoverso «Art. 182-quater», al quarto comma, le
parole: «purche’ il concordato preventivo o l’accordo sia omologato»
sono sostituite dalle seguenti: «purche’ cio’ sia espressamente
disposto nel provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda
di ammissione al concordato preventivo ovvero l’accordo sia
omologato»;
al comma 2, primo capoverso, dopo le parole: «di cui al presente
articolo, depositando presso il tribunale» sono inserite le seguenti:
«competente ai sensi dell’articolo 9»; le parole: «circa la
sussistenza delle condizioni per» sono sostituite dalle seguenti:
«circa la idoneita’ della proposta, se accettata, ad»; dopo le
parole: «pubblicata nel registro delle imprese» sono aggiunte le
seguenti: «e produce l’effetto del divieto di inizio o prosecuzione
delle azioni esecutive e cautelari, nonche’ del divieto di acquisire
titoli di prelazione, se non concordati, dalla pubblicazione»;
al comma 2, secondo capoverso, dopo le parole: «iniziare o
proseguire le azioni cautelari o esecutive» sono inserite le
seguenti: «e di acquisire titoli di prelazione se non concordati»;
dopo il comma 2, e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. Dopo l’articolo 217 del regio decreto 16 marzo 1942, n.
267, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:
“Art. 217-bis. – (Esenzioni dai reati di bancarotta). – 1. Le
disposizioni di cui all’articolo 216, terzo comma, e 217 non si
applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di un
concordato preventivo di cui all’articolo 160 o di un accordo di
ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis
ovvero del piano di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d)”».
Dopo l’articolo 48, sono inseriti i seguenti:
«Art. 48-bis. – (Assunzione di magistrati). – 1. Il Ministero della
giustizia, in aggiunta alle facolta’ assunzionali previste dalla
normativa vigente per l’anno 2010, e’ autorizzato ad assumere
magistrati ordinari vincitori di concorso gia’ concluso alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
entro il limite di spesa di 6,6 milioni di euro per l’anno 2010, di
16 milioni di euro per l’anno 2011, di 19,2 milioni di euro per
l’anno 2012 e di 19,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.
Agli oneri derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al
presente comma si provvede mediante l’utilizzo del maggior gettito di
cui al comma 2.
2. I commi 1 e 2 dell’articolo 13 del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono
sostituiti dai seguenti:
“1. Il contributo unificato e’ dovuto nei seguenti importi:
a) euro 33 per i processi di valore fino a 1.100 euro;
b) euro 77 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a
euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonche’ per
i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del
codice di procedura civile;
c) euro 187 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino
a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile
di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 374 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino
a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore
indeterminabile;
e) euro 550 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino
a euro 260.000;
f) euro 880 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e
fino a euro 520.000;
g) euro 1.221 per i processi di valore superiore a euro 520.000.
2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto e’
pari a euro 220. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo
e’ ridotto della meta’. Per i processi esecutivi mobiliari di valore
inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto e’ pari a euro 30. Per i
processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto e’
pari a euro 132”.
Art. 48-ter. – (Disposizione in materia di contenzioso tributario)
– 1. All’articolo 3, comma 2-bis, del decreto-legge 25 marzo 2010, n.
40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,
alla lettera b), e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“L’avvenuto pagamento estingue il giudizio a seguito di attestazione
degli uffici dell’amministrazione finanziaria comprovanti la
regolarita’ della istanza ed il pagamento integrale di quanto dovuto
ai sensi del presente decreto”».
