Tag

, , , , ,

// da http://www.conquistedellavoro.it

di Ester CreaGiampiero Guadagni

Sessanta anni di buona storia per il sindacalismo e per tutto il Paese: “Una scelta, quella compiuta il 30 aprile 1950, operata da uomini liberi che volevano essere e fare solo sindacato per mettere al centro la persona”. E’ la sintesi di Raffaele Bonanni in occasione del compleanno della Cisl, festeggiato ieri mattina nel luogo dove la Cisl è nata: il Cinema Adriano in Piazza Cavour a Roma, davanti al quale è stata scoperta una targa commemorativa, alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno; e degli ex segretari generali della Cisl Pierre Carniti e Savino Pezzotta. La targa ricorda “Giulio Pastore e gli altri padri fondatori provenienti dalle altre esperienze del sindacalismo ispirato ai valori cristiani che dettero vita alla Cisl, sindacato nuovo, laico, autonomo dai partiti, fedele solo agli interessi dei lavoratori”.
E gli interessi dei lavoratori, ha sottolineato il numero uno di Via Po, “sono stati difesi in equilibrio con quelli del Paese”. Questo è il più grande merito della Cisl, “perché, soprattutto in periodi di crisi, è molto più facile fare demagogia”. E oggi “abbiamo un patrimonio da spendere in una situazione che, come negli anni ’50, è di ricostruzione”. I temi affrontati in questi anni, ha aggiunto Bonanni, “hanno messo al centro la persona e quindi il lavoro e sono i temi che continueremo ad affrontare nel corso dei prossimi anni, a partire dal processo di partecipazione dei lavoratori”
Aprendo la cerimonia, volutamente sobria, il segretario organizzativo Paolo Mezzio ha ricordato come il valore della solidarietà abbia segnato la storia della Cisl, sindacato laico e aconfessionale, ma che si riconosce nella dottrina sociale della Chiesa.
Il 30 aprile di sessant’anni fa il cinema Adriano era gremito. “Anche i posti nei palchi erano tutti occupati”, racconta a Conquiste Rinaldo Santini: lui quel giorno c’era, e non è voluto mancare neppure oggi. C’era anche nel ’48, quando Pastore dopo i tumulti seguiti all’attentato a Togliatti decise di abbandonare la Cgil e di dar vita ad un sindacato libero: la Lcgil. Una lunga militanza sindacale la sua, nel corso della quale – spiega – ha ricoperto il ruolo di segretario della Camera del lavoro di Roma (nella Cgil unitaria) prima e di segretario generale dell’Unione di Roma, poi. Dalla Cisl si è distaccato a metà degli anni Sessanta per intraprendere un percorso politico che lo avrebbe portato a diventare sindaco di Roma (tra il 1967 ed il 1969) e presidente della Regione Lazio (tra il 1973 ed il 1975). Ma il sindacato gli è rimasto dentro, al punto di tornare a sessant’anni di distanza nello stesso posto dove tutto era iniziato.
Molti anni più tardi altri avrebbero percorso le stesse strade. Come Carniti. Il contributo più importante dato dalla Cisl al movimento sindacale italiano? “L’aver innovato la contrattazione”, afferma l’ex segretario generale, aggiungendo che il segreto per resistere al tempo per ogni organizzazione, sta nel saper “scongiurare il rischio di diventare autoreferenziali e di burocratizzarsi”. Quanto a sé stesso, e riferendosi anche ai tanti che hanno condiviso le stesse battaglie (accanto a lui oggi come allora c’era Mario Colombo) aggiunge: “Noi siamo stati fortunati, perché siamo riusciti a fare un lavoro che ci piaceva, a partecipare ad un’avventura collettiva che ha coinciso con le speranze ed i sogni dei lavoratori”. E per chi comincia ora? “Lo stesso: le conquiste non si fanno mai una volta per tutte. David Grossman – aggiunge – diceva che la libertà, la democrazia e le conquiste sono sempre in pericolo, se una minoranza consapevole e motivata non riesce a sfidare il privilegio di pochi e l’apatia di molti”. E conclude sottolineando che le battaglie di innovazione “sono sempre minoritarie”. Un pensiero che uno dei suoi successori, Savino Pezzotta, potrebbe sottoscrivere. Per lui il contributo più importante offerto dalla Cisl al Paese sta “nell’aver affermato il tema dell’autonomia dei corpi intermedi e nell’aver affermato un modello di contrattazione che è anche uno strumento partecipativo per i lavoratori”. “La Cisl – aggiunge – mi ha aiutato a leggere il mondo: ho cominciato a lavorare a 12 anni in un ambiente difficilissimo come erano le fabbriche negli anni Cinquanta, poi mi sono iscritto al sindacato. E da allora ho sempre avuto la tessera della Cisl in tasca. Se dovessi lasciare un messaggio ai ragazzi che oggi si affacciano al mondo del lavoro – conclude – ricorderei una frase di don Milani: “Tentare di crescere da soli è egoismo, farlo insieme è politica”. Quel messaggio che Giulio Pastore, fondatore della Cisl, aveva vissuto pienamente come dirigente della Gioventù Cattolica, prima, come sindacalista poi e, infine, come ministro. Sul palco, a tratteggiarne brevemente la figura, è stato il figlio: monsignor Pierfrancesco Pastore. “Mio padre è stato il figlio di un papà povero, -racconta- che per racimolare pochi spiccioli vendeva oggettini della fortuna. Lui stesso è stato costretto ad andare a lavorare giovanissimo, a dodici anni. Quando cresci in un ambiente così – conclude – non è difficile trovare gli ideali per i quali mio padre ha dato la vita”.
Gli stessi ideali ripresi nel suo saluto anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. “I 60 anni della Cisl ricordano che questo sindacato si fonda non sull’ideologia ma sui valori della persona umana e della dottrina sociale della Chiesa; e tutti noi possiamo guardare al vostro sindacato come ad un grande attore sociale centrale in un processo di modernizzazione in un contesto di economia globale”. Il cinema Adriano, ricorda Alemanno, “è stato in passato un luogo di incontri e manifestazioni, una grande agorà nella nostra città ed è quindi giusto scoprire questa targa”.
Al taccuino di Conquiste il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli ha sottolineato come per apporre la targa davanti al Cinema Adriano si sia mossa appunto la Sovrintendenza, attraverso la dottoressa Maria Grazia Cerioni, saltando eccezionalmente tutte le competenze di assessorati vista l’importanza dell’occasione. Broccoli, apprezzato autore e conduttore radio-televisivo, ha inoltre ricordato come dal 1990 al 1992 la sua “Italia, istruzione per l’uso”, in onda su Rai1 alle 18.30, trattasse molto spesso il tema dei rapporti tra sindacato e cittadini. Un’esperienza, conclude Broccoli, che sarebbe il caso di rilanciare.

(30 aprile 2010)

Annunci