La Cisl dell’università di Bologna sul decreto Brunetta
Cari colleghi,
Nei giorni scorsi è entrato in vigore il Decreto legislativo relativo all’applicazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15, altrimenti noto come decreto Brunetta.
Come CISL Università di Bologna esprimiamo un forte dissenso a cominciare da quanto prevede in tema di relazioni sindacali nel lavoro pubblico. Riteniamo assolutamente sbagliata la riduzione delle materie oggetto di contrattazione, sia a livello nazionale che a livello decentrato, perché ripristina la supremazia della Legge sulla contrattazione su tutti gli aspetti sostanziali dei contratti di lavoro.
Tutto ciò, a nostro avviso, determina un ridimensionamento del ruolo dei lavoratori; rappresentati da RSU e Sindacato, in tema di organizzazione del lavoro, carriere, retribuzioni. E’ un passo indietro che ridimensiona il lavoro fatto in 15 anni di contrattazione nella P.A. Senza contare il fatto che secondo noi viene rivista, in senso punitivo, l’articolazione disciplinare, vengono inasprire le sanzioni e vengono ampliati i poteri/obblighi di intervento sanzionatorio dei dirigenti.
Inoltre secondo noi risulta molto carente quando parla di valutazione e misurazione della produttività, senza fare alcun riferimento alle dotazioni organiche, alle strumentazioni disponibili, alle metodologie di valutazione, ma soprattutto senza la condivisione del metodo con tutti i soggetti coinvolti.
Anche l’istituzione di una Commissione Nazionale che dovrà garantire l’applicazione della riforma in tutte le Pubbliche Amministrazioni nasconde secondo noi un ritorno ad un centralismo contrario alla vigente autonomia, così come la prevista attivazione di Organismi indipendenti nelle singole Amministrazioni, per svolgere opera di controllo interno, saranno un vincolo più che uno stimolo alle Istituzioni Accademiche.
Soprattutto non condividiamo la divisione obbligatoria, a prescindere da ogni realtà oggettiva, dei lavoratori pubblici in Buoni, Mediocri, Cattivi a cui va attribuito il trattamento accessorio, già definito in percentuale dalla Legge, lasciando minimo spazio alla contrattazione, e che diventerà un elemento prioritario anche per le valutazioni inerenti le progressioni di carriera.
Così come non condividiamo il ridimensionamento della formazione professionale che era un elemento contrattuale caratterizzante nella gestione delle risorse umane, a beneficio di un percorso “elitario” di alta formazione riservato a pochi eletti scelti dall’Amministrazione.
Per quanto riguarda la ridefinizione dei comparti, la CISL Università ha sempre sostenuto la specificità del compito istituzionale dell’Università, ritenendo necessario avere un comparto “separato” dalle altre categorie.
Per questo come CISL Università di Bologna ribadiamo il giudizio negativo su questo Decreto (più che una svolta per coinvolgere il lavoratore pubblico in una nuova missione istituzionale, ci sembra un manuale burocratico con sfumature autoritarie che pensavamo fosse solo un retaggio del passato) e chiediamo un forte intervento delle strutture nazionali non solo di categoria perché mettano in campo ogni azione possibile di pressione verso il Governo, non escluso anche una mobilitazione di tutto il comparto.
Coscienti come CISL Università di Bologna che, oltre la sterile polemica e le “campagne pubblicitarie”, bisogna riuscire a trovare, nell’interesse dei lavoratori, le opportune risposte alla realtà dei fatti cominciando fin da subito un serrato confronto con la nostra Amministrazione, che è poi quella che applicherà in concreto le norme.
La Segreteria CISL Università di Bologna
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QUI – Approfondimento sulle nuove modalità contrattuali
QUI - Chiarimenti da Unibo sull’IMA
QUI – Docenti e aggiornamenti ISTAT
QUI - Indennità per i co.co.pro.
CISL Università
solidarietà alla gente d’Abruzzo attraverso i colleghi abruzzesi
La Segreteria Nazionale, a nome della Federazione CISL Università, esprime un profondo dolore per la terribile calamità che ha colpito la comunità abruzzese, si unisce al cordoglio generale per le vittime del sisma, abbraccia affettuosamente i lavoratori dell’Università e dell’AFAM partecipando alla loro sofferenza fisica e morale.
Per dimostrare concretamente la solidarietà della nostra O.S. alla popolazione e alla comunità accademica così duramente provate, la Segreteria Nazionale, congiuntamente alla Segreteria regionale CISL Università Abruzzo, apre una sottoscrizione di fondi finalizzata ad una diretta azione di soccorso.
A tal fine si invitano i lavoratori dell’Università e dell’AFAM a versare i loro contributi sul conto corrente intestato a:
Federazione CISL Università Regione Abruzzo
Banca CARISPAQ – Agenzia 3
C/C N. 129034 – ABI 6040 – CAB 03606
IBAN: IT 30 S 06040 03606 000000129034
La Segreteria Nazionale, unitamente alla Segreteria Regionale CISL Abruzzo, confida sulla sentita ed attiva collaborazione dei Segretari Provinciali per la sottoscrizione in oggetto, suggerendo di attivarsi in prima persona per la raccolta diretta di fondi presso i lavoratori (in primi presso gli iscritti CISL).
Confidiamo nella sensibilità e generosità di tutti i lavoratori del comparto per una dimostrazione di solidarietà concreta agli amici abruzzesi.
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Chi siamo
La CISL nell’università di Bologna è un gruppo di persone che vuole dialogare. Abbiamo scelto questo sindacato perché riteniamo che la tutela dei lavoratori passi soprattutto attraverso la capacità di costruire ponti anche con le istutizioni e che lo scontro sia uno strumento non sempre indispensabile. Per confrontarci tra di noi e con i nostri colleghi abbiamo pensato di costruire uno spazio aperto, come appunto questo blog, in cui cercare risposte e ascoltare domande.
Nessuno di quelli che provano a seguire questa attività vi si dedica a tempo pieno e quindi se il vostro commento tarda ad essere approvato, se la risposta tarda ad arrivare, abbiate TANTA TANTA pazienza.
Siamo alle prime armi ma vogliamo provarci.