All’articolo 49:
al comma 2, nella lettera a), dopo la parola: «Comuni» sono
inserite le seguenti: «, o altre autorita’ competenti»;
al comma 2, dopo la lettera b) e’ inserita la seguente:
«b-bis) al comma 4 sono premesse le parole: “Fermo restando quanto
disposto dal comma 4-bis” e sono aggiunti, in fine, i seguenti
periodi: “Per assicurare il rispetto dei tempi, l’amministrazione
competente al rilascio dei provvedimenti in materia ambientale puo’
far eseguire anche da altri organi dell’amministrazione pubblica o
enti pubblici dotati di qualificazione e capacita’ tecnica
equipollenti, ovvero da istituti universitari tutte le attivita’
tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In tal caso gli oneri
economici diretti o indiretti sono posti a esclusivo carico del
soggetto committente il progetto, secondo le tabelle approvate con
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze”»;
al comma 2, nella lettera e), dopo le parole: «pubblica
incolumita’» sono inserite le seguenti: «, alla tutela
paesaggistico-territoriale» e dopo le parole: «in materia di VIA, VAS
e AIA, » la parola: «paesaggistico-territoriale, » e’ soppressa;
dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:
«4-bis. L’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e’
sostituito dal seguente:
“Art. 19. – (Segnalazione certificata di inizio attivita’ – Scia) –
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva,
permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le
iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attivita’
imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda
esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti
dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia
previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti
di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, e’
sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola
esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali,
paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle
amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica
sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza,
all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle
finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione
del gettito, anche derivante dal gioco, nonche’ di quelli imposti
dalla normativa comunitaria. La segnalazione e’ corredata dalle
dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorieta’
per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita’ personali e i fatti
previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche’ dalle
attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle
dichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia delle imprese di
cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui
al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate
dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di
competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la legge prevede
l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero
l’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti
dalle auto-certificazioni, attestazioni e asseverazioni o
certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche
successive degli organi e delle amministrazioni competenti.
2. L’attivita’ oggetto della segnalazione puo’ essere iniziata
dalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazione
competente.
3. L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei
requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di
sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo
comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione
dell’attivita’ e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di
essa, salvo che, ove cio’ sia possibile, l’interessato provveda a
conformare alla normativa vigente detta attivita’ ed i suoi effetti
entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non
inferiore a trenta giorni. E’ fatto comunque salvo il potere
dell’amministrazione competente di assumere determinazioni in via di
autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso
di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di
notorieta’ false o mendaci, l’amministrazione, ferma restando
l’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonche’ di
quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, puo’ sempre e
in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.
4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al
primo periodo del comma 3, all’amministrazione e’ consentito
intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il
patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per
la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato
accertamento dell’impossibilita’ di tutelare comunque tali interessi
mediante conformazione dell’attivita’ dei privati alla normativa
vigente.
5. Il presente articolo non si applica alle attivita’ economiche a
prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in
materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all’applicazione
del presente articolo e’ devoluta alla giurisdizione esclusiva del
giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale,
esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, puo’
riguardare anche gli atti di assenso formati in virtu’ delle norme
sul silenzio assenso previste dall’articolo 20.
6. Ove il fatto non costituisca piu’ grave reato, chiunque, nelle
dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la
segnalazione di inizio attivita’, dichiara o attesta falsamente
l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e’
punito con la reclusione da uno a tre anni”.
4-ter. Il comma 4-bis attiene alla tutela della concorrenza ai
sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), della
Costituzione, e costituisce livello essenziale delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m) del
medesimo comma. Le espressioni “segnalazione certificata di inizio
attivita’” e “Scia” sostituiscono, rispettivamente, quelle di
“dichiarazione di inizio attivita’” e “Dia”, ovunque ricorrano, anche
come parte di una espressione piu’ ampia, e la disciplina di cui al
comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, quella della
dichiarazione di inizio attivita’ recata da ogni normativa statale e
regionale.
