Bologna 11 Maggio 2009
In allegato pdf il patto

La sottoscrizione del “patto per attraversare la crisi” dimostra come la responsabilita’ delle forze sociali puo’ costituire un valore aggiunto per la tenuta del sistema produttivo. Essa dimostra che affrontare la crisi e’ possibile accettando il rischio di scommettere insieme, ciascuno nei propri ruoli per salvaguardare le aziende e i lavoratori. Una scommessa ambiziosa, ma la sola che puo’ permetterci entro un quadro di coesione sociale di guardare al futuro con maggiore fiducia.

La filosofia di questo patto infatti e’ quella di mantenere per imprese e lavoratori, il filo di una continuita’ produttiva che consenta tutti insieme di attraversare una crisi economica di straordinarie dimensioni, estendendo a tutti i lavoratori, indipendentemente dalle dimensioni delle imprese e dalle tipologie contrattuali gli ammortizzatori sociali.

Senza autocompiacimenti piu’ o meno localistici, ci pare di poter affermare che il lavoro fatto puo’ costituire un riferimento non solo regionale. Del resto crediamo che il ruolo svolto dalla Regione ER e da Errani anche come presidente dei presidenti, insieme all’azione di Cgil Cisl Uil, sia stato decisivo per individuare le risorse che consentono per la prima volta una generalizzazione degli ammortizzatori sociali. Questo patto dimostra inoltre che e’ possibile fare concertazione fra istituzioni e parti sociali, che e’ possibile in fondo una politica positiva alternativa a un certo “ciarpame” di piccoli “Watergate alla cicoria” localistici; che e’ possibile difendere insieme interessi legittimi e valori plurali.

Siamo convinti che la stessa Confindustria non firmataria del patto pur sostenendone la positività, possa trovare al piu’ presto le ragioni per una sottoscrizione piena.

Certo e’ che da parte nostra, come Cisl ci impegneremo affinche’ lo spirito di coesione oltre ogni azione unilaterale dell’accordo sia presente in ogni intervento concreto di sostegno alle aziende in crisi, al reddito dei lavoratori, alla formazione e a far si’ che le procedure siano efficaci ed efficienti cercando di adattarle alle esigenze effettive.

La Segreteria CISL Emilia Romagna

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, VASCO ERRANI

Un “patto per attraversare la crisi”, un accordo da 520 milioni che fissa gli obiettivi, gli indirizzi e i criteri per salvaguardare la base produttiva, evitare i licenziamenti e dare risposte anche a quei lavoratori finora senza la tutela degli ammortizzatori sociali: è stato siglato questo pomeriggio dalla Regione Emilia-Romagna, l’UPI e l’ANCI regionali, le organizzazioni sindacali e le associazioni imprenditoriali, ad eccezione di Confindustria.

Il patto rappresenta uno strumento nuovo per gestire una crisi inedita e gravissima, che coinvolge tutta l’economia mondiale e che tocca pesantemente l’economia italiana e ora anche quella dell’Emilia-Romagna. Con l’accordo si dà vita ad un sistema di gestione di tutti gli strumenti a sostegno dei lavoratori e delle aziende per affrontare la crisi, ordinari e soprattutto in deroga, dando così risposta anche ai lavoratori nelle imprese con meno di 15 dipendenti, nelle cooperative, nei servizi, nel commercio e nell’artigianato. L’accordo gestirà il finanziamento di 520 milioni per gli ammortizzatori sociali in deroga previsti dall’intesa Stato-Regione, tra risorse statali e regionali.

“Sono convinto che questa sia la strada migliore per superare la crisi – ha spiegato al termine dell’incontro il presidente della Regione Vasco Errani – Anche Confindustria ha dichiarato di condividere l’impostazione e lo spirito del patto e ha apprezzato l’impegno della Regione. Ritengo che sia importante quanto ha detto la presidente Artoni, e auspico che nei prossimi giorni si creino le condizioni perché anche Confindustria possa aderire”.

La Regione e le associazioni imprenditoriali e sindacali firmatarie si impegnano a salvaguardare l’occupazione, perseguendo soluzioni condivise anche nel caso del ricorso a procedure di mobilità ed escludendo comunque iniziative unilaterali di licenziamento collettivo. Ci sarà dunque la possibilità di allungare il periodo della cassa integrazione ordinaria e di garantire rapidità e semplicità degli interventi anche attraverso i pagamenti diretti da parte dell’INPS.

A livello regionale saranno attivati appositi programmi di politiche attive del lavoro diretti alla riqualificazione dei lavoratori sospesi o licenziati a seguito di crisi per favorirne il ricollocamento occupazionale. E per contrastare il ricorso al lavoro sommerso dei lavoratori non comunitari che hanno perso il lavoro – derivante dall’attuale disciplina relativa ai permessi di soggiorno – la Regione e le parti sociali si impegnano, attraverso la formazione e gli ammortizzatori sociali, a ricercare tutte le misure per la loro ricollocazione.

L’accordo, infine, avvia una procedura condivisa tra Regione e Province per la cassa integrazione straordinaria e la mobilità nelle aziende fino a 250 addetti con stabilimenti in una sola provincia.

in allegato il Patto

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