4-quater. Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo
e la competitivita’ delle imprese, anche sulla base delle attivita’
di misurazione degli oneri amministrativi di cui all’articolo 25 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il Governo e’ autorizzato ad
adottare uno o piu’ regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri per la
pubblica amministrazione e l’innovazione, per la semplificazione
normativa e dello sviluppo economico, sentiti i Ministri interessati
e le associazioni imprenditoriali, volti a semplificare e ridurre gli
adempimenti amministrativi gravanti sulle piccole e medie imprese, in
base ai seguenti principi e criteri direttivi, nel rispetto di quanto
previsto dagli articoli 20, 20-bis e 20-ter della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni:
a) proporzionalita’ degli adempimenti amministrativi in relazione
alla dimensione dell’impresa e al settore di attivita’, nonche’ alle
esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti;
b) eliminazione di autorizzazioni, licenze, permessi, ovvero di
dichiarazioni, attestazioni, certificazioni, comunque denominati,
nonche’ degli adempimenti amministrativi e delle procedure non
necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici in relazione
alla dimensione dell’impresa ovvero alle attivita’ esercitate;
c) estensione dell’utilizzo dell’autocertificazione, delle
attestazioni e delle asseverazioni dei tecnici abilitati nonche’
delle dichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia delle
imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133;
d) informatizzazione degli adempimenti e delle procedure
amministrative, secondo la disciplina del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, recante codice dell’amministrazione digitale;
e) soppressione delle autorizzazioni e dei controlli per le imprese
in possesso di certificazione ISO o equivalente, per le attivita’
oggetto di tale certificazione;
f) coordinamento delle attivita’ di controllo al fine di evitare
duplicazioni e sovrapposizioni, assicurando la proporzionalita’ degli
stessi in relazione alla tutela degli interessi pubblici coinvolti.
4-quinquies. I regolamenti di cui al comma 4-quater sono emanati
entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto ed entrano in vigore il quindicesimo
giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale. Con effetto dalla data di entrata in vigore dei predetti
regolamenti sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei
relativi procedimenti. Tali interventi confluiscono nel processo di
riassetto di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59».
All’articolo 50:
al comma 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le
disposizioni del presente comma si applicano anche agli enti
territoriali individuati dal Piano generale del 6° censimento
dell’agricoltura di cui al numero Istat SP/1275.2009, del 23 dicembre
2009 e di cui al comma 6, lettera a)»;
il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
«8. Al fine di ridurre l’utilizzo di soggetti estranei alla
pubblica amministrazione per il perseguimento dei fini di cui al
comma 1, i ricercatori, i tecnologi e il personale tecnico di ruolo
dei livelli professionali IV-VI degli enti di ricerca e di
sperimentazione di cui all’articolo 7 del presente decreto, che
risultino in esubero all’esito della soppressione e incorporazione
degli enti di ricerca di cui al medesimo articolo 7, sono trasferiti
a domanda all’ISTAT in presenza di vacanze risultanti anche a seguito
di apposita rimodulazione dell’organico e con le modalita’ ivi
indicate. Resta fermo il limite finanziario dell’80 per cento di cui
all’articolo 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
All’articolo 51:
al comma 1, le parole: «comma 5» sono sostituite dalle seguenti:
«comma 5 del presente articolo»;
al comma 2, le parole: «dalla pubblicazione della presente legge»
sono sostituite dalle seguenti: «dalla data di pubblicazione del
presente decreto»;
al comma 4, nell’alinea, e al comma 5, nell’ultimo periodo, le
parole: «lettera a), della» sono sostituite dalle seguenti: «lettera
a), del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla»;
il comma 7 e’ sostituito dal seguente:
«7. Al comma 3 dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2010, n.
40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,
le parole: “entro e non oltre il termine di sessanta giorni
decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto” sono
sostituite dalle seguenti: “entro e non oltre il 31 dicembre 2010″».
All’articolo 52, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«1-bis. Le disposizioni dell’articolo 15, commi 13, 14 e 15, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si applicano anche
per l’esercizio in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto.
1-ter. All’articolo 7, comma 3-bis, del decreto legislativo 17
maggio 1999, n. 153, le parole: “non superiore al 10 per cento” sono
sostituite dalle seguenti: “non superiore al 15 per cento”.
1-quater. All’articolo 4 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.
153, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
“2-bis. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,
direzione o controllo presso la fondazione non possono ricoprire
funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la societa’
bancaria conferitaria o sue controllate o partecipate. I soggetti che
svolgono funzioni di indirizzo presso la fondazione non possono
ricoprire funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso
la societa’ bancaria conferitaria”.
1-quinquies. All’articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 17
maggio 1999, n. 153, dopo la lettera k), e’ aggiunta la seguente:
“k-bis) presenta, entro il 30 giugno, una relazione al Parlamento
sull’attivita’ svolta dalle Fondazioni bancarie nell’anno precedente,
con riferimento, tra l’altro, agli interventi finalizzati a
promuovere lo sviluppo economico-sociale nei territori locali in cui
operano le medesime fondazioni”».
Dopo l’articolo 52, e’ inserito il seguente:
«Art. 52-bis. – (Garanzia per il versamento di somme dovute per
effetto di accertamento con adesione) – 1. A decorrere dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e
fino al 31 dicembre 2011, la garanzia di cui al comma 2 dell’articolo
8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, puo’ essere
prestata anche mediante ipoteca volontaria di primo grado per un
valore, accettato dall’amministrazione finanziaria, pari al doppio
del debito erariale ovvero della somma oggetto di rateizzazione».
All’articolo 54:
al comma 2, le parole: «sono versati su apposito conto corrente
infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato»
sono sostituite dalle seguenti: «sono versati su un’apposita
contabilita’ speciale aperta presso la Tesoreria dello Stato»;
all’ultimo comma, le parole: «3. Sull’utilizzo» sono sostituite
dalle seguenti: «4. Sull’utilizzo».
Dopo l’articolo 54, sono inseriti i seguenti:
«Art. 54-bis. – (Interventi a sostegno del settore della pesca
marittima) – 1. Per far fronte alla crisi in atto nel settore della
pesca marittima, in caso di sospensione dell’attivita’ di pesca, un
trattamento di importo pari a quello previsto dalla cassa
integrazione guadagni straordinaria in deroga per il medesimo settore
di cui all’articolo 4-ter del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, e’
concesso agli armatori imbarcati su navi da pesca, ivi compresi i
soci lavoratori di cooperative della piccola pesca.
2. Il trattamento di cui al comma 1 e’ pari all’80 per cento dei
salari minimi garantiti, comprensivi delle indennita’ fisse mensili,
per ferie, festivita’ e gratifiche, di cui alle tabelle allegate ai
contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, ed e’ erogato dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali.
3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 2, nel limite
massimo di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2010, si provvede
mediante corrispondente utilizzo del Fondo di riserva per le
autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente,
iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze, come determinato dalla Tabella C allegata alla legge
23 dicembre 2009, n. 191.
Art. 54-ter. – (Modifica al decreto legislativo n. 285 del 2005) –
1. All’articolo 11 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285,
dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente:
“1-bis. I servizi di linea di competenza statale non possono essere
soggetti ad obblighi di servizio, come previsto dalla normativa
comunitaria in materia, e a fronte del loro esercizio non viene
erogata alcuna compensazione od altra forma di contribuzione
pubblica”».
All’articolo 55:
dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Al fine di perseguire l’obiettivo di pubblico interesse
della difesa della salute pubblica, al testo unico delle disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) nell’Allegato I, alla voce: “Tabacchi lavorati”, le parole da:
“Sigari” a: “Tabacco da masticare: 24,78%” sono sostituite dalle
seguenti:
“a) sigari ……. 23,00%;
b) sigaretti ….. 23,00%;
c) sigarette ….. 58,50%;
d) tabacco da fumo:
1) tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le
sigarette … 56,00%;
2) altri tabacchi da fumo … 56,00%;
e) tabacco da fiuto … 24,78%;
f) tabacco da masticare … 24,78%”;
b) nell’articolo 39-octies, dopo il comma 2, sono inseriti i
seguenti:
“2-bis. Per il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per
arrotolare le sigarette di cui all’articolo 39-bis, comma 1, lettera
c), numero 1), l’imposta di consumo dovuta sui prezzi inferiori alla
classe di prezzo piu’ richiesta e’ fissata nella misura del centonove
per cento dell’imposta di consumo applicata su tale classe di prezzo.
2-ter. La classe di prezzo piu’ richiesta di cui al comma 2-bis e’
determinata il primo giorno di ciascun trimestre secondo i dati di
vendita rilevati nel trimestre precedente.”;
c) il comma 4 dell’articolo 39-octies e’ sostituito dal seguente:
“4. L’importo di base di cui al comma 3 costituisce, nella misura
del centoquindici per cento, l’accisa dovuta per le sigarette aventi
un prezzo di vendita al pubblico inferiore a quello delle sigarette
della classe di prezzo piu’ richiesta di cui all’articolo
39-quinquies, comma 2”.
2-ter. Decorsi centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
del decreto-legge 23 giugno 2010, n. 94, l’immissione in consumo del
tabacco trinciato a taglio fino per arrotolare le sigarette e’
ammessa esclusivamente in confezioni non inferiori a dieci grammi.
2-quater. Al fine di assicurare il conseguimento degli attuali
livelli di entrate a titolo di imposte sui tabacchi lavorati, con
provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 485, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, possono essere modificate le
percentuali di cui:
a) all’elenco “Tabacchi lavorati” dell’Allegato I al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni;
b) all’articolo 39-octies, commi 2-bis, 4 e 5, lettera a), del
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni.
2-quinquies. Al fine di garantire la maggiore tutela degli
interessi pubblici erariali e di difesa della salute pubblica
connessi alla gestione di esercizi di vendita di tabacchi, tenuto
conto altresi’ della elevata professionalita’ richiesta per
l’espletamento di tale attivita’, all’articolo 6 della legge 22
dicembre 1957, n. 1293, e’ aggiunto, in fine, il seguente numero:
“9-bis) non abbia conseguito, entro sei mesi dall’assegnazione,
l’idoneita’ professionale all’esercizio dell’attivita’ di rivenditore
di generi di monopolio all’esito di appositi corsi di formazione
disciplinati sulla base di convenzione stipulata tra
l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e le organizzazioni
di categoria maggiormente rappresentative”»;
al comma 3, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dai
seguenti: «Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di
cui all’articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1° luglio 2009,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.
102, a decorrere dal 4 agosto 2010, il piano di impiego di cui
all’articolo 7-bis, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge 23
maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
luglio 2008, n. 125, puo’ essere prorogato fino al 31 dicembre 2010.
Si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 7-bis, commi
1, 2 e 3, del decreto-legge n. 92 del 2008. A tal fine e’ autorizzata
la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2010, con specifica
destinazione di 27,7 milioni di euro e di 2,3 milioni di euro,
rispettivamente, per il personale di cui al comma 74 e di cui al
comma 75 del citato articolo 24 del decreto-legge n. 78 del 2009»;
al comma 5, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonche’ di
4,3 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2011 al 2014,
di 64,2 milioni di euro per l’anno 2015 e di 106,9 milioni di euro
annui per ciascuno degli anni dal 2016 al 2020»;
dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
«5-bis. Nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e
della cultura della pace e della solidarieta’ internazionale tra le
giovani generazioni, e’ autorizzata la spesa di euro 6.599.720 per
l’anno 2010, euro 5.846.720 per l’anno 2011 ed euro 7.500.000 per
l’anno 2012, per l’organizzazione da parte delle Forze armate, in via
sperimentale per un triennio, di corsi di formazione a carattere
teorico-pratico, tendenti a rafforzare la conoscenza e la
condivisione dei valori che da esse promanano e che sono alla base
della presenza dei militari italiani di tutte le componenti operative
nelle missioni internazionali. I corsi, di durata non superiore a tre
settimane, si svolgono presso reparti delle Forze armate, secondo le
priorita’ stabilite dal decreto di cui al comma 5-sexies, e sono
intesi a fornire le conoscenze di base riguardanti il dovere
costituzionale di difesa della Patria, le attivita’ prioritarie delle
Forze armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace a
salvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al terrorismo
internazionale e di soccorso alle popolazioni locali, di protezione
dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di concorso
alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di
pubblica calamita’ e in altri casi di straordinaria necessita’ e
urgenza. Dell’attivazione dei corsi e’ data notizia mediante
pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale, serie
speciale concorsi ed esami, e nel sito istituzionale del Ministero
della difesa.
5-ter. Possono presentare la domanda di partecipazione ai corsi di
cui al comma 5-bis i cittadini italiani, senza distinzione di sesso,
in possesso dei seguenti requisiti: eta’ non inferiore a diciotto
anni compiuti e non superiore a trenta anni compiuti; godimento dei
diritti civili e politici; idoneita’ all’attivita’ sportiva
agonistica; esito negativo agli accertamenti diagnostici per l’abuso
di alcool, per l’uso, anche saltuario od occasionale, di sostanze
stupefacenti, nonche’ per l’utilizzo di sostanze psicotrope a scopo
non terapeutico; assenza di sentenze penali di condanna ovvero di
procedimenti penali in corso per delitti non colposi, di procedimenti
disciplinari conclusi con il licenziamento dal lavoro alle dipendenze
di pubbliche amministrazioni, di provvedimenti di proscioglimento da
arruolamenti, d’autorita’ o d’ufficio, esclusi i proscioglimenti per
inidoneita’ psico-fisica; requisiti morali e di condotta previsti
dall’articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165. Alla domanda di partecipazione gli aspiranti devono allegare la
certificazione relativa all’idoneita’ all’attivita’ sportiva
agonistica e all’esito negativo degli accertamenti diagnostici di cui
al primo periodo del presente comma, nonche’ la scheda vaccinale
rilasciate da struttura sanitaria pubblica o convenzionata con il
Servizio sanitario nazionale. Nella medesima domanda gli aspiranti
possono indicare la preferenza per uno o piu’ reparti tra quelli
individuati annualmente per lo svolgimento dei corsi, nei quali sono
prioritariamente destinati, in relazione alle disponibilita’. I
giovani sono ammessi ai corsi nel limite dei posti disponibili e
previo superamento di apposita visita medica.
5-quater. I giovani ammessi ai corsi assumono lo stato di militari,
contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla durata
del corso, e sono tenuti all’osservanza delle disposizioni previste
dagli ordinamenti di Forza armata. Durante i corsi i frequentatori
fruiscono, a titolo gratuito, degli alloggi di servizio collettivi e
della mensa.
5-quinquies. Al termine dei corsi, ai frequentatori e’ rilasciato
un attestato di frequenza, che costituisce titolo per l’iscrizione
all’associazione d’arma di riferimento del reparto di Forza armata
presso il quale si e’ svolto il corso, nonche’, previa intesa con il
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per il
riconoscimento di crediti formativi nei segmenti scolastici in cui
sia possibile farvi ricorso. All’attestato di frequenza non puo’
essere attribuito alcun valore o punteggio utile nei concorsi per il
reclutamento del personale delle Forze armate.
5-sexies. Con decreto del Ministro della difesa, sentito il
Ministro della gioventu’, sono stabiliti:
a) gli eventuali ulteriori requisiti e i titoli preferenziali per
l’ammissione ai corsi, individuati tra i seguenti: abilitazioni e
brevetti attestanti specifiche capacita’ tecniche o sportive;
residenza nei territori di dislocazione ovvero in aree tipiche di
reclutamento dei reparti presso i quali i corsi sono svolti; titolo
di studio; parentela o affinita’, entro il secondo grado, con il
personale delle Forze armate deceduto o divenuto permanentemente
inabile al servizio per infermita’ o lesioni riportate in servizio,
con le vittime del terrorismo, della criminalita’ organizzata e del
dovere; ordine cronologico di presentazione delle domande;
b) le modalita’ di attivazione, organizzazione e svolgimento dei
corsi, le cause di allontanamento dagli stessi, il cui accertamento
e’ demandato al giudizio insindacabile del comandante del corso,
nonche’ le eventuali ulteriori modalita’ per l’attivazione di corsi,
anche di durata minore, cui sia possibile l’ammissione di giovani con
disabilita’, in possesso dei requisiti di cui al comma 5-ter, esclusa
l’idoneita’ all’attivita’ sportiva agonistica;
c) la somma che i frequentatori versano, a titolo di cauzione,
commisurata al controvalore dei materiali di vestiario ed
equipaggiamento forniti dall’Amministrazione; tale somma e’, in tutto
o in parte, incamerata in via definitiva se i frequentatori
trattengono, a domanda, al termine dei corsi, ovvero danneggiano i
citati materiali. In tali casi, la quota parte della cauzione
trattenuta e’ versata in Tesoreria per la successiva riassegnazione,
in deroga ai vigenti limiti, al fondo del Ministero della difesa
istituito ai sensi dell’articolo 2, comma 616, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, in aggiunta alla dotazione dello stesso come
determinata ai sensi del comma 617 del medesimo articolo 2.
5-septies. La dotazione del fondo di cui all’articolo 60, comma
8-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ stabilita in 5
milioni di euro per l’anno 2010, per le esigenze connesse alla
Celebrazione del 150° anniversario dell’unita’ d’Italia»;
il comma 6 e’ sostituito dal seguente:
«6. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica
economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307, tenuto conto degli utilizzi previsti dal
presente provvedimento, e’ incrementata di 35,8 milioni di euro per
l’anno 2010, di 1.748,4 milioni di euro per l’anno 2011, di 224,3
milioni di euro per l’anno 2012, di 44,7 milioni di euro per l’anno
2013, di 105,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e
di 91,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016 mediante
l’utilizzazione di quota parte delle maggiori entrate e delle minori
spese derivanti dal presente decreto. Le risorse finanziarie
derivanti dall’applicazione del precedente periodo sono destinate
all’attuazione della manovra di bilancio relativa all’anno 2011»;
il comma 7 e’ sostituito dal seguente:
«7. Alle minori entrate e alle maggiori spese derivanti
dall’articolo 9, comma 31, dall’articolo 11, commi 5 e 15,
dall’articolo 12, commi 7, 8 e 9, dall’articolo 14, commi 13 e 14,
dall’articolo 17, comma 1, dall’articolo 25, dall’articolo 38, comma
11, dall’articolo 39, commi 1 e 4, dall’articolo 41, dall’articolo
50, comma 1, e dall’articolo 55, commi da 1 a 6, pari
complessivamente a 1.004,5 milioni di euro per l’anno 2010, a 4.549,5
milioni di euro per l’anno 2011, a 1.476,8 milioni di euro per l’anno
2012, a 670,2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, si
provvede:
a) mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate
dall’articolo 3, dall’articolo 6, commi 15 e 16, dall’articolo 15,
dall’articolo 19, dall’articolo 21, dall’articolo 22, dall’articolo
23, dall’articolo 24, dall’articolo 25, dall’articolo 26,
dall’articolo 27, dall’articolo 28, dall’articolo 31, dall’articolo
32, dall’articolo 33, dall’articolo 38 e dall’articolo 47, pari a
908,00 milioni di euro per l’anno 2010, a 4.549,50 milioni di euro
per l’anno 2011, a 1.399,80 milioni di euro per l’anno 2012, a 593,20
milioni di euro a decorrere dall’anno 2013;
b) mediante utilizzo di quota parte delle minori spese recate
dall’articolo 9, comma 30, pari a 96,5 milioni di euro per l’anno
2010;
c) quanto a 77 milioni di euro mediante corrispondente riduzione
delle proiezioni a decorrere dall’anno 2012 dello stanziamento del
fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2010-2012, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e
speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
al medesimo Ministero»;
dopo il comma 7, e’ inserito il seguente:
«7-bis. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di
cui ai commi 5-bis, 5-ter, 5-quater, 5-quinquies, 5-sexies e
5-septies del presente articolo, pari a euro 11.599.720 per l’anno
2010, a euro 5.846.720 per l’anno 2011 e a euro 7.500.000 per l’anno
2012, si provvede:
a) quanto a euro 5.285.720 per l’anno 2010, mediante corrispondente
riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di parte corrente delle
missioni di spesa del Ministero della difesa, con riferimento alle
spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della
legge 31 dicembre 2009, n. 196;
b) quanto a euro 1.314.000 per l’anno 2010, euro 74.000 per l’anno
2011 ed euro 2.500.000 per l’anno 2012, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del
programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da
ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al Ministero della difesa;
c) quanto a euro 5.772.720 per l’anno 2011 ed euro 5.000.000 per
l’anno 2012 mediante parziale utilizzo delle maggiori entrate
derivanti dall’articolo 4, commi da 4-bis a 4-novies;
d) quanto a 5.000.000 di euro per l’anno 2010 mediante
corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate
derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo 38».

